Farmaci agonisti e antagonisti
I farmaci devono legarsi al proprio recettore per esercitare la loro azione farmacologica. In base all'azione sul recettore, i farmaci sono classificati in due grandi tipi: i farmaci agonisti e i farmaci antagonisti.
Agonista recettoriale
È definito agonista recettoriale un farmaco in grado, dopo aver legato uno specifico recettore, di evocare una risposta del tutto simile a quella del ligando endogeno del recettore stesso. Per tale motivo, l'agonista mima gli effetti del ligando endogeno del recettore, determinandone l'attivazione.
Antagonista recettoriale
Si definisce invece antagonista recettoriale un farmaco che, legandosi a un recettore, è incapace di evocare una risposta farmacologica ma impedisce semplicemente il legame dell'agonista al recettore stesso, antagonizzando l'azione degli agonisti. Entrambi (agonista/antagonista) competono in definitiva nei confronti del medesimo recettore e possono spiazzarsi a vicenda se presenti in concentrazioni preponderanti l'uno con l'altro.
Concentrazione di agonista e antagonista
Parametro di fondamentale importanza in questo gioco di potere è pertanto la concentrazione di ambedue i contendenti, agonista ed antagonista.
Esempio: Neurotrasmettitore acetilcolina
Ad esempio, il neurotrasmettitore acetilcolina agisce su due sottotipi recettoriali indicati come recettore muscarinico e recettore nicotinico. I due gruppi di risposte che l'acetilcolina produce attivandoli possono essere riprodotti da due alcaloidi: muscarina e nicotina, rispettivamente.
L'attivazione dei recettori muscarinici da parte dell'acetilcolina o da parte di un agonista come il carbacolo (che infatti mima l'effetto del ligando naturale Ach) provoca:
- Diminuzione della frequenza e della forza contrattile cardiache
- Vasodilatazione periferica
- Restringimento della pupilla (miosi)
Un antagonista muscarinico produce effetti opposti: dilatazione della pupilla (midriasi).
Definizione di agonisti e antagonisti
Definiamo quindi le sostanze farmacologiche che attivano i recettori e producono una risposta come agonisti, mentre gli antagonisti si legano ai recettori, ma non li attivano.
Oltre ad avere affinità per il recettore, un agonista possiede un'altra proprietà chimica detta attività intrinseca, che è la sua capacità di indurre (evocare) una risposta quando si lega a un recettore. L'agonista (A) interagisce con il recettore (R) per formare un complesso (AR) che a sua volta si combina con un trasduttore (T) per produrre il complesso ternario (ART) responsabile dell'insorgenza dello stimolo che porterà alla risposta farmacologica.
Agonisti puri e parziali
Accanto agli agonisti puri, con le proprietà appena descritte, esistono anche gli agonisti parziali.
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Farmacologia generale - agonista e antagonista