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Farmacologia generale - agonista e antagonista Appunti scolastici Premium

Appunti di Farmacologia generale del professor Tomaino su agonista e antagonista e sui seguenti argomenti: i farmaci, farmacodinamica, antagonista competitivo, antagonista non competitivo, farmacocinetica, assorbimento, vie di somministrazione, distribuzione, metabolismo, effetto di primo passaggio.

Esame di Farmacologia generale docente Prof. A. Tomaino

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ché non è possibile superare (direttamente) l’azione del farmaco con un agonista che agisca da an-

tidoto.

Farmacocinetica

E’ il ramo della Farmacologia generale che studia le azioni dell’organismo sul farmaco, dunque il

suo destino all’interno dell’organismo, dall’ingresso nell’organismo alla sua fuoriuscita.

Questi processi comprendono quattro fasi: assorbimento, distribuzione, metabolismo ed escrezio-

ne. Queste fasi non sono sempre esattamente sequenziali, ma possono essere temporalmente so-

vrapposte (in particolare il metabolismo può precedere o essere contemporaneo alla distribuzione),

ma concettualmente sono distinte.

Assorbimento

Un qualunque farmaco deve, per espletare la sua azione, trovarsi (nella concentrazione necessa-

ria) nel sito specifico d’azione. L’assorbimento è proprio il processo con cui il farmaco, dal sito di

somministrazione, raggiunge il sito bersaglio della sua azione, penetrando nell’organismo (e in ge-

nere raggiungendo il torrente ematico).

Per fare questo il farmaco deve superare una grande quantità di barriere, come membrane cellula-

ri, endotelio, membrane basali, barriera ematoencefalica, ecc. …, ognuna con le sue specificità.

Per esempio, una membrana plasmatica (modello a mosaico fluido antipatico) può essere superata

in diversi modi: diffusione passiva (che riguarda solo molecole sufficientemente lipofile), diffusione

facilitata attraverso canali (permeasi), trasporto attivo (meccanismo che prevede l’intervento di ca-

nali o trasportatori che consumano energia nel processo) o endocitosi (in fase fluida o mediata da

recettori). molti fattori influenzano l’assorbimento del farmaco :

E’ evidente quindi che

• caratteristiche del farmaco: massa molecolare, carica elettrica, solubilità (idrofilia e lipofi-

lia), stato fisico del farmaco (solido, liquido o gassoso), stabilità della molecola, …

• proprietà dell’organismo: forma ed estensione della superficie assorbente e sua perfusione,

stato di salute e di nutrizione, età, specie e/o gruppo etnico del soggetto, …

• caratteristiche dell’esposizione: via di somministrazione, durata del contatto tra farmaco e

superficie assorbente, caratteristiche locali della superficie assorbente (pH, flusso ematico, pre-

senza di altre sostanze nello stomaco in caso di somministrazione orale, …)

• fattori esogeni: interazione con altre sostanze prima o durante l’assorbimento, formulazio-

ne farmacologica, …

Tutti questi fattori influiscono sulla biodisponibilità del farmaco, cioè la quota di farmaco sommi-

nistrato davvero disponibile per il paziente.

Vie di somministrazione dei farmaci

La via di somministrazione dei farmaci è il principale fattore che influenza l’assorbimento (oltre

che alcuni processi successivi).

Si possono dividere in tre famiglie:

• Vie enterali: il farmaco è somministrato lungo il tubo digerente. Sono la somministrazione

orale o sublinguale e rettale. La via orale mette a disposizione una vasta area di assorbi-

per os,

mento (stomaco e intestino tenue), e un grande possibilità di diffusione passiva e tramite carriers;

è una via pratica, sicura ed economica, ma necessita della collaborazione del paziente, provoca un

assorbimento spesso irregolare (a causa delle diversità di assorbimento, di possibilità di degrada-

zione del farmaco nel lume dei visceri e di condizioni del tratto gastroenterico); la biodisponibilità

è spesso molto inferiore al 100%, a causa dell’effetto di primo passaggio (vedi in seguito), e sovente

irregolare (talvolta con oscillazioni amplissime, come per esempio nel caso della ciclosporina, un

farmaco antirigetto). La via sublinguale permette un accesso rapido e quasi diretto al circolo ema-

tico (le vene della regione sono molto vicine alla mucosa) e la biodisponibilità è elevata (perché

manca l’effetto di primo passaggio), ma la superficie disponibile è ridotta e l’assorbimento è effi-

ciente solo per alcuni farmaci (per esempio la nitroglicerina). La via rettale è intermedia tra le due,

perché è sottoposta solo ad un parziale effetto di primo passaggio; non necessita di collaborazione

del paziente (utile nei bambini, nel coma o durante il vomito), ma l’assorbimento è irregolare.

• Vie parenterali: il farmaco è introdotto tramite una soluzione di continuità provocata

nell’organismo, comunque non attraverso il tubo digerente. Le più comuni sono la via endovenosa,

intramuscolare e intradermica (o sottocutanea). La via endovenosa ha per definizione una biodi-

sponibilità del 100% e ha un rapido inizio dell’azione (utile in regime d’emergenza), permette di

somministrare grossi volumi o sostanze irritanti e si può regolare la dose in base alla risposta (per

esempio nella somministrazione di morfina); però può provocare effetti collaterali gravi (shock

anafilattico, emolisi, embolia), l’infusione deve essere lenta e necessita di supervisione medica e

può provocare flebiti. La somministrazione intramuscolare ha un assorbimento più lento ed una

ridotta biodisponibilità, ma può essere usata per somministrare preparazioni-ritardo e sostanze

oleose; ha raramente effetti collaterali, ma non può essere usata in coagulopatici o in corso di te-

rapia anticoagulante. La via intradermica (e la simile via ipodermica) permette la somministrazio-

ne di piccoli volumi, anche di sostanze oleose o preparazioni-ritardo; l’assorbimento è lento e la

biodisponibilità inferiore della via endove-

nosa, ma permette una facile autosommi-

nistrazione. Vie meno usate sono la via

endoarteriosa (per somministrazioni mira-

te a un organo, è però complessa e doloro-

sa), transnasale (l’assorbimento è irregola-

re e la superficie a disposizione scarsa,

non ha effetto di primo circolo, è usata per

ormoni peptidici e sostanze voluttuarie),

inalatoria (utilizza i capillari polmonari,

perciò la superficie è ampia e

l’assorbimento rapido, ma è difficile dosare

con precisione il farmaco, può dare irrita-

zione bronchiale e necessita di farmaci

gassosi o in aerosol, è usata per anestetici

volatili e sostanze d’abuso), intramidollare

o transossea (attraverso il midollo di ossa

Velocità di assorbimento dei farmaci in base alla via di som- piatte o la tibia nel bambino, utilizzata se è

ministrazione: più lento è l’assorbimento, e più basso (e tardi- difficile l’accesso venoso, di cui è un equi-

vo) il picco plasmatico. Per questa (e altre) ragione la via di

somministrazione di un preparato farmacologico non va mai valente, è usata per esempio per sommini-

cambiata intratecale

strare adrenalina nel bambino),

o cefalorachidiana (per superare la barriera ematoencefalica, è usata per anestetici, chemioterapi-

ci o antibiotici) e transcutanea o transdermica (tramite cerotti a rilascio ritardato o medicazioni

occlusive, ha una discreta biodisponibilità e un rilascio continuo nel tempo), transperitoneale,

transarticolare, ...

• Vie locali o somministrazione topica: il farmaco è somministrato direttamente nella sede

desiderata. Sono esempi le somministrazioni topiche cutanee, mucose (auricolare, uretrale, endo-

vescicale, vaginale) e congiuntivali (colliri). Hanno azione solo locale, ma talvolta possono presen-

tare un certo assorbimento sistemico. Possono essere considerate somministrazioni locali anche la

via inalatoria (per farmaci che agiscano sui bronchi, come i broncodilatatori) o per farmaci assunti

per bocca ma non assorbibili (che agiscono solo nell’intestino, come l’antibiotico neomicina).

Distribuzione

Col termine distribuzione si definiscono i fenomeni che trasferiscono i farmaci dal sangue (che

hanno raggiunto con l’assorbimento) ai vari distretti corporei.

Nel sangue la maggior parte dei farmaci non viaggia libera, ma legata a proteine plasmatiche (so-

prattutto l’albumina), che agiscono come “deposito circolante” del farmaco; solo la piccola frazione

libera del farmaco è quella attiva, perché può distribuirsi ai vari tessuti bersaglio, essere metabo-

lizzata ed eliminata. Ovviamente il legame con le proteine plasmatiche non è irreversibile, cosicché

finché è disponibile del farmaco legato alle proteine plasmatiche la frazione libera si riforma a par-

tire dalla fase proteica.

Presto o tardi la distribuzione porta all’equilibrio la concentrazione del farmaco tra sangue e tes-

suti periferici; in questi ultimi i farmaci idrosolubili tendono a concentrarsi nel liquido extracellu-

lare, mentre quelli liposolubili possono penetrare nelle cellule (la solubilità non è però l’unico fat-

tore che determina la distribuzione del farmaco).

Alcuni tessuti (SNC, osso, camera interna dell’occhio, …) sono per loro natura poco raggiungibili

dalla maggior parte dei farmaci, e possono non essere coinvolti nella distribuzione: in questi tes-

suti la concentrazione di un certo farmaco può essere bassissima o addirittura nulla.

Metabolismo

Il processo di metabolismo dei farmaci, detto anche biotrasformazione (perché le molecole di far-

maco sono trasformate enzimaticamente), consiste in tutte le trasformazioni chimiche subite dal

farmaco nell’organismo. Lo scopo del metabolismo è trasformare i farmaci in modo da renderli

eliminabili. Siccome molti farmaci sono liposolubili e la principale via di eliminazione è la via rena-

le (che elimina facilmente molecole polari), questi sono trasformati in molecole più idrofile; in al-

cuni casi, più rari, i farmaci sono resi più lipofili, per facilitarne l’eliminazione per via biliare e in

definitiva fecale.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in chimica e tecnologia farmaceutiche
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Farmacologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Tomaino Antonio.

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