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Farmacologia generale

La farmacologia è la scienza che studia i farmaci e i loro effetti sull’organismo; la parola farmaco deriva dalla parola greca pharmakon (rimedio, veleno) che intendeva una sostanza chimica nota che produceva un effetto biologico (positivo o negativo). Invece la World Health Organization definisce il farmaco come: sostanza o prodotto utilizzato per modificare funzioni biologiche e stati patologici a beneficio del paziente.

Le fasi del farmaco

1. Fase farmaceutica: caratterizzata dalla capacità della forma farmaceutica (capsule, compresse, supposte, soluzioni, aerosol…) a cedere il proprio principio attivo affinché venga assorbito ed assoggettato ai processi farmacocinetici.

2. Fase farmacocinetica: comprende i processi che determinano la quota di farmaco disponibile al sito di azione (assorbimento, distribuzione, metabolismo ed escrezione). Dipende dalle caratteristiche chimico e chimico-fisiche del farmaco.

3. Fase farmacodinamica: è costituita dall’interazione del farmaco con il sito di azione (macromolecola recettoriale), che a sua volta attiva la risposta biologica.

Fase farmaceutica

Un farmaco per poter essere assunto deve essere veicolato in una forma farmaceutica che comprende il farmaco e il suo eccipiente. Ovvero il farmaco è il principio attivo (sostanza dotata di attività farmacologica), mentre l’eccipiente è ciò che contiene il farmaco. All’interno di una forma farmaceutica vi è un dosaggio ben preciso di principio attivo che varia da: tipo di principio, di forma farmaceutica e di finalità terapeutiche. L’eccipiente è invece qualsiasi sostanza differente dal principio attivo che viene aggiunta intenzionalmente alla forma farmaceutica, ogni eccipiente è dotato di particolari proprietà in base alle necessità richieste per la somministrazione del farmaco.

  • Proprietà leganti: danno compattezza alla forma farmaceutica e tengono assieme i componenti.
  • Proprietà disaggreganti: controbilanciano l’azione legante e consentono alla forma farmaceutica di cedere e liberare il principio attivo.
  • Proprietà lubrificanti: impiegati per lo più nella preparazione di compresse perché facilitano la compressione della miscela principio attivo + eccipiente e l’espulsione delle compresse.
  • Proprietà coloranti: utilizzato per i farmaci ad uso alimentare e servono per rendere più invitante l’aspetto della forma farmaceutica.
  • Proprietà aromatizzanti: mascherano gli eventuali sapori sgradevoli (specialmente per i farmaci rivolti ai bambini).

Le forme farmaceutiche

Le forme farmaceutiche sono i contenitori del principio attivo e devono garantire che esso raggiunga il circolo sistemico in una concentrazione efficace e che essa sia mantenuta per un periodo adeguato di tempo affinché il farmaco sia distribuito a tutti gli organi e tessuti target, prima della sua eliminazione. La forma farmaceutica consente di veicolare un principio attivo, cioè lo trasforma in una molecola biologicamente attiva in un dispositivo che ne consente un’agevole somministrazione, garantendo il dosaggio corretto e un completo rilascio nell’organismo. Le forme farmaceutiche si dividono in diversi tipi:

  • AEROSOL: sono dispersioni di particelle liquide o solide (di diverse dimensioni in base al target delle vie aeree) racchiuse in recipienti speciali chiusi ermeticamente (nebulizzatori). Possono essere a uso topico (si applica direttamente sull’obiettivo) o per inalazione.
  • CAPSULE: sono preparazioni costituite da un involucro gelatinoso di consistenza dura o molle che contengono una dose di medicamento. Hanno lo scopo di far arrivare il principio attivo opportunamente protetto nella sede in cui questo va rilasciato, per evitare dispersioni di sostanza e/o effetti collaterali.
  • CEROTTI TRANSDERMICI: sono gli ultimi arrivati nei cassetti delle farmacie e assicurano livelli costanti di principio attivo nel sangue e un’azione duratura (per 24h si è coperti).
  • COLLIRI: sono soluzioni sterili, acquose o oleose, destinate ad essere applicate nell’occhio. Sono preparati con materie prime selezionate e con precauzioni particolari, in modo che sia assicurata la sterilità evitando l’introduzione di sostanze contaminanti e lo sviluppo di microorganismi. Quelli di vecchia generazione durano un mese dopo che sono stati aperti, invece quelli di nuova generazione sono fatti in monodose e quindi è garantita la sterilità e l’efficacia per ogni dose.
  • COMPRESSE: sono preparazioni ottenute dalla compressione della miscela formata da principio attivo + eccipiente. Esistono poi le compresse rivestite: sono compresse che vengono rivestite con uno o più strati di sostanze diverse (resine, gomme, zuccheri, plasticanti, cere..). Una compressa può essere rivestita per diversi motivi: per migliorare l'aspetto estetico, per mascherare odori e sapori sgradevoli, per proteggere il farmaco da luce e umidità, per aumentare la resistenza meccanica, per conferire resistenza al succo acido dello stomaco, o per controllare il tempo di cessione del principio attivo. Compresse a rilascio controllato: hanno la funzione di mantenere una concentrazione ematica costante nel sangue per un periodo controllato. Compresse con sistema di cessione controllato: il farmaco è contenuto omogeneamente in una matrice che lo diffonderà progressivamente.
  • FIALE: la sostanza attiva viene preparata in forma liquida e possono essere somministrate: per via intramuscolare, endovenosa, sottocutanea, aerosol.
  • GOCCE: sono preparazioni liquide (acquose o oleose) destinate alla somministrazione in gocce orali, nasali o auricolari.
  • POMATE: sono preparazioni semisolide da impiegare su pelle o mucose e si distinguono in: unguenti (hanno un eccipiente in fase unica in forma grassa o acquosa in cui si disperdono sostanze attive liquide o solide), creme (sono emulsioni cioè sono formate da una parte grassa e una acquosa di cui una prevale sull’altra. Le più comuni sono ricche di acqua che evaporando rilascia la sostanza attiva), gel (sono liquidi trasformati in gel con opportuni gelificanti), paste (sono preparazioni in cui grandi quantità di polvere sono finemente disperse negli eccipienti grassi o acquosi).
  • SCIROPPI: sono preparazioni a base acquosa che contengono principi attivi e sostanze dolcificanti. Consentono la somministrazione di medicamenti poco gradevoli al gusto anche ai pazienti più difficili, come i bambini.
  • SOSPENSIONI: sono preparazioni in cui la miscela principio attivo + eccipiente viene dispersa all’interno di un liquido nel quale non si può sciogliere.
  • SUPPOSTE: la sostanza attiva viene miscelata con eccipienti che danno alla preparazione forma e consistenza tali da permettere il rilascio e l’assorbimento del farmaco.

Il foglio illustrativo

Il foglio illustrativo, che deve essere presente in ogni confezione, è una preziosa guida all’uso del farmaco. Contiene tutte le informazioni relative alla composizione del farmaco, alle patologie per le quali è indicato, alle modalità di somministrazione di conservazione, ai rischi che potrebbero verificarsi in caso, ad esempio, di sovradosaggio o di interazione con altri farmaci che si stanno assumendo. Tuttavia è importante ricordare che la lettura del foglietto illustrativo non sostituisce la consultazione del medico, ma ci dice tutto quello che dobbiamo sapere sul suo uso corretto e le controindicazioni (condizioni per cui il farmaco assunto può diventare pericoloso). Quindi ci informa su:

  • Composizione del farmaco: principio attivo + eccipienti
  • Dosaggio
  • Forma farmaceutica
  • Categoria farmacoterapeutica: malattie o gruppi di malattie contro cui un farmaco è efficace
  • Controindicazioni: presenza di uno o più condizioni che possono rendere pericoloso l’utilizzo di un farmaco
  • Precauzioni d’uso: indicano le situazioni in cui un farmaco può essere assunto ma con attenzione.
  • Interazioni: come si rapporta questo farmaco con altre sostanze e farmaci. Specifica quali alimenti e sostanze possono alterare gli effetti.
  • Avvertenze speciali: informazioni sull’utilizzo in casi particolari
  • La posologia, il modo e il tempo di somministrazione: indicano il dosaggio, la frequenza e la durata della somministrazione e in alcuni casi anche nei momenti specifici della giornata (prima o dopo i pasti per esempio)
  • Sovradosaggio: sintomi per riconoscere se è stata assunta una dose eccessiva di farmaco e le misure di primo soccorso da effettuare.
  • Effetti indesiderati: effetti negativi che si possono verificare anche con il normale uso del medicinale e le successive misure in risposta da adottare.

Vie di somministrazione dei farmaci

  • Via enterale:
    • Orale (capsule, compresse, gocce orali, sciroppi)
    • Sublinguale (compresse)
    • Rettale (supposte)
  • Via parenterale:
    • Endovenosa
    • Intramuscolare
    • Sottocutanea
  • Via respiratoria
  • Via topica (colliri, pomate, gocce nasali o auricolari, aerosol)
  • Via transdermica

Fase farmacocinetica

Il farmaco ha un’azione adeguata e selettiva se concentrazioni adeguate sono presenti nel sito di azione. Quando si produce un farmaco bisogna tenere conto dei 4 processi che lo influenzano: Assorbimento, Distribuzione, Metabolismo, Escrezione (ADME).

Assorbimento

È il processo mediante il quale un farmaco passa dal sito di somministrazione al torrente circolatorio e cambia per ogni tipo di somministrazione. Un farmaco per diventare attivo deve essere assorbito dalle cellule, ma per entrare in esse deve superare la membrana cellulare. Per poter superare le membrane cellulari (es. mucosa gastrointestinale, tubulo renale, barriera ematoencefalica, placenta), i farmaci devono essere liposolubili perché le membrane sono lipidiche; i farmaci, dopo aver soddisfatto la caratteristica fondamentale hanno 2 meccanismi per poter entrare nella cellula:

  1. Diffusione passiva (non ionica): si basa su una differenza di concentrazione del farmaco ai 2 lati della membrana (il farmaco fluisce da dove la concentrazione è maggiore verso dov’è minore) ed il 90% dei farmaci è dovuto alla differenza di concentrazione. L’assorbimento è influenzato da:
    • Flusso ematico: garantisce un gradiente di concentrazione che funziona fino a quando non si è in una situazione di equilibrio. Maggiore è la vascolarizzazione e maggiore sarà l’assorbimento: il flusso ematico intestinale è maggiore di quello dello stomaco, per cui ci sarà un maggior assorbimento intestinale.
    • Superficie totale: più è ampia e maggiore sarà l’assorbimento. Un altro motivo per cui si assorbe di più a livello dell’intestino anziché dello stomaco e assorbimento più efficiente rispetto alla presenza di microvilli.
    • Spessore della membrana: minore è lo spessore della membrana e più veloce e migliore sarà l’assorbimento.
    • Tempo di contatto: maggiore è il tempo di contatto con la superficie assorbente e maggiore sarà l’assorbimento. Se un farmaco procede veloce nell’intestino avrò un assorbimento minore e la stessa cosa vale se il farmaco viene a contatto con del cibo, il quale ne rallenta l’assunzione.

    pH dell’ambiente e pKa del farmaco: I farmaci devono essere liposolubili per passare attraverso le membrane e la loro ionizzazione dipende dal pH e dal pKa. I farmaci in forma indissociata sono quelli favorevoli al passaggio della membrana in modo passivo perché è molto lipofila. I farmaci acidi (HA) liberano ioni H+ provocando la formazione di uno anione carico (A-) mentre le basi deboli (BH+) accettano protoni quando perdono uno ione H+ provocando la formazione della base indissociata (B), non carica. Se uno ione è carico, non passerà mai la membrana, invece se è scarico riuscirà a passarla. Il pKa della molecola corrisponde al valore del pH a cui il farmaco si trova al 50%. Gli acidi deboli in forma liposolubile sono indissociati e sono in equilibrio tra dissociato e associato, ma si sposta in base al pH: se il pH è acido il farmaco sarà indissociato e quindi favorevole all’assorbimento, in pH acido le basi sono associate e quindi cariche, per cui il farmaco verrà assorbito poco, con pH più basici possono essere assorbiti. Il pKa è il pH in cui la molecola è metà ionizzata e metà no, protonate sono neutre per l’acido ma cariche per la base e viceversa.

    • Ph > pKa predominano le forme deprotonate per i farmaci acidi prevalgono le forme associate e quindi non viene assorbito, al contrario nei farmaci basici prevale la forma dissociata e quindi saranno favorevoli all’assorbimento;
    • Ph < pKa predominano le forme protonate: nei farmaci acidi prevalgono le forme dissociate e quindi verranno assorbiti passivamente, mentre le basi saranno associate e quindi non verranno assorbite passivamente.

    L’equazione di Henderson-Hasselbalch mette in relazione la forma ionizzata per la forma non ionizzata di un acido o di una base debole del pKa del farmaco ed il pH dell’ambiente. Il pKa della molecola corrisponde al valore di pH a cui il farmaco si trova al 50% in forma dissociata ed in forma indissociata. Esempio aspirina: a livello dello stomaco l’aspirina viene assorbita perché è liposolubile, nel momento in cui entra nelle cellule dello stomaco l’aspirina si ritrova con un alto pH e prevale l’aspetto associato e per questo si mantiene di più nello stomaco causando bruciore/mal di stomaco si chiama intrappolamento ionico.

  2. Diffusione attraverso i pori: è il passaggio attraverso i pori acquosi di ioni di molecole con peso molecolare inferiore a 10.
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Scienze biologiche BIO/14 Farmacologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher EdoardoMontessori di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Farmacologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Vairetti Mariapia.
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