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terapia di mantenimento o se associata ai glucocorticoidi per via inalatoria. La teofillina è poco

costosa e può essere somministrata per via orale.

Antagonisti muscarinici

Gli antagonisti muscarinici inibiscono in maniera competitiva l'effetto dell'acetilcolina a livello dei

recettori muscarinici. Nelle vie respiratorie, l'acetilcolina è liberata dalle terminazioni efferenti dei

nervi vaghi e gli antagonisti muscarinici possono bloccare in maniera efficace la contrazione della

muscolatura liscia delle vie aeree e l'aumento della secrezione del muco indotti dall'attività vagale.

Occorrono concentrazioni molto alte per inibire la risposta della muscolatura liscia delle vie aeree

alla stimolazione non muscarinica. I farmaci antimuscarinici sono broncodilatatori efficaci. Quando

viene somministrata per via endovenosa, l'atropina, provoca broncodilatazione ad una dose inferiore

a quella necessaria per causare aumento della frequenza cardiaca. La selettività dell'atropina

aumenta somministrando il farmaco per via inalatoria o mediante la somministrazione di derivati

ammonici quaternari dell'atropina più selettivi come ad esempio il bromuro di ipratropio che

permette di far arrivare ai recettori muscarinici delle vie aeree alte dosi di farmaco senza che

composto raggiunga il sistema nervoso centrale in quantità apprezzabili. I farmaci antimuscarinici

possono essere utili nei pazienti che non tollerano farmaci beta agonisti per via inalatoria. Mentre i

farmaci antimuscarinici sono leggermente meno potenti dei farmaci beta agonisti nell'antagonizzare

il broncospasmo asmatico, nell'attacco acuto grave di asma, la cosomministrazione di ipratropio

aumenta la broncodilatazione dovuta alla somministrazione di salbutamolo per nebulizzazione.

Glucocorticoidi

Meccanismo d’azione: i Glucocorticoidi sono impiegati nella trattamento dell'asma dal 1950 e si

ritiene che la loro efficacia sia dovuta ai numerosi effetti antinfiammatori in parte riconducibili

all'inibizione di citochine pro-infiammatorie. Questi farmaci non rilasciano la muscolatura liscia

delle vie aeree per azione diretta, ma possono provocare riduzione della reattività bronchiale e

riduzione della frequenza delle riacutizzazioni di asma se somministrati come terapia cronica. Il

loro effetto sull'ostruzione delle vie aeree può essere dovuto in parte al loro potenziamento degli

effetti degli agonisti beta adrenergici, ma la loro azione principale nell'asma consiste nell'andare ad

inibire la componente linfocitaria ed eosinofila dell'infiammazione a livello della mucosa delle vie

respiratorie di individui asmatici.

Uso Clinico: A causa dei gravi effetti collaterali della terapia cronica, la somministrazione di

glucocorticoidi per via orale e parenterale è generalmente limitata ai pazienti con asma grave che

non presentano adeguati segni di miglioramento con i broncodilatatori. Il metodo più efficace per

diminuire gli effetti collaterali sistemici dovuti alla terapia con glucocorticoidi è la loro

somministrazione tramite aereosol, utilizzando ad esempio,Beclometasone,Budesonide,Flunisolide,

questa costituisce una strategia importante ed efficace per far arrivare i glucocorticoidi alle vie aeree

con il minimo assorbimento sistemico (4 inalazioni 2 volte al giorno di Beclometasone).Uno degli

accorgimenti nel passare dalla terapia con glucocorticoidi per via orale a quella inalatoria, consiste

nella diminuire lentamente la dose del farmaco per via orale in modo da evitare il precipitare

dell'insufficienza corticosurrenalica. Nonostante queste alte dosi per via inalatoria possono

provocare inibizione corticosurrenalica i rischi di tossicità sistemica sono ancora trascurabili

rispetto a quelli dovuti alla terapia orale con prednisone di cui l’ inalazione di glucocorticoidi

costituisce l'alternativa terapeutica. Un problema particolare causato dall'inalazione di

glucocorticoidi ad azione topica e la comparsa di candidasi orofaringea. Anche la raucedine può

essere dovuta un effetto locale diretto sulle corde vocali dei glucocorticoidi per via inalatoria. A

differenza dei farmaci beta agonisti e della teofillina la somministrazione cronica di glucocorticoidi

per via inalatoria riduce la reattività bronchiale.

Cromoglicato Bisodico e Nedocromil

Il Cromoglicato e il Nedocromil sono sali stabili se somministrati come aerosol inibiscono in

maniera efficace l'asma indotta sia da antigeni che da esercizio fisico e l'uso cronico(4 volte al di’)

riduce il livello globale della reattività bronchiale; questi farmaci non hanno effetto sul tono della

muscolatura liscia delle vie aeree, non sono efficaci nel bloccare il broncospasmo asmatico in atto e

sono efficaci solo a scopo profilattico. Il cromoglicato deve essere somministrato localmente per via

inalatoria sottoforma di polvere, il nedocromil è disponibile solo tramite aereosol. Per quanto

riguarda il loro meccanismo d'azione, questi due farmaci inducono un'alterazione dell'attività dei

canali lenti delle coloro presenti della membrana cellulare, con inibizione dell'attivazione cellulare.

Si ritiene che tale azione sia responsabile sulle fibre nervose delle vie respiratorie, del inibizione

della tosse, sui mastociti, delle inibizione della risposta precoci alla stimolazione antigienica, e sugli

eosinofili del inibizione della risposta infiammatoria all’ inalazione di allergeni. Studi clinici hanno

dimostrato che il pretrattamento con questi due farmaci blocca la bronco costrizione indotta da

inalazione di antigene, esercizio fisico, acido acetilsalicilico, e da varie cause di asma professionale

questo rapido effetto fa sì che questi due farmaci siano efficaci se somministrati poco prima di uno

sforzo o di una inevitabile e esposizione all'allergene. Se assunti regolarmente da pazienti con asma

persistente, entrambi farmaci riducono la gravità della sintomatologia e la necessità di

somministrare farmaci broncodilatatori. La soluzione di cromoglicato è efficace anche ridurre i

sintomi delle ricongiuntiviti allergiche, l'applicazione della soluzione tramite spray nasali o colliri

risulta essere efficace nel 75% dei pazienti con rinite allergica, anche in piena stagione dei pollini.

Poiché sono così poco assorbiti, i effetti indesiderati di questi due farmaci sono di lieve entità e

limitati esiti di contatto con il farmaco, esempio irritazione della gola, tosse.

Inibitori dei leucotrieni

Il leucotriene B4 è un potente fattore chemiotattico per i neutrofili e LTC4 e LTD4 svolgono molti effetti

che siano nell'asma come bronco costrizione, aumentata reattività bronchiale, edema della mucosa, ed

I leucotrieni derivano dall'azione della 5-lipossigenasi sull'acido arachidonico

ipersecrezione mucosa..

e sono sintetizzati da numerose cellule infiammatorie delle vie respiratorie, tra cui eosinofili,

mastociti, macrofagi e basofili. Studi iniziali hanno evidenziato che la stimolazione antigienica di

tessuto polmonare provoca sintesi di leucotrieni, mentre altri studi nell'uomo hanno evidenziato che

l’ inalazione di leucotrieni provoca non solo broncocostrizione, ma anche un aumento della

reattività bronchiale all'istamina che persiste per diversi giorni. Sono state seguite due strategie per

bloccare l'azione del leucotrieni: 1) inibizione della 5-lipossigenasi, prevenendo pertanto la sintesi

di leucotrieni; 2) inibizione del legame della leucotriene D4 ha proprio recettore prevenendo quindi

l'azione. Farmaci appartenenti ad entrambi le classi sono dimostrati efficaci nel bloccare le risposte

bronchiali all'esercizio fisico e alla stimolazione antigienica, ricordiamo zileuton, inibitore della 5-

lipossigenasi. I loro effetti su sintomi, ostruzione bronchiale, reattività bronchiale e di

infiammazione delle vie aeree sono inferiori a quelle di glucocorticoidi per via inalatoria, ma sono

efficaci nel diminuire la frequenza di riacutizzazione. Il vantaggio principale degli antagonisti dei

leucotrieni consiste nella possibilità di somministrarli per via orale. È noto già da molto tempo che

circa il 5/10% delle persone asmatiche sono sensibili all’ acido acetilsalicilico, per cui anche una

piccola dose provoca bronco costrizione e sintomi da rilascio sistemico d'istamina come

vasodilatazione cutanea al volto e crampi addominali. Dal momento che non si ha alcuna evidenza

di sensibilizzazione all'acido acetilsalicilico o suoi metaboliti e poiche è provocata da qualunque

farmaco antinfiammatorio non -steroideo, si ritiene che la reazione all'acido acetilsalicilico sia

dovuta all'inibizione della prostaglandina-sintetasi, con conseguente aumento del metabolismo

dell'acido arachidonico tramite la via di leucotrieni. Queste ipotesi è sostenuta dalla dimostrazione

che inibitori del leucotrieni riducono nettamente la risposta alla stimolazione con acido

acetilsalicilico e migliorano il controllo globale dell'asma su base giornaliera.


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Exxodus

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DETTAGLI
Esame: Farmacologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in farmacia (corso di laurea di 5 anni - a ciclo unico)
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Farmacologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Biologia Prof.

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