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Diabete mellito

Fisiologia

Il diabete è una patologia che fa parte dei rischi modificabili delle malattie cardiovascolari. È una patologia che per ora affligge circa 200 milioni di abitanti, ed è in continua crescita. Affligge di più le persone della zona euro asiatica. Rappresenta un rischio cardiovascolare paragonabile alla prevenzione secondaria ed è il disturbo endocrinometabolico più diffuso. È un gruppo di disagi metabolici caratterizzati da iperglicemia dovuta a un difetto di insulina o nella sua azione o in entrambi.

Questo grafico spiega l'andamento dell'insulina durante la vita quotidiana di un uomo. Si può notare che l'insulina aumenta in seguito ai pasti mentre la concentrazione di glucosio plasmatica, detta glicemia, oscilla tra i 70 e i 200 mg/dL. Questo avviene perché c'è un giusto compenso tra due ormoni che fanno alzare la glicemia, il glucagone, e abbassare la glicemia, l'insulina. Il glucagone serve per fare in modo che la glicemia non scenda troppo, stimolando fegato e cervello nei tessuti periferici (soprattutto il fegato) a rilasciare glucosio. Durante i pasti quindi abbiamo un picco di insulina e meno glucagone, durante il digiuno succede il contrario: abbiamo un picco di glucagone e un minimo di insulina.

L'insulina in particolare va a inibire la gluconeogenesi e stimola la captazione dai muscoli e il tessuto adiposo di glucosio. L'insulina è una proteina che è formata da due catene: catena A e catena B. Ha inoltre un peptide di connessione detto peptide C che viene rilasciato assieme all'insulina, nella stessa vescicola. La concentrazione di questo peptide è indicatore della concentrazione dell'insulina endogena. Questo è importante nei soggetti con insulina esogena.

Circola ed è attiva come monomero ma ha la tendenza di dimerizzare e formare anche esomeri. L'insulina viene rilasciata su richiesta, ma le cellule beta pancreatiche la producono in continuo. Viene secreto in granuli con un meccanismo calcio dipendente: infatti il glucosio che viene trasportato all'interno di queste cellule dal trasportatore GLUT2, con la glicolisi va a produrre ATP che fa chiudere i canali del potassio, ciò fa aprire i canali del calcio che permette la secrezione di insulina.

Sul muscolo e sul tessuto adiposo invece l'insulina viene recepita dal suo recettore (di tipo TyrK) come monomero (recepisce la catena A, mentre la catena B è responsabile della dimerizzazione). Attraverso un sistema di trasduzione avviene la traslocazione del trasportatore GLUT4 in membrana con la conseguente entrata di glucosio nella cellula. L'esamero non può agire. Il dimero sì.

Diagnosi

  • Caso 1: Un valore di glicemia a digiuno superiore o uguale a 126 mg/dL (IFT).
  • Caso 2: Misura di glicemia casuale maggiore o uguale a 200 mg/dL.
  • Caso 3: Si fa un test che prevede un carico di glucosio e si misura come il soggetto risponde (OGTT). Un valore maggiore o uguale a 200 mg/dL è indicativo di diabete. Il test di solito consta di beverone di 75 g di glucosio anidro in acqua.

I sintomi dell'iperglicemia sono: sete, poliuria (i principali).

Perché devo correggere la glicemia?

L'iperglicemia è responsabile di complicanze micro vascolari e macro vascolari. Aumentare la concentrazione di glucosio determina a livello endoteliale delle alterazioni che portano a varie conseguenze (adesione, ingolfamento di lipidi, diminuzione di NO). Altri danni che possono esserci sono a carico del cervello stroke, e a carico del rene e anche a carico dell'occhio (sempre dovuti a danni vascolari). Solo il controllo della glicemia è l'unico modo per tenere a bada il rischio. Oltre ai valori elencati prima per la diagnosi del diabete, ci sono dei valori per diagnosticare un pre-diabete che per il 5% dei casi progredisce a diabete.

Per l’IFT il valore è fra i 100 e i 126 mg/dL. Per l’OGTT i valori sono tra i 140 e 200 mg/dL. Un'altra modalità di diagnosi è andare a valutare l'emoglobina glicata (HB-glic). (Anche le ApoB100 possono essere glicate e interagire male con il recettore delle lipoproteine). Il valore limite è quello del 7%. La percentuale di emoglobina glicata è correlata benissimo alla concentrazione di glucosio e correla bene con gli eventi (benissimo con i micro vascolari e bene con i macro vascolari). Ci dà un'informazione della glicemia nel tempo. Ci dice com'è stato il controllo glicemico negli ultimi due mesi, perché un singolo giorno di normale glicemia non ferma la glicosilazione perché è una reazione che necessita del tempo.

Ma perché proprio 7%?

C'è stato uno studio che ha valutato la correlazione tra la concentrazione di glucosio plasmatico e la glicosilazione di emoglobina e si è visto che il 7% corrisponde più o meno a un valore di 130 mg/dL. Comunque l'emoglobina deve essere glicata perché anche valori sotto il 7% portano a un aumento di rischi cardiovascolari.

Diabete di tipo 1

Il diabete di tipo 1 è caratterizzato dalla mancanza di insulina perché il soggetto non ha la capacità di produrla perché le cellule beta pancreatiche sono distrutte per cause autoimmuni. Si presenta in giovane età, prima dei quarant'anni,

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Scienze biologiche BIO/14 Farmacologia

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