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Farmacologia

Farmaci inibitori diretti della trombina

Antitrombinici diretti: farmaci che si legano alla trombina inibendone ogni attività. Legano la trombina e inibiscono l’azione della trombina già legata alla fibrina all’interno del trombo (ciò che l’eparina non è in grado di fare, se il trombo si è già formato perché ha solo funzione preventiva).

Derivati della Irudina, lepirudina (Refludan)

  • Dabigatran (chirurgia ortopedica maggiore: frattura di anca, protesi d’anca e ginocchio che hanno come rischio maggiore le embolie grassose)

Inibitori del fattore Xa della coagulazione

Inibiscono il fattore decimo a, che ha un ruolo essenziale nel promuovere la cascata coagulativa:

  • Fondaparinux (chirurgia ortopedica maggiore)
  • Rivaroxaban, attivo per via orale
  • Dabigatran (chirurgia ortopedica maggiore)

Antiaggreganti piastrinici

Inibiscono la funzionalità piastrinica, utilizzati nella:

  • Prevenzione primaria (attuata in un paziente con fattori di rischio ma che non ha ancora sviluppato l’evento trombotico) e secondaria delle trombosi arteriose e delle loro complicanze (infarto del miocardio, ictus ischemico, arteriopatie periferiche degli arti inferiori)

Questi farmaci non agiscono sulla cascata della coagulazione ma sulle piastrine. Nel letto vascolare arterioso prevale la componente piastrinica, mentre in quello venoso prevale la componente fibrinica.

Inibitori della sintesi del trombossano A2

Enzima situato all’interno delle piastrine:

  • Acido acetil salicilico (ASA, aspirina) 75-320 mg/die provoca un’azione antiaggregante che perdura per 7-10 giorni (tempo medio di vita delle piastrine) a dosi comprese tra 100-300 mg nelle 24h mi dà un effetto antiaggregante piastrinico. Le azioni terapeutiche dell’acido acetilsalicilico sono diverse a seconda della dose di farmaco che somministro:
    • 100-300 mg al giorno → effetto antiaggregante piastrinico
    • 500-600 mg al giorno → azione antipiretica
    • Dosaggi superiori a 1g → azione antinfiammatoria
    ASA ha quindi azioni dose-dipendenti. Cardioaspirina la più utilizzata → ASA allunga il tempo di sanguinamento >> avvertire il medico se ci si deve sottoporre a piccoli interventi chirurgici anche se deve andare dal dentista.
  • Se si sale molto con le dosi, gli altri FANS non hanno più un effetto antiaggregante, ma l’esatto opposto

Inibitori del recettore piastrinico per l’ADP

  • Ticlopidina
  • Clopidogrel: profilo di tossicità più favorevole
  • Prasugrel: profarmaco con maggiore e più prevedibile inibizione dell’aggregazione piastrinica

Sono alternative all’aspirina, in pazienti con alto rischio di emorragie gastroenteriche o allergici all’aspirina. In situazioni particolari possono venire associati all’ASA per aumentare l’efficacia antitrombotica. Sono farmaci molto costosi.

Antiaggreganti piastrinici

Inibitori del recettore piastrinico GPIIb/IIIa

  • Abciximab: frammento Fab di un anticorpo monoclonale umanizzato. Azione antipiastrinica molto prolungata. Utilizzato nella rivascolarizzazione coronarica percutanea (es: impianto di stent), molto costoso (uso limitato).
  • Eptifibatide, Tirofiban: piccoli composti sintetici
    • Utilizzati per via parenterale nell’angioplastica coronarica e nella sindrome cronica acuta. Molto costosi, di solo uso ospedaliero.

Farmaci fibrinolitici

Utilizzati nelle situazioni in cui il trombo si è già formato e si necessita lisarlo. Sono selettivi per il coagulo. Usati solo nell’immediatezza di eventi acuti gravi (infarto del miocardio, embolia polmonare, occlusioni di shunts), per tentare di ricanalizzare i vasi arteriosi occlusi da un trombo. Sono farmaci di emergenza, costosi e potenzialmente pericolosi per la vita del paziente. Si usano solo in ambiente ospedaliero altamente specializzato.

  • 1° generazione: Streptochinasi, Urochinasi
  • 2° generazione: Alteplase (rt-PA, proteasi ricombinante, identica all’attivatore tissutale del plasminogeno)
  • 3° generazione: Reteplase: aumenta fibrino-specificità, emivita più lunga
  • Tenecteplase: emivita ancora più lunga, bolo e.v. singolo

Sono tutti farmaci ospedalieri.

Effetti indesiderati

  • Elevata incidenza di complicanze emorragiche specie cerebrali
  • Reazioni di ipersensibilità
  • Stato litico sistemico più frequente nell’anziano

Contraccettivi ormonali

Divisi in due grandi categorie:

  • Non ormonali → sistemi barriera (preservativi)
  • Contraccettivi ormonali con componente farmacologica

Contraccettivi orali la cui componente farmacologica è un’associazione di estro-progestinici:

  • Contraccettivi orali progestinici
  • Impianti sub-dermici di progestinici (fiammifero)
  • IUD (intra uterine device) con rilascio di levonorgestrel sostanza ad azione estro-progestinica
  • Cerotti con estroprogestinici
  • Anelli vaginali con estroprogestinici

Classificazione dei contraccettivi ormonali

1. Associazioni estro-progestiniche (pillola): in base alla dose, fissa o variabile dei componenti: mono-bi-tri-tetra fasica. Quando hanno colori diversi di settimana in settimana sono tetra-fasiche. Quando vado a dare una pillola faccio una terapia sostitutiva.

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Scienze biologiche BIO/14 Farmacologia

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