Farmaci per le demenze e il morbo di Alzheimer
Demenza
Demenza: deterioramento delle funzioni cognitive in soggetti con accettabile funzione percettiva e stato di coscienza. In termini clinici si parla di demenza in pazienti che presentano riduzioni significative della memoria e perdita di gran parte delle funzioni intellettuali. Tali pazienti possono presentare comportamenti abnormi, modificazioni della loro personalità, disturbi della sfera affettiva e delle funzioni vegetative.
Memoria
Memoria: funzione complessa del cervello che permette di registrare, immagazzinare, stabilizzare e richiamare informazioni, sensazioni ed esperienze. Lo stato di coscienza è indispensabile per registrare e richiamare ma non sembra indispensabile ai fini dell’immagazzinamento e della stabilizzazione di informazioni, sensazioni, esperienze. La memoria è la più comune delle attività cognitive perdute con il progredire della sindrome demenziale.
Caratteristiche della demenza
Disordine neurologico progressivo → Perdita della memoria (inizialmente quella a breve termine, poi progressivamente questi sintomi peggiorano fino alla perdita completa dell’autonomia), modificazioni della personalità, disfunzione globale dei processi cognitivi ed alterazioni funzionali.
Nei primi stadi è preminente la perdita della memoria a breve termine. Con il progredire della malattia i pazienti sono totalmente dipendenti da altri per le loro attività giornaliere. Il declino cognitivo è caratterizzato da difficoltà:
- Di apprendere e ritenere nuove informazioni, perdita significativa della memoria (amnesia)
- Di eseguire complessi esercizi manuali, incapacità di compiere correttamente alcuni movimenti volontari, per esempio vestirsi (aprassia)
- Di fare ragionamenti consequenziali ed essere capaci di concentrarsi
- Nell’abilità spaziale e nel senso dell’orientamento
- Nel linguaggio (afasia: trovare i termini appropriati)
- Incapacità di identificare correttamente gli stimoli, riconoscere persone, luoghi e oggetti familiari (agnosia)
Può essere, infatti, definita malattia delle QUATTRO A.
Modificazioni del comportamento
- Cambiamenti della personalità (da una progressiva passività ad un’aperta ostilità) possono precedere i deficit cognitivi
- Depressione
- Delusioni (particolarmente quelle paranoidi; ad esempio la propria abitazione è stata invasa; oggetti personali rubati; i membri della propria famiglia sostituiti da impostori)
- Allucinazioni visive
- Agitazione, irritabilità, ansietà
- Disordini del sonno
- Iperfagia: aumento dell’appetito e aumento del consumo di cibo
Principali situazioni cliniche
Alcune di queste forme di demenza sono reversibili se opportunamente riconosciute e curate. Ad esempio, demenza da farmaci: analgesici, anticolinergici, sedativo-ipnotici, psicotropi.
Patogenesi della malattia di Alzheimer
A livello cerebrale:
Placche neuritiche: accumulo extracellulare di proteina β-amiloide (Aβ) sotto forma di placche (particolarmente interessata dalle placche è la sede del soma dei neuroni colinergici che proiettano alla corteccia).
Grovigli neurofibrillari: agglomerati intracellulari di neurofibrille formate dalla proteina TAU anomala.
Perdita di neuroni:
- Neuroni che contengono aminoacidi eccitatori, cruciali per il declino delle funzioni mentali complesse
- Neuroni colinergici
- Neuroni serotoninergici
- Neuroni noradrenergici
Placche e grovigli anche in anziani con normale funzione cognitiva. Nelle persone sane il numero delle placche e degli aggregati è molto inferiore rispetto a quelli che si trovano nei malati di Alzheimer.
Forme famigliari della malattia di Alzheimer
- Rappresentano circa il 5% dei casi di malattia di Alzheimer
- Mutazioni dominanti nel gene di APP (proteina precursore dell’amiloide) oppure nei geni di presenilina 1 e 2 (PSEN 1 e 2) oppure nei geni delle secretasi β e γ sono state associate a forme di demenza con esordio particolarmente precoce della malattia (si manifesta alcuni decenni prima rispetto alle forme sporadiche)
- Il gene APP è localizzato sul cromosoma 21 (forme di demenza in soggetti con trisomia 21 potrebbero essere attribuite all’eccessiva produzione di amiloide)
- La sindrome di Down è considerata la causa genetica di AD più comune
- Mutazioni in PSEN1 e PSEN2 portano ad una modifica della concentrazione di Aβ1-42 perché le preseniline sono parte della γ secretasi
Esistono fattori di rischio?
Il principale fattore di rischio dell’Alzheimer è l’età: la malattia colpisce una persona su 20 oltre i 65 anni (1 su 14 tra 75 e 85 anni e 1 su 5 oltre gli 85). Da un punto di vista generale è bene ricordare che la presenza di un fattore di rischio non necessariamente significa che si svilupperà la malattia.
Apolipoproteina E (APOE)
Apolipoproteina E (APOE): Lipoproteina coinvolta nel trasporto del colesterolo. Sembra implicata...