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Farmaci antipsicotici

Psicosi

La psicosi è un disordine mentale di grave entità in cui il giudizio del mondo esterno non è "obiettivo" e si ha una "perdita di contatto" con la realtà che non è compresa correttamente.

Sintomi

  • Disordini del pensiero: l'elaborazione del pensiero è disconnessa, non corretta. I ragionamenti del paziente vengono seguiti con difficoltà, mancando una razionalità. L'elaborazione può essere ridotta ed impoverita e ciò comporta un impoverimento del linguaggio.
  • Delusioni: il paziente crede di essere perseguitato o che la sua "mente" sia sotto il controllo di altri o di una forza esterna. Attribuisce un'importanza non dovuta a particolari avvenimenti.
  • Disturbi percettivi: spesso sotto forma di allucinazioni uditive, visive, olfattive e tattili. Queste causano al paziente esperienze sensoriali abnormi. Scissione della personalità, il paziente parla con sé stesso ma è come se parlasse ad un altro.
  • Disordini del tono dell'umore: depressione, ansia, facile euforia. Umore inappropriato alla realtà: riso irrefrenabile quando si parla di eventi gravi. Appiattimento della sfera e riduzione della risposta emozionale ad eventi esterni (rabbia-aggressività).
  • Alterazioni motorie: irrequietezza ed iperattività motoria o viceversa protratta immobilità (catatonia = blocco del movimento).
  • Alterazioni della sfera sociale: gradualmente il paziente rompe i legami con il mondo esterno e ciò può comportare la fine dell'attività lavorativa. Perde l'iniziativa e può rompere le convenzioni sociali con situazioni imbarazzanti per i presenti. Modifiche irreversibili della personalità.

Classificazione dei sintomi

  • Positivi: quelli che sono al di sopra della norma. Delusioni (il paziente crede di essere perseguitato ecc.), disturbi percettivi con alterazioni visive-uditive-olfattive, scissione della personalità, disordini del tono dell'umore e iperattività motoria.
  • Negativi: impoverimento del linguaggio, appiattimento della sfera emozionale, riduzione della motricità e allontanamento dagli altri.

Non tutti questi sintomi possono o devono essere presenti contemporaneamente. Queste malattie compaiono alla fine dell'adolescenza intorno ai 18-25 anni di età ed i primi soggetti contro cui si scagliano i malati sono i familiari, accusati di essere i responsabili (di che cosa non si capisce bene). Quindi la responsabilità può essere seguita da una reazione aggressiva e violenta e anche mortale.

Altra cosa importante è la perdita del lavoro; quando si sviluppano queste malattie si perde completamente l'interesse per il lavoro. Questa patologia complessa porta alla schizofrenia, dove la fase che più colpisce è la fase dell'aggressività, mancando la razionalità il soggetto crede di essere perseguitato.

Le società hanno combattuto questi problemi fin dall'antichità, apportando diversi metodi. Una delle tecniche più violente che veniva utilizzata era la camicia di forza, alle volte li legavano anche alle catene. Questa mancanza di attenzione ha fatto sì che nel mondo occidentale i manicomi prendessero piede. Quando si sono arrivati a chiudere i manicomi si cominciò ad aprire ai pazienti la strada di stare liberi, poiché erano stati individuati i primi farmaci antipsicotici controllando soprattutto i sintomi positivi, e meno quelli negativi. Quindi la terapia farmacologica ha permesso un passo in avanti nell'accettazione di questi malati.

Farmaci Antipsicotici Tipici

I primi farmaci antipsicotici sono stati scoperti a partire dalle fenotiazine, la cui struttura si rifà agli antistaminici H-1. Si volevano trovare degli antiinfiammatori. In particolare, c'era la promazina ed un suo derivato, la clorpromazina, utilizzata per dare la catatonia, come controllo del movimento e riduzione di un movimento abnorme. Poi ne vennero sintetizzati altri tra cui: tioridazina, trifluoperazina, perfenazina e flufenazina.

Successivamente si svilupparono altri derivati a tre cicli: i derivati tioxantenici dove si notano il tiotixene e il butirrofenone.

Somministrazione

I pazienti con disturbi acuti del comportamento possono rifiutare il trattamento per via orale. Nei pazienti acuti trattati l'agitazione si risolve in qualche giorno, ma occorrono settimane prima che i sintomi positivi rispondano al trattamento. In queste condizioni aumentare le dosi di antipsicotico incrementa gli effetti collaterali, ma non l'efficacia. Il trattamento di mantenimento deve essere fatto alla minore dose possibile. Il trattamento intermittente è poco raccomandato. Sono farmaci in grado di ridurre i sintomi positivi, nel giro di circa 3 mesi. Si normalizza il pensiero e l'ideazione del paziente.

Icona Farmacologica

Questa figura rappresenta un'icona di un farmaco antipsicotico classico (ovvero una fenotiazina). Tali farmaci hanno generalmente quattro azioni:

  • Blocco dei recettori della dopamina D2: dimostra che si ha un eccesso di dopamina nella via meso-limbica. Questi livelli di dopamina si vanno a legare nei recettori post-sinaptici dopaminergici. Questo blocco è responsabile del miglioramento progressivo del paziente (scompaiono le allucinazioni, l'elaborazione del pensiero è più coerente, l'aggressività si riduce). Tuttavia è difficile trovare una molecola selettiva; questi farmaci hanno, infatti, altre tre azioni. Questi effetti in più che si aggiungono vanno a rappresentare degli effetti collaterali.
  • Blocco dei recettori muscarinico-colinergici M1: tachicardia, blocco dell'accomodazione, broncodilatazione, secchezza delle fauci, annebbiamento della vista, ritenzione urinaria, occlusione intestinale e possibili effetti a livello centrale (sintomi positivi della psicosi, disturbi della memoria).
  • Blocco dei recettori adrenergici α1: i recettori α1 sono presenti a livello dei vasi e un antagonista causa vasodilatazione.
  • Blocco dei recettori dell'istamina H1: poiché derivano da antagonisti dell'istamina, che erano stati sviluppati negli anni '30 come antiinfiammatori, causano sonnolenza, stanchezza, riducono la capacità di vegliare e di essere vigili. Questa stanchezza è transitoria in quanto va incontro a tolleranza.

Nel caso degli antipsicotici classici, uno degli effetti collaterali è l'aumento di peso, oltre alla stanchezza. Questi effetti sono causati dal blocco dei recettori H1 dell'istamina.

Vie Dopaminergiche

I neuroni dopaminergici nascono nel mesencefalo e sono tre le vie che ci interessano:

  • Via nigrostriatale: va dalla sostanza nera ai gangli della base (striato e caudato) che regola il movimento e che, se si riduce enormemente, determina la neurodegenerazione del morbo di Parkinson.
  • Via meso-limbica: nasce nel mesencefalo e va alle aree limbiche che sono quelle deputate alla colorazione emozionale della nostra esistenza. Quando questo viene alterato si ha un'assenza di emozioni.
  • Via meso-corticale: nasce dal mesencefalo e va verso la via parietale e pre-frontale. La terza via importante dopaminergica nelle psicosi è depressa, cioè si ha un deficit di dopamina. Quindi si parte già da una situazione di carenza di dopamina e l'antagonista impedisce alla poca dopamina presente di legarsi ai recettori; in questo modo si vanno ad aumentare i sintomi negativi. Questa regolazione motoria che non è direttamente dipendente dai neuroni piramidali, si chiama via extrapiramidale.

Quindi se si somministra una fenotiazina che blocca i recettori per la dopamina, lo fa non soltanto nel sistema meso-limbica, ma blocca anche i recettori per la dopamina nigro-striatali. Quindi si possono avere sintomi simili al morbo di Parkinson = sintomi extrapiramidali. I recettori D2 della dopamina sono coinvolti nella psicosi con altre vie (come nel caso della via nigro-striatale).

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Scienze biologiche BIO/14 Farmacologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ariannapara di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di farmacologia e farmacoterapia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Spampinato Santi Mario.
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