Estratto del documento

Farmaci antiepilettici

Le sindromi epilettiche sono delle alterazioni del comportamento improvvise, spesso involontarie, di durata limitata ma che si possono ripetere. Sono associate a scariche eccessive di un gruppo di neuroni cerebrali.

Tipologie di sindromi epilettiche

Si dividono in:

  • Primarie: di origine genetica
  • Secondarie: conseguenze di patologie cerebrali

Si dividono anche in:

  • Parziali: hanno origine in un solo emisfero cerebrale. Si distinguono in semplici e complesse. Le semplici si verificano senza perdita di coscienza e, in base alla sintomatologia, si possono classificare in motorie, sensoriali, vegetative, psichiche. Le crisi parziali che precedono la perdita di coscienza si definiscono aure.
  • Generalizzate: hanno origine da entrambi gli emisferi e sono sia convulsive che non convulsive. Le convulsive comprendono le forme tonico-cloniche, cliniche e toniche. Le crisi non convulsive comprendono le assenze, le forme miocloniche e quelle atoniche.

Le forme tonico-cloniche sono il più comune tipo di epilessia e di solito iniziano con la perdita della coscienza. Le assenze hanno una durata breve (pochi secondi) con perdita dello stato di coscienza.

Origine dell'epilessia

L’epilessia si origina in un emisfero soltanto, in questo caso la zona interessata è la corticale e la caratteristica è di diffondere nelle zone limitrofe. Nell’epilessia generalizzata secondaria il focolaio si origina in un emisfero e poi, dal talamo, si diffonde all’altro emisfero. Il terzo caso è la generalizzazione primaria dove il focus epilettico si origina dal talamo e va a diffondere in entrambi gli emisferi.

Struttura del sistema nervoso centrale

Il SNC è organizzato in circuiti di neuroni. Il neurone A è un neurone eccitatorio, cioè quando si depolarizza libera dei neurotrasmettitori che depolarizzano i neuroni con cui entrano in contatto. I circuiti attivati comportano la depolarizzazione di neuroni eccitatori (A). Il neurone eccitatorio fa sinapsi con altri neuroni eccitatori, quindi il modo di diffondere è quello di utilizzare dei neuroni eccitatori (B, D).

Il neurone C rappresenta un interneurone che è collegato al neurone A eccitatorio ed al neurone D eccitatorio. Questo interneurone è inibitorio. Quindi il neurone D riceve uno stimolo eccitatorio dal neurone A, mentre riceve, dal neurone C uno stimolo inibitorio e l’attivazione del neurone C è la conseguenza dell’attivazione del neurone A. Questi neuroni svolgono un’azione importante nell’autolimitare l’eccitazione dei neuroni.

Attacco epilettico

Nell’attacco epilettico si perde questa caratteristica inibitoria di autocontrollo e prevale soltanto la fase eccitatoria (come se l’interneurone C non funzionasse). Quindi si ha un circuito attivatorio che è il core (al centro) che trasmette l’onda eccitatoria di depolarizzazione ai neuroni eccitatori (B e D). Questo contribuisce enormemente a creare il focus epilettico e cioè un’onda di depolarizzazione dei neuroni che non può essere inibita, regolata o mitigata perché l’interneurone non esplica correttamente la propria funzione.

Questo mancato funzionamento degli interneuroni inibitori può essere causato geneticamente o da un danno neuronale (se c’è una zona cerebrale danneggiata).

Terapia farmacologica

La terapia farmacologica nelle forme epilettiche si basa sulla profilassi dell’attacco epilettico. Il primo target dei farmaci antiepilettici è costituito dai neuroni eccitatori che depolarizzandosi trasmettono un impulso ai neuroni eccitatori vicini ed a un interneurone anche se questa parte del processo è compromessa. Questi farmaci inibiscono la trasmissione del potenziale d’azione contrastando la depolarizzazione dei neuroni eccitatori.

Canali ionici coinvolti

  • Felbamato: Recettore canale per l’NMDA che si apre in presenza di aspartato o glutammato → è antagonista del recettore dell’NMDA che previene l’attacco epilettico.
  • Gabapentin: Inibitore del canale del Ca2+ di tipo N (neuronale).
  • Canale del Cl: è costituito da un pentamero (5 diverse subunità che si aggregano insieme) attraverso il quale passa l’anione cloruro. L’ingresso dell’anione cloruro determina iperpolarizzazione del neurone e quindi si oppone alla depolarizzazione ed alla conduzione dell’impulso → agonista del canale del Cl.
  • GABA: è un neurotrasmettitore (acido gamma-amminobutirrico) che si lega al suo recettore che è collocato in due diverse subunità del canale del Cl. In questo modo ci si oppone alla depolarizzazione del neurone.
  • Benzodiazepine: Una classe importantissima di farmaci sono le benzodiazepine e cioè farmaci che agiscono da sedativi-ipnotici e, in questo caso, possono agire sui canali del Cl.
Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 7
Farmaci antiepilettici Pag. 1 Farmaci antiepilettici Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 7.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Farmaci antiepilettici Pag. 6
1 su 7
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze biologiche BIO/14 Farmacologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ariannapara di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di farmacologia e farmacoterapia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Spampinato Santi Mario.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community