L'epilessia
È più corretto parlare di epilessie, al plurale. È una malattia neurologica, con tante cause possibili. È una malattia frequente, con un’incidenza di 20-70 casi nuovi l’anno/100.000 persone. Circa 30 milioni di persone al mondo ne soffrono. La prevalenza è dello 0,5-2% della popolazione.
Origini e manifestazioni dell'epilessia
Epilessia deriva dal greco e vuol dire “essere preso di sorpresa, essere sopraffatto”. La sua manifestazione acuta è l’attacco epilettico. È il più frequente tra i disordini che colpiscono il cervello. Epilessia è il nome di un gruppo di disordini funzionali del cervello caratterizzati da ripetute crisi. È causata da eccessive scariche elettriche anormali delle cellule nervose del cervello o neuroni. Queste alterazioni sono responsabili delle crisi epilettiche; il modo in cui si manifesta però può essere molto diverso.
Ci sono moltissime definizioni. La più corretta è “la crisi o attacco epilettico è dovuto al fatto che improvvisamente e senza preavviso un gruppo di neuroni depolarizzano tutti contemporaneamente; questa attività elettrica è improvvisa, sincrona ed esagerata”.
Si chiama “focus epilettico” il punto di partenza nel cervello di questi eventi; è il punto in cui si trovano i neuroni coinvolti nella scarica. Quando c’è questa anomala attività elettrica, anche le cellule sane intorno ne risentono: spesso quando le cellule anomale scaricano, reclutano anche i neuroni circostanti (si parla di “spreading”), che vengono a loro volta attivati. Nei casi gravi tutto il cervello viene influenzato. A seconda del fatto che una parte o tutto il cervello sia interessato si parla di crisi epilettiche focali o generalizzate.
Tipi di epilessie
Si usa discriminare tra epilessie idiopatiche e sintomatiche. Si usa il termine idiopatico o primario quando non è chiara la causa scatenante; si parla di epilessia secondaria o sintomatica quando la causa è nota.
Per le epilessie idiopatiche, anche se non è nota la causa, c’è una condizione genetica predisponente. Non vuol dire che ci siano mutazioni, che sono molto rare. In generale c’è una predisposizione genetica: ci sono caratteristiche genetiche generiche che fanno sì che quell’individuo sia più suscettibile. Le più importanti sono il grande male e il piccolo male.
Per le epilessie sintomatiche esiste una causa organica dimostrata e responsabile della crisi. Se conosciamo la causa è più facile trovare una cura per tenere sotto controllo le crisi o addirittura farle scomparire. Le cause su cui si può intervenire sono:
- Alcuni tumori cerebrali
- Malformazioni a livello dei vasi o delle strutture cerebrali; è più frequente che le crisi si manifestino precocemente
- Trauma cranico importante
- Importanti malattie infettive a carico del SNC, come encefaliti e meningiti
Il tumore è operabile e si può risolvere la causa, cosa che non si può fare con quelle idiopatiche.
Classificazione delle epilessie
Altro modo per classificare le epilessie (oltre a idiopatiche/sintomatiche) è tra:
- Focali o parziali: interessano solo parte del tessuto cerebrale
- Generalizzate: entrambi gli emisferi del cervello sono coinvolti, ma parte sempre dal focus
In alcune epilessie non si riesce nemmeno a capire dove sia il focus epilettico. Una condizione rara è lo “stato di male epilettico”: a differenza delle altre epilessie la crisi non si conclude, ma è continua e dura più di 30 minuti; è una condizione molto pericolosa, tutto il cervello è interessato da questa manifestazione elettrica prolungata e c’è il rischio di entrare in ipossia, acidosi e coma, e può causare anche la morte. Normalmente le crisi epilettiche non sono mortali e non lasciano danni al cervello.
Come si manifestano le crisi
Se sono focali dipende dall’area del cervello interessata: aree sensoriali, aree motorie… Ci sono crisi che si manifestano principalmente con effetto motorio o sensoriale; ci sono anche crisi di tipo vegetativo che interessano il SNA.
Quando l’epilessia è generalizzata nella maggior parte dei casi si ha perdita di coscienza e la persona può cadere a terra.
Caratteristiche del grande male
Il grande male è caratterizzato da:
- Fenomeno dell’aura, ovvero una sensazione che dipende da persona a persona; spesso chi ha già avuto un attacco epilettico percepisce che sta per arrivarne uno
- Perdita di coscienza
- Fase tonica e clonica (in contemporanea o successione)
- C’è poi un periodo di tranquillità (come addormentati)
- Spesso, siccome la muscolatura della faccia e della mascella si contraggono, ci si può mordere la lingua (tirare fuori la lingua e mettere qualcosa tra i denti)
- Dopo la fase di contrazione di una serie di muscoli ci possono essere fenomeni di incontinenza
Le fasi del grande male sono:
- Esordio: può essere preceduto dall’aura
- Fase tonica: il paziente cade a terra come fulminato; lineamenti del volto e muscoli irrigiditi in contrazione spastica
- Fase tonica/clonica: iniziano le contrazioni muscolari. Ci sono contrazioni violente di arti e muscoli della faccia e spesso ci si morde la lingua. Dura pochi minuti.
- Fase stuporosa: il paziente è come addormentato. Non va svegliato. Può durare fino a 30 minuti.
- Fase di risveglio: spesso accompagnata da amnesia retrograda, ovvero non si ricorda cosa è successo nei minuti antecedenti la crisi
Il piccolo male
Il piccolo male è sempre generalizzato ed è definito anche “assenza”. Si manifesta in modo totalmente diverso dal grande male. Caratteristiche:
- Si manifestano generalmente nei bambini e pur essendoci perdita di coscienza il bambino non cade a terra perché non c’è perdita del tono posturale
- È di breve durata (pochi secondi, massimo 1 o 2 minuti)
- Non c’è aura
- L’inizio è molto improvviso
- Il recupero è immediato
- Di solito si chiudono frequentemente le palpebre, si compiono rotazioni del capo e movimenti della lingua
Spesso gli altri non si accorgono nemmeno della crisi. Lo stato epilettico è la situazione in cui non c’è conclusione dell’attacco epilettico: più crisi si manifestano.
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Le epilessie
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Scienze pediatriche mediche e chirurgiche - Epilessie
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Neurologia - le epilessie
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