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Fans: farmaci antiinfiammatori non steroidei Appunti scolastici Premium

Appunti sui "FANS" completi di slides e sintesi dei farmaci basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Sbardella dell’università degli Studi di Salerno - Unisa, Facoltà di Farmacia, Corso di laurea magistrale in chimica e tecnologia farmaceutiche. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Chimica farmaceutica e tossicologia docente Prof. G. Sbardella

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solo nei casi in cui da effetti positivi, cioè nei casi in cui una dilatazione dello stomaco è preferita, per es quando abbiamo mangiato

troppo e in questo modo si facilita lo svuotamento. Gli antiacidi che invece possiamo utilizzare appunto quando siamo in condizioni di

acidità sono l'idrossido di alluminio, l'idrossido di magnesio, oppure miscele dei due come ad es il malox che ha appunto ossidi di Mg e Al

che in acqua danno i corrispettivi ossidi; oppure anche il gaviscon che non è altro che una sospensione di ossidi poco solubili di metallo

alcalino terrosi che non danno i problemi di prima, per es i cationi qui non vengono assorbiti come il sodio, e ionoltre la reaz acido-base

non produce un gas ma acqua).

Oppure un'altra cosa che si può fare è somministrare il Misoprostolo un mimetico delle PGE ed ha appunto effetti

come gastroprotettivo, va dunque a proteggere la mucosa, ha anche un effetto utero tonico quindi utilizzabile

anche per indurre l’aborto.

Generalmente quasi tutti i FANS sono più attivi sull'isoforma 1, anche l'acido acetil salicilico è così, però abbiamo

anche i COXIB che in realtà sono selettivi per l'isoforma 2.

Vediamo ora i vari FANS e come abbiamo già detto li classificheremo in base alla struttura.

SALICILATI

Dalla corteccia di Salix Alba fu estratta la Salicina e per idrolisi e successiva ossidazione è stato ottenuto l’acido

salicilico, che non ha effetti anti infiammatori, non è un FANS, ma viene utilizzato come cheratolitico essendo un

idrossiacido e quindi per lifting cosmetico attraverso

rimozione di strati della pelle. Lo sviluppo di questa

molecola ha portato all’acido acetil salicilico, cioè un

derivato in cui l'OH fenolico è acetilato, ed è il

capostipite dei FANS.

È stata scoperta alla fine dell'800' e subito

commercializzata dalla Bayer, ed infatti è stata la

molecola che ha fatto la fortuna di questa casa

farmaceutica.

Questo è un caso di una molecola molto semplice che non rispetta la regola di Lepinski ma funziona molto bene.

E’ un buon antinfiammatorio, buon analgesico e discreto antipiretico. È anche un antiaggregante piastrinico

grazie all'inibizione diretta della sintesi di Trombossano, in particolare quello di tipo2. Inoltre si sta notando anche

un'attività antitumorale ed infatti è in sperimentazione per verificare questo effetto.

Il discorso di antiaggregante è importante, perché se consideriamo pazienti che utilizzano anticoagulanti e in

contemporanea utilizzano anche degli antinfiammatori che hanno in più anche un effetto antiaggregante

avremo che in caso di lacerazioni, interne o esterne, il paziente potrebbe andare incontro ad emorragie molto

importanti, perché si riduce di molto il tempo di coagulazione.

Però l'effetto antiaggregante è comunque importante infatti è molto utilizzata l'aspirinetta, cioè un'aspirina con

un dosaggio ridotto, che quindi ha minore effetti antinfiammatori ma ha un buon effetto antiaggregante, quindi

questo permette di avere una ridotta formazione di trombi che è importante nei pazienti che hanno una fluidità

del sangue ridotta.

L'acido acetisalicilico ha degli effetti collaterali noti, in primis lesioni gastriche, così come un po hanno tutti questi

F; un altro importante effetto collaterale è la sindrome di Reye, è consigliato quindi somministrarla dopo i 16

anni. Bisogna inoltre stare attenti al dosaggio di altri F anche perché l’ac acetil salicilico lega molto tenacemente

le proteine plasmatiche (in particolare l’albumina) e quindi ha effetto di spiazzamento aumentando la

concentrazione plasmatica degli altri F, quindi dobbiamo stare attenti soprattutto nei casi in cui l'indice

terapeutico è sfavorevole.

Per quanto riguarda la selettività è molto più affine per la COX 1, infatti funziona ad una concentrazione di 1,7

micromolare, invece per avere effetto sulla COX2 la dose da assumere è molto più elevata, circa 100 volte

superiore, proprio per la sua scarsa affinità verso le COX2, però ciò non vuol dire che non funzioni sulla COX2,

infatti si ha un dosaggio di circa 400mg per far si che funzioni anche sulla COX2.

Meccanismo d'azione Il meccanismo d’azione coinvolge una

transesterificazione di Ser 530, cioè l'acido

acetil salicilico va praticamente a legare il

suo gruppo acetile sulla serina, di

conseguenza impedisce l'ingresso dell'acido

arachidonico, cioè si crea un ingombro

sterico che blocca il canale. Ovviamente è

presente anche l’acqua che per idrolisi può

rimuovere il legame quindi reversibile.

L’idrolisi da parte dell’acqua è comunque

lenta e l’effetto del F permane per il tempo

necessario.

L'acido acetil salicilico non è l'unico salicilato

che esiste ma ve ne sono anche altri.

Per es abbiamo il Deflunisal non c’è più la

porzione acetica, quindi meccanismo

differente. E’ 4 volte più potente dell’ASA; da

minori effetti gastrici e questo è dovuto

semplicemente perché è più potente e quindi

abbiamo bisogno di dosaggi più bassi; non

ha altri effetti come antiaggregante e

antipiretico, dato il suo profilo si usa in

patologie che hanno un decorso cronico

oppure più lungo.

Il benorilato ha proprietà simili, è un estere

dell'acido acetilsailicilico, in cui la porzione

carbossilica è esterificata con il para-

acetoamminofenolo, o anche chiamato

paracetammolo, che come vedremo è

importante perché ha un meccanismo particolare.

FENAMATI La classe dei Fenamati deriva il

proprio nome dall’acido fenamico

che è il capostipite. Essenzialmente

c’è un isosteria dell’ OH dell’ASA

sostituito con un azoto. In questo

caso l’NH è di un anilina. Non ha

grandi vantaggi rispetto ai salicilati

sull’infiammazione, infatti è usato per

la sua funzione analgesica e non per

le proprietà antinfiammatorie. I suoi

derivati sono il Mefenamico,

Tolfenamico, Meclofenamico,

Flufenamico, e le differenze stanno a

livello delle sostituzioni sugli anelli.

SAR: La funzione amminica è

essenziale, ed è sempre non sostituita, il gruppo carbossilico deve essere in orto a questa perché altrimenti non è

piu isostera della funzione salicilica, i sostituenti sono importanti perché i due anelli non devono essere co-

planari, quindi ci deve essere una certa porzione dovuta all'ingombro sterico dei sostituenti che porta ad uno

sfalsamento degli anelli. Questa è una cosa generale, nel campo chimico farmaceutico si dice “Flat is Bad” cioè

normalmente ci deve essere una certa torsione tra i piani degli anelli e i sostituenti facilitano questa cosa perché

l’ingombro sterico o elettronico condiziona gli angoli di legame e facendo in modo che i piani non siano

coplanari.

ACIDI ARILALCANOICI Sono molto simili ai precedenti, sono

gli omologhi superiori, infatti prima

l’acido era benzoico ora è arilacetico

quindi cambiamo categoria.

Il principio è sempre quello di impedire

l'accesso dell’ ac arachidonico, però è

diverso il modo in cui lo fanno perché

non hanno la capacità di fare legame

covalente sulla Ser 530, ma fanno dei

legami idrogeno. Il gruppo COO-

dell’ac arilacetico fa legami idrogeno

con la Ser 530 e coordina le posizioni

delle catene laterali. La Tyr 385 che è

responsabile del trasferimento

dell’Ossigeno, avendo anch’essa un

OH, come la Ser 530, fa da donatore di legami idrogeno sul COO- che rappresenta quindi un ostacolo fisico per

l’ingresso dell’ac arachidonico. I legami idrogeno sono comunque sufficientemente forti da tener occupata

questa posizione impedendo l'ingresso all'ac arachidonico. Non sono coinvolte l'arginina 120 e la tirosina 385.

Il Dicofenac è il capostipite di questa classe, ed è il PA del Voltaren, formulato in vari modi, per esempio come

cerotto transdermico dove il PA viene assorbito lentamente ed ha un effetto locale, il vantaggio è che la maggior

parte del F non viene assorbito nella circolazione sistemica e diminuiamo gli effetti gastrici. Il Diclofenac ha inoltre

l’effetto di inibire le lipossigenasi e quindi riduce la quantità di leucotrieni, e bloccando la posizione della

lipossigenasi riduce anche la formazione di acido arachidonico, quindi è un analgesico e antinfiammatorio molto

potente perché agisce con un meccanismo doppio, infatti riduce la formazione di acido arachidonico, e inoltre

anche se inn parte si forma, quello che si forma non può accedere, quindi doppia inibizione, percioè effetto più

marcato. Raggiunge alte concentrazioni nel liquido sinoviale e quindi ha molta efficacia contro i dolori articolari,

si usa quindi per le affezioni muscolo scheletriche, e anche per l’emicrania che non è il farmaco di scelta infatti

viene utilizzato solo nei casi più gravi di emicrania.

SINTESI DICLOFENAC Si parte da un derivato della difenilammina,

1' e 5' sostituito con cloro, che viene fatto

reagire con ossalile cloruro, l’anilina è

nucleofila a sufficienza per attaccare

l’ossalile cloruro, otteniamo l'ammide

corrispondente che ha ancora una porzione

che è un cloruro acilico e se aggiungiamo

un acido di Lewis otteniamo una Fiedel

Craft intramolecolare, a livello della

posizione orto. Si forma un nuovo nucleo e

trattiamo con idrazina in ambiente di

idrossido di potassio(Wolf Kishner). A

questo punto idrolisi con soda e successiva riacidificazione porta la rottura del lattame e otteniamo il Diclofenac.

È possibile controllare con il pH la sola riacidificazione del COO- e non dell’azoto.

Etodolac è un acido pirancarbossilico,

commercilizzato come racemo. È

inibitore selettivo delle PG nei

sinoviociti e condrociti reumatoidi,

quindi ha un'applicazione importante

per quanto riguarda applicazioni di tipo

reumatico. Avrà minori effetti gastrici e

si può utilizzare per patologie croniche.

Nabumetone è un profarmaco dato

che deve formarsi la funzione

carbossilica, infatti è un composto

chetonico, e passando le reazioni di

fase 2 viene trasformato in acido quindi

nella forma attiva. Ha un ottimo profilo

perché viene assorbito molto bene.

Non ha un'azione diretta quindi non da

lesioni primarie, e quindi anche qui diminuiscono gli effetti collaterali. Anch'esso viene principalmente utilizzato in

ambito di patologie reumatoidi.

INDOMETACINA Un acido arilalcanoico

particolarmente importante è

l'INDOMETACINA, che è uno dei F

più potenti tra i FANS, caratterizzata

dal nucleo indolico. È utilizzato per

patologie di tipo reumatico e anche

per affezioni muscolo scheletriche,

ma anche come antipiretico,

antidolorifico, e viene anche usato

come rilassante miometriale nel

parto prematuro. Per evitare un

aborto la terapia prevede l’utilizzo

di ASA non si sa perché ma

funziona.

(Cercando sul Web ho trovato che

ASA inibisce trombossano che è un

muscolo contrattore, si usa negli

aborti precoci o spontanei affinchè la riduzione delle contrazioni uterine causi una minore sollecitazione

meccanica e prolunghi gravidanza e travaglio!).

Essa è circa 100 volte più attiva rispetto all'acido acetilsalicilico per le COX1, ma è anche molto più attivo sulle

COX2. Tra COX1 e COX2 è più attivo sulle 1 di circa 10 volte. Per quanto riguarda il meccanismo di azione il

gruppo carbossilico lega proprio quegli AA che nel caso precedente non erano coinvolti, cioè Arg 120 e Tyr 355,

quindi avviene un'interazione con l'OH della Tyr 355, è un interazione di tipo elettrostatica tra la carica negativa

del gruppo carbossilico e la carica positiva dell'Arg.

SAR Sono possibili oltre al gruppo metossilico

sostituzioni nella stessa posizione con altri

gruppi che hanno tutti un'attività

paragonabile ma sicuramente leggermente

inferiore al gruppo metossile. È sfavorevole

Cl questo perché il Cl non è uguale al F

essendo elettronicamente diverso,

cambiano le dimensioni e anche

l’elettronegatività, quindi non si può usare,

tanto meno Br e I. Generalmente il Br non si

usa molto dato che da una serie di effetti

collaterali.

Il metile in posizione 2 va bene. Si fa un

ragionamento di sostituzioni successive (albero di topliss) , capiamo che il metile è necessario ma se aumento

l’ingombro sterico ho un ingombro che impedisce le interazioni opportune.

La funzione carbossilica è importante altrimenti non ci possono essere le interazione con i 2 AA.

Per quanto riguarda i sostituenti all’azoto ci possono essere una serie di sostituenti

E’ importante l’isomeria conformazionale, è necessaria la forma cisoide, questo perché vi N che ha un lone pair

quindi possiamo scrivere la struttura in cui si forma il doppio legame e la carica e solo la cisoide è attiva (cisoide

credo che sia inteso come doppio legame cis). Questo è il motivo per cui altre variazioni non vanno bene perché

se non c'è l'aromatico cambia l'ingombro sterico e quindi sarà minore l'effetto di distorsione che comporta la

perdita di coplanarità, perché è importante che siano sullo stesso piano.

SULINDAC Lo sviluppo dell’indometacina ha

(Clinoril),

portato al Sulindac si è

ottenuto per una sostituzione di tipo

isosterico. Qui c’è un doppio legame

CC al posto di N e della funzione

carbonilica, che permette comunque

di mantenere l'isomeria cis trans,

infatti si mantiene l'isomeria sp2

perché c'è sempre un doppio

legame, quindi si forma questo

indene che è appunto

bioequivalente all'indolo di partenza.

Il rimpiazzamento dell’indolo con

l’indene causa minori effetti gastrici

ma anche minore attività. La

sostituzione del F migliora l’attività

analgesica. La presenza del Sulfossido fa si che sia un proF dato che viene ridotto a tioetere, questo per

migliorare la solubilità perché altrimenti la molecola risulterebbe troppo lipofila. Quindi l'indometacina è sempre

quello più efficace però questo risulta essere meglio tollerato e da minore effetti collaterali, per questo motivo è

utilizzato nei trattamenti a lungo termine, quindi per patologie croniche.

SINTESI INDOMETACINA

Sintesi: Si parte dalla 4 metossi fenil idrazina che reagisce con un acido-2-osso pentanoico esterificato con un

metile, si forma un fenil idrazone per effetto dell’azoto nucleofilo. Abbiamo poi una catalisi acida, si potrebbe

utilizzare anche un acido di Lewis, e avviene una reazione conosciuta come sintesi indolica di Fischer quindi

formazione di un nucleo indolico ed eliminazione di ammoniaca. A questo punto soda e quindi idrolisi, e dopo

riacidificazione otteniamo l'acido corrispondente. Si tratta con un alcol superiore che serve per proteggere la

funzione carbossilica dato che non vogliamo che reagisca; successivamente usiamo para cloro benzoil cloruro

che reagisce con l’unico nucleofilo rimasto ovvero l’NH indolico sempre mediante una base che blocchi l’HCl che

si forma; deprotezione che si fa in ambiente acido.

L’altra via possibile prevede sempre lo stesso intermedio di partenza mi si fa la reazione con acetaldeide, si

ottiene l'idrazione, poi facciamo un'acilazione all'azoto, poi si fa un trattamento inn ambiente acido e si ottiene

l'idrolisi di quella porzione che serviva solo a proteggere la funzione amminica terminale, poi facciamo reagire

con lo stesso intermedio di prima, indolica di Fisher e otteniamo l'idometacina; sostanzialmente cambia l’ordine

delle cose ma i meccanismi sono gli stessi.

Vediamo il meccanismo dell'insolica di Fisher nel dettaglio: Una volta che so è formato

l'idrazone, la catalisi acida

porta alla protonazione

dell'N più esterno, quello

distale della porzione

idrazinica, ciò porta ad una

isomerizzazione, quindi

spostamento del doppio

legame in posizione

adiacente ed eliminazione

del protone. A questo punto, dato il doppio legame e la presenza di un gruppo reattivo si forma quel prodotto:

gli elettroni di legame dell'anello benzenico vanno in quella posizione facendo spostare di nuovo quel doppio

legame sull'azoto che comunque richiama elettroni poiché è carico positivamente, si rompe il legame N-N. A

questopunto si ha di nuovo una isomerizzazione, l'azoto attacca il C formando un anello indolico, dopodiché

viene strappato un elettrone e si ha la fuoriuscita di ammoniaca.

SINTESI SULINDAC

Il Sulindac viene preparato a partire da un indanone che reagisce con il mono nitrile dell’acido malonico che avrà

i protoni in alfa, sia al doppio legame che al CN, relativamente acidi, dando luogo ad un nucleofilo che reagisce

con il gruppo carbonilico dell’indanone, si elimina H20 e si forma un legame CC tipico delle sintesi maloniche.

Dato che gli acidi beta carbossilici sono relativamente instabili possono dar luogo ad una decarbossilazione

termica, anche questa reazione è tipica delle sintesi maloniche; si ottiene questo derivato in cui il doppio legame

esociclico poi isomerizza a legame endociclico essendo più stabile e si ottiene questa specie.

Trattiamo con potassa e avviene un idrolisi del nitrile che passa prima per un’ ammide poi diventa acido

carbossilico, successivamente questo sintone è acido, infatti ci sono dei protoni metilenici reattivi che sono dei

protoni benzilici, e oltre ad avere le porzione aromatica adiacente hanno anche un doppio legame adiacente,

quindi sono molto acidi perché il carbanione che si ottiene viene stabilizzato sia dal doppio legame che dal

nucleo aromatico, e quindi viene fatto reagire con un derivato della benzaldeide, dunque anche in questo caso

abbiamo una reazione aldolica e porta alla formazione di un doppio legame CC, ovviamente viene eliminata H20

secondo un equilibrio, il che vuol dire che dobbiamo eliminare H20 dall’ambiente di reazione grazie ad alcuni

strumenti come il Marcusson. (C’è un pallone di reazione nella quale la miscela di reazione passa allo stato

vapore viene convogliato attraverso un tubo collegato ad un refrigerante in cui è presente anche un agente

disidratante come Calcio Solfato, separando l’H2O dal resto). Trattamento poi con sodio periodato che riesce ad

ossidare lo zolfo e formare il relativo solfossido.

TOLMETINA Un'altra molecola che rientra nella

categoria degli acidi arilalcanoici è

la Tolmetina. (Leggi slides).

La struttura ha la caratteristica di

avere la presenza di un nucleo

pirrolico N-metil sostituito.

Sintesi. Si parte dal N metil pirrolo

che reagisce con para

formaldeide (è quella polimerica

questo perché la formaldeide è

gassosa e quindi difficilmente

maneggiabile, c'è quella solida ma

anche in soluzione e si comporta

esattamente come la

formaldeide). La formaldeide

reagisce con dimetil ammina si forma un doppio legame CN e l’azoto si carica positivamente rendendendo il

carbonio ancora più elettrofilo che reagisce con la posizione nucleofila 2 del pirrolo. Trattiamo con ioduro di

metile e otteniamo un azoto quaternario carico positivamente che è un ottimo gruppo uscente perché

diventerebbe neutro; viene quindi spiazzato da un buon nucleofilo come il cianuro di sodio; trattiamo con

parametil benzoil cloruro sempre con l’acido di Lewis, quindi Fiedel Craft nella posizione 5 e successiva idrolisi del

metile.

Acidi aril propanoici (Profeni) L’ibuprofene,capostipite della classe, è

presente in commercio in varie specialità e

diversi tipi di formulazioni. In alcuni casi si

tratta di formulazioni miste (più di un

principio attivo) in altri si cerca di

ottimizzare la formulazione per il tipo di

patologia da affrontare ( per es. salificare

ibuprofene con sale di lisina permette la

formazione di un sale interno zwitterionico

che velocizzerà fortemente l’assorbimento

specie se somministrato per via

sublinguale).

Strutturalmente è molto semplice, è una

molecola piccola, a basso PM, ed infatti

non è rispettata la regola di Lipinski, però tuttavia funziona e funziona anche molto bene; è un'eccezione.

Pur essendo relativamente vecchio l’ Ibuprofene ancora è molto utilizzato. Ha un potenza minore rispetto

all’indometacina (uno dei più potenti) infatti sia sulla COX1 che sia sulla COX2 abbiamo bisogno di una

concentrazione maggiore di alcuni ordini di grandezza, ma è meglio tollerata, minori effetti collaterali.

Ha un buon effetto antiaggregante ma non paragonabile a quello dell’Aspirina. Viene utilizzata in diversi ambiti,

come antidolorifico di vario genere, come antipiretico e per patologie reumatologiche e muscolo scheletriche,

però per quest'ultime si preferiscono PA come il diclofenac. Non è molto selettivo infatti l’affinità per le due

isoforme della cox è pressoché identica.

Chiralità I profeni presentano un carbonio in alfa

al carbonile chirale e l’entantiomero S

(destrogiro) risulta essere il più attivo,

anzi potremmo dire anche che è l'unico

attivo perché l'altro è molto poco

attivo. (Dire R o S vuol dire identificare

la configurazione assoluta secondo la

terminologia di Cahn, Ingold e Prelog.

Destrogiro o levogiro sono invece delle

evidenze empiriche che ci dicono se il

piano della luce è ruotato verso dx o sx.

Questa è invece una configurazione

relativa alla gliceraldeide).

ER: eudismic ratio (rapporto eudismico:

rapporto tra eutomero (steroisomero

più attivo) e distomero (stereoisomero meno attivo). Nel caso dell’ibuprofene tale rapporto in vitro è 60 (uno

funziona sessanta volte meglio dell’altro). L’ER può essere molto diverso se consideriamo sistemi in vivo o in vitro

in quanto la chiralità può influenzare i vari step che compie il farmaco prima di arrivare al target. Infatti in vivo

infatti il rapporto si assottiglia molto perché la molecola subisce inversione di configurazione. Il meccanismo è

dovuto al fatto che le molecole di natura acida subiscono reazione di coniugazione e sono trasformati per es.in

tioesteri dal CoA, mediata da una transferasi (questo meccanismo è importante perché serve a creare un miglior

gruppo uscente rispetto al corrispondente ossigenato) e in un secondo momento subiscono attacchi da

molecole come il glutatione. La reazione di coniugazione funziona benissimo con il derivato R ma non con S ciò

vuol dire che gli equilibri sono alterati e ciò si tramuta un una differente percentuale di eliminazione dei due

stereoisomeri.

La trasformazione dell'ibuprofene nel suo tioestere lo rende substrato di un'enzima che è una epimerasi che

inverte la configurazione, quindi trasforma l'R in S e viceversa, proprio per questo motivo il farmaco non viene

somministrato in forma pura dell'enantiomero S, questo perchè c'è appunto questo equilibrio e quindi si

somministra in miscela.

Ibuprofene: chiral swich. Dexibuprofene Seractil Il processo per cui una molecola

chirale può essere sviluppata nella sua

forma omochirale è detto Chiral

Swich, è praticamente il processo per

cui si sviluppano i singoli enantiomeri.

Si può operare tale approccio se

conviene economicamente e se i due

enantiomeri presentano grosse

differenze, cioè quando

sostanzialmente uno dei due è molto

più attivo dell'altro, quando in vivo

non c'è una epimerizzazione e

quando per es il distomero meno

attivo ha anche degli effetti collaterali

importanti. L’ibuprofen è

commercializzato come racemo

proprio perché non c’è vantaggio economico sufficiente. L’approccio del chiral swich comporta dei vantaggi: si

somministra una minor quantità di sostanza, la farmacocinetica diventa più facile da determinare (ho solo una

molecola).

Profeni: farmaci in uso clinico Altri Profeni come il Dexketoprofene o il

Naprossene non sono invece

commercializzati come racemo, ma

come enantiomeri puri.

Il Dex-ketoprofene, è l'isomero

destrogiro responsabile dell'attività cioè

l'S; qui c'è un'inversione di

configurazione molto bassa in vivo e

questo fa si che si possa fare un chiral

swich, qui ha senso, quindi quando in

vivo somministriamo l'eutomero solo una

minima parte epimerizza, quindi non si

ha una grossa perdita e dunque ci

conviene fare un chiral swich anche

perchè l'altro eutomero non ha attività e

quindi possiamo anche abbassare i dosaggi. Il ketoprofene però viene anche commercializzato in forma

racemica, come nel caso dell'oki, però esistono anche alcune specialità che contengono solo la forma

omochirale.

Anche nel caso di questa classe si registra una maggiore selettività verso la COX 1, però comunque siamo ancora

nel basso micromolare anche per la COX 2, a differenza dell'acido acetil salicilico.

Il Naprossene è decisamente meno attivo del Ketoprofene e anche di altri visti prima, però tuttavia è una


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max-92_

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in chimica e tecnologia farmaceutiche
SSD:
Università: Salerno - Unisa
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher max-92_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Chimica farmaceutica e tossicologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salerno - Unisa o del prof Sbardella Gianluca.

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