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logica della competizione si attiva in ognuna delle istituzioni separate al governo.

La frattura principale in tali democrazie concerne la contrapposizione fra stati. È

definita democrazia composita perché compone le unità statali distinte e separate

con i lori cittadini. Tali democrazie hanno carattere non accentrato.

1- SISTEMA PARTITICO E REGOLE ELETORALI

Il sistema partitico è l’insieme delle interazioni fra

Strutturazione politica partigiana.

attori politici organizzati il cui scopo è acquisire la rappresentanza dell’elettorato. I

partiti sono l’esito delle trasformazioni avvenute nel XIX e XX secolo. Lipset e

hanno mostrato come una successione di rivoluzioni abbia strutturato le

Rokkan

divisioni tra cittadini su cui si sono sviluppati i partiti. Prima tra le rivoluzioni è la

degli inizi del XIX secolo, finalizzata a dar vita a Stati

rivoluzione nazionale

nazionali. Questa rivoluzione ha creato un doppio cleavage: - 1) fra centro e

periferia (nascita partiti nazionali e regionalisti) – 2) tra stato e chiesa (nascita

partiti laici e religiosi). Seconda è la di fine 800, dando vita

rivoluzione l’industriale

alle moderne economie di mercato. Anche la formazione del sistema capitalistico

ha creato doppio cleavage: -1) tra interessi industriali capitalistici e interessi

agricoli (nascita partiti a favore del libero scambio,come partiti liberali, e partiti di

contadini); - 2) tra interessi dei proprietari di capitali e interessi della nuova classe

sociale, cioè la classe operaia(nascita dei partiti operai o laburisti e dei partiti

borghesi. contrapposizione del conflitto di classe). Terza è la rivoluzione comunista

la quale ha favorito la frattura all’interno dei movimenti della classe operaia con la

nascita dei partiti comunisti, alternativi a quelli socialdemocratici e laburisti,

incentivando la nascita di forze anticomuniste. Questa frattura non si è diffusa

ovunque. Altri studi individuano che è quella di

un’altra rivoluzione postindustriale,

fine XX secolo, che ha favorito una nuova frattura tra: difensori del sistema

industriale e difensori di nuovi interessi come la nascita dei partiti ambientalisti,

dei diritti civili, populisti e xenofobi. Le Democrazie competitive si sono

sviluppate dove il conflitto della rivoluzione industriale è diventato dominante, al

contrario le Democrazie consensuali si sviluppano dove i conflitti religiosi, etnici e

linguistici sono generati dalla rivoluzione nazionale. 5

analizza i sulla base di - il primo finalizzato

Sartori sistemi partitici due criteri:

ad individuare il numero dei partiti che contano all’interno di un sistema, cioè il

formato; - il secondo finalizzato a stabilire come lavori un dato sistema, cioè la

meccanica di funzionamento. - (a partito

Sartori classifica i partiti in 5 formati:

predominante) bipartitico, - a pluralismo limitato, - a pluralismo estremo

(atomizzato), ai quali corrisponde una meccanica bipartitica di: - pluralismo

moderato o di - pluralismo polarizzato. La meccanica bipolare è riscontrabile non

solo nei sistemi bipartitici ma anche in quelli a pluralismo limitato. La differenza

consiste che in quelli bipartitici il governo è monopartitico mentre in quelli a

pluralismo limitato il governo è di coalizione. Nei sistemi a pluralismo limitato

corrisponde una meccanica di pluralismo moderato non bipolare, dunque tutti i

partiti possono entrare al governo. Nei sistemi con formato di pluralismo estremo

c’è una meccanica di pluralismo polarizzato (precluso ai partiti comunisti e fascisti

l’entrata al governo in quanto illegittima). La meccanica del sistema partitico

dipende dall’interazione tra esso e il sistema elettorale.

Sistema elettorale inteso come

Sistemi elettorali. insieme delle norme che regolano la

Due sono i - la

trasformazione dei voti in seggi. compiti del sistema elettorale:

successione delle cariche pubbliche e - generare consenso verso il regime

democratico. I sistemi risultano da - cioè le caratteristiche

3 fattori: tipo di scelta

della scheda elettorale, potendo obbligare l’elettore a scegliere il candidato o il

partito (categorica) o consentire di scegliere il candidato e partiti diversi (ordinale);

- possono essere collegi uninominali (eletto 1 solo

caratteristiche del collegio,

candidato), o plurinominali (detti circoscrizioni,eletti più candidati); - formula

ossia un meccanismo di trasformazione dei voti in seggi, e ve ne sono due

elettorale

tipi: maggioritario con collegio uninominale o proporzionale.

Distinzione fra: - sistemi a maggioranza assoluta, - sistemi a

Sistemi maggioritari.

maggioranza semplice , - sistemi a doppio turno. Tutti a scrutinio uninominale. In

quello a maggioranza assoluta vince il seggio chi ottiene la maggioranza più uno

dei voti del collegio uninominale; in quelli a maggioranza semplice (pluralità)

vince chi ottiene la maggioranza relativa dei voti. Il sistema a doppio turno

6

combina maggioranza assoluta al primo turno con la maggioranza semplice al

secondo turno. L’accesso al secondo turno può essere variamente regolato(es.

Francia ottenere 12,5%).

Distinzione tra - sistemi proporzionali con metodo del

Sistemi proporzionali.

quoziente, – sistemi proporzionali con metodo del divisore. I sistemi con metodo

del quoziente si avvicinano più al proporzionalismo puro poiché alcuni seggi

rimangono non assegnati e a successiva redistribuzione (es. Italia I Rep.). Invece

nei sistemi fanno uso del metodo del divisore le cifre elettorali vengono divise per

una serie di numeri successivi, tendendo a favorire le liste più votate. Una variante

dei sistemi col metodo del divisore è il usato in

proporzionale personalizzato

Germania. L’elettore dispone di due voti, per il rappresentante uninominale e per

la lista di partito; è il voto di lista che stabilisce la percentuale di rappresentanti

spettanti ad ogni partito. Inoltre in Germania l’introduzione della clausola di

sbarramento al 5% ha abbassato il potenziale di proporzionalità.

dal 1947 al 1993 per l’elezione della camera

Riforme elettorali anni 90. Giappone:

bassa adottava un sistema di collegi plurinominali detto sistema del voto singolo non

in cui ad ogni elettore un voto ed erano eletti i candidati che ottenevano

trasferibile

più voti nel collegio. Tale sistema incentivava le competizione nei partiti. Nel 1994

fu approvato un nuovo (su un totale di 500 seggi: 226

sistema elettorale misto

vengono attribuiti con formula proporzionale e 274 attribuiti con formula

maggioritaria),con cui ogni elettore dispone di due voti: uno per i rappresentanti

uninominali e uno per i partiti della lista proporzionale. passaggio

Nuova Zelanda:

dal sistema maggioritario (magg. semplice) a un sistema proporzionale

personalizzato. Introdotto dopo referendum contro il sistema pluralità. I deputati

della camera sono eletti per metà in collegi uninominali (con formula pluralità) e

per l’altra metà con lista di partito in un collegio unico nazionale (questo secondo

voto attribuisce la percentuale dei seggi al partito). Attualmente in Nuova Zelanda

si ha la presenza di 8 partiti con dinamica bipolare; con partiti laburisti e

conservatori alla vetta delle coalizioni di centro-sinistra e centro-destra. si

Israele:

assiste ad una riforma non del sistema elettorale, ma viene introdotta l’elezione

7

diretta del primo ministro. Inizialmente il primo ministro veniva selezionato dalla

maggioranza parlamentare e le elezioni per il Knesset avvenivano con sistema

proporzionale e dovevano superare la soglia 1,5% per entrare nel Knesset. Tale

sistema produceva una forte frammentazione. La riforma, quindi, per eleggere

primo ministro, vede un sistema maggioritario a doppio turno ma nel 2001

l’elezione diretta del primo ministro venne abolita. la riforma elettorale del

Italia:

1993 da vita ad un sistema elettorale misto a prevalenza maggioritaria, cha a sua

volta viene riformato nel 2005 con un sistema proporzionale a premio di

maggioranza. Per entrambe le camere il 75% dei seggi viene attribuito con

formula maggioritaria e il 25% con formula proporzionale. Nelle elezioni del 1996

e del 2001, questo nuovo sistema ha consentito la formazione di una maggioranza

elettorale e per la prima volta vi è stata alternanza al governo spingendo, anche,

verso alleanze elettorali non autentiche. Per Sartori non c’è un rapporto di causa-

effetto tra sistema elettorale e sistema partitico (il sistema elettorale influenza i

singoli collegi e varia in base alle caratteristiche del sistema partitico). Il sistema

elettorale influenza: sia il formato, sia la meccanica e sia un sistema di partito. Ma

tale influenza assume il carattere di mantenimento, dell’uno e dell’altra, il sistema

maggioritario non produce una meccanica bipolare del sistema bipartitico come il

sistema proporzionale non produce una meccanica multipolare; l’attivazione del

bipolarismo o non bipolarismo dipende anche dalle caratteristiche del sistema

partitico. Le democrazie competitive presuppongono una bipolarizzazione del

sistema partitico mentre quelle consensuali una non bipolarizzazione. La

democrazia bipolare consente agli elettori di scegliere un governo e

un’opposizione, costituendo la condizione affinché l’elettore possa individuare la

responsabilità delle scelte creando un rapporto di responsabilità diretta degli eletti

verso gli elettori. Il bipolarismo rende possibile il con il quale

voto retrospettivo

l’elettore premia o punisce chi ha governato. I sistemi proporzionali garantiscono

la rappresentanza delle posizione presenti nell’elettorato con formazione di una

maggioranza governativa frutto di negoziazioni fra partiti, quindi non si

garantisce la formazione di un’unica opposizione. Qui il è poiché è

voto prospettivo

difficile capire chi è responsabile, infatti l’elettore vota a favore di

8

un’appartenenza o di un’identità. Ciò vale per i sistemi di pluralismo polarizzato

(Italia I rep.) e per i sistemi di pluralismo moderato non bipolari.

È rilevabile una determinazione diretta del sistema elettorale sulla modalità

comportamentale del partito. Sono rilevabili due logiche di partito adattate ai due

sistemi elettorali principali. Le modalità di comportamento del partito è rilevabile

su un doppio versante: - tra partito e cittadini (esterno) - tra componenti del

partito (interno). Nei sistemi proporzionali i partiti controllano la selezione dei

candidati. L’elettore quindi vota un partito, ciò che conta è la sua identificazione

con il partito non la qualità del candidato. Nei sistemi proporzionali gli elettori

hanno limitata influenza sulla selezione dei rappresentanti politici, se vogliono

dotarsi di influenza devono diventare attivisti di partito. La separazione tra

elettore e membro di partito favorisce la coesione di partito ma racchiude un

potenziale oligarchico relativamente alla formazione della classe politica. Cosi i

membri dovranno rispondere primariamente al partito e in via mediata agli

elettori. La separazione favorisce quindi un partito introverso (predisposizione

negativa verso sostituzione di dirigenti, perciò riproduzione della stessa classe

politica nel tempo portando a una competizione interna al partito. portatrice di

tensioni). Nei sistemi maggioritari l’elettore vota il candidato piuttosto che il

partito, favorendo la formazione di partiti elastici e dipendenti scoraggiando lo

scissionismo nel partito. Ciò è registrabile anche nei sistemi maggioritari a doppio

turno. Nei sistemi maggioritari uninominali il candidato vincente deve godere

della fiducia del suo partito e soprattutto dell’elettorato del collegio. Anche qui la

selezione del candidato è affidata al partito ma sono diversi i criteri,in quelli

proporzionali scelgono candidati che rafforzano l’identità del partito, in quelli

maggioritari scelgono il candidato che va al di là del partito. In questi vi è un

ricambio più rapido della classe politica. Vi è quindi un poiché

partito estroverso

l’elettore può approvare o meno il candidato selezionato dal partito,infatti vi è una

doppia responsabilità del candidato sia verso il partito sia verso l’elettorato.

Nelle democrazie composite non è plausibile che vi sia interazione tra sistema

elettorale e sistema partitico,semmai tale relazione si crea relativamente a ognuna

9

delle istituzioni separate di governo. Infatti si hanno sistemi elettorali partitici per

ognuna delle istituzioni separate che partecipano al processo di governo. Ciò

impedisce una chiara distinzione tra governo e opposizione.

organizzati intorno a una pluralità di differenti regimi competitivi sia per la

USA:

presidenza sia per le Camere (o Congresso). Il presidente dura in carica 4 anni e

può essere rieleggibile per un altro mandato. Viene eletto da un collegio elettorale

che a sua volta è la somma dei vari collegi elettorali degli Stati membri della

federazione. Tutti gli stati adottano il criterio the winner takes all (tutti i seggi del

collegio elettorale che spettano a ogni stato assegnati alla lista del candidato

presidente che ha ottenuto più voti). L’elezione del presidente è indiretta (collegi

elettorali costituiti dai grandi elettori, designati dai cittadini di ogni stato, due

senatori e i membri della camera dei rappresentanti di quello stato. I grandi

elettori sono designati solo per eleggere il candidato alla presidenza, si presentano

in liste a sostegno dell’uno o dell’atro candidato alla presidenza e la lista che

ottiene la maggioranza di voti di uno stato ha la totalità dei grandi elettori che

spettano a quello stato. 40 giorni dopo l’elezioni presidenziali si riuniscono per

votare il candidato alla presidenza,risultati trasmessi al presidente del senato e

corte suprema e dichiara che sarà presidente USA). In caso nessuno raggiunge la

maggioranza la camera eleggerà presidente uno tra i primi 3 più votati. I membri

della camera rappresentanti durano in carica 2 anni e sono eletti con sistema

maggioritario semplice. I senatori restano in carica 6 anni e sono eletti a

maggioranza semplice. Gli Usa hanno un sistema bipartitico sempre per gli stessi

partiti repubblicani o democratici, tuttavia la loro organizzazione, il programma e

l’elettorato cambiano in relazione a ogni istituzione e in ogni stato.

sistema proporzionale per eleggere i membri del Consiglio

Svizzera:

nazionale(camera bassa) per una carica di 4 anni. Sempre con formula

proporzionale vengono eletti i membri della camera alta (2 membri per cantone) in

carica 4 anni. Tale sistema ha favorito la formazione, in ognuna, di un sistema

multipartitico a forte base cantonale. Ogni cantone ha un governo diverso,in quasi

tutti i cantoni è previsto l’approvazione di alcune leggi tramite referendum. Il

10

consiglio federale (l’esecutivo) è costituito da 7 membri nominati dalle due camere

(in comune formano il legislativo)in carica 4 anni,ruolo presidente esercitato a

rotazione tra i 7.

solo il viene eletto direttamente dai cittadini mentre i

UE: Parlamento europeo

membri sono designati in circoscrizioni elettorali all’interno di ogni stato. I

membri del consiglio dei ministri sono scelti su formule elettorali specifiche di

ogni stato. Il Consiglio europeo dei capi di governo e di stati rappresenta interessi

statali e non partitici. La viene eletta indirettamente mentre il

Commissione europea

Presidente è eletto dal Consiglio europeo su approvazione del Parlamento.

In tutti e 3 i casi è difficile stabilire l’interazione tra sistema elettorale e sistema

partitico come avviene, invece, nella distinzione tra governo e opposizione. La loro

caratteristica favorire la contrapposizione tra istituzioni e non fra i partiti. In

conclusione le Democrazie composite sono inadatte allo sviluppo di partiti

nazionali e centralizzati.

2- SISTEMA DI GOVERNO.

Il sistema di governo struttura i rapporti tra gli attori che partecipano alla

formazione delle decisioni. Tale struttura rinvia ad un doppio assetto:

1) legislativo - esecutivo; 2) esecutivo - capo di governo.

Abbiamo -

Rapporti esecutivo - legislativo. 3 principali sistemi di governo: sistema di

il quale si basa su una fusione dei poteri legislativo ed

governo parlamentare

esecutivo, cioè l’esecutivo si forma all’interno del legislativo in quanto espressione

della sua maggioranza; - in cui vi è anche qui

sistema di governo semipresidenziale

fusione tra poteri legislativo e esecutivo(l’esecutivo non può governare contro la

volontà della maggioranza del legislativo); l’esecutivo è diretto da un primo

ministro (espresso dal legislativo) e da un presidente della repubblica (eletto

direttamente dai cittadini); - adottato dagli Usa,

sistema di governo presidenziale,

trattasi di un governo separato divenuto a preminenza presidenziale in cui il

potere legislativo (camera e senato,ossia congresso) e il potere esecutivo

11

(presidente) sono istituzionalmente separati; l’uno non necessita dell’altro per

operare.

In Svizzera l’esecutivo (separato) ha carattere collegiale, è chiamato direttorio

poiché costituito da 7 membri che lo presiedono a rotazione. Nell’UE l’esecutivo è

una commissione costituita da 27 membri presieduta da un presidente nominato

dal Consiglio Europeo su consenso del Parlamento. Il Governo Comunitario è

costituito dal Consiglio dei Ministri, dalla Commissione Europea e dal Parlamento

Europeo. La natura collegiale degli esecutivi dell’ UE e della Svizzera è dovuta alla

limitata esposizione internazionale (Svizzera neutrale e UE potenza civile). La

fusione dei poteri è propria delle democrazie competitive e consensuali mentre la

separazione dei poteri è propria delle democrazie composite(democrazia garantita

dal controllo tra varie istituzioni del governo separato).

- 1) nei sistemi

Criteri per classificare i sistemi di governo: la formazione del governo:

parlamentari si forma all’interno del legislativo e lo stesso primo ministro è scelto

all’interno del legislativo. Dove vi è formato bipartitico (UK) o meccanica bipolare

(Ger.) la formazione del governo e la selezione del primo ministro è vincolata ai

risultati elettorali (anche It. II rep.). Dove c’è formato multipartitico o meccanica

non bipolare, la formazione governo e la selezione del primo ministro non è

vincolate ai risultati elettorali e la maggioranza di governo si configura dopo

l’elezioni, con contrattazione fra partiti che decidono di costituirla. Nei sistemi

semipresidenziali l’esecutivo ha carattere duale (presidente e primo ministro). Il

Presidente non può governare contro la maggioranza parlamentare che ha eletto, e

appoggia, il primo ministro. Anche qui l’ esecutivo si forma nel legislativo. – 2)

nel l’esecutivo dipende dal legislativo, ancor

operatività: sistema parlamentare

meglio, necessita della fiducia del legislativo. Nel il

sistema semipresidenziale

presidente è eletto indipendentemente dal legislativo, pertanto non può operare

con un esecutivo non sostenuto dal legislativo. – nel

3) rendiconto: sistema

l’esecutivo ha natura collegiale, la responsabilità governativa ha

parlamentare

connotato collettivo garantito dal riconoscimento del Cabinet, ossia il

governo(cabinet). varia in base alle caratteristiche del modello di

La responsabilità 12

democrazia: nei parlamentarismi competitivi (maggioranze emergono da elezioni)

il Cabinet è espressione di una maggioranza che renderà conto agli elettori finito il

mandato. Nei parlamentarismi consensuali (maggioranze dopo elezioni) è difficile

stabilire chi è responsabile. Nei sistemi semipresidenziali la relazione di

responsabilità è duplice: il presidente è obbligato ad un rendiconto nei confronti

degli elettori che lo hanno eletto e l’esecutivo, da lui presieduto, esprime una

maggioranza parlamentare che dovrà rispondere in relazione alle scelte realizzate.

Questa doppia modalità è complessa in una fase di coabitazione.

Diverso è il in relazione al primo criterio

sistema presidenziale degli USA:

(formazione governo), nel governo separato non c’è un governo anche se vi è un

(presidente) e si forma attraverso elezione del presidente

esecutivo monocefalo

stesso. Tenendo conto del secondo criterio (operatività), il presidente(esecutivo)

può svolgere la propria attività indipendentemente dal legislativo, cioè può

operare anche in presenza di un legislativo a lui politicamente contrario. Con il

terzo criterio (rendiconto) poiché l’esecutivo è il presidente, solo lui è tenuto a

rispondere agli elettori (rendiconto individuale). Invece nel caso della Svizzera e

dell’UE i primi due criteri sono simili a quelli USA, sia il direttorio svizzero sia la

commissione europea possono operare indipendentemente dalla fiducia del

legislativo,per il terzo criterio per entrambe non ci può essere un rendiconto

elettorale. - costitutivo della sua stessa

Compiti adempiuti dal legislativo: compito rappresentativo:

identità storica. Gran parte dei sistemi prevede una struttura bicamerale del

legislativo. Nei sistemi non accentrati persiste una doppia esigenza

rappresentativa: individui per la Camera Bassa e i territori per la Camera Alta;

mentre nei sistemi accentrati è la sedimentazione di specifiche esperienze storiche.

Tutti hanno una camera bassa che è sempre eletta a suffragio universale diretto.

Nelle la camera alta ha potere inferiori rispetto

Democrazie competitive accentrate,

alla camera bassa ( UK); la camera bassa rappresenta la volontà popolare. Nelle

(GER) alla camera alta sono riconosciuti

Democrazie competitive non accentrate

alcuni importanti poteri. Nelle le

Democrazie consensuali a bicameralismo paritario, 13

camere hanno identici poteri e questo costituisce un mezzo di tutela fra i partiti

che rappresentano le fratture della società/paese. Il legislativo da voce a tutte le

manifestazioni politiche presenti garantendo, egli stesso, la stabilità della

democrazia. Nella il legislativo da rappresentanza alle

Democrazia composita

richieste individuali e territoriali, inoltre vi è distinzione tra: camera alta

espressione dei territori e camera bassa espressione degli elettori.

- nelle l’iniziativa legislativa

Compito decisionale: Democrazie competitive e consensuali

è pienamente nelle mani dell’esecutivo, il quale ha il monopolio del potere di

iniziativa legislativa. Egli stesso sottopone al legislativo i disegni di legge da

approvare. Nelle non vi è un governo a cui delegare il

Democrazie composite

compito dell’iniziativa legislativa. In Svizzera, il Consiglio Federale e la

Commissione nell’UE, hanno poteri limitati che sono sottoposti al

condizionamento del legislativo. Negli USA il presidente non ha poteri di

iniziativa legislativa in quanto spettano al Congresso, ne può influenzare l’attività

legislativa con il potere di veto. - nel

Compito del controllo dell’esecutivo: Sistema

vige un controllo con sanzione consistente nel fatto

Parlamentare e Semipresidenziale

che l’esecutivo può essere sfiduciato dal legislativo; naturalmente la maggioranza

del legislativo ha interesse a porre l’esecutivo nelle condizioni di governare. Nelle

è l’esecutivo che controlla il legislativo attraverso una

Democrazie competitive

maggioranza che emerge dalle elezioni (che si trasforma in un esecutivo). La

natura del collegio uninominale incentiva la disciplina della maggioranza intorno

all’esecutivo,per questo sono stabili (ciò vale per le democrazie competitive

parlamentari e le semipresidenziali). In GB e GER il controllo non viene quasi mai

applicato, in quanto un esecutivo messo nelle condizioni di governare potrà essere

giudicato dagli elettori una volta finito il mandato. Tale potere spetterebbe solo

alla camera bassa, mentre in Italia abbiamo casi variante, come il governo Prodi

sfiduciato nel 1998 dal Senato. Non ci furono nuove elezioni ma un rimpasto di

governo. Quindi nelle Democrazie Competitive le elezioni formano il governo e

l’opposizione, la quale ha nel legislativo la sede privilegiata d’azione ed è

attraverso l’opposizione che il legislativo controlla l’esecutivo. Nella Democrazie

si hanno Nelle democrazie in cui vi è distinzione

consensuali esecutivi coalizionali. 14


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flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze della politica
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienze della politica - Corso avanzato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Massari Oreste.

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