Evoluzione nell'architettura contemporanea dei ponti
Il ponte è la struttura che permette di superare un ostacolo, sia questo naturale o artificiale. I primi ponti furono realizzati in legno, come i ponti di corda e i ponti tibetani. Con lo sviluppo tecnico e nuovi materiali, abbiamo un'ampia casistica di ponti.
Primi ponti sospesi
La corda, ferma su due punti, sotto l'azione di carichi distribuiti, assume la forma di una catenaria perché ciò le permette di raggiungere l'equilibrio (parabola = peso proprio della catenaria). Sotto l'azione di un carico concentrato, la stessa corda assume la forma di una cuspide. La configurazione del ponte deriva dallo studio del fenomeno della catenaria sopra descritto: la geometria è infatti quella dell'arco rovesciato perché sul ponte gravano carichi distribuiti dovuti al peso proprio o ai carichi esterni.
La tradizione romana
In antichità, i Romani furono i più grandi costruttori di ponti. Con lo sviluppo del calcestruzzo (sabbia, calce, inerti e pozzolana, particolare pietra magmatica), lo sviluppo delle murature, l'uso dei mattoni e del cemento, e lo sviluppo della tecnologia dell'arco e della volta modificarono la concezione strutturale dell'antica Grecia (struttura trilitica).
Il ponte più antico di Roma è il Ponte Fabricio, che collega la sponda sinistra del Tevere all'Isola Tiberina. Originariamente composto da quattro arcate (due maggiori e due minori), mostra oggi solo due arcate centrali maggiori (le due minori sono interrate) che poggiano su un unico pilone. Sopra il pilone si apre un arco di 6 metri, necessario per diminuire la pressione dell'acqua sulla struttura in caso di piene. La struttura interna è costituita da pietra di tufo, mentre il rivestimento è in travertino. Il Ponte Fabricio mostra la struttura tipica dei ponti romani: ponti con arco a tutto sesto che poggiano su piloni strutturali.
Questo tipo di struttura rimarrà la struttura principale per tutto il Medioevo. È infatti la struttura del Ponte di Castelvecchio a Verona. Questo ponte, realizzato nella metà del 1300, è composto da tre arcate di luce diversa; l'ampiezza dei piloni è stata studiata a seconda del diverso carico che gravava su questi. Realizzato completamente in mattoni con parti più sollecitate, come la base dei piloni, in travertino.
Un'innovazione fiorentina
Un esempio che si discosta dalla tipologia romana è il Ponte Vecchio a Firenze. È il primo ponte che utilizza gli archi a sesto ribassato, rendendo necessarie solo tre arcate per coprire il letto del fiume Arno. È un ponte costruito in mattoni, divenuto famoso per le botteghe artigiane che si trovano lungo il suo cammino.
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