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Evidenze I - patologia specialistica della mammella

Appunti di Evidenze I del professor Di Lieto sulla patologia specialistica della mammella con analisi di questi argomenti: ipoplasia mammaria e mastoplastica additiva estetica, protesi, complicanze, ipertrofia mammaria o ipermastia, ptosi mammaria, amastia, atelia, polimastia-politelia, sindrome... Vedi di più

Esame di Evidenze I docente Prof. E. Di Lieto

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SINDROME DI POLAND

È una patologia congenita probabilmente dovuta ad ipoplasia dell’ arteria sottoclaveare a causa di

una sua torsione intorno alla sesta settimana di gestazione. Questo provoca una serie di anomalie

sull’ emitorace che possono presentarsi da sole o in associazione tra loro e possono essere così

schematizzate: 1) assenza del capo sternale del muscolo grande pettorale

2) ipoplasia della mammella o del capezzolo

3) deficienza del tessuto sottocutaneo e dei peli ascellari

4) anomalie ossee della parete toracica

5) aplasia del muscolo piccolo pettorale

6) sindattilia o ipoplasia dell’ arto superiore

7) ipoplasia dell’ avambraccio

Terapia: il trattamento è indicato ai fini estetici, e si fa a partire dai 18-19 anni,in attesa di un

completo sviluppo della mammella contro laterale. Esso consiste nella ricostruzione del volume

mammario che può essere fatta a mezzo di protesi o di tessuto autologo, questo necessiterà

comunque di una ulteriore copertura,data l’ assenza del muscolo grande pettorale,che può essere

effettuata con il prelievo del muscolo dorsale. Residue deformità della parete toracica possono

essere ricostruite con ulteriori impianti per la parete toracica o con osteotomie costali.

RICOSTRUZIONE POST-MASTECTOMIA

Tutte le donne che hanno affrontato o devono affrontare una mastectomia sono possibili candidate

alla ricostruzione mammaria evento che però deve essere una scelta della sola paziente,che,senza

forzature esterne,deve poter valutare tutte le possibili alternative ricostruttive,le potenziali

complicanze e le reali aspettative. La mastectomia porta infatti spesso a depressione,disturbi dell’

umore e disagio. Però con la ricostruzione post-mastectomia ormai questi disagi sembrano essere

superati.

È importante sottolineare che la ricostruzione della mammella non è un semplice intervento ma un

programma ricostruttivo che richiede spesso 2-3 interventi: comprende infatti ricostruzione della

salienza(volume) mammaria,ricostruzione del complesso areola-capezzolo e l’ eventuale

adeguamento del seno controlaterale. Quest’ ultimo punto è un aspetto da tenere in considerazione

ogni volta che si affronta una ricostruzione,qualunque sia la tecnica scelta. Da qui la necessità di

adeguare quest’ ultimo alla neo-mammella,pur con lo svantaggio di presentare nuove cicatrici.

La ricostruzione può essere effettuata contestualmente alla mastectomia oppure in un secondo

tempo(differita).

La ricostruzione mammaria può essere suddivisa in due grosse categorie:

1) ricostruzione con materiale alloplastico.

2) rcostruzione con materiale autologo.

La scelta ricostruttiva è legata a diversi fattori,primi fra tutti le sequele della mastectomia: infatti,i

limiti dell’ exeresi chirurgica sono imposti dalla posizione del tumore,dall’ estensione e dal tipo

istologico,anche se le tecniche mutilanti,quali la mastectomia secondo Halsted,con l’ asportazione

del muscolo grande pettorale,sono ormai obsolete. Altro fattore importante è rappresentato dalle

sequele della radioterapia,che spesso compromette il buon trofismo dei tessuti molli,orientando

verso scelte ricostruttive obbligate. Inoltre le condizioni generali della paziente,le sue abitudini di

vita,l’ habitus corporeo e lo stato del seno contro laterale possono orientare verso ricostruzioni più o

meno complesse. Tutto ciò,ovviamente,tenendo sempre presente conto dei desideri della paziente.

RICOSTRUZIONE CON MATERIALE ALLOPLASTICO

Una delle metodiche più utilizzate e più semplici di ricostruzione mammaria è quella che si avvale

del posizionamento di dispositivi protesici. Nella maggior parte dei casi si tratta di espansori

tissutali che vengono posizionati al di sotto del muscolo gran pettorale in una tasca appositamente

allestita al fine di poterli ricoprire in maniera adeguata,data l’ assenza della ghiandola mammaria.

Nei casi in cui il muscolo non presenti un trofismo adeguato,gli espansori possono essere lo stesso

utilizzati,ma necessitano di ulteriore copertura con tessuto che sarà prelevato da regioni corporee

adiacenti. Gli espansori sono indicati in tutti i casi in cui sia necessario ricostruire un volume di

dimensioni medio-piccole e in tutti i casi di controindicazione alla ricostruzione con tessuto

autologo;talvolta,per mammelle molto piccole è possibile posizionare direttamente una protesi

definitiva a volume fisso ma la maggior parte delle volte è necessario riempire progressivamente l’

espansore,fino al raggiungimento del volume definitivo: a questo punto alcuni tipi di espansore

possono essere lasciati in situ,e fungere anche da protesi in questo modo,altri vengono sostituiti con

una protesi definitiva a volume fisso.

Questo intervento può essere fatto contestualmente o in un secondo tempo alla mastectomia,ha il

vantaggio di essere di breve durata,fornisce un volume mammario molto simile a quello contro

laterale,con una cute di identico colore e tessitura;nella maggior parte dei casi evita di fare cicatrici

aggiuntive,tranne nelle pazienti che hanno subito radioterapia,nelle quali sarà necessario prelevare

un lembo mio-cutaneo da una sede donatrice,sulla quale residueranno degli esiti cicatriziali. Tutto

ciò a discapito di frequenti controllo ambulatoriali nei mesi successivi all’ intervento,con il rischio

di una maggiore asimmetria con la mammella contro laterale,che quindi potrà necessitare di un

successivo adeguamento chirurgico. Il posizionamento di protesi o di espansori può però portare

allo sviluppo di alcune complicanze,che sono quelle tipiche del posizionamento di un dispositivo

allo plastico,quali la rottura o l’ estrusione dello stesso,la sua dislocazione o una contrattura della

capsula peri-protesica,con conseguenti deformità della regione ricostruita,o processi infettivi.

RICOSTRUZIONE CON TESSUTO AUTOLOGO

Nei casi in cui la paziente non possa o non voglia effettuare una ricostruzione con materiale allo

plastico,è possibile utilizzare del tessuto autologo,prelevato da diverse regioni corporee. Si tratta di

grossi lembi che possono essere trasferiti rimanendo però connessi alla sede di prelievo(lembi

peduncolati) oppure staccati dalla sede di prelievo insieme allo specifico peduncolo vascolare,per

essere poi posizionati in sede mammaria attraverso un’ anastomosi vascolare microchirurgica. Le

sedi più utilizzate nella ricostruzione mammaria sono la regione dorsale,addominale e glutea,i cui

peduncoli sono veicolati rispettivamente dal muscolo grande dorsale,da muscolo retto dell’ addome

e dal grande gluteo.

Vantaggi: È oggi possibile effettuare grossi prelievi riducendo al limite i deficit funzionali dell’

area donatrice: questo grazie alla micro-chirurgia. Inoltre il programma ricostruttivo è più breve

della ricostruzione con protesi,in quanto vengono saltate le fasi ambulatoriali del riempimento

protesico.

Svantaggi: oltre all’ indebolimento dell’ area donatrice,abbiamo anche la creazione di cicatrici

aggiuntive alla stessa,aspetto non sempre ben accettato dalle pazienti. Inoltre questo intervento non

è scevro da rischi: esiste la possibilità che il lembo vada incontro a necrosi parziale o totale,a causa

di disturbi di circolo venosi o arteriosi, soprattutto nell’ immediato post-operatorio;come

complicanza extra-mammaria nelle paziente ricostruite con il muscolo retto dell’ addome,può

verificarsi la pseudo-erniazione dei visceri addominali,che richiederà opportune revisioni

chirurgiche.


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Evidenze I del professor Di Lieto sulla patologia specialistica della mammella con analisi di questi argomenti: ipoplasia mammaria e mastoplastica additiva estetica, protesi, complicanze, ipertrofia mammaria o ipermastia, ptosi mammaria, amastia, atelia, polimastia-politelia, sindrome di poland, ricostruzione post-mastectomia.


DETTAGLI
Esame: Evidenze I
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - durata 6 anni) (CASERTA, NAPOLI)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Evidenze I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Di Lieto Eugenio.

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