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Evasione delle azioni giudiziarie contro i prigionieri di guerra e uffici d'informazione Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto internazionale frutto di rielaborazione personale dell'autore. Gli argomenti riportati che vengono trattati sono i seguenti: l'evasione delle azioni giudiziarie contro i prigionieri di guerra e gli uffici d'informazione, l’articolo 91 che tratta dell’evasione.

Esame di Diritto Internazionale dei Conflitti Armati docente Prof. P. Scienze giuridiche

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Dopo che sia pronunciata la sentenza, l'articolo 107 ne richiede la comunicazione immediata

in forma sommaria alla Potenza protettrice, alla persona di fiducia interessata e, solo se la pronuncia

sia avvenuta in sua assenza, anche al prigioniero, in un lingua da lui conosciuta. La Potenza

protettrice deve essere inoltre resa edotta della scelta del prigioniero di avvalersi o meno dei propri

diritti di ricorso.

In caso di condanna definitiva o in caso di condanna alla pena di morte pronunciata in prima

istanza, la Potenza detentrice deve subito comunicare alla Potenza protettrice: il testo della

sentenza; un rapporto che riassuma l'istruttoria e i dibattimenti, indicandone, in particolare, gli

elementi dell'accusa e della difesa; infine, il luogo dove verrà scontata la pena.

La comunicazione deve avvenire all'indirizzo scelto in precedenza dalla Potenza protettrice.

Inoltre, vige un dovere di equo trattamento nei confronti dei prigionieri di guerra rispetto ai

membri dell'esercito dello Stato detentore (articolo 108). Infatti, le pene pronunciate sulla base di

sentenze divenute regolarmente esecutive devono essere scontate negli stessi stabilimenti e alle

medesime condizioni, che devono essere conformi alle esigenze di igiene e umanità.

Nel caso di sentenze contro prigioniere, la detenzione deve avvenire in locali separati dagli

uomini e sotto la sorveglianza di donne.

In ogni caso, devono essere rispettati gli articoli 78 e 126.

Inoltre, i prigionieri possono ricevere e spedire lettere e ricevere almeno un pacco di soccorso

al mese, nonché fare moto all'aperto in maniera regolare. Hanno poi la facoltà di ricevere le cure

mediche necessarie in base al proprio stato di salute e l'assistenza spirituale desiderata.

Nel caso in cui i detenuti vengano puniti, deve essere rispettata la norma di cui al terzo

comma dell'articolo 87 , relativo al divieto di tortura e pene crudeli.

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Uffici d’informazioni e società di soccorso dei prigionieri di guerra

L’articolo 123 della III Convenzione di Ginevra del 1949 prevede la creazione di un’Agenzia

centrale d’informazione sui prigionieri di guerra in un paese neutrale, e, su proposta del Comitato

internazionale della Croce Rossa, anche nelle Potenze interessate, se necessario. La funzione

dell’Agenzia è quella di procurarsi, in via ufficiale o privata, le informazioni relative ai detenuti e

trasmetterle al paese d’origine dei prigionieri o allo Stato da cui dipendono, con l’aiuto delle

Potenze in conflitto e nel più breve tempo possibile. L’Agenzia ha poi l’appoggio finanziario degli

Stati parte della Convenzione, soprattutto di quelli i cui cittadini fruiscono dei servizi di questa

Cfr. supra, cap. I, p. 83.

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istituzione. In ogni caso, l’articolo 123 non intende limitare le attività umanitarie del Comitato

internazionale della Croce Rossa, né di altri organismi di soccorso.

Per quanto riguarda i meccanismi di tassazione, occorre ricordare che gli Uffici nazionali

d’informazioni e l’Agenzia centrale d’informazione godono della franchigia di porto postale e sono

esentate dal pagare le tasse (articolo 124). Inoltre, per quanto possibile, hanno diritto alla franchigia

telegrafica, o, comunque, devono godere di riduzioni significative delle tasse applicabili al servizio

telegrafico stesso.

Infine, l’articolo 125 cerca di garantire l’ingresso nei campi alle organizzazioni religiose e alle

società ed enti di soccorso dei prigionieri di guerra, sempreché non sussistano le limitazioni imposte

dalla sicurezza o da altre necessità ragionevoli, che siano state opposte dalle Potenze detentrici.

Questi Stati devono incentivare l’attività di tali organizzazioni e aiutarle nella visita dei detenuti,

nella distribuzione di soccorsi e di materiale educativo, ricreativo o religioso, e nell’organizzazione

di svaghi.

Le società o gli enti di soccorso possono avere sede sia nel territorio dello Stato detentore, sia

altrove, ma possono anche avere carattere internazionale. Tali organizzazioni possono subire

limitazioni di numero imposte dalla Potenza detentrice; tuttavia, ciò non deve ostacolare il soccorso

efficace e appropriato dei prigionieri. Nessun limite, invece, può essere opposto al Comitato

internazionale della Croce Rossa, che deve essere sempre riconosciuto e rispettato dagli Stati in

conflitto.

Ogni invio di soccorso o di materiale necessario ai prigionieri deve essere accompagnato da

una ricevuta firmata dal fiduciario dei prigionieri, da trasmettere alla società di soccorso o all’ente

speditore, e da ricevute rilasciate dalle autorità amministrative sotto la cui custodia si trovano i

detenuti.

Seguono disposizioni sull'esecuzione della Convenzione, di cui si prenderà in considerazione, ai fini

della presente trattazione, il solo articolo 126. Questa norma concerne la possibilità per i

rappresentanti o i delegati delle Potenze protettrici di recarsi presso i luoghi dove si trovano i

prigionieri e di accedere ai locali dove essi vivono. Possono anche seguire i prigionieri nei loro

trasferimenti. Inoltre, hanno facoltà di parlare con i prigionieri e con la persona di fiducia, senza che

siano presenti testimoni. Non esistono limiti quanto alla durata della frequenza delle visite né alla

scelta dei luoghi dove recarsi, a meno di impellenti ragioni di necessità militare, comunque sempre

caratterizzate da eccezionalità e temporaneità. Le Potenze possono accordarsi per permettere ai

compatrioti dei prigionieri di partecipare alle visite.

Gli stessi diritti valgono per i delegati del Comitato internazionale della Croce Rossa, la cui nomina

deve essere accettata dalla Potenza detentrice. Come dimostrazione della violazione di tale norma,

si noti che, a Guantanamo, non sono permesse le visite della Croce Rossa. Anche durante la Guerra


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 1991-1992

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Paolo Valli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Internazionale dei Conflitti Armati e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Scienze giuridiche Prof.

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