giovedì 2 settembre 2021
Delitti contro l’autorità delle decisioni giudiziarie
Delitti relativi alla evasione delitti contro
Il capo II dei delitti contro l’amministrazione della giustizia, dedicato ai
l’autorità delle decisioni giudiziarie, si apre con tre articoli che incriminano l’evasione è i
fatti collaterali di contributo e agevolazione colposa all’evasione.
Evasione (art.385)
“Chiunque, essendo legalmente arrestato o detenuto per un reato, evade è punito con la
reclusione da uno a tre anni”. La fattispecie tutela l’interesse dello Stato sull’esecuzione dei
provvedimenti privativi della libertà personale. Il soggetto attivo del reato è chi è
legalmente detenuto o arrestato. reato proprio
Si tratta di un perché può essere
detenuti).
commesso solo da tali soggetti (arrestati e Il verbo “evadere” indica ogni forma
di allontanamento da un luogo in cui una persona è ristretta. In termini giuridici l’evasione
sottrazione del soggetto al potere di vigilanza
indica la dell’autorità in violazione di un
propria). reato è istantaneo
provvedimento coercitivo (evasione Il e si realizza nel
momento in cui si concretizza la sottrazione alla sfera di vigilanza; tuttavia, ai ni della
consumazione è necessario che la sottrazione perduri per un lasso di tempo apprezzabile. Il
terzo comma prevede che: “Le disposizioni precedenti si applicano anche all'imputato che
essendo in stato di arresto nella propria abitazione o in altro luogo designato nel
provvedimento se ne allontani, nonché al condannato ammesso a lavorare fuori dello
casi di allontanamento dell’imputato
stabilimento penale”. Sono equiparati all’evasione i
dall’abitazione o dall’altro luogo designato per l’esecuzione di un arresto o del condannato
impropria).
ammesso al lavoro all’esterno (evasione Anche in caso di ammissione del
lavoro all’esterno
detenuto al ex.art.21 ord.penit., la giurisprudenza attribuisce rilevanza a
qualsiasi violazione delle prescrizioni impartite in relazione all’orario di uscita e di rientro. La
misure alternative alla
disciplina del delitto di evasione è stata estesa anche alle
detenzione in funzione sanzionatoria del mancato rientro in carcere dopo il periodo di
permanenza
extra moenia.
permanenza Non commette evasione, invece, chi viola la
domiciliare disposta dal giudice di pace, in quanto integra una speci ca fattispecie di
dolo. reato è aggravato
reato. Il delitto di evasione è punito a titolo di Il se il fatto è
commesso: usando violenza o minaccia verso le persone; mediante e razione (ricorrendo
alla rottura di ciò che serve a mantenere in stato di arresto o detenzione la persona);
mediante violenza o minaccia con armi o da più persone riunite. È prevista una circostanza
si costituisce in carcere
attenuante ad e etto comune quando l’evaso prima della
divieto di
condanna (de nitiva). La condanna per il reato di evasione comporta il
concessione di alcuni bene ci penitenziari per un periodo di tre anni dal momento in cui
è ripresa l’esecuzione della custodia o della pena.
Procurata evasione (art.386)
“Chiunque procura o agevola l'evasione di una persona legalmente arrestata o detenuta per
deroga al
un reato, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni”. Introduce una
concorso di persone nel reato proprio: chi dà contributo all’evasione presenta una
reato ad evento:
rimproverabilitá soggettiva. Si tratta di un la condotta deve avere come
procurare
esito l’evasione della persona arrestata o detenuta. Con il termine si intende
agevolazione
qualsiasi contributo che abbia determinato l’evasione; con si intende
qualsiasi condotta che abbia favorito l’evasione. Rileva anche la condotta omissiva qualora
sussista in capo al soggetto l’obbligo di impedire l’evento. Discusso è, invece,
concorso morale
l’inquadramento giuridico del nell’evasione: chi abbia fatto sorgere o
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ra orzato il proposito dell’evasione, risponde a titolo di concorso nel reato di cui all’art.385.
della fattispecie nei casi di cosiddetta evasione impropria:
Discussa è l’applicazione
poiché i casi di evasione impropria sono equiparati a quelli di evasione propria, non vi sono
circostanze aggravanti
ragioni per escludere l’applicazione dell’art.386. Sono previste
speciali se il fatto è commesso: in favore di un condannato all’ergastolo o se il colpevole,
per commettere il fatto, adopera di uno dei mezzi previsti dal primo capoverso dell’art.385.
circostanze attenuanti:
Costituiscono l’autore del reato è un prossimo congiunto della
persona la cui evasione si è procurata o agevolata oppure entro il termine di tre mesi
dall’evasione è stata procurata la cattura della persona evasa o la presentazione della
stessa all’Autorità. La condanna importa l’interdizione dai pubblici u ci.
Colpa del custode (art.387)
“Chiunque, preposto per ragione del suo u cio alla custodia, anche temporanea, di una
persona arrestata o detenuta per un reato, ne cagiona, per colpa, l'evasione, è punito con la
reato
reclusione no a tre anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032”. Si tratta di un
proprio custode,
la cui condotta del sul quale grava l’obbligo di vigilanza della persona
arrestata o detenuta, può essere anche omissiva e trova applicazione l’art.386, aggravato
reato ad evento causalmente orientato:
ex.art.61 n.9. Si tratta di un è penalmente
rilevante qualsiasi contributo dato alla veri cazione dell’evento (forma attiva o omissiva),
considerata la posizione di garanzia del custode. L’elemento soggettivo è costituito dalla
colpa: logica premiale
violazione di regole cautelari. Risponde alla il comma secondo
causa di non punibilità
dell’art.387 che prevede una in favore del custode che, nel termine
di tre mesi dall’evasione, procura la cattura della persona evasa o la presentazione della
stessa all’Autorità.
Delitti di inottemperanza a decisioni dell’autorità giudiziaria
Il codice penale prevede delle fattispecie incriminatrici incentrate sulla violazione delle
disposizioni contenute in determinati provvedimenti assunti dall’autorità giudiziaria. In
particolare, l’art.388.
Violazione dei provvedimenti di allontanamento e avvicinamento
(art.387bis)
“Chiunque, essendovi legalmente sottoposto, violi gli obblighi o i divieti derivanti dal
provvedimento che applica le misure cautelari di cui agli articoli 282-bis e 282-ter del
codice di procedura penale o dall'ordine di cui all'articolo 384-bis del medesimo codice è
punito con la reclusione da sei mesi a tre anni”. È stato inserito dalla legge n.69 del 2019
ettività delle misure cautelari dell’allontanamento
(cosiddetto “codice rosso”). Tutela l’e
divieto di avvicinamento
dalla casa familiare e del ai luoghi frequentati dalla persona
misura dell’allontanamento d’urgenza
o esa; nonché tutela la dalla casa familiare che
può disporre la polizia giudiziaria, previa autorizzazione del pubblico ministero. La
non è estensibile all’ordine di protezione contro gli abusi familiari emesso
fattispecie
dal giudice civile (in tal caso la trasgressione integra il reato di cui all’art.388). Si tratta di
reato proprio
un in capo al destinat
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