Etruscologia
L’etruscologia è una disciplina scientifica e archeologica. Le fonti su cui si basa la ricostruzione della civiltà etrusca sono tutte archeologiche e oggettistiche in quanto non sono giunte a noi notizie più dirette come avrebbe potuto essere un’opera di letteratura; sappiamo, per esempio, che Claudio sposò una donna etrusca e che ne imparò la lingua, ma, anche in questo caso, non ci è stata lasciata nessuna informazione. Dunque, come per la preistoria, l’etruscologia ha un’unica fonte di tipo archeologico.
Coordinate spaziali
Augusto per primo suddivise l’Italia in regioni e la suddivisione corrisponde in parte a quella attuale. Alcune regioni presero i nomi dalle culture che le abitavano, altre presero (e quindi hanno tuttora) nomi neutri perché, per esempio, abitate da popoli nemici o comunque “sdegnati” dai romani (tra le regioni neutre vediamo la Transpadana e l’Aemilia, abitate dai celti/galli).
Abbiamo l’Etruria, l’Etruria Centrale e l’Etruria Meridionale. L’Etruria confinava a nord con l’Arno, a sud col Tevere e a ovest col Tirreno; oggi corrisponderebbe alla Toscana e alla parte settentrionale del Lazio. Possiamo poi distinguere un’Etruria Padana (a nord dell’Appennino) e una zona in Romagna. Infine, dei ritrovamenti di necropoli testimoniano una presenza etrusca nel Piceno, più precisamente a Fermo, dove probabilmente si era stabilita una piccola enclave.
Per ultimi vanno ricordati gli empori etruschi, ovvero luoghi dove gli stranieri potevano commerciare con i locali, luoghi separati dalle città e posizionati sul mare; di solito ogni emporio ospitava diversi templi cosicché lo straniero venuto per il commercio potesse ritrovare i propri luoghi di culto. Ogni città o quasi, più o meno distante dal mare, aveva il proprio emporio e aveva il potere di regolarne gli scambi. Le città etrusche sono sempre posizionate su dei pianori e di solito protette da fiumi circostanti oltre che tutte poco distanti dal mare.
Le principali città dell’Etruria meridionale erano: Veio, Caere (attuale Cerveteri), Tarquinia, Vulci. Per l’Etruria centrale: Orvieto, Chiusi, Cortona, Perugia, Bisenzio, Arezzo. Per l’Etruria settentrionale: Roselle, Vetulonia, Populonia, Volterra e Pisa. Esempi di empori sono Pyrgi per la città di Cerveteri, Gravisca per Tarquinia, Regisvella per Vulci, ecc…
Le fonti antiche ci dicono che gli etruschi avevano una sorta di unificazione comprendente 12 città che erano, come organizzazione politica, singole città stato, simili alle polis greche. Questa Lega Federale si riuniva annualmente per prendere decisioni o per festeggiamenti comuni. Le città non erano mai riuscite ad unirsi completamente poiché ognuna era diversa, infatti, per esempio, in alcune era presente la monarchia e in altre no, per cui la più forte separazione era proprio quella dovuta a controversie interne.
Livio dà notizie sulla fase finale della guerra tra Roma e Veio divenendo, così, una fonte che ci conferma l’esistenza della lega e di un luogo di ritrovo, sede del santuario federale; tale luogo non è identificabile in nessun modo, ma ricerche sulla sua collocazione restringono il campo tra Bolsena e Orvieto. “Gli Etruschi si riunirono per decidere se andare in soccorso di Veio e questo accadeva proprio nel momento in cui i Galli arrivavano dalla pianura padana” spiega Livio, di fatto, Veio non sarà aiutata e c
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