Le scienze umane e l'etnomusicologia
Le scienze umane, tra le quali si annovera l'etnomusicologia, tendono a costruire scenari e quadri interpretativi di ampia cornice. L'osservazione "dall'esterno", realizzata dagli studiosi, conduce frequentemente a definizioni di carattere "generalizzante". Queste nomenclature divergono fortemente da quelle locali, proprie degli individui e gruppi culturali oggetto di indagine; questi praticano espressioni, nomenclature e tassonomie "vernacolari" o "dialettali" di esclusiva pertinenza locale.
Si tratta di definizioni a "vocazione individualizzante":
- I musicisti tendono a indicare e denominare gesti, azioni, oggetti, regole e forme specifiche utilizzando espressioni e termini definiti, di uso locale; oppure tendono a lasciare certe informazioni e saperi in una sorta di alea, non per forza soggetta a verbalizzazione esplicita, sorta di non detto incomprensibile ai non musicisti.
- Le denominazioni dialettali favoriscono la rappresentazione di un "interno" circoscritto, nicchia socioculturale.
- Le denominazioni vernacolari risultano poco interessate a procedure comparative.
Obiettivi della musicologia
Obiettivi della musicologia sono stati, da una parte, analisi, descrizione e razionalizzazione di saperi, azioni e testi musicali, dall'altra, il trasferimento delle valenze inerenti concetti e gesti verso un'area più ampia di destinatari: la prospettiva auspicata è una condivisione più estesa di sensi e concetti connessi alle pratiche musicali, cui possano partecipare anche i "non addetti ai lavori". I musicologi hanno svolto una permanente funzione di mediazione e filtro tra l'azione performativa dei musicisti e la fruizione degli ascoltatori.
Musica popolare
Con riferimento più diretto alle pratiche musicali di culture locali, interne a società stratificate, le denominazioni sperimentate dagli studiosi sono state molteplici. Nelle società appartenenti all'area linguistica neolatina, la più diffusa è stata l'espressione "musica popolare", con cui si sono volute intendere le pratiche musicali dei ceti subalterni presenti nelle società complesse. La connotazione "popolare" tende a marcare un'afferenza rurale e periferica, di piccole comunità o aree marginali.
Restando in ambito culturale italiano, la denominazione 'musica popolare' rimane attiva per tutta la prima metà del secolo scorso e anche nei decenni successivi; in alcune rilevazioni critiche si è affiancata l'espressione "musica popolaresca", a indicare pratiche e espressioni musicali di ceti subalterni urbani, impegnati nella fornitura di servizi, spesso in luoghi e rapporti di mediazione tra mondo rurale e ceti dominanti.
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