Le origini dell'antropologia americana e Lewis H. Morgan
Negli USA gli studi antropologici si svilupparono durante la prima metà dell'800 per iniziativa di un ristretto gruppo di ricercatori curiosi dei costumi dei nativi americani. Tra questi vi era Lewis H. Morgan che, a differenza di molti altri, riuscì ad inserire i dati etnografici raccolti in una visione teorica più ampia.
Il problema indiano
Quando Morgan iniziò le ricerche, c'erano due concezioni dell'indiano nell'opinione pubblica:
- Nelle questioni interne, l'indiano era un nemico che impediva all'uomo bianco di espandersi.
- Nelle questioni ideologiche, al contrario, era un esempio: il vigore e la libertà del nuovo mondo si opponeva idealmente alla decadenza del vecchio.
Era anche un problema di natura giuridica: non sarebbero gli Indiani i veri possessori della terra americana, giacché ci abitano da tempo immemorabile? Il secondo presidente degli USA, Thomas Jefferson, disse che se avessero abbandonato la loro economia di caccia per convertirsi all'agricoltura, avrebbero mantenuto la proprietà e in più fatto parte degli USA stessi.
La sua opera prima (prima descrizione scientifica di una tribù mai fatta al mondo) è “La lega degli Irochesi”. L'opera nasce dallo stretto contatto di Morgan con gli indiani: nato nello stato di New York, era amico di uno di loro, un discendente dei senèca, che gli permise di entrare in quel mondo.
La parentela e le Sei nazioni
Morgan si rese conto che gli Irochesi designavano i parenti in modo diverso dai popoli “civilizzati”: un individuo chiamava padre lo zio (fratello di suo padre) e madre la zia (sorella della madre); i cugini si chiamavano tra loro fratelli. Di sei nazioni era composta la lega, e in ognuno di questi gruppi vi erano un numero di (oggi diremmo) clan designati col nome di un animale: tutti i membri del clan si chiamavano tra loro “fratelli”.
Lo sguardo di Morgan fu politico: volle evidenziare come un popolo di “selvaggi” fosse riuscito a darsi coscientemente un ordinamento politico del cui carattere democratico non si poteva dubitare; vi fu addirittura un paragone con l'Atene democratica. Prima di Morgan, Henry R. Schoolcraft si era occupato di raccolta massiccia di materiale etnografico, specialmente sull'aspetto linguistico.
L'origine degli Indiani americani
Morgan sosteneva l'ipotesi asiatica. Il pensiero era questo: dato che le strutture sociali cambiano molto più difficilmente rispetto al linguaggio, la scoperta di sistemi parentali simili a quelle degli indiani in Asia avrebbe avvalorato la sua ipotesi (asiatica). Mentre cercava dati, un questionario da lui ideato fu spedito in tutto il mondo dalla Smithsonian Institution. I dati che man mano pervenivano gli fecero fare una distinzione nei modi di designare i parenti consaguinei e quelli affini (acquisiti col matrimonio).
Sistemi classificatori: i consanguinei in linea collaterale non venivano terminologicamente distinti da quelli in linea diretta (es.: i figli dei fratelli sono fratelli tra loro).
Sistemi descrittivi: al contrario. (es.: i figli dei fratelli sono tra loro cugini).
L'evoluzione dei sistemi di parentela
Per Morgan era una linea evoluzionista: i sistemi descrittivi erano tipici di società “politiche” (non più parentali) che avevano già fatto un salto evolutivo. Si era passati da una situazione di promiscuità originaria alla civiltà monogamica. All'origine, si suppone, le donne erano possedute in comune da un gruppo di fratelli. Il passaggio tra i due sistemi, tuttavia, è per lui stesso molto complicato. Si ipotizza che sia stato a causa della proprietà privata individuale.
Morgan e l'evoluzione sociale
Tre periodi etnici in sequenza: Selvaggio – Barbaro – Civilizzato. I primi due divisi in inferiore, intermedio, superiore, contrassegnati tutti da qualche invenzione che aveva dettato la progressione. Una storia comune voleva che nella storia dell'America si potesse leggere la storia dell'umanità, e vederne gli stadi estremi da entrambe le parti.
Lo sviluppo dell'antropologia negli USA e la “scuola” di Boas
Il particolarismo storico di Franz Boas
Era un etnografo a sostegno del linguista inglese Hale. Cominciò a concepire il lavoro sul campo come studio di culture singole o aree culturali particolari. Il fatto di concentrare l'attenzione su un contesto culturale specifico era il prologo del particolarismo. A lui si deve una rifondazione pressoché totale della giovane antropologia americana. Fu avverso a qualsiasi forma di esposizione sistematica, fu un intellettuale impegnato che si batté contro il razzismo; sostenne la mancanza di relazioni tra cultura e razza.
La critica all'evoluzionismo e lo storicismo di Boas
Respinse l'assunto secondo cui esiste un sistema superiore secondo il quale l'umanità si è sviluppata ovunque enunciando i principi del metodo storico. Boas riteneva che l'obiettivo fondamentale dell'etnologia restasse la conoscenza delle cause storiche dei tratti culturali propri di una certa popolazione. Conoscere ogni cultura nella sua singolarità: questo è il particolarismo storico.
L'analisi del potlatch
Condotta nel 1984 in India. È un insieme di pratiche rituali di “ostentazione” che prevedevano la distruzione di grandi quantità di beni considerati “di prestigio”. Individui dello stesso status si sfidano per affermare il proprio rango o abbassare quello dell'avversario. I difetti: Boas interpretò il fenomeno alla luce dell'economia occidentale (etnocentrismo), col suo stesso linguaggio, usando termini come investimento, vendita, interesse, capitale. Grande importanza diede alla psicologia sociale, cioè a come un individuo reagisce alla cultura. Il grado più elevato di un'inchiesta etnografica era quello al quale si riusciva a cogliere la realtà sociale nella rappresentazione che di essa si facevano i membri della popolazione studiata. Difficile trovare un antropologo più influente di lui.
La critica della prospettiva causale e lo studio della parentela: Alfred Kroeber
Primo studente a laurearsi sotto Boas. Criticò le teorie sull'origine del mito mono-causali. I miti dovevano al contrario essere compresi nella loro globalità, secondo il loro complesso insieme di caratteristiche. Il mito non era interpretazione.
La critica a Morgan
La distinzione tra sistemi classificatori e descrittivi era arbitraria ed etnocentrica. Esempio: il termine inglese cousin indica sia cugini che cugine, non specificando nemmeno che siano da parte di padre o di madre, quindi il principio classificatorio non era solo dei “primitivi”. Non si potevano distinguere con certezza i due sistemi.
In realtà questa critica è sbagliata. Morgan parlava di differenza di consanguinei in linea collaterale o diretta, nel caso dei cugini non vale: sia i figli della sorella di mia madre, che del fratello di mia madre, che del fratello di mio padre, che della sorella di mio padre, hanno uguali gradi di parentela con me. I termini di parentela rispecchiano la psicologia, non la sociologia, possono essere associati anche a domini semantici diversi da quello parentale (come quando chiamiamo zio o nonno uno che non lo è realmente).
Kroeber individua infatti 8 principi fondamentali del nominare i parenti. Tra cui:
- Sesso del parente
- Sesso di colui che parla
- Differenze d'età
- Differenza tra linea diretta e collaterale
- Differenza tra consanguinei e acquisiti
Alcuni sistemi tengono conto di tutti gli otto, altri di una parte di essa; senza una rigida distinzione. Chi ne osserva 7 è più descrittivo di chi ne osserva 2 ma non in assoluto.
La natura superorganica della cultura
Per Kroeber l'oggetto dell'antropologia coincideva con la cultura intesa come termine complesso, irriducibile all'ordine dei fenomeni biologici. Annullata l'omogeneità dei due ordini, e quindi la transitività delle leggi l'uno nelle leggi dell'altro, l'emergenza della cultura e del sociale era solo un passa lungo il cammino, e non un anello della catena (alla Darwin). Anzi, la scienza, potremmo dire, è subordinata dalla cultura, giacché si sviluppa in direzione della cultura.
Etnologia e psicologia: Robert Lowie
Lowie era, come Kroeber, allievo di Boas, a differenza di Kroeber, però, accettò la differenza tra i sistemi classificatori e descrittivi. Fece una distinzione tra cultura e psicologia: la prima si occupa di ciò che è acquisito, la seconda di ciò che è innato. L'esempio è quello della croce: percettivamente, ossia psicologicamente, è una croce; a livello culturale è un simbolo religioso ecc.
Tradizioni popolari ed etnologia in Italia
Siamo ancora a fine 1800. La tradizione italiana nacque in relazione a studi folklorici da un lato e storico-giuridici dall'altro. È uno studio in sordina ma con buoni personaggi anche esploranti ambienti extra-europei. La maggior parte, però, sono studi di tradizioni popolari, o demologici. L'Italia è Italia da poco, c'è una eterogeneità di fondo del popolo.
- Nigra fu politico e scrittore dei Canti popolari piemontesi in cui raccolse lavori teorici. Divideva l'Italia in nord romanzesco e sud lirico amoroso.
- G. Pitré fu l'effettivo iniziatore della demologia. Scrisse 25 volumi di Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane in cui raccolse proverbi, favole, credenze, giochi e divertimenti della Sicilia di fine 1800. Fu medico.
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