Etnografia e ricerca sociale di Marco Marzano
Cap. I: Storia di un’arte empirica: un secolo di etnografia
1. Non solo un metodo
Etnografia è un metodo di ricerca sociale noto come osservazione partecipante. Il ricercatore o un’équipe acquisisce informazioni su:
- Cultura
- Vita quotidiana di un gruppo sociale
Osservando direttamente le attività ordinarie di quel gruppo e, in qualche caso, partecipandovi direttamente. È un metodo qualitativo che include:
- Intervista
- Osservazione documentaria
- Storie di vita
- Focus group
Rende familiare l'ignoto: descrive retroscena della vita, difficilmente accessibili. Defamiliarizza il già noto: rileva aspetti inediti di ambienti più conosciuti. Agisce sul campo “di nascosto” (droga, pugili, ospedali).
Etnografo/ricercatore: la sua presenza è risaputa (tifo calcistico, imprese, ecc.). Si può fare etnografia partendo da posizioni teoriche ed epistemologiche molto diverse:
- Impostazione teorica funzionalista + epistemologia oggettivista
- Prospettiva etnometodologica
Passione per il micro e il ruolo centrale attribuito all’osservazione dell’azione sociale, a ciò che le persone fanno in certi contesti, al senso e ai significati prodotti nel corso delle interazioni. Studiano qualcosa che accade sotto i loro occhi. Etnografia: il risultato dell’attività di ricerca (saggi e monografie scritte dai ricercatori), attraverso appunti. La costruzione del testo finale è un’operazione faticosa. L’esperienza etnografica è anche un’esperienza umana: inizia con la decisione del viaggio alla scoperta del ricercatore di soggiornare per un periodo in un luogo diverso da dove abita, di altri mondi, culture e curiosità verso gli altri.
2. The proof is in the pudding: Teoria sociale e pratica etnografica
(Ernest W. Burgess) Robert Park, Scuola di Chicago (età dell’oro): per appassionarsi bisogna scendere direttamente sul campo armati di taccuino e osservare tutto quello che avviene lì intorno. Gli etnografi privilegiano un approccio induttivo, nel quale le ipotesi emergono direttamente dal lavoro sul campo (diverse da deduttivo: ricavate dalle teorie e poi testate nel mondo empirico). Solida formazione sociologica, un background nelle scienze sociali.
3. Dai ghetti malfamati di inizio novecento alla postmodernità radicale: Le cinque fasi dell’etnografia
5 fasi distinte che rivelano i cambiamenti culturali:
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La bellezza delle origini: il periodo tradizionale (1900-45)
Ricerche etnografiche (antropologiche) proseguivano la tradizione coloniale dei resoconti di viaggio. Descrivere mondi lontani e rendere accessibili culture sconosciute. Friabilità metodologica, etnografi visti male. Scuola di Chicago: sorta di joint venture tra antropologia e sociologia: convinti che i quartieri più poveri e degradati dovessero essere studiati come se fossero giungle. Entrambe avevano un “realismo ingenuo”: bastava saper raccogliere i fatti e ordinarli per riuscire a comprendere la realtà sociale. In entrambi i casi, l’obiettivo delle ricerche era di rendere accessibile allo sguardo dei lettori occidentali l’esistenza quotidiana. Etnografia di William Foot Whyte, Street Corner Society (Little Italy) come monumento di ricerca sociale e metodi qualitativi. Antropologia Argonauts of the Western Pacific di Malinowski (argonauti del Pacifico occidentale). Il lavoro di Whyte inaugura il filone dell’etnografia organizzativa. -
La tentazione della scienza: il periodo modernista (1945-73)
Periodo difficile a causa del consolidamento dell’egemonia funzionalista con i suoi schemi astratti, teorie generalizzanti, aspetti macro. Anni ’60 “nuovi stili sociologici” e crollo delle “grandi narrazioni” funzionaliste e marxiste. Etnografia vista dall’antropologia come: la pratica sociale centrale nella vita della comunità. Fase modernista o scientista, conferire obiettività e rigore alla ricerca sociale naturalismo qualitativa. L’epistemologia naturalistica prevede che il mondo sociale venga studiato e descritto così come appare nei suoi contesti naturali, cercando di ridurre al minimo gli effetti della presenza del ricercatore sul campo. Deve essere fedele ai fenomeni che studia. Si impegnano a comprendere le ragioni per le quali gli attori sociali fanno quello che fanno e i loro significati. Glaser e Strauss: The Discovery of Grounded Theory considerare la ricerca empirica come punto di partenza. Tentativo di dare rigore scientifico alla ricerca etnografica. Comparazione costante: far emergere le proprietà di una certa categoria attraverso il confronto continuo di tutte le informazioni di cui il ricercatore dispone. Campionamento a scelta ragionata (theoretical sampling): scegliere i casi empirici sulla scorta delle esigenze di affinamento della teoria emerse fino a quel momento e fino alla loro saturazione. -
Verso la crisi della modernità: il periodo della confusione dei generi (1973-86)
Progetto modernista attaccato e le opzioni epistemologiche, metodologiche e stilistiche abbandonano la scienza per dirigersi verso l’umanesimo e gli approcci soft. The Interpretation of Cultures di Clifford Geertz: l’uomo è un animale nelle reti di significati che egli stesso ha tessuto, la cultura consiste in quelle reti: insieme disordinato, incoerente e confuse, di interpretazioni che le persone danno a quello che fanno e a quello che avviene intorno a loro: scienza interpretativa in cerca di significato. Gli etnografi danno quindi delle interpretazioni di secondo livello o interpretazioni di interpretazioni. È la densità di un’etnografia, la sua thickness, la sua ricchezza interpretativa che ci permette di avvicinarci al senso che le persone danno a quel che fanno. Esempio di thick description (rischiose ma ricche di potenzialità): Geertz combattimento dei galli a Bali. -
Il trionfo della decostruzione: il periodo della crisi (1986-95)
Il bersaglio di questa rivoluzione intellettuale è la tradizione etnografica, messa sotto esame, decostruita e criticata. Presentano delle verità parziali e incomplete, dove gli ideatori le presentano come oggettive. James Clifford e George Marcus: Writing Culture, con il contributo di Vincent Crapanzano che critica Geertz nell’incontro dei galli. -
Nuovi stili etnografici: l’etnografia si fa riflessiva (1995)
Riflessività, innovazione stilistica, sperimentazione testuale. Il fondatore dell’etnometodologia: Harold Garfinkel la riflessività è una caratteristica universale dell’azione sociale, in virtù della quale le procedure utilizzate per rendere osservabile e descrivibile un evento finiscono per coincidere con quelle della sua produzione: con le loro azioni gli esseri umani costruiscono soggettivamente quella medesima realtà alla quale assegnano poi i caratteri dell’oggettività. Ripresa da Anthony Giddens nella sua teoria della modernità: la riflessività è una caratteristica costitutiva della modernità e consiste nell’attitudine a rimettere in discussione i risultati conseguiti e nell’impossibilità di ricorrere alla sociologia per descrivere oggettivamente ciò che avviene nella società. Woolgar: riflessività come orrore metodologico che consiste nell’impossibilità di separare l’oggetto dalla sua rappresentazione. L’oggettività è un traguardo impossibile da raggiungere, quindi per accettare la riflessività bisogna dedicarsi alla sperimentazione di nuove tecniche di ricerca cercando di riaviccinarsi alla sociologia. Final Negotiations. A Story of Love, Loss and Chronic Illness di Carolyn Ellis: verità narrativa, intertestualità (citazioni), evocazione emotional recall: cercare di rivivere l’esperienza che si vuole ricordare fino ad esserne completamente immerse sotto un profilo emotivo favorendo così l’affiorare alla memoria di molti dettagli rimossi.
4. Conclusioni
Stratificazione progressiva della contaminazione e del pluralismo da una sensibilità positivista, a una interpretativa e infine alla postmoderna. Ogni fase ha consegnato a quelle che seguivano un patrimonio di idee.
Cap. II: "Essere là": L’esperienza della ricerca sul campo
Analisi del lavoro sul campo:
- Etnografico metodo di ricerca singolare
- Analisi primi momenti di un’etnografia
- Disegno di ricerca
- Accesso al campo
- Osservazione partecipante
- Ruoli che l’etnografo può interpretare una volta sul campo
1. Osservare e partecipare
In cosa consiste una ricerca etnografica? Insieme di azioni piuttosto semplici da descrivere: ricerca empirica, scendere sul campo, utilizzando il metodo dell’osservazione partecipante. L’etnografo trascorre nel luogo della ricerca un periodo più o meno lungo, spesso interrotto da pause e concluso con l’allontanamento forzato dal campo o per decisione autonoma.
Glaser e Strauss: Saturazione teorica: situazione nella quale l’aggiunta di nuovi dati non giova alla formulazione o alla rifinitura delle ipotesi teoriche, o per mancanza di soldi. Le risorse più preziose sono l’esperienza acquisita e la preparazione nel campo delle scienze sociali. Everett Hughes, etnografo animatore della seconda scuola di Chicago, afferma che le situazioni e le circostanze nelle quali si svolge l’osservazione sul campo del comportamento umano sono così diversificate da rendere inutile qualsiasi m...