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legittimamente ritenersi lese dalla ricerca Stanley Milgram: ricerca sul conformismo e la

disposizione dell’obbedienza. Altra concezione: mette in primo piano i diritti e le prerogative dei

soggetti indagati e subordina al rispetto di questi il conseguimento di risultati di ricerca significativi.

- richiamandosi alla svolta riflessiva e al postmodernismo, affermano l’impossibilità di fornire

descrizioni culturali oggettive e scientifiche e proclamano l’inevitabile carattere politico del lavoro

etnografico, la sua vocazione ad intervenire attivamente nei rapporti sociali e di potere:

l’osservazione partecipante è stata uno degli strumenti privilegiati del potere politico e si sono

serviti delle ricerche etnografiche per conoscere la vita quotidiana dei popoli lontani e

selvaggi compiere un radicale ribaltamento di prospettiva e di mettere l’opera degli etnografi al

servizio dei soggetti che per tanto tempo hanno dovuto subire l’intrusione interessata nelle loro vite.

Nascono da questa tensione culturale:

• Etnografie partecipanti: ricercatore e soggetti definiscono insieme il disegno della ricerca,

costruiscono spazi di feedback(momenti decisionali e spazi di negoziati in cui attori e

ricercatori possono ri – contrattare i loro rapporti e quindi ri – appropriarsi del significato

dei loro ruoli e della loro posizione.

• Sollecitare domande di aiuto da parte degli attori, richieste di partecipare attivamente alle

azioni che si svolgono sul campo, assumere una posizione all’interno di rapporti

conflittuali..

• Includere la vita personale dell’etnografo(autobiografia).

altra parte: in primo piano gli obblighi e i doveri morali del ricercatore posizione etica assolutista

o DEONTOLOGICA: interpretazione intransigente dell’imperativo kantiano di non usare mai le

persone come mezzo delle proprie azioni, assoluto e prioritario il rispetto dei diritti degli individui

coinvolti nella ricerca. Sostenitori: confidano nella forza degli strumenti normativi, azione

preventiva di organismi di controllo sull’operato dei ricercatori(comitati etici). Questa posizione è

nata dalla volontà di evitare il ripetersi di orrori(nazismo, eugenetica), intenzione di limitare al

minimo i danni morali che lo scientismo utilitaristico ha prodotto e può produrre; volontà di

ricordare al ricercatore che la sua azione ha delle conseguenze concrete su persone reali.

A) le università hanno usato i comitati etici come strumento per impedire la realizzazione di

ricerche scomode(attentano all’immagine o reputazione dei titolari di interessi sociali ed economici

forti)

b). Criteri di ammissibilità non sono omogenei, non aperti e tolleranti verso i metodi soft.

c). Rigidità imposta dall’applicazione di norme severe non favorisce la produzione di risultati di

ricerca originali: i ricercatori finiscono per privilegiare i progetti di ricerca meno problematici.

metodologia conflittuale(conflict methodolgy): i danni morali

Quarta posizione(minoritaria)

inflitti alla reputazione e all’immagine di alcuni gruppi sociali sono il risultato di un’azione

volontaria da parte dell’etnografo. Metodi adoperati: giornalismo d’inchiesta(smascheramento delle

malefatte dei potenti, denuncia soprusi, difesa dei deboli), il ricorso alla menzogna qui è motivato

dai valori politici ai quali il ricercatore aderisce, dalla sua visione del mondo. Bugie necessarie per

smascherare istituzioni che a questi metodi hanno fatto ampio ricorso. L’etnografo diventa una sorta

di portavoce di difensore degli interessi di gruppi sociali svantaggiati(John Van Maanen lavori a

disneyland; David L. Rosenhamm: on being sane in insane placet, essere sani in posti insani, ricerca

negli ospedali psichiatrici).

2.la ricerca coperta.

Natura problematica sotto il profilo morale dell’impresa etnografica RICERCA COPERTA:

l’etnografo non rivela il vero scopo della sua presenza sul campo, ma ricorre a qualche forma di

menzogna per poter avviare o proseguire la sua attività di osservazione.

Copertura assoluta: assai improbabile, un osservatore partecipante necessità della collaborazione di

qualcuno dei soggetti che sta studiando. Completa assenza di copertura: improbabile, è difficile che

tutti i soggetti conoscano o abbiano più di una vaga idea delle ragioni autentiche della presenza del

ricercatore sul campo. La ricerca coperta è la forma più pura di ricerca etnografica, si avvicina agli

ideali dell’osservazione naturalistica, porta allo scoperto e rende evidenti problemi morali spesso

solo impliciti nel metodo etnografico. Consente di osservare le persone nel loro contesto di

interazione natura, riducendo al minimo l’intrusività del ricercatore. Studiate di nascosto le persone

dovrebbero comportarsi in modo più spontaneo e genuino rispetto a quando costituiscono un chiaro

oggetti di studio.

Leon Festinger DISSONANZA COGNITIVA: reazione umana di fronte alla scoperta di un fatto

che smentisce in modo inequivocabile una credenza profonda(alieni, fine del mondo,...).

L’osservazione coperta sfida una premessa morale implicita negli studi etnografici fin dalle loro

origini: utilità sociale della ricerca, della sua vantaggiosità per il gruppo studiato.

Nella ricerca scoperta l’etnografo è costretto a negoziare con le persone che osserva, camuffandosi

il ricercatore risparmia di rendere esplicite le ragioni della propria discesa sul campo. Le

motivazioni avanzate per giustificare il ricorso alla copertura della propria identità sono

riconducibili alla posizione utilitarista(comparati costi e benefici della ricerca social, la ricerca

coperta è giustificata con l’argomento che essa consente di ottenere conoscenze non altrimenti

conseguibili. Laud Humphreys: teatroom trade:impersonal sex in public placet sguardo panottico:

intrusione senza limiti nella vita privata, in nome di un’interpretazione estremista dei diritti della

scienza, calpesta i diritti delle persone accomunava uomini e macchine come la fabbrica fordista)

o conflittualista.

Melville Dal ton: men who manage(le imprese americane) punto intermedio tra utilitarista e

conflittuale.

3. mai al sicuro! Le conseguenze della ricerca.

I problemi etici possono presentarsi anche a ricerca terminata, dipendono da quello che c è scritto

i personaggi erano

nel libro(si ricorre così a pseudomini. Vidich e Bensman: il caso Springsdale

immediatamente distinguibili. Carolyn Ellis: studio di comunità su un villaggio di pescatori) e da

conseguenze impreviste avvenute sul campo.

COMUNITARISMO visione della società che assegna più importanza alla comunità che ai

singoli individui e che individua le principali fondamenta della morale nella comunicazione

partecipazione militante, coinvolgimento attivo, condivisione risultati.

dialogica

4. da quale parte stare? Lealtà verso i soggetti e responsabilità verso la comunità.

Conseguenze non previste della permanenza sul campo John Van Maanen: the moral fix(ricerca

etnografica sulla polizia). Sacrificio di qualche valore importante, i dilemmi morali sono tali perchè

ogni decisione presenta aspetti positivi e la scelta tra le diverse opzioni non è facile.

5. conclusioni.

Etnografica impresa conoscitiva, avventura morale degli esiti imprevedibili, dove sono in gioco

tanti valori, la volontà di conoscere il mondo e descriverlo, il desiderio di promuovere

l’emancipazione politica e culturale e il progresso sociale e il rispetto dei diritti di coloro che sono

osservati a mantenere riservata la conoscenza di molti aspetti della loro vita privata e sociale.

Quando questi valori non possono essere rispettati nella stessa misura nascono i dilemmi etici, e i

ricercatori attingono al repertorio di posizioni etiche, scegliendo quella più adatta a risolvere il

dilemma. Ogni posizione merita dignità e rispetto.

Prima: oggi:

concezioni positiviste e utilitariste postmoderne, deontologiche

scienza società

Cap.IV la scrittura degli etnografi

1. scienziati o letterati?

Per gli etnografi la scrittura è importante quanto l’osservazione, nel momento in cui l’autore decide

di divulgare la sua opera perde i diritti di proprietà esclusiva.

Laurel Richardson: scrivere etnografie è un modo per indagare su se stessi e sull’argomento che si

studia, per esercitare la propria creatività, per conoscere il mondo, per renderlo problematico, per

illuminare zone d’ombra, per scoprire aree inesplorate dentro e fuori da se stessi.

Scrittura etnografica: risultato di una selezione di eventi, nel costruire il testo finale, il suo artefice

cerca di renderlo riconoscibile, di mostrarne l’appartenenza ad un genere.

Generi: sociologico/letterario.

Scienziati: badare alla ricerca e alla comunicazione della verità, stile asciutto, conciso, meno

evocativo e più referenziale possibile. Esporre i risultati di ricerca in modo ordinato, convincente e

rispettoso delle convenzioni, stile neutro, scrittura deve rendere chiaro il prodotto dell’attività

scientifica. Scienze sociali: oggetto di ricerca: comportamenti umani. Letteratura: creatività e

fantasia. L’etnografia: forma di un sapere sociologico orientato verso le scienze

dell’uomo(letteratura, storia, biografia, giornalismo), anche le opere etnografiche più scientifiche,

con una struttura analitica abbondano di figure retoriche con molte descrizioni, gli etnografi hanno

un solo compito: di convincere i loro lettori che sono stati davvero li, che hanno visto e compreso

quello che è successo tanto da poterlo raccontare.

2. le note di campo e il diario di ricerca.

Appunti, promemoria, note di campo, diario di ricerca. Vengono presi dall’etnografo direttamente

sul campo e riguardano fatti meritevoli di essere descritti. Al fine della giornata si siede al computer

per scrivere il diario quotidiano, è indispensabile per fissare nella memoria avvenimenti e riflessioni

e per rafforzare la produzione del significato. FIELDWORK:raccolta diretta di dati:lavoro sul

campo. La scrittura del diario è un atto privato, fatto di scelte personali, bisogna tenerlo aggiornato

giorno per giorno.

3. il testo finale.

Van Maanen: 3 modelli di scrittura etnografica:

1. REALISTA: tono impersonale, punto di vista esterno e oggettivo;

2. CONFESSIONALE: tono autobiografico e spesso ironico, racconta i retroscena della ricerca,

incontri, difficoltà, momenti importanti che hanno segnato la sua esperienza sul campo;

3. IMPRESSIONISTA: forma narrativa, episodio specifico, badando a non escludere le emozioni di

tutti gli attori, cercando di portare il lettore dentro la scena.

Jerome Bruner: esistenza di 2 modi di pensare, 2 tipi di funzionamento cognitivo dove la realtà

sociale viene ricostruita e ordinata: PARADIGMATICO/SCIENTIFICO e NARRATIVO,

possiedono principi operativi e criteri di validità ben distinti:”le argomentazioni ci convincono delle

proprie verità, i racconti della propria verosimiglianza”.

Opere etnografiche: IMPOSTAZIONE ANALITICA(modo di pensare logico scientifico),

IMPOSTAZIONE NARRATIVA(avvicina quelle etnografiche alle opere letterarie). Questa

distinzione si applica soprattutto alla scrittura del testo finale. Nella maggior parte delle etnografie

si alterna un tono caldo e narrativo e uno freddo e analitico.

4. la scrittura analitica.

Impostazione analitica: capacità di produrre concetti, nozioni e teorie, in seguito ripresi, discussi,

ampliati, corretti da altri studiosi. Glaser e Strass: awareness of dying: scoperta dell’esistenza di 4

contesti di consapevolezza della verità nelle interazioni tra i malati terminali e coloro che li

assistono: assenza di consapevolezza)closet awareness), sospetto(suspicion), dramma rituale(the

ritual drama of mutual pretense) e consapevolezza piena(open awareness) proposizioneteorica,

generalizzazione applicabile a contesti più o meno simili. Molti sociologi hanno riutilizzato questa

teoria sulla consapevolezza di morire. Timmermans: rivedere la teoria per la piena consapevolezza,

e articolarla in 3 ulteiori sottocontesti: suspended open awareness(paziente nega di dover morire

anche se la verità gli è stata comunicata), uncertain open awareness(non esclude la morte, ma spera

di poter vivere ancora), active open awareness(accetta il proprio destino).

Erving Goffman: asylums studio della vita quotidiana nelle istituzioni totali, ospedali psichiatrici.

ADATTAMENTI PRIMARI: azioni mediante le quali nella vita quotidiana dell’ospedale i membri

dell’istituzione esprimono la loro adesione ai valori ufficiali dell’istituzione in un modo

riconosciuto come appropriato dal management.

ADATTAMENTI SECONDARI: espressione della vita sotterranea dell’istituzione, i modi ai quali i

pazienti di un ospedale psichiatrico ricorrono per perseguire dei fini non autorizzati da chi governa

l’ospedale. Questo concetto è stato utilizzato anche nell’analisi di situazioni diverse dalle istituzioni

totali: Kunda: engineering culture.

5. lo stile delle etnografie analitiche.

Tutto ciò che non è indispensabile viene ridotto al minimo(descrizione ambienti, protagonisti

spersonalizzati,..) lo stile rimane piano, la prosa scarna e fredda, il quadro ridotto ai colori

essenziali. I veri protagonisti sono dei TIPI IDEALI, figure stilizzate e astratte in grado di

riassumere un insieme di caratteristiche analitiche attribuibili per induzione ad un universo più

ampio. ASSENZA DELL’AUTORE DAL TESTO: non viene detto poco o nulla sui motivi della

ricerca, questa mancanza induce il lettore a immaginare che la raccolta dei dati sia avvenuta in

modo ortodosso, senza pregiudizi. MANCANZA DI OGNI RIFERIMENTO TEMPORALE:

presente dilatato e indefinito, privato di ogni contingenza storica. I luoghi, le interazioni sociali, le

persone delle quali si parla nel libro presentano delle caratteristiche ordinarie, sono mediamente

rappresentativi di quella realtà sociale, ciò che conta è quello che esse contengono di generale e di

tipico.

6. la scrittura narrativa.

Narrativo è il modo nel quale noi mettiamo in ordine le nostre storie e quelle degli altri, scovando le

successioni degli eventi, nelle intenzioni degli attori e nel peso delle circostanze le cause che

spiegano ciò che è avvenuto. Polkinghorne: “il ragionamento narrativo è un processo cognitivo che

organizza le esperienza in episodi temporalmente significativi”. E’ contestualmente situato e va in

cerca di particolari connessioni tra gli eventi, Le connessioni tra gli eventi generano il significato.

Verosomigliana della storia, densità narrativa, sviluppo di una forma di apprendimento basata sulla

memoria e sulle emozioni, sempre aperta ad una molteplicità di esiti. Nelle narrazioni devono essere

presenti 2 scenari;: azione(ciò che avvine), coscienza dei personaggi(ciò che sanno e non). Registro

duplice: voce fuori campo dell’autore e quella dal campo dei personaggi creazione di un mondo

plurale, il lettore vede il mondo anche attraverso i prismi della coscienza degli attori.

Etnografie narrative: visione volontaristica della società, gli eventi sono il risultato dell’azione

volontaria dotata di senso. Realtà ambigua, molteplicità di interpretazioni. L’intreccio permette di

trasformare un insieme di eventi slegati tra loro in una sequenza ordinata. Principale proprietà

strutturale: diacronicità o sequenzialità. Eventi particolari, riguardano determinati soggetti e contesti

d’azione. Riguardano il mondo normale ma hanno il pregio di renderlo strano, inusuale, trascinando

il lettore all’interno della scena. Ciò che non è essenziale nella scrittura analitica diventa importante

in quella narrativa per coinvolger il lettore. Il rischio principale è che il lettore finisca per ricordare

più la storia che quello che essa dovrebbe suggerire, che non trovi connessione.

Cap.V un classico sotto accusa: chi ha detto la verità sulla street corner society?di Bill Whyte

1. il luogo del delitto mezzo secolo dopo.

Il libro fu al centro di una querelle, stupore dei coniugi Adler e di John Johnson che erano direttori

del Journal of contemporary ethnography, quando lessero l’articolo di Marianne Boelen, corneville

revisited impietosa e dettagliata analisi critca del capolavoro di Whyte, in discussione

l’interpretazione sulla vita quotidiana e la veridicità di molti fatti. Boelen ritorna a SCS e parla con i

sopravvissuti, cercò di verificare l’esattezza delle tesi controllo incrociato. Scoprì che gli abitanti

provavano risentimento, in quanto Whyte fece su di loro un ritratto falso e offensivo e di aver

tradito la loro fiducia. Boelen immaginò il suo lavoro come un atto riparatore. Whyte descrisse

corneville come un sistema social organizzato intorno a 3 strutture portanti: il crimine

organizzato(racketeers), le bande(gangs) e i politici. Niente di più falso, replica Boelen. Inoltre

Whyte avrebbe assegnato a Doc il ruolo di leader per estinguere il suo debito. Whyte è stato un

cattivo insider, che non è mai riuscito a stabilire una vera familiarità con la cultura degli abitanti,

avrebbe costruito una fiction con protagonisti positivi(Doc) e malvagi(Chick). Il tradimento è stato

definitivamente consumato evitando di sottoporre il manoscritto al giudizio della gente di North

End. Grave mancanza morale.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze archeologiche
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Etnografia dei media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof canevacci massimo.

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