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Etica Nicomachea - Aristotele

Sintesi e Analisi dell'Etica Nicomachea di Aristotele per l'esame di Storia della Filosofia Antica del prof. Centrone, Università degli Studi di Pisa basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Centrone. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia della filosofia antica docente Prof. B. Centrone

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Libro VI

Virtù dianoetiche. Sensazione

Intelletto

Anima Desiderio

Sensazione → non è il principio di nessuna azione morale, in quanto anche le bestie

possiedono la sensazione.

→ principio dell’azione → principi della scelta:

Scelta desiderio e calcolo dei mezzi per

raggiungere il fine.

La scelta non può sussistere senza il pensiero, che di per sé non mette in moto nulla: ciò

che determina la scelta è il pensiero che determina i mezzi per raggiungere uno scopo,

quindi il pensiero pratico, che presiede alle attività produttive - chi produce qualcosa lo fa

l’oggetto da produrre.

con un fine,

L’agire moralmente buono, invece, è fine a se stesso.

L’anima può cogliere la verità per mezzo di un’affermazione o di una negazione secondo

cinque disposizioni:

1) Arte: una disposizione ragionata secondo verità alla produzione;

2) Scienza: si basa su elementi certi e immutabili: sillogismo, il ragionamento deduttivo

alla base della scienza che porta, a ritroso, a una serie di principi universali, da

accettarsi per induzione. La scienza è una disposizione alla dimostrazione.;

3) Saggezza: ha per oggetto le azioni. Saggio è colui che è in grado di deliberare su ciò

che è buono e vantaggioso ai fini del raggiungimento di una vita felice per sé e per il

gernere umano. Il fine dell’azione, a differenza di quello della produzione, risiede in

sé: agire moralmente bene è fine a se stesso - a differenza della scienza, i cui

principi sono necessari e non possono formare oggetto di deliberazione, e a

differenza dell’arte, che ha per oggetto la produzione. La saggezza, dunque, può

essere definita come una disposizione all’azione che ha per oggetto ciò che è bene e

ciò che è male per luomo;

4) Sapienza: la più perfetta delle scienza, che include scienza e intelletto. Essendo

scienza è dotata di principi e realtà sublimi come i corpi celesti. Non ha come oggetto

solo i principi universali, ma deve conoscere anche quelli particolari. Concernendo,

infatti, l’azione, come tale riguarda anche le situazioni particolari. I particolari,

diventano noti con l’esperienza,

tuttavia, che cresce col tempo: un giovane può

essere sapiente, ma non saggio. Nessuno è sapiente per natura, per natura si

possiede l’intelletto;

5) Intelletto: ricerca principi universali e indimostrabili che possono formare solo oggetti

di intelletto - no oggetto di scienza, in quanto la scienza può ricercare solo

conclusioni dimostrabili; no oggetto di sapienza, in quanto anche questa si serve

delle dimostrazioni; no oggetto di arte e saggezza, poiché riguardano cose mutevoli

e non necessarie → i principi, per definizione, sono certi e immutabili.

Opinione e giudizio non possono essere considerati in tal senso, essendo passibili di errore.

Saggezza e sapienza → così come la medicina non comanda la salute, la saggezza non

La virtù dell’uomo, invece, si concretizza soltanto se si possiedono

comanda la sapienza.

saggezza e virtù etica: la virtù fa retto lo scopo, la saggezza fa retti i mezzi per

raggiungerlo.

Diversa dalla saggezza è l’abilità, che rende capaci di compiere azioni per raggiungere

determinati scopi: per i saggi, le azioni sono rivolte verso scopi buoni e lodevoli, nel caso dei

(o “abili”) verso scopi riprovevoli.

furbi

Per natura ciascun individuo possiede determinate disposizioni, ma è grazie

all’intelletto che esse vengono utilizzate nel modo giusto. Solo con l’intelletto la

disposizione naturale diventa virtù.

Libro VII

I comportamenti da evitare sono:

a) Vizio: il contrario del vizio è la virtù;

chi è incontinente cede troppo facilmente all’eccesso dell’impulsività o

b) Incontinenza:

dei piaceri, rifuggendo eccessivamente dai dolori. La continenza è dunque la

fermezza nel rimanere delle proprie opinioni, mentre l’incontinenza è la mollezza che

si dimostra nel cambiare le proprie opinioni. Non è incontinente chi rifugge dai dolori,

L’impulsività sembra che dia in qualche

ma chi lo fa in maniera eccessiva. modo

ascolto alla ragione, fraintendendola, ma chi agisce in preda all’ira ne soffre -

l’incontinenza dei piaceri, invece, soggiace solo ai piaceri.

c) Bestialità: il suo contrario è difficile da definire, ma si potrebbe chiamare virtù

sovraumana. È raro che un uomo sia divino, perciò è altrettanto raro che un uomo

sia bestiale. Bestiali sono i barbari o coloro che nascono malati o crescono con dei

difetti (follia, epilessia, ecc.). Tra i comportamenti bestiali si contano:

i) la donna che sventrava donne incinte e ne divorava i feti;

ii) i selvaggi delle coste del Ponto che mangiano carni crude e/o umane;

iii) lo schiavo che mangiò il fegato del suo compagno;

iv) chi si strappa i capelli o si mangia le unghie;

v) i rapporti omosessuali.

Secondo Socrate l’incontinenza non esiste, in quanto nessuno compie il male

volontariamente, ma lo fa solo per ignoranza, non conoscendo il bene: secondo Aristotele,

invece, l’incontinente non sbaglia per ignoranza, ma sapendo di sbagliare.

Continenza e temperanza non sono la stessa cosa: il continente e il temperante seguono,

entrambi, condotte molto sagge di vita. Il temperante, tuttavia, non prova desideri violenti e/o

spregevoli e non ha necessità di resistervi; il continente prova tali desideri e vi resiste.

L’incontinente, per debolezza di carattere, compie azioni contrarie a quelle che giudica

l’intemperante

buone; compie invece azioni cattive per sua scelta, credendole buone.

L’incontinente ha buoni propositi che non mette in pratica, l’intemperante ha buoni propositi

e li mette in pratica.

● Incontinente > può essere persuaso a correggersi con più facilità;

● Intemperante > è incorreggibile, in quanto non è possibile correggere chi è convinto

di quel che sta facendo.

Libro VIII

L’amicizia nell’Etica Nicomachea viene trattata come una virtù e un’attività, non come un

sentimento, ed è radicalmente necessaria alla vita: senza amici nessuno sceglierebbe di

vivere, anche se avesse tutti gli altri beni > tuttavia la felicità dipende dall’autosufficienza e,

nel caso degli amicizia, questo aspetto risulta mancante: sarebbe stupido scegliere di

vivere senza amici per la salvaguardia dell’autosufficienza.

Soprattutto i ricchi e i potenti hanno maggior bisogno dell’amicizia, in quanto possono

amici, disponendo di un’importante prosperità. Ma ne hanno bisogno

beneficiare i propri

anche i poveri, che è per loro l’unico rifugio. I vecchi ne hanno bisogno per ricevere

assistenza a fronte della mancata autosufficienza; i giovani ne hanno bisogno per non

Sembra, poi, che sia proprio l’amicizia a

commettere errori. tenere unite le città: infatti,

l’amicizia somiglia alla concordia necessaria per creare armonia tra i cittadini.

È necessario assomigliarsi per essere amici? Secondo alcuni sì, secondo altri no:

● Euripide: la terra in aridita ama la pioggia;

● Eraclito: dai suoni differenti nasce la più bella armonia.

Esistono tre specie di amicizia:

Quella basata sull’utilità: in questo caso l’amicizia è comportata da ciò che ne

1. per utilità non ama l’altro per ciò che è,

deriva, un bene di qualunque tipo. Chi si ama l’utile non è costante.

ma solo perché può comportargli dei benefici: Svanito il motivo

per cui si era amici, si scioglie anche l’amicizia. Questo tipo di amicizia sorge

prevalentemente tra i vecchi, che, non provando piacere a frequentarsi da loro,

ricercano maggiormente l’utilità.

in questo caso l’amicizia sorge perché entrambe le

2. Quella basata sul piacere:

persone si trovano piacevoli, non perché si amano per ciò che sono. I giovani basano

prevalentemente la loro amicizia proprio sul piacere, poiché vivono sotto l’influsso

della passione e perseguono ciò che è per loro un piacere immediato, ma con

l’avanzare dell’età i gusti cambiano. L’amicizia muta col mutare di ciò che fa piacere

> i giovani sono inclini alla passione amorosa, s’innamorano e cessano di amare

rapidamente. l’amicizia perfetta propria degli uomini buoni, che vogliono

3. Quella basata sulla virtù:

ognuno il bene dell’altro. Si tratta di un’amicizia rara in quanto rari sono gli uomini

virtuosi. Soltanto l’amicizia tra virtuosi non può essere incrinata da maldicenze, in

quanto la stima e la fiducia reciproca non può essere messa in discussione malgrado

delle malelingue. L’assenza non fa terminare l’amicizia,

i tentativi denigratori a

meno che non sia troppo prolungata. In questo caso non è possibile essere amici di

troppe persone in maniera perfetta, come non è possibile amare

contemporaneamente molte persone.

Esiste un altro tipo di amicizia basata sulla superiorità, come quella del padre verso il figlio,

del marito verso la moglie e di chiunque eserciti un’autorità verso chi vi è soggiogato. Nel

l’esistenza:

caso dei figli, essi non possono eguagliare ciò che hanno ricevuto dal padre,

quando c’è troppa differenza di valore tra due persone, è per l’inferiore poter

impossibile

ricambiare (non si può essere amici degli dei, dei re o delle persone molto sagge). Ciò che è

più giusto dare alle persone superiori è l’onore.

Le costruzioni sociali rispecchiano in qualche modo l’amicizia: parliamo di casi in cui le

associazioni sono naturali, ma procurano qualche sorta di vantaggio. Le tipologie di

costituzioni che si generano sono:

1. Regno: la scelta migliore. La sua deviazione è la tirannide, in cui il tiranno mira solo

al proprio interesse, mentre il re a quello dei propri sudditi.

2. Aristocrazia: il governo dei migliori, che può deviare in oligarchia dove i governanti

distribuiscono i poteri non in base al merito, ma assegnandoli a sé o ai ricchi per

utilità.

3. Timocrazia: il potere è esercitato ai cittadini che possiedono tutti lo stesso

patrimonio economico. Tra le sue deviazioni troviamo la democrazia, in cui il potere è

esercitato dal popolo.

Esistono delle analogie tra le costituzioni e i nuclei familiari:

Regno → Il rapporto che c’è tra padre e figli, in quanto il padre ha cura dei figli; tra i

a) Persiani, poiché i padri trattano i figli come schiavi, si ha una forma di tirannia.

Aristocrazia → la comunità tra marito e moglie. Il marito esercita l’autorità in maniera

b) conforme rispetto al proprio merito, nell’ambito in cui deve comandare, lasciando alla

moglie ciò che le si addice. Il marito che vuole comandare su tutto trasforma la

comunità matrimoniale in oligarchia, perché lo fa al di là del proprio merito.

Timocrazia → la comunità tra fratelli, che sono uguali, a meno che non differiscano

c) per età. Se la differenza d’età è troppo grande, non può sorgere l’amicizia fraterna.

Democrazia → presente soprattutto nelle case

d) senza un padrone e in quelle in cui

chi comanda è debole, per cui chiunque può fare ciò che vuole.

Libro IX

Le amicizie fondate sul piacere o l’utilità si sciolgono quando finiscono i vantaggi: è dei

viene meno anche l’amicizia.

vantaggi che si era amici, una volta venuti meno questi,

Come comportarsi se:

L’amico buono è divenuto malvagio o era malvagio sin da subito ma ce ne siamo

- Se l’amico è correggibile, è giusto provare a correggerlo,

accorti troppo tardi?

altrimenti è giusto sciogliere l’amicizia.

Se l’amico acquista troppa virtù e la differenza diventa eccessiva, com’è possibile

- dimenticare l’amicizia? L’uomo virtuoso concorda con sé e desidera sempre le

stesse cose con tutta l’anima, perciò vuole per se stesso ciò che gli appare come

L’uomo virtuoso vuole

buono, facendolo a vantaggio del proprio elemento intellettivo.

passare la propria vita con se stesso, in quanto ciò gli procura piacere: il ricordo delle

azioni che ha compiuto è piacevole e le sue aspettative per il futuro sono buone. Non

si pente di ciò che ha fatto: prova dei sentimenti per il proprio amico, così come

li prova per sé.

-

Il virtuoso vede nell’amico la proiezione di se stesso: poiché il livello di amicizia più elevato è

quello con se stessi, l’amicizia tra virtuosi è la più alta forma di amicizia.

I malvagi, invece, cercano persone con cui trascorrere il proprio tempo per fuggire da se

stessi, poiché, rimanendo da soli, si ricorderebbero delle cattive azioni compiute e

potrebbero commetterne altre in futuro. Non provano alcun sentimento amichevole verso se

stessi, si pentono continuamente di ciò che fanno/hanno fatto.

Simile all’amicizia è la benevolenza, che può sussistere anche nei confronti di chi

non si conosce. Può costituire l’inizio dell’amicizia, ma, se non si sente il desiderio di

frequentare l’altro, non può essere considerata come tale.

è un sentimento di amicizia: non è l’identità di opinioni, come si potrebbe

Anche la concordia

credere. Affinché ci sia concordia è necessario che ciascuno sia d’accordo sulle persone

che devono detenere il potere politico, altrimenti si può instaurare la guerra civile.

I benefattori amano coloro che beneficano, i beneficati anche se non sono utili in

nessun modo né lo saranno in futuro: ciò accade anche nel caso degli artisti, che amano la

propria opera ma che, ovviamente, non possono essere ricambiati.

Tutti gli uomini amano molto di più ciò che hanno ottenuto con fatica: coloro che hanno

conquistato la propria ricchezza l’amano molto più di coloro che l’anno ereditata. Ricevere

del bene, inoltre, non costa nessuna fatica, ma farlo sì: per questo motivo le madri amano

maggiormente i propri figli rispetto a questi ultimi, in quanto la generazione è una cosa molto

faticosa.

Bisogna amare soprattutto se stessi o un’altra persona?

Chi ama specialmente se stesso viene considerato egoista. Con questo termine alcuni

intendono colui che ama ricchezza, onori e piaceri corporali, chi è riprovevole. Se con

questo termine si intende chi desidera per se cose nobili e degne, come compiere azioni

temperanti e virtuose, nessuno lo biasimerà. Il vero egoista è proprio colui che attribuisce

a sé le cose più belle, ma ubbidisce al proprio intelletto. Poiché ciascun uomo è

principalmente il proprio intelletto, il virtuoso ama soprattutto questa parte di sé.

L’uomo buono è giusto che sia egoista: preferirà godere intensamente per poco tempo

che debolmente per molto tempo, compiendo una sola, bella azione, anziché tante piccole

azioni. L’uomo idi valore, tuttavia, avrà bisogno di persone a cui concedere i propri benefici:

perché sia felice, non potrà mai essere solitario. Nessuno sceglierebbe di possedere tutti

i beni se non avesse qualcuno con cui condividerne il godimento.

L’uomo virtuoso ricercherà amici virtuosi ai quali donare le proprie opere virtuose e dei quali

poter ammirare le opere virtuose.

Se la vita è desiderabile, lo è soprattutto per gli uomini buoni: per loro, esistere è una cosa

buona e piacevole. Per l’uomo felice l’esistenza è desiderabile per se stessa, ma lo è in

uguale rispetto a quella dell’amico: per questo motivo desidererà

maniera praticamente

frequentare l’altro. Nell’osservare lui, conoscerà meglio se stesso.

È possibile avere tanti amici?

Un proverbio dice: “Non un uomo dai molti ospiti, né un uomo senza ospiti”.

Bisogna avere tanti amici quanti sono coloro coi quali è possibile vivere insieme, in quanto la

frequentazione è fondamentale per l’amicizia. Chi pretende di essere amico di tutti, in

realtà, non lo è di nessuno: sono chiamati compiacenti (eccezione: amicizia tra concittadini).

Le persone virtuose che si trovano in un buon momento hanno bisogno di persone con cui

vivere assieme e alle quali fare del bene: la maggior parte delle persone sente il bisogno di

tra virtuosi,

avere un amico quando vive un momento difficile. Nell’amicizia sono gli amici

che, accorgendosi dei problemi dell’altro, lo soccorrono di propria iniziativa.

Amicizia = comunione di sentimenti > per questo gli amici desiderano fare cose insieme, per

Coltivare l’amicizia

esempio filosofare. migliora la propria natura, in quanto ci si sorregge a

vicenda e si prende esempio dalle cose positive che si vedono negli amici.

Libro X

Si pensa che il piacere sia correlato con il genere umano, per questo motivo si educano i

giovani ricompensandoli con cose piacevoli, punendoli con cose spiacevoli.

Teorie del piacere:

● Eudossio: il piacere, secondo la sua visuale, è bene perché

○ Tutti i viventi tendono al piacere. Poiché si desidera il bene e ciò che si

desidera più di tutto è il massimo bene, allora il piacere è il massimo bene;

○ Tutti vedono il dolore come una cosa da fuggire. Siccome il piacere è il

contrario del dolore, allora è desiderabile, quindi è un bene;

○ Più desiderabile è ciò che si desidera per se stessi, non in vista di

qualcos’altro. Questo è il piacere;

○ A qualunque bene il piacere si aggiunga, lo renderà più desiderabile.

● Platone: il piacere non è bene. La vita di piacere è più desiderabile se unita alla

saggezza. Se la vita mista di saggezza e piacere è migliore di quella fatta solo di

piacere, allora ciò significa che il piacere non è il bene, giacché nessuna cosa

aggiunta al bene può renderlo più desiderabile di quanto non sia.

Il piacere deve dunque possedere in sé tutto ciò che gli occorre per essere sempre perfetto:

un tempio è un’opera perfetta. La costruzione delle fondamenta è un’opera imperfetta,

perché rappresenta solo una parte dell’opera. Il piacere non può essere provato in

continuazione, ma solo nel presente: alcune cose producono piacere quando sono nuove,

poi l’interesse cala e altrettanto fa il piacere.

Le persone esercitano le proprie attività in relazione agli oggetti e con le facoltà che

amano maggiormente (il musicista con l’udito in relazione alle melodie), ma il piacere

perfeziona le attività, quindi anche la vita. Tutti tendiamo al piacere perché ci consente di

perfezionare la nostra vita.

La felicità è il fine delle azioni umane, in quanto compiere azioni belle e virtuose è una di

quelle cose che meritano di essere scelte per se stesse, e non in virtù di altro. Se la felicità è

attività conforme alla virtù, è necessario che lo sia in relazione alla virtù più elevata: questa

compiuta dall’intelletto.

attività è quella contemplativa, la più elevata in quanto La filosofia

ha in sé dei piaceri puri e stabili, ed è naturale che, la vita dei sapienti, sia più piacevole di


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lacinghiala di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Centrone Bruno.

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