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ETICA

L’etica prende in esame il comportamento umano, nelle relazioni umane: le azioni umane, i valori e i

principi cui esse si ispirano o a cui si dovrebbero conformare.

Giudica, valuta le azioni alla luce di valori e principi e li giustifica razionalmente.

E’ una riflessione morale sull’agire umano nella molteplicità delle sue componenti e sul soggetto che

agisce.

E’ un sistema di principi e di regole che guidano le azioni umane, specificandone la liceità.

Cerca di dare una giustificazione valida alle decisioni e alle azioni delle persone.

E’ un’indagine filosofica che aiuta a comprendere le dimensioni morali del comportamento umano e a

trovare le risposte relative al benessere della persona.

La bioetica nasce in risposta ai problemi morali sollevati dallo sviluppo della medicina.

Si tratta di affrontare e risolvere problemi morali concreti attraverso l’applicazione di principi etici

esistenti.

“lo studio sistematico delle dimensioni morali - comprendenti la visione morale, le decisioni, la

condotta, le politiche - della scienza della vita e della cura della salute, usando diverse metodologie

etiche e in un contesto interdisciplinare”.

Etica professionale

⚫ Principi morali nell’ambito di una professione: ideale morale del professionista in uno specifico

contesto storico e sociale

⚫ Espressione dell’etica professionale in obblighi e doveri verso i destinatari

⚫ Deontologia professionale: insieme di norme, regole e virtù che qualificano l’agire di un

professionista. E’ l’insieme di regole di autodisciplina e di comportamento che valgono per i

membri di una determinata professione (codice deontologico).

MODULO 1

Il contesto

La persona è portatore di proprie specifiche libertà e responsabilità nelle scelte che riguardano la

propria salute.

La complessità del sistema salute:

⚫ Pluralità di persone e professionalità coinvolte

⚫ Condizione di acuzie e/o criticità degli assistiti

⚫ Quantità di informazioni richieste

⚫ Processi eseguiti in modalità d’urgenza

⚫ Elevato livello tecnologico

⚫ Rapidità di esecuzione

⚫ Elevato rischio di errore in condizioni critiche

⚫ Molteplicità di punti critici

⚫ Rilevanza dei processi di comunicazione

“Patient centered care”: organizzazione per èquipe. Non c’è più gerarchia fra le diverse professioni

ma integrazione reciproca in base alle proprie competenze. (il medico non è più la figura

predominante, come un tempo, ma tutte le figure hanno importanza in base alle proprie

competenze).

Equipe: cooperazione fra soggetti aventi competenze uguali o diverse ed interagenti contestualmente

o in sequenze successive sul medesimo caso clinico.

Riguarda tutte le attività che comportano una contestuale prestazione diagnostico o terapeutica da

parte di un gruppo di sanitari che svolgono insieme, ma con compiti differenti, un determinato

trattamento diagnostico o terapeutico interna dell’ente.

L’esercizio professionale prevede:

⚫ Stumenti legislativi: D.M. 739/1994, legge 42/1999, legge 251/2000

⚫ Formazione e ricerca

⚫ Competenza

⚫ Professione: campo proprio di attività e di responsabilità di autonomia professionale utilizzando

metodologie di pianificazione per obiettivi dell’assistenza

⚫ Persona/assistito

La professione è un’attività intellettuale, per l’esercizio della quale è richiesta la laurea e una

particolare abilitazione, con un corpo strutturato di conoscenze generali e specifiche.

Requisiti giuridici di una professione:

⚫ Autonomia professionale: l’autonomia decisionale determina l’esclusività della sua opera e la

sua indipendenza culturale e operativa, definita dalla competenza professionale. E’ la

competenza che determina l’autonomia e la responsabilità nell’area operativa dell’esercizio

professionale, che sono attribuite per legge e vengono riconosciute dalla società.

⚫ Iscrizione all’albo

⚫ Esercizio regolato da leggi

L’infermiere ossiede:

⚫ Competenza: dettata da conoscenze + abilità.

⚫ Autonomia: decisionale ed operativa.

L’infermiere è responsabile dei processi e dei risultati dell’assistenza infermieristica.

Responsabilità: è l’attitudine a rispondere del proprio operato professionale, in caso di errore od

omissione, davanti ad un giudicante. E’ l’impegno a realizzare una condotta professionale corretta

nell’interesse di salute o in risposta a un bisogno della persona.

Obiettivo fondamentale: tutela della salute e centralità della persona.

Fonti di riferimento: conoscenze scientifiche aggiornate, esercizio professionale ispirato alla

solidarietà con la persona, leggi dello Stato, norme etiche e deontologiche.

Profili di responsabilità

PENALE Si pone in essere una condotta Obbligo di rispondere delle conseguenze delle

che di per sè corrisponde o che proprie azioni od omissioni previste dalla legge

come reato.

provoca un fatto che costituisce

un reato contemplato dal C.P. o

da un’altra legge.

Si provoca un danno ingiusto in

conseguenza di una condotta.

CIVILE Inosservanza dei doveri di Obbligo di rispondere delle conseguenze che la

ufficio e di servizio e comporta legge civile prevede per una condotta illecita

che abbia provocato un danno.

sanzioni di carattere

amministrativo erogate con un Obbligo di risarcire il danno a persona

provvedimento interno, per chi eventualmente cagionato dal sanitario

opera alle dipendenze di enti nell’esercizio della sua professione.

pubblici o privati.

DISCIPLINARE E ORDINISTICA Violazione di obblighi Sorge per violazione dei doveri e dei canoni di

deontologici. comportamento.

LEGGE 42/1999

Abrogazione del mansionario e passaggio da “professione sanitaria ausiliare” a “professione

sanitaria”.

Comporta quindi la definizione di un campo proprio di attività e responsabilità delle professioni

sanitarie, determinate da:

⚫ Profili professionali

⚫ Ordinamenti didattici di base e formazione post-base

⚫ Codici deontologici

Che sono i tre criteri-guida

E un criterio limite: le competenze previste per le professioni mediche e per le altre professioni del

ruolo sanitario.

PROFILO D.M. 739/94

Regolamento concernente l’individuazione della figura e del relativo profilo professionale

dell’infermiere.

Art.1

1- L’infermiere è l’operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante e

dell’iscrizione all’Albo professionale, è responsabile dell’assistenza generale infermieristica.

2- L’assistenza infermieristica preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa è di natura tecnica,

relazionale, educativa. Le principali funzioni sono la prevenzione delle malattie, l’assistenza ai malati e

dei disabili di tutte le età e l’educazione sanitaria.

L’infermiere:

⚫ Partecipa alla identificazione dei bisogni di salute della persona e della collettività

⚫ Identifica i bisogni di assistenza infermieristica della persona e della collettività e formula i

relativi obiettivi

⚫ Pianifica, gestisce e valuta l’intervento assistenziale infermieristico

⚫ Garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche

⚫ Agisce sia individualmente sia in collaborazione con gli altri operatori sanitari e sociali

⚫ Per l’espletamento delle funzioni si avvale, ove necessario, dell’opera del personale di supporto

⚫ Svolge la sua attività professionale in strutture sanitarie pubbliche o private, nel territorio e

nell’assistenza domiciliare, in regime di dipendenza o libero-professionale.

3- L’infermiere contribuisce alla formazione del personale di supporto e concorre direttamente

all’aggiornamento relativo al proprio profilo professionale e alla ricerca.

4- La formazione infermieristica post-base per la pratica specialistica è intesa a fornire agli infermieri

di assistenza generale delle conoscenze cliniche avanzate e delle capacità che permettano loro di

fornire specifiche prestazioni infermieristiche nelle seguenti aree:

a) Sanità pubblica: infermiere di sanità pubblica

b) Pediatria: infermiere pediatrico

c) Salute mentale-psichiatria: infermiere psichiatrico

d) Geriatria: infermiere geriatrico

e) Area critica: infermiere di area critica

LEGGE 251/2000

Gli operatori delle professioni sanitarie dell’area delle scienze infermieristiche svolgono con

autonomia professionale attività dirette alla prevenzione, alla cura e salvaguardia della salute

individuale e collettiva, espletando funzioni individuate dalle norme istitutive dei relativi profili

professionali nonchè dagli specifici codici deontologici ed utilizzando metodologie di pianificazione

per obiettivi dell’assistenza.

I PRINCIPI ETICI

Il modello etico li mette in relazione fra loro e in ordine di gerarchia:

1- Autonomia

Sancisce il rispetto della libertà dell’altro e del rispetto delle decisioni da parte della persona assistita

(autonomia della persona assistita). Rispetto della coscienza individuale e delle scelte che la persona

compie intese come valore morale primario come volontà che si esercita in coerenza con i propri

principi e con le verità in cui si crede.

2- Beneficenza/non maleficenza

Il fine dell’azione morale è conseguire il bene e prevenire il male. Si riferisce ai benefici potenziali che

le persone si attendono, coinvolge il principio di non malevolenza che implica l’astensione dal

peggiorare la situazione della persona.

3- Giustizia

Si basa sul principio dell’uguaglianza fra le persone e dell’equa distribuzione di benefici e dei rischi,

per evi

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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Pocha7 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienze dell'area critica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Di Giacomo Patrizia.
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