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ETICA E INFORMATICA GIURIDICA

Etica (matrice greca) e morale (matrice romana)

costume, modi abituali di agire in quanto ritenuti giusti.

ἦϑος:

• Comportamenti

• Criteri di giudizio (es norme, credenze, giudizi)

riferimenti dell’agire pratico, aspetto normativo

• Studio critico del fenomeno etico

giudizio secondo giusto o ingiusto ecc.

proposta della commissione europea

Considerando: parte iniziale dell’atto, successione di paragrafi esplicativi degli articoli che

seguono nella seconda parte. Non ci sarà nel documento finale.

Informatica giuridica

1965 prolusione di Vittorio Frosini, primo corso di informatica giuridica. Discreto avanzamento

degli studi e dello sviluppo del calcolatore.

Vi era già lo studio e lo sviluppo della redazione di atti giuridici in forma semi automatizzata.

Esisteva inoltre l’analisi quantitativa delle decisioni giudiziali per sviluppare modelli di

previsione.

• Studio dei problemi giuridici dell’informatica (diritto dell’informatica)

quella parte dell’ordinamento giuridico che disciplina fattispecie nelle quali è previsto

un ruolo delle tecnologie digitali.

• Studio dell’applicazione informatica al diritto (informatica del diritto)

Cosa succede al mondo giuridico quando la società si trasforma nell’evoluzione

informatica.

a) Aspetto tecnico

b) Aspetto costitutivo

Tanto più questa tecnologia incide sull’umano, modificando l’uomo (es anche biologicamente con

protesi), l’immagine che abbiamo di diritto antropocentrico rimane la stessa? Le categorie

umane cambiano?

Le società arcaiche hanno un comportamento oggettivistico: non si guarda all’uomo in quanto

singolo (individualistica età moderna), ma dalla totalità, dal κόσµος, in quanto l’uomo è

à

manifestazione. La morale è ciò che si oggettiva nel mondo, manifesta un ordine delle cose. Per

l’età arcaica il nuovo non ha diritto di imporsi, non vale ciò che è nuovo per il fatto che è nuovo,

ma vale l’antico per il fatto che è antico, è un ordine che trovo fatto, un ordine oggettivo in cui

vengo compreso anch’io. Nell’idea di progresso per l’arcaico ha massimo valore ciò che finora è

stato capace di ordinare, al nuovo si guarda con sospetto, a differenza della nostra concezione di

progresso (vedi abrogazione). Il punto di vista si è rovesciato, è il mondo che è la proiezione del

soggetto. Con l’illuminismo si è diffuso il concetto secondo cui ciò che è nuovo è meglio. Il punto

di vista oggettivistico è il punto di partenza, è il punto di convergenza tra etica e morale. Esiste

una morale soggettivistica, la visione del mondo diventa antropocentrica. Negli anni della leva,

l’obiezione di coscienza, che era una violazione della norma giuridica, portava alla reclusione.

Questa accezione di morale è in una struttura soggettivistica, dipende dalla struttura morale

del singolo. Etica e morale oscillano tra una struttura oggettivistica e soggettivistica,

soggettivistica va a confluire più in morale che in etica.

Diritto è un insieme di norme. Testoà interpretazione norma

à

Sfera in cui l’ordinamento giuridico e morale si sovrappongono nei contenuti, di fatto. Vi è una

reazione che consegue al giudizio. Rapporto tra diritto e morale, teorie e movimenti principali:

Giusnaturalismo: teoria secondo la quale il diritto in quanto tale debba realizzare un ideale di

giustizia, valore naturale di giustizia.

Tesi della connessione necessaria: il diritto è solo quello che persegue la giustizia, connessione

necessaria tra diritto e morale, comportamenti connotati da un’istanza morale. Si pone a

fondamento la propria concezione di giustizia, il problema giuridico è anche etico. Il diritto

positivo posto è necessariamente posto in un quadro morale

Il giusnaturalista si pone il problema di come identificare la giustizia, quale sia il criterio

Es. per il giusnaturalista i diritti esistono in ogni caso, anche se non contenuti in una carta.

Giuspositivismo: diritto è la volontà, depositata agli atti normativi, di colui che ha legittimato a

porla in essere.

Tesi della separazione: ciò che è diritto deve essere separato da ciò che è morale.

Tesi della separazione presuppone che non vi sia una connotazione morale delle norme

giuridiche.

Tesi della separabilità: diritto a prescindere da categorie morali. Sono nella condizione di

conoscere il diritto a prescindere da una categoria morale, è una teoria definitoria concettuale.

Questa teoria è più diffusa oggi.

Es la carta dei diritti non ha valore per il suo contenuto ma in quanto approvata secondo

procedure di validità.

diritto

Giusnaturalismo nel (insieme delle norme poste da una volontà legittima storica):

art 29 cost (famiglia come società) e art 2, filone giusnaturalistico della costituente. Il

giusnaturalista ragiona secondo il diritto naturale.

Giusnaturalisti e giuspositivisti hanno una posizione metaetica che ha principi diversi, visioni

diverse.

Dichiarazione indipendenza USA (1776)

Nelle prime righe principi di giusnaturalismo, riferimento alle leggi di natura. Anche secondo

paragrafo è un manifesto giusnaturalista, esiste un diritto soggettivo prima del legislatore. C’è

un diritto naturale che precede il diritto storico positivo (vedi Lock). Forme giuridiche che

prevalgono sulla realtà storica del legislatore. È il primo documento ispiratore di molti altri, in

particolare:

Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (1789) - Francia

si parla di “Diritti naturali inalienabili e sacri dell’uomo”

Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948)

Scritta nel dopo guerra dall’assemblea generale delle nazioni unite, voleva essere

universale. Da questa nasce anche la CEDU (1950) e viene presa ad esempio anche per

la scrittura della Costituzione italiana dello stesso anno.

La dichiarazione del ’48 di per sé non è un atto vincolante, non è un trattato. Nel caso di

un’analisi giuspositivista di questa dichiarazione, essa non avrebbe valore poiché non è

un trattato vincolante, per i giuspositivisti i diritti esistono in quanto riconosciuti dal

legislatore.

L’uomo si chiede cos’è bene? Cosa devo fare? (Kant). L’uomo manifesta capacità morale.

Qual è il fondamento della capacità morale dell’uomo?

Vi sono differenti linee di discussione: la prima è la capacità morale dell’uomo come una specie

della sua attività razionale; la seconda esclude la capacità morale dall’azione razionale

dell’uomo, attività emotiva.

• Capacità morale come aspetto della sua attività razionale: è la capacità dell’uomo di

autoriflessione, di linguisticità, di azione secondo ragione. Si è in condizione di guidare

razionalmente il proprio comportamento. La ragione ha effetto sui comportamenti,

intellettualismo etico: se si applica la ragione non si può che agire bene, il male è frutto

di un errore di ragionamento. Il saggio di principio non può commettere il male.

Rappresentare con la logica il ragionamento morale, ha un peso lo studio della logica,

potremmo rappresentare i ragionamenti logici attraverso, per esempio, i sillogismi.

Bonum est faciendum, malum vitandum. Es. sillogismo: non si deve fare il male, uccidere

una persona è male, non devi uccidere.

Aspetti problematici:

Esperienza dell’uomo, della volontà riottosa al bene, non è garantito che l’uomo si

o comporti secondo il bene.

Problema di cosa è bene e cosa è male, problema del significato di un termine

o rispetto ad un altro. Paradosso: per trovare il più ampio accordo dobbiamo salire

sempre di più di astrazione. Più saliamo di astrazione più troviamo accordo sulla

formula, ma non sappiamo come quella formula verrà applicata nella concretezza

dell’esperienza. Questo è il problema delle carte dei diritti. Una carta dei diritti

deve essere prima interpretata, es tortura che sembra non ammettere eccezione,

però se sono in gioco le vite di milioni di persone?

• Inclinazione comportamentale basata su strutture emotive, come l’empatia. Il

comportamento è frenato, c’è capacità di immedesimazione. Ciò non ha a che fare con la

razionalità. Vi è anche la tesi secondo cui la moralità è solo espressione di sentimenti, di

emotivismo:

emozioni chi parla in termini morali sta manifestando emozioni e spera

à

che gli altri le sentano

Dualismo cartesiano, l’uomo diviso in due res cogitans e parte corporale, res extensa, volontà e

ragione in una struttura bipartita e non comunicante.

Fondamento della capacità morale:

- l’uomo in quanto tale, il fatto che l’uomo ha una posizione speciale nel cosmo (dio

creatore).

- l’uomo come frutto dell’evoluzione

Queste teorie sono compatibili con entrambe le spiegazioni precedenti.

Neuroscienze e morale, particolare declinazione che prende il nome di neuroetica, la tecnologia

ha dato strumenti avanzati e poco invasivi di conoscenza del cervello. Viene studiato a livello

dell’attività cerebrale il comportamento dell’uomo, es risonanza magnetica funzionale, che

consente di analizzare l’attività cerebrale di un soggetto quando questo ha un comportamento

morale.

Etica delle neuroscienze: avendo a che fare con strumenti tecnologici, ci si pone il problema

dell’etica delle scienze, l’etica applicata all’attività del neuroscienziato. Etica della

sperimentazione clinica. (es potenziamento tramite esoscheletri ecc.)

Neuroscienze dell’etica: l’uso delle neuroscienze per capire il comportamento morale, siamo in

grado di vedere il comportamento a livello cerebrale di un individuo quando risolve un dilemma

morale: situazione nella quale sono costretto a prendere una decisione che è posta difronte a due

doverosità confliggenti, per cui qualsiasi decisione prendo, uno dei due doveri lo violo ed il

risultato della mia scelta sarà comunque infausto, c’è un’antinomia.

Dilemma del trolley: si è in un vagone impazzito che nella sua corsa sta per investire degli operai

sui binari, si ha la possibilità di deviare il treno, ma così facendo andrà su un binario secondario

in cui però c’è un solo operaio. Si chiede ad individui di rispondere a quesiti simili, chiedendo

loro anche di motivare la risposta, e si analizza quali parti del cervello vengono maggiormente

utilizzate.

Esempi di neuroscienze dell’etica:

¨ libero arbitrio,

Idea del ciascuno è padrone delle proprie azioni. Nella storia si sono

susseguite discussioni sul libero arbitrio, nell’800 scuola classica del diritto penale e

scuola positiva del diritto penale, dalle quali è nato il nostro Codice penale.

La scuola classica adottava l’idea del libero arbitrio, Tizio in condizioni normali è in

grado di scegliere e di autodeterminarsi, se sceglie il male viene punito per un principio

retributivo, molta attenzione deve allora essere fatta per valutare se il soggetto era

capace di intendere e di volere, se è imputabile, attenzione all’aspetto psicologico del reo.

Per la scuola positiva non esiste il libero arbitrio, l’uomo è sempre determinato, nelle

sue azioni, da fattori che non controlla. La scuola positiva negando il libero arbitrio nega

il senso della pena come retribuzione, allora non c’è la punizione ma si dispongono

misure di sicurezza, per proteggere gli altri dal soggetto.

Nel nostro Codice penale vi sono entrambe queste scuole di pensiero.

Libet effettua un esperimento secondo cui sembra che quando noi vogliano tenere un

determinato comportamento, in realtà il mio “determinarmi cosciente per effettuare

un’azione” interviene molto dopo. Nel mio organismo tutto è già stato predisposto per

effettuare quell’azione, c’è una frazione di tempo in cui la si può interrompere. L’azione

è in parte involontaria. Più che libero arbitrio sembra un potere di veto. Per quanto

riguarda il diritto penale si discute se vi sia l’imputabilità del delinquente, in quanto

non determina lui i processi che lo portano a delinquere, è come se fosse una macchina

guasta. Bisogna proteggere gli altri da lui, cercare di guarirlo, ma non posso punirlo (nel

nostro Codice penale c’è la pena rieducativa).

¨ simpatia/empatia:

Tema della si può vedere l’esperienza dell’uomo come una morale

fondata sulla simpatia ed empatia. Simpatia: Ritrovarsi in un sentire comune, empatia:

accentua l’elemento del sentire dentro. C’è un fondamento neurale nell’empatia?

Secondo alcuni studi sarebbero i neuroni specchio che si attivano non solo quando

facciamo una cosa, ma anche quando le vediamo fatte dagli altri, si attivano le stesse

strutture neuronali.

¨ Funzione delle emozioni: rivalutazione delle emozioni all’interno del ragionamento

morale, ricerche di neuroscienziati, in particolare di Damasio, hanno rivalutato la

funzione delle emozioni in quanto elementi del ragionamento. Non è possibile pensare

all’essere umano come diviso in due (Cartesio). Rivalutazione anche in ambito

giudiziario.

Studio condotto da Greene, Cohen … - 2001

Lo studio riprende Damasio e riconosce che in alcune situazioni l’approccio è di tipo emotivo,

che si declina in un freno all’azione (non lo faccio perché non si deve). Quando si attiva la regione

del calcolo è perché scelgo (ucciderne una persona è meno peggio che ucciderne cinque).

Entrambi questi dispositivi agiscono quando è in gioco la moralità, a seconda dello scenario.

Primo capitolo Iliade, Achille di fronte ad Agamennone che lo fa infuriare, interviene la divinità

e ferma la mano di Achille. Lo frena e poi dice “tre volte tante fortune avrai” freno e vantaggio

à

calcolabile. Una delle prime pagine dell’etica.

[NON CHIEDE ALL’ESAME]

_____ Ierofania Prima analisi, prima visione analitica del mondo è sacro e profano, ierofania è

ciò che sta in mezzo tra i due, per esempio la simbologia dell’albero sacro. Simbolismo della croce

è simbolismo del sacro e terreno, la sua radice incrocia un archetipo, connessione tra cielo e

terra. Anche il sole, connessione tra cielo e terra, la simbologia celtica era la croce con il sole

sullo sfondo. (inoltre sole è luce, calore, vita). I simboli notturni, simboli uranici. La luna, più

del sole, manifesta un ciclo (piena, mezzaluna ecc.) l’uomo associa il ciclo lunare alle maree, e la

simbologia lunare si congiunge con la simbologia acquatica, poi dal ciclo lunare anche il ciclo

femminile, e da qua un’idea di rigenerazione. La distinzione tra cielo e terra, alto e basso, ciò

che è positivo è in alto, ciò che è negativo sta in basso, mi trovo completamente in difettività

rispetto al cielo, es concetto di gerarchia, sviluppata nel VII secolo d.C.. La verticalità è un

archetipo. Nell’etimologia di Dio vi è “il luminoso”, la luce. L’uomo percepisce le cose con la luce,

anche quando la religiosità cade l’archetipo della luce rimane, (vedi Cartesio, ciò che è chiaro).

La bandiera si issa, si protende verso l’alto, la bandiera è sacra prima di tutto perché si erge, si

colloca nel cielo. La bandiera dell’unione europea: sfondo celeste che è il cielo, simbolo uranico,

e la stella che è sempre stato un simbolo uranico, struttura archetipa. Simbolo dell’ermellino (es

giudici ermellini, rettore …) nato dal fatto che l’ermellino se si faceva una circonferenza di

letame o fango attorno la sua tana, si lasciava catturare pur di non sporcarsi il manto bianco.

((bianco è luce nella sua forma più pura). Dioniso inizialmente era inteso come espressione di

vitalità, ζωή e βίος, ζωή è la vitalità, βίος è la vita in quanto tale. Simbolismo, σύµβολον. Es

serpente, simbolo arcaico della vitalità malvagia, tentazione di superamento del sacro, spesso il

serpente (o drago) nasconde una verità, è l’ostacolo ultimo per giungere alla conoscenza. _____

-------

Linguaggio ordinario: linguaggio della comunicazione ordinaria, immagino che chi ascolta

comprenda il mio discorso per il fatto che ciascuno abbia le categorie implicite per capire il mio

linguaggio, senza soffermarsi su ciascuna particella e analizzare ogni termine. Il linguaggio

ordinario non viene messo in discussione fino a quando la comunicazione funziona. È anche il

linguaggio di una popolazione, e ne descrive le usanze e i modi. Il linguaggio ordinario è anche

quello figurato, es metafora. Linguaggio elastico, vago, può riguardare tutti gli ambiti del

sapere, ma a prezzo di una minore precisione e chiarezza. Il suo scopo è essere economico ed

efficace.

Linguaggio semitecnico o amministrato: esempio è il diritto. Rigorizzazione: deviazione

dell’uso ordinario in funzione dello scopo specifico. Non è la collettività nel suo insieme che

produce lo sviluppo del linguaggio, ma una collettività più stretta, che produce un linguaggio

più preciso senza per questo arrivare al linguaggio formalizzato.

Linguaggi formalizzato: formule e simboli delle conoscenze scientifiche. Linguaggio preciso,

totale astrazione dal contesto.

Paradosso: tanto più il sapere si fa rigoros

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Elchap di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Etica e informatica giuridica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Sarra Claudio.
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