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Etica e bioetica applicate, atto medico

Poiché noi lavoriamo anche se autonomamente come professione, dobbiamo sempre tenere conto dell’altro professionista con il quale lavoriamo, che è il medico, che ha la sua autonomia gestionale del paziente, in base soprattutto alla diagnosi di malattia che deve formulare e che spetta esclusivamente a lui.

Eppure ancora oggi ci sono infermieri che continuano a compiere ancora atti medici, senza capire che l’atto medico ha il suo valore sul paziente e l’atto infermieristico ne ha altrettanto, ed invece continuano a sminuire la professione perché vogliono fare le cose del medico, dopodiché, naturalmente il paziente non dà nessuna importanza all’infermiere perché dà per scontato che quella è una cosa che gli ha ordinato di fare il medico.

Se noi continuiamo su questa strada, difficilmente continueremo a fare capire all’utente o al paziente che sta in ambiente ospedaliero che il medico ha la sua funzione, il suo ruolo ben preciso che riguarda la prognosi, la cura e la riabilitazione e l’infermiere la sua funzione ed il suo ruolo.

L’infermiere sta 24 ore sul paziente e fornisce le sue prestazioni, mentre le prestazioni che il paziente riceve dal medico sono limitate; pensiamo che la visita medica dura un'ora in un reparto ma il tempo dedicato dal medico a ciascun paziente sarà ancora minore.

Noi dobbiamo far capire al paziente il valore che ha la nostra prestazione, la nostra presenza e tutto questo significa entrare nel rapporto di fiducia infermiere-paziente, mentre nel rapporto medico-paziente, anche se siamo di fronte al peggiore medico, guarda caso la figura del medico prevale sempre su quella infermieristica.

L’infermiere deve far capire al paziente, con il suo comportamento, con la sua competenza e col ruolo che ha in quel momento, quanto è fondamentale tenere in considerazione la figura infermieristica.

Definizione di atto medico

Come atto medico va inteso l’atto che ha per autore un esercente la professione sanitaria e per scopo la ricerca, la profilassi, la diagnosi, la terapia, il ripristino e la modificazione delle funzioni organiche dell’uomo, la rimozione dei difetti fisici dello stesso.

Se pensiamo all’infermiere, ci ritroviamo in questa definizione di atto medico? Centriamo nell’ambito della profilassi, della ricerca, nella terapia in quanto esecutori di quella prescritta, il ripristino e la modificazione delle funzioni organiche dell’uomo, dove completiamo l’atto medico con la nostra competenza professionale, perché noi aiutiamo quel paziente 24 ore su 24 dopo che è stato compiuto l’atto medico, la rimozione dei difetti fisici dello stesso.

Quella appena vista è una definizione generica. Ma l’atto medico è anche definito a livello di giurisprudenza, e quindi da un punto di vista giuridico viene definito l’atto medico come modificazione dell’organismo altrui compiuta secondo le norme indicate dalla scienza per migliorare la parte fisica o clinica della persona o la bellezza della medesima.

Medicina estetica e obblighi giuridici

Attualmente, una branca della medicina è la scienza, che fa ricerca e sperimentazione. La bellezza della medesima è una branca, chiamata medicina estetica; bisogna però sapere che l’estetista è una cosa mentre il medico che attua la medicina estetica ha un altro valore.

Nel contesto generale, quando abbiamo detto che la rimozione dei difetti fisici dello stesso era una definizione generica ma che viene ripresa da un punto di vista giuridico. La medicina estetica, oggi come oggi, è sotto gli obblighi anche dei giuristi, continuamente, proprio perché laddove il chirurgo sbaglia nel compiere un intervento chirurgico, come atto medico ne risponde in prima persona.

Il medico o il chirurgo stesso che attua la chirurgia estetica, quindi rimuove dei difetti, oppure modifica parti del corpo anatomicamente parlando, e quindi è responsabile diretto di eventuali danni che dovesse portare in quell’atto medico.

Quindi, è fondamentale definire l’atto medico. Il trapianto è sempre un atto medico, come pure la somministrazione dei farmaci.

Anche nell’ambito di diagnostica altamente invasiva, rimane atto medico, mentre la preparazione del materiale di questa tecnica invasiva, la preparazione del paziente, la tutela del paziente, la prevenzione delle infezioni, eventuali terapie, medicazioni, diventa atto infermieristico parallelamente all’atto medico.

Atto infermieristico e prassi

Non sono definiti quegli atti invasivi atto medico, perché il cateterismo vescicale è un atto infermieristico (di nostra autonomia professionale) o del medico. Il cateterismo è un atto prettamente infermieristico, definito per prassi di carattere più infermieristico che medico.

La prassi è una consuetudine che è andata consolidandosi nel tempo dell’assistenza infermieristica per cui è diventata una tecnica altamente di grande responsabilità dell’infermiere, proprio nell’ambito della prevenzione delle infezioni. Anche un'altra metodica invasiva come il sondaggio nasogastrico lo può fare l’infermiere.

Anche il mansionario diceva che era un atto infermieristico, è chiaro che il medico non poteva stare in reparto 24 ore su 24 per effettuare tutte queste tecniche invasive ed è andata a consolidarsi questa consuetudine che ha visto rafforzarsi sempre più la figura dell’infermiere.

Per tecnologia invasiva si intende quella metodica che introduce dall’esterno del corpo umano all’interno uno strumento.

C’è una nota fatta da un chirurgo e da un avvocato, che dice che laddove il medico non può essere presente 24 ore su 24, anche l’infermiere attraverso il consenso del paziente, una volta espresso, acquisisce un ruolo maggiore.

Responsabilità e competenza infermieristica

Dato che si è arrivati a questo profilo professionale e ad una formazione universitaria, si deve incominciare a prendere delle decisioni. È bene sottolineare che l’infermiere deve avere responsabilità, dimostrare competenza nell’effettuare un atto invasivo perché il paziente capisce bene come l’infermiere si muove, con quale disponibilità si muove, con quale attenzione si muove nel preparare il materiale e perché.

Deve spiegare al paziente il perché viene fatto il cateterismo vescicale, mostrare, quindi, competenza. Queste spiegazioni, la preparazione del campo e del paziente stesso dovranno far capire al paziente che effettivamente l’infermiere è fondamentale per lui.

La spiegazione del consenso informato all’atto medico è definita come l’approvazione del paziente all’atto medico sia giuridico che materiale, dopo che ha la spiegazione di esso. Giuridico è quell’arte della disciplina giuridica che deve tutelare l’integrità del paziente. È giuridico sia per il paziente che per il medico che compie quell’atto medico.

Conclusioni e legislazione infermieristica

Per l’EGA ci sono delle diatribe. Non siamo ancora arrivati come infermieri ad avere una legislazione specifica che dichiari che alcuni atti medici possono essere effettuati dall’infermiere, rimaniamo ancora nel discorso che il mansionario è stato eliminato, il codice deontologico ci fa capire fino a che punto possiamo attuare e fino a dove ci dobbiamo fermare.

L’EGA è un atto medico, attualmente non ancora infermieristico; se l’infermiere laureato che avrà conseguito un ulteriore specializzazione specifica, sicuramente attraverso l’identificazione del codice deontologico potrà effettuare anche l’EGA.

In emodialisi l’attacco, l’incannulamento deve essere fatto direttamente dal medico e al momento dello stacco il medico rientra in sala e deve fare lo stacco. All’infermiere compete tutta quella preparazione del materiale occorrente alla fistolizzazione. Anche giuridicamente è stato detto che è un atto medico, non infermieristico.

Va anche detto che gli infermieri si prendono carico dei problemi dei pazienti, gli umori, i malumori, diventa un rapporto così stretto a livello psicologico, perché il paziente dipende totalmente dall’infermiere perché continua a prendere la pressione, bilanciare tra le terapie, somministrazioni continue, quindi non si deve anche aggiungere lo stress di poter andare incontro a procurare un danno a quel paziente, quando si va ad effettuare l’attacco o lo stacco di quell’

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Scienze mediche MED/43 Medicina legale

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