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Modulo etica

Capitolo 1 – Etica

Definizione dell'enciclopedia Treccani

Etica è, in senso ampio, quel ramo della filosofia che si occupa di qualsiasi forma di comportamento umano, politico, giuridico o morale; in senso stretto invece l'etica va distinta sia dalla politica sia dal diritto, in quanto ramo della filosofia che si occupa più specificamente della sfera delle azioni buone o cattive e non già di quelle giuridicamente permesse o proibite o di quelle politicamente più adeguate.

→ Azione buona: non solo quello che dovrei fare, ma soprattutto quello che è bene fare.

Alcuni esempi di principi etici secondo alcuni approcci

ALCUNI APPROCCI SINTESI DI ALCUNI PRINCIPI NELL'AMBITO DEGLI APPROCCI IN AMBITO ETICO

  • Etiche di ispirazione religiosa: I principi variano a seconda delle diverse fedi. La "golden rule": tratta gli altri come vorresti essere trattato – costituisce un’importante massima comune per quanto sia diversamente interpretata.
  • "Agisci così che tu tratti l’umanità, così nella tua come nella persona di ogni altro, sempre contemporaneamente come fine e mai soltanto come mezzo" (Kant)
  • "Vi è una pluralità di doveri prima facie (fidelity, reparation, gratitude, non-maleficence, beneficence, self-injury, justice). Solo nella situazione concreta è possibile determinare, sia pure in modo sempre incerto, quali siano i doveri veri e propri" (W. D. Ross)

In entrambe queste massime l’importante è seguire la regola giusta, oppure la risultante delle regole giuste. Kant – non si può considerare nessuno come un mezzo. È la regola l’elemento più importante, non il risultato.

  • "Persegui il massimo della felicità per il massimo numero di persone" (Mill)
  • "Persegui la massima soddisfazione delle preferenze degli individui coinvolti" (Hare)

Utilitarismo: Conta il risultato, conta la felicità del massimo numero di persone coinvolte. L'utilitarismo afferma che se esiste una cosa che genera molta utilità, in cambio di un solo sacrificio, allora è meglio fare quel sacrificio, perché è l'utilità totale quella che conta.

  • Sostiene che l’idea di un’etica dell’obbligo sia legata all’obbedienza a un Dio Legislatore ed è pertanto, nella filosofia moderna e contemporanea, solo un residuo della tradizione religiosa (Anscombe). La filosofia dovrebbe oggi concentrarsi su un’etica descrittiva delle virtù (abbozzata in Platone e Aristotele e alla filosofia greca): com’è l’uomo virtuoso? Che caratteristiche ha?

L’idea dell’obbedienza a un dovere deriva dalla tradizione religiosa, in realtà non c’è nessun fondamento reale. È inutile cercare le leggi visto che manca il Legislatore. L’etica quindi dovrebbe oggi non basarsi sul dovere, ma ciò che funziona meglio. Va bene, funziona ciò che raggiunge il suo scopo generale. Non si può stabilire ciò che è buono in generale, bisogna capire qual è lo scopo. Per es. un vaso è buono per contenere acqua, non buono in generale.

Esempi di dilemmi che evidenziano il contrasto tra i principi soprastanti

  • Punire un innocente per salvare 100 persone
  • Trapiantare un rene senza il consenso del donatore → secondo l’utilitarismo bisognerebbe farlo, secondo l’etica deontologica no, perché è più importante il libero arbitrio del donatore;
  • Mettere a rischio una vita per non mentire → ci sono dei casi in cui mentire è meno grave;
  • Mangiare il naufrago più debole per sopravvivere tutti

Su che cosa sono fondati i principi normativi / i giudizi etici?

Metaetica → analisi del significato e della giustificazione dei giudizi etici. Distinzione particolarmente importante nell’ambito della filosofia analitica.

Esempi di posizioni metaetiche in ambito analitico (Fonnesu, 2006) – Come faccio a sapere se un’azione è buona?

Sul piano epistemologico

  • Cognitivismo
    • Naturalismo → basta guardare i fatti, le cose, per capirne le caratteristiche
    • Intuizionismo (di proprietà morali, non naturali) → non è guardando i fatti, ma c’è una specie di intuizione diretta di ciò che è buono;
  • Non-cognitivismo (da una descrizione non si può mai dedurre una prescrizione. Quando si cercano fatti si trovano soltanto fatti, non doveri. Nella natura si trovano soltanto fatti)
    • Emotivismo → si sente ciò che è buono e non c’è nient’altro da dire sull’etica. Gli esseri umani provano tutti gli stessi sentimenti;
    • Prescrittivismo → l’etica è costituita da imperativi “travestiti” da descrizioni

Sul piano ontologico

  • Realismo (io posso conoscere le proprietà etiche? È possibile che le proprietà morali esistano, ma siamo noi non in grado di coglierle)
  • Antirealismo (non si possono conoscere le proprietà morali perché non ci sono)

Riepilogo: definizioni

  • Metaetica: la domanda non è “cosa è giusto fare?” ma piuttosto “come lo so?” e inoltre “è solo un’opinione o è reale?”. Analisi del significato e della giustificazione dei giudizi etici;
  • Etica normativa: “cosa è giusto fare?”, non bisogna guardare cosa si deve fare, ma cosa si è portati per fare. Lo sviluppo di teorie che determinano quali azioni siano giuste e quali sbagliate;
  • Etica descrittiva o positiva: studio fattuale degli standard etici o dei principi di un gruppo di persone o di una tradizione. Come si comporta di fatto la gente? Perché si comporta così? Come sta quando si comporta così?
  • Etica applicata: l’uso di tali teorie per formulare giudizi riguardo casi pratici (come dovrebbe comportarsi la gente?)

NB: L’etica va distinta dalla filosofia politica!

Filosofia politica: “ramo della filosofia che si occupa, al livello più astratto, dei concetti e degli argomenti contenuti nelle opinioni politiche. Il significato del termine politico è esso stesso uno dei principali problemi della filosofia politica. In generale, comunque, si possono definire come politiche tutte le pratiche ed istituzioni che riguardano il governo”. Il problema centrale della filosofia politica è come sviluppare o limitare il potere politico.

Capitolo 2 – Business ethics

Definizione di business ethics

Disciplina etica applicata riguardante gli aspetti morali delle attività aziendali. C’è differenza tra il concetto di etica legata alle imprese e la Business Ethics come disciplina storicamente determinata.

Mission della business ethics

Migliorare la qualità del pensiero etico e delle performance etiche dei manager. (Green, Donovan 2009)

Tale mission di carattere pratico (più ristretta rispetto alla definizione), dovuta al contesto storico in cui la Business Ethics si è sviluppata (USA, primi anni '70), ha condizionato fortemente lo sviluppo della disciplina. Questa definizione implica che la mission focalizzata sulle decisioni manageriali tenderebbe a limitare riflessioni e proposte di portata più ampia, quali quelle riguardanti il sistema politico e la legislazione relativa alle imprese.

Le principali modalità di attuazione della mission

  • Ricerca → formazione universitaria dei manager → consulenza e formazione etica alle imprese.

Due fantasmi dell’etica delle imprese

Cose non dette: bisogna far comportare bene i manager, ma come si può fare? Nell’impresa prevale l’idea che se si mettono in discussione troppe cose, la mission ci scappa di mano e non si riesce più a convincere i manager ad essere buoni.

Filoni della BE

  • Ethics-in-business → come bisogna comportarsi quando si fa attività economica. Insieme delle idee comuni. Per es. nel filone religioso, tradizionalmente non si può prestare denaro con interesse.
  • Academic business ethics → a partire dagli anni '70 nasce il tentativo di affrontare queste questioni (e risolverle) in modo più sistematico, tecnico. Impatti ambientali, condizioni del lavoro, …
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MartinaBordoni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Corporate Identity ed Etica d'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Brunetti Federico.
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