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ESAME ETICA DELLA FINANZA!

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Partiamo con un esempio. Nel dicembre del 1991 Lawrence Summers in un memorandum dice la Banca Mondiale dovrebbe incoraggiare la

migrazione delle industrie inquinanti nei paesi in via di sviluppo. Quindi puliamo casa nostra, non facciamo più lavorazioni inquinanti come la

plastica, i fertilizzanti, etc. e le facciamo fare ai paesi in via di sviluppo. Da economista trova delle ragioni che sembrano anche molto valide:!

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1. se l’inquinamento fa male alla salute, i costi della perdita di salute dipendono dai redditi ai quali rinuncia chi muore o si ammala. Quindi è

meglio che si ammali una persona che guadagna $10 al giorno o la persona di New York che guadagna $1.000 al giorno? Se quello che

guadagna $1.000 al giorno perde un giorno di lavoro è come se ne perdesse 100 quello che ne guadagna 10. Quindi se noi avessimo la

possibilità di misurare il danno alla salute creato dall’inquinamento, dovremmo spostare le industrie inquinanti nei posti in cui le persone

sono più povere, cioè nel paese con i più bassi salari e in cui la gente ha problemi a trovare lavoro. In questo modo gli diamo un lavoro e

anche se le produzioni sono un po’ inquinanti, dal punto di vista economico il danno prodotto a questi soggetti è meno economicamente

d’impatto rispetto al danno che produrresti in un altro posto. Questo ragionamento non ci piace molto, ma Lawrence Summers dice è la

stessa cosa che facciamo quando non vogliamo fare certe cose, quindi paghiamo qualcuno, che magari ha meno scelta di noi, per farle.!

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2. il costo dell’inquinamento potrebbe non essere lineare e quindi all’inizio il costo è molto basso. In un paese non inquinato le prime dosi di

inquinamento pesano di meno delle dosi successive, quindi ad un paese già industrializzato come gli Stati Uniti o la Germania conviene

scambiare la stessa dose d’inquinamento con un paese meno inquinato. La sedicesima ora è lavoro è più pesante della sesta ora quindi

il super impegnato magari è disposto a pagare il poco impegnato per farsi sostituire.!

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3. infine la domanda di un ambiente pulito ha anche delle ragioni estetiche. Qualche economista osserva che la sensibilità all’inquinamento

aumenta con il livello di ricchezza dei sistemi economici, quindi quando un sistema economico diventa ricco e le persone più benestanti,

sono più interessate ad avere un parco curato, non avere la ciminiera che fuma sullo sfondo, avere meno traffico per strada, etc. Quindi

c’è anche un aspetto di gradevolezza, non solo collegato con la salute ma c’è un aspetto estetico. C’è un principio che se vi ricordate è il

costo opportunità di Ricardo, cioè conviene che i lavori vengano fatti dai soggetti più adatti. Fa l’esempio dell’avvocato e della segretaria,

diceva che l’avvocato per decidere se scrivere una lettera o dettarla alla segretaria, non deve guardare se lui è più bravo della segretaria

ma deve guardare quanto costa pagare la segretaria e quanto guadagna lui nel tempo che non impiega a scrivere la lettera. Questa è la

teoria dei vantaggi comparati, che attenzione c’è già nel mondo. Perché se noi prendiamo l’esempio di Milano, c’è una via che si chiama

via Orti in quanto diverse decine di anni fa c’erano degli orti. Dopo hanno scoperto che farci delle case o degli uffici rendeva di più quindi

non è che la gente ha smesso di mangiare l’insalata, semplicemente hanno detto a persone che vivevano in posti fuori Milano coltivate

voi l’insalata e poi la portate a Milano, perché il valore che ricavi dal destinare ad un altro uso quel pezzo di terra è maggiore. Ma allora è

come l’inquinamento, spostiamo l’inquinamento nei paesi in via di sviluppo, però non ci piace. !

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Tutto il nostro ragionamento in questo corso sarà basato proprio su questo tipo di ragionamento. Ci sono cose che sembrano razionali e che

lo sono, che hanno una logica economica perfetta come questo ragionamento, però ci creano qualche fatica nella mente. Ogni volta che noi

scegliamo, questo ha delle implicazioni etiche. Quindi incominciamo a fare una distinzione, abbiamo un aspetto che viene definito “positivo”

che è quello di Summers, se prendo un’industria inquinante e la sposto in un paese in via di sviluppo risparmio dei soldi, se le arance invece

che farle raccogliere all’amministratore delegato di una banca le faccio raccogliere ad un immigrato senza documenti, risparmio un sacco di

soldi. Non è che l’amministratore delegato della banca non sia capace di raccogliere le arance, ma non conviene. Quindi l’economia positiva

semplicemente ci dice che certe cose sono convenenti. Poi ci sono degli aspetti di tipo normativo, cioè cosa devi fare, cosa è giusto fare. Da

un punto di vista positivo, se le arance le raccoglie un immigrato irregolare posso venderle ad €1 al chilo, se le raccogliesse un dirigente di

un’azienda e dovessi pagargli lo stipendio che prende per fare il dirigente allora quelle arance costerebbero €10 al chilo come conseguenza

del fatto che il costo del lavoro è molto più alto. Quindi se inquini in Italia e quindi devi ridurre l’inquinamento, prende il caso ILVA, non è che

non si possa ridurre l’inquinamento che produce un’acciaieria, semplicemente cosa un certo numero di miliardi. Se spendi quei miliardi, poi

l’acciaio costa molto di più e in tal caso non ne vendo più perché arrivano dalla Cina le navi con l’acciaio ad un prezzo più basso. E allora da

un punto di vista positivo è tutto chiaro, da un punto di vista normativa bisogna vedere cos’è giusto fare. !

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Dovremo quindi sviluppare dei criteri di valutazione per queste cose. Per esempio questa lettera su quali ipotesi è basata? Sono ipotesi che

noi non vediamo subito perché siamo abituati a questo modo di ragionare, però questo modo di ragionare dobbiamo renderci conto che è un

modo di ragionare, cioè noi siamo completamente immersi in una cultura che non è detto sia l’unica cultura esistente. L’esempio che si fa in

questi casi è se voi andate a prendervi il Codice di Hammurabi, dice delle cose pazzesche che non sono accettabili adesso. E questo codice

era il massimo della civiltà di quel periodo. Quindi la prima cosa che diciamo su Lawrence Summers è che sta facendo un conto basato sui

soldi, ma questa non è una legge naturale come la legge di gravità, da un punto di vista storico è la stessa cosa del Codice di Hammurabi.

Quindi le regole che governano il mondo in questo momento sono comunque regole storiche e se vogliamo analizzarle dobbiamo partire dal

presupposto che sono di per sé giuste o sbagliate come quelle che regolavano il mondo ai tempi di Hammurabi. Ma si può andare anche più

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vicino a noi, e questo lo vedremo parlando di Aristotele, tutti i filosofi antichi pensavano che la schiavitù fosse una cosa normale. Aristotele

ha scritto proprio delle parti in cui dice che siccome esistono lavori da schiavi, devono esistere gli schiavi. E Aristotele era uno dei massimi

pensatori dell’antichità. Quindi fare un confronto economico a noi oggi convince molto, dobbiamo vedere l’analisi costi-benefici. Non è chiaro

ma da quel che ho studiato se avessimo fatto l’analisi costi-benefici sulle piramidi, non è detto che sarebbero state costruite. Uno costruisce

la piramide per altri motivi, non per l’analisi costi-benefici. Quindi oggi la convenzione di dire che le cose si fanno se conviene, e questo ce lo

dice Summers, a noi convince, ma non è detto che sia l’unico modo di ragionare, perché per molte culture e per molti secoli passati questo

non è stato l’unico modo di ragionare. Tante opere dell’antichità sicuramente non sono state fatte sulla base dell’analisi costi-benefici. Il libro

di Yuval Noah Harari “Sapiens. Da animali a dei” dice come mai l’uomo è diventato così infestante nel mondo, cioè l’umanità si è sviluppata

molto rispetto ad altre forme animali. Ci sono ragioni biologiche, ma soprattutto perché l’uomo è un animale sociale e per tenere insieme dei

gruppi molto grandi crea dei miti astratti. Questi miti astratti servono per creare delle grandi comunità quindi le piramidi potrebbero essere un

modo per visualizzare dei miti e fare in modo che i poveri contadini lavorino vicino al Nilo, paghino le tasse, poi qualcuno con quelle tasse fa

le piramidi ma non le fa per buttar via i soldi, le fa perché il mito fa parte della coesione sociale che rende possibile quella civiltà. Ma allora il

capitalismo è un mito? Può anche darsi. Quindi quando noi vogliamo giudicare se una cosa è etica o meno dobbiamo prima chiederci ma da

dove viene quest’idea, il fatto che lui dica il costo di produrre queste cose in un posto è più basso che in un altro quindi conviene spostare la

produzione significa che lui come regola di decisione utilizza il confronto di soldi, che è un modo di rappresentare la realtà, ma storicamente

non è detto che sia l’unico modo. É un modo ormai molto diffuso perché la storia che l’umanità condivida un unico pensiero è molto recente.

Quindi come prima cosa il capitalismo è una convenzione, dobbiamo partire dal contesto di riferimento che non è detto sia l’unico. Quindi lui

quando propone questa cosa, sta implicitamente dicendo cari miei interlocutori sul capitalismo non si discute, la pensiamo allo stesso modo,

cioè il criterio per giudicare se una cosa si fa o no è solo quello di confrontare le diverse utilità. Seconda cosa, non prende in considerazione

quello che abbiamo detto all’inizio, cioè questa cosa magari ci convince però un po’ ci disturba, qualcuno potrebbe dire non mi sembra molto

giusto che qualcun altro debba ammalarsi perché non mi ammali io, alla fine se devo scegliere sarà così ma non mi piace molto. Questo tipo

di ragionamento non lo prende in considerazione, quindi non prende in considerazione le emozioni. Ulteriore fattore, questo ragionamento

prende in considerazione solo le persone, non le culture, in pratica noi stiamo semplicemente dicendo che è meglio che si ammali un povero

piuttosto che si ammali un ricco, è meglio che un lavoro brutto lo faccia uno povero piuttosto che lo faccia uno ricco: confronto tra soggetti.

Però attenzione perché spostare un’industria inquinante in un certo paese potrebbe influenzare anche altre cose, per esempio la cultura di

quel paese. É noto che con l’industrializzazione cambia molto la cultura delle persone. Una cosa molto evidente è che se le donne lavorano

fanno meno figli. Comporta dei grandi impatti sociali spostare una produzione da un punto ad un altro, può comportare anche cambiamenti

culturali, può cambiare le modalità di vivere, di relazionarsi, di tutte queste cose non si parla. Queste sono alcune delle cose da considerare,

il cosiddetto framework, cioè la convenzione sulla base della quale un ragionamento si basa e su questo bisogna esser sempre molto aperti.

Le conseguenze più ampie, quindi non solo sugli individui, sono tutte cose importanti. Questo ragionamento è stato oggetto di grande analisi

quindi ci sono articoli etc. vi faccio una breve sintesi degli altri elementi che possono essere presi in considerazione. !

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1. Quale criterio si usa? L’abbiamo detto prima, criterio capitalistico, ma in questo ambito contano i risultati o il processo? Come vedremo a

volte conta molto il processo nelle decisioni, cioè se arriva un mio concittadino e mi toglie dei soldi è un furto, se non pago le tasse che è

la stessa cosa è altrettanto un furto. La differenza è che siccome ho votato o comunque posso votare, lo Stato che impone la tassazione

lo fa con il mio consenso, quindi in un mondo senza Stato se arriva uno e mi prende soldi per usarli lui non mi piace, lo definirei un furto.

In un mondo in cui c’è uno Stato, se io non pago le tasse vengo trattato come un soggetto che ruba, quindi il contrario. La differenza sta

nel sistema all’interno del quale l’azione si realizza, quindi contano i risultati ma conta anche il processo.!

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2. Quale metodo di valutazione si usa? Un singolo metodo come fa Summers oppure più metodi, prendiamo in considerazione più aspetti?

Quindi per esempio anche gli aspetti etici, estetici, etc. In altri termini è possibile dare un prezzo a qualsiasi cosa? Summers fa una lista

di esempi. Ci sono alcune cose per cui si può pagare per fare o non fare, come l’utero in affitto. Se usiamo come metodo di valutazione

solo la convenienza economica, certamente ci sarà qualche giovane ragazza in piena salute e disoccupata, che per $20.000 può anche

farlo. Però non tutti si fanno convincere da un ragionamento di questo tipo. Quindi la convenienza economica è chiara, perché con i soldi

che non perde Kim Kardashian a causa del danno al suo corpo, affitta l’utero di un’altra ragazza e quindi ci guadagnano tutt’e due, però

se limitiamo il ragionamento da un punto di vista economico. Se ce lo raccontano, a qualcuno qualcosa che non torna c’è. Altro esempio,

in California c’è molto traffico e quindi hanno fatto delle corsie riservate per il car pooling: se sei in macchina con minimo altre 2 persone,

puoi andare in quelle corsie. Quelle corsie sono meno affollate e arrivi prima. É un buon principio, perché così riduciamo l’inquinamento.

Dopo poco tempo però la California ha detto, se uno è da solo e mi dà $5 può andare comunque. Allora è il principio importante o sono i

soldi importanti? Ovviamente chi ha fatto questa proposta ti dice, con tutti i soldi che ricavo poi posso fare delle nuove autostrade, delle

nuove norme sull’inquinamento, etc. Stesso concetto è l’area C di Milano, quindi non bisogna inquinare, se però paghi un po’ puoi. Metto

un piccolo disincentivo. Il caso più noto di Summers, sul fatto che conti di più principio o conseguenze, è il caso del tricheco. Alcuni paesi

proibirono la caccia al tricheco perché si stava estinguendo. I cacciatori americani ci restano un po’ male, però alcune comunità di nativi

eschimesi dicono questo rovina la nostra cultura, perché per noi la caccia al tricheco è una cosa importante della nostra cultura, noi con

il grasso facevamo l’olio per le lampade, con la pelle facevamo la pelliccia, la carne la mangiavamo, etc. Quindi per conservare la cultura

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si è detto ogni nucleo familiare ha diritto a uccidere un tricheco all’anno. Dopodiché voi sapete che gli americani sono degli affaristi, salta

fuori un’agenzia che mette in piedi tutta una cosa per cui l’eschimese va con il signore texano a caccia e l’eschimese porta via il tricheco.

Quindi sono contenti tutti, perché l’eschimese si prende il tricheco e $500 per il disturbo, l’americano è felice perché per un periodo non

ha potuto cacciare il tricheco e torna a farlo. Il tricheco è sempre uguale, non era felice prima e non è felice dopo. Chi è triste in tutto ciò?

Un po’ i principi, noi siamo un po’ disturbati da questa cosa. Questo vuol dire il discorso da cui siamo partiti, che a volte il confronto dei

soli ragionamenti economici non ci dice tutto, a volte ci sembra che manchi qualcosa. E quindi non tutto può essere comprato, anche se

apparentemente tutti sono contenti. Nell’utero in affitto anche il bambino potrebbe essere contento perché invece di essere sballonzolato

su e giù per i taxi mentre è nell’utero, se ne sta a casa sua tranquillo con pochi rumori, dieta equilibrata, senza fumo, droghe, è contento

anche lui. Non ci perde nessuno ma il principio non ci torna. Quindi dov’è l’errore? L’errore, la cosa da mettere in discussione, è il criterio

che usiamo, se noi confrontiamo solo l’utilità dei singoli, può darsi che ne perdiamo un pezzo.!

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3. Quali criteri dobbiamo usare? Allora una cosa è il framework, il contesto, il modo di esaminare. Abbiam detto il mondo di oggi esamina le

cose da un punto di vista puramente economicistico. Una volta che tu hai messo in piedi questo sistema, questo linguaggio quale criterio

usi? Potresti usare per esempio il criterio di libertà, e lo vedremo, vuol dire che tutte le persone solo libere, per esempio la tassazione col

criterio di libertà non funziona molto perché se sono libero i soldi sono miei. Tant’è vero che negli Stati Uniti ci sono dei teorici dello Stato

minimo: dallo Stato non voglio niente, mi difendo da solo, non ho bisogno di polizia perché sparo io, non ho bisogno della scuola perché

ai miei figli insegno quello che voglio io. Ho bisogno di un po’ di giustizia e che ci sia qualcuno che gestisce l’esercito e basta, perché poi

anche la sanità me la compro. Quindi c’è qualcuno che dice che tutto quello che è di più, ostacola la mia libertà. Io voglio vivere nel mio

ranch con i miei cavalli, il mio fucile e me la cavo benissimo da solo. Non voglio nessuna interferenza da parte dello Stato perché questo

limita la mia libertà. Esistono dei filosofi, ma anche dei gruppi sociali e politici che la pensano così. Quindi il criterio da utilizzare quando

devo giudicare se una cosa è giusta o meno è il criterio di libertà, aumenta o riduce la libertà? La tassazione è sbagliata perché riduce la

mia libertà. Il furto è sbagliato perché riduce la mia libertà. Ma ci potrebbe essere per esempio un criterio di utilità, che è quello più usato,

che non va d’accordo con il criterio di libertà. Secondo il criterio di utilità bisogna fare ciò che è più conveniente. Se è più conveniente far

morire una persona piutt

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/09 Finanza aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silvia_slaviero di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Etica della finanza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Anolli Mario.
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