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Introduzione

La vecchia educazione e il pensatoio

Ne Le nuvole di Aristofane la vicenda inizia con un padre, perseguitato dagli strozzini, il quale manda il proprio figlio al Pensatoio di Socrate: il ragazzo imparerà a farsi prevalere negli scontri dialettici, anche se in posizione di evidente torto. Insieme al padre, il giovane riesce a mandare via i due strozzini; il padre è contento, ma la situazione gli sfugge subito di mano: il ragazzo comincia infatti a picchiarlo, e di fronte alle sue proteste il figlio gli dimostra di avere tutto il diritto di farlo. Esasperato e furioso, il padre dà alle fiamme il pensatoio di Socrate, tra le grida spaventate dei discepoli.

Si parla di Vecchia e Nuova Educazione, mettendo in cattiva luce quest’ultima (Aristofane era contro le nuove educazioni e presenta il pensatoio socratico come fonte di corruzione dei cittadini). La Vecchia Educazione si basa perlopiù su un apprendimento di tipo mnemonico, lasciando poco spazio alle discussioni, alle riflessioni e alle critiche, nella commedia è rappresentato da un soldato anziano, il quale ricorda i tempi passati, dove i figli obbedivano ai propri padri.

La Nuova Educazione, “fondata” da Socrate, permette di considerare con criticità le norme morali, a formulare argomentazioni autonome. La commedia mette in risalto le cattive conseguenze che deriveranno dal cambiamento nell’educare i giovani, sostenendo che il cambiamento porterà ad una ribellione dei giovani verso i loro padri, che porterà un futuro di solo caos.

Come nell’Antica Grecia, anche nell’America odierna stanno avvenendo grossi cambiamenti per quanto riguarda l’educazione nei college e nelle università, ciò per venire incontro ai mutamenti socio-culturali del Paese. In alcuni college i professori sperimentano un insegnamento simile a quello socratico, altri fanno mettere i propri alunni nei panni di un “minorato sociale” quali, ad esempio, stranieri o omosessuali. I nuovi programmi di insegnamento, che prevedono argomentazioni riguardo culture non occidentali, identità etnica e sessuale, mirano a fare dei giovani dei “cittadini del mondo”, a formare adulti che non siano cittadini di solo alcune aree geografiche: oggigiorno il mondo è una realtà multiculturale, dove le diverse culture sono sempre più interdipendenti, all’educazione si chiede di riuscire a convivere in questo tipo di realtà, provando a non rimanere aggrappati alla propria identità culturale.

Se nell’Antica Grecia il nuovo metodo socratico veniva criticato, nell’America odierna, con l’introduzione di nuovi programmi, non è diverso: come ogni nuovo tentativo di cambiamento, questi metodi portano a molte incertezze da parte della società poiché sfidano le tradizioni. Non tutte le proposte sono ben accette: alcuni insegnanti cercano la diversificazione nei programmi, ma invece che concentrarsi sulla comprensione culturale reciproca, si concentrano sui singoli gruppi e le loro identità.

Il metodo socratico, basato su domande e risposte tra Socrate e l’interlocutore di turno procede per eliminazione successiva delle ipotesi contraddittorie o infondate. Esso consiste in brevi domande e risposte per indurre l'interlocutore ad accorgersi della propria ignoranza e a riconoscere il criterio della verità rispetto alla falsità delle sue presunzioni.

Riassunto

Il libro si basa sui classici greci come fondamenta per un cambiamento nell’educazione liberale. Le relazioni tra educazione liberale e cittadinanza non sono facili da designare: l’educazione liberale forma cittadini pensanti, in grado di avere pensieri propri e non dettati da altri, in grado di essere cittadini del mondo: questo pensiero risale alla tradizione filosofica occidentale, rispecchia il pensiero di Seneca del “coltivare l’umanità”.

Gli ideali di “cittadino del mondo” e di “coltivare l’umanità” pongono l’accento sull’importanza della vita umana, ovunque sia presente, e all’empatia che si può provare per persone e popolazioni lontane dalla nostra, aventi capacità e problemi comuni. L’umanità si “coltiva” per mezzo di tre capacità:

  • Critica verso se stessi e le proprie tradizioni: accettare solo le credenze che rispettano la coerenza e la giustificazione razionale;
  • Esseri umani legati ad altri esseri umani: il più delle volte tendiamo a trascurare i bisogni degli altri, soprattutto quelli di chi abita lontano da noi. Bisogna comprendere come bisogni e scopi comuni sono soddisfatti in modo diverso in situazioni diverse, quindi conoscere i modi di vita delle altre popolazioni.
  • Immaginazione narrativa: collegato ai primi due, è la capacità di immedesimarsi nei panni di un’altra persona, provare a capire la storia di una persona, cosa lo spinge a prendere alcune decisioni rispetto ad altre.

Il programma della St. Lawrence è vario: alcuni professori si focalizzano sul secondo punto, altri sull’immedesimazione narrativa, altri ancora sulla capacità socratica di interrogare e giustificare, i viaggi verso altri Paesi, altre popolazioni, sono ritenuti importantissimi, in quanto aiutano a guardare il mondo da diversi punti; questi programmi mirano ad una riforma d’istruzione, dedicando maggiori attenzioni a costruire una scuola in cui le donne, i membri di minoranze etniche e religiose e le persone che appartengono a culture non occidentali possano essere visti e ascoltati.

Un buon cittadino auspica a conoscere molteplici cose e a padroneggiare le tecniche di ragionamento, ad incontrarsi con gli uomini e le donne che lo circondano.

Capitolo I

L’autoesame socratico

Se nella commedia di Aristofane Socrate veniva descritto come un corruttore di giovani, anche nei college e nelle università odierne questi nuovi metodi suscitano timore da parte dei genitori dei frequentati, legati alle tradizioni. L’argomentazione socratica viene vista come superba ed elitaria, nonostante sia la tradizione occidentale ad emarginare quelle che non ve ne fanno parte. I timori vengono nutriti sia dai conservatori di destra, ritenendo che tutto ciò vada a ledere le tradizioni, sia da quelli di sinistra, i quali hanno paura che le minoranze non vengano ascoltate.

Il metodo socratico mira a fortificare e consolidare la democrazia, a formare persone che formino una democrazia volta a dare importanza al bene comune. Socrate sosteneva, infatti, che la democrazia fosse la miglior forma di governo perché nobile, riconosce e rispetta la capacità di scegliere che tutti i cittadini possiedono.

Nei college umanistici si dovrebbe adottare un’educazione di tipo socratico, che miri a stimolare la razionalità di ogni studente.

Coltivare l’umanità

I classici, il multiculturalismo, l’educazione contemporanea

L’indagine socratica

I filosofi prima di Socrate non ammettevano un insegnamento democratico, per loro la verità era un qualcosa cui solo pochi potevano accedere. Filosofi di diverso orientamento, invece, operarono nella democrazia ateniese: a Socrate si deve l’elaborazione di argomentazioni filosofiche fondate che sostengono interessi comuni. Per lui era molto importante l’autoesame, cioè interrogare gli altri e interrogare se stessi per arrivare ad avere un’esistenza piena di valore. La maggior parte degli interlocutori di Socrate non erano padrone di se stesse, si facevano guidare dalle convenzioni e dagli ideali posti da altri, senza farli veramente propri, senza chiedersi se questi facevano per loro, per la loro esistenza, se ci fosse qualche altro modo di vedere le cose.

Socrate non ha lasciato nulla di scritto perché era dell’opinione che i libri nuocessero alla razionalità critica delle persone, tuttavia abbiamo notizie sulla sua vita e sul suo pensiero attraverso altri filosofi: Platone, suo discepolo diretto, è uno dei quattro filosofi fonte principale della vita di Socrate; nel primo libro del Repubblica descrive come Socrate teneva i dialoghi con i suoi interlocutori, tema del libro è la giustizia: Socrate e un gruppo di amici si incontrano a casa di un uomo anziano, Cefalo.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Charliemme di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Etica della comunicazione interculturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Sassari o del prof Delogu Antonio.
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