Presentazione
Gli studi postcoloniali sono caratterizzati da eterogeneità:
- Postcolonialismo con valenza emancipativa: apologeti dell’ordine capitalistico inneggiano all’ibridità (contaminazione culturale e identitaria) che ha sostituito i codici binari di età imperiale.
- Postcolonialismo come affermazione di un nuovo modello di sfruttamento e dominio.
- Postcolonialismo come memoria delle vincenti sfide dei ‘dannati della terra’ che hanno progressivamente levato il limite tra metropoli e colonie.
- Postcolonialismo come affermazione imperiale ancora viva, se non nella dicotomia metropoli-colonia, all’interno delle metropoli stesse.
Ed è quest’ultima direzione ad assegnare un reale valore conoscitivo agli studi Postcoloniali: Sarà Guha, negli anni Sessanta, il primo a intuire la rilevanza strategica della conoscenza coloniale per chi si proponesse di studiare il colonialismo moderno. Guha è stato autore di una analisi critica della storiografia dell’india coloniale e postcoloniale; spinto non tanto alla ricerca di un contrappeso da opporre alla ‘conoscenza coloniale’, quanto dal tentativo di riportare in luce l’esperienza coloniale vissuta dai dominati, resa opaca dalla tela concettuale della storiografia colonialista: emerge, da questo (e da quella marxista e nazionalista) scontro, la scoperta di uno spazio autonomo dei politica dei subalterni, fatta di continui scontri e negoziazioni tra le componenti “elitarie” e quelle “subalterne” nel discorso del nazionalismo indiano.
Il concetto di subalterno
Termine creato da Gramsci come sostituto di “proletario” per sfuggire alla censura, in Subaltern Studies non viene utilizzato in modo per nulla peculiare.
- Considerando lo studio di Guha sulle rivoluzioni contadine indiane del Diciottesimo e Diciannovesimo, era l’identità del contadino ad essere subalterna, un contadino del quale il signore non ne vuole il riconoscimento ma solo il lavoro.
- Allora il contadino cominciò a riconoscersi non per le sue proprietà, ma per via di una diminuzione o negazione di quelle dei suoi superiori.
Fu così, ricostruisce la storiografia di Guha, che il contadino si liberò dalla sua subalternità.
Il dominio coloniale si è davvero concluso?
Non sembra:
- La fine del dominio coloniale dal punto di vista formale non ha esaurito il perdurare della conoscenza coloniale.
- Le condizioni materiali e simboliche della subalternità si sono riprodotte nel presente postcoloniale (su scala globale, infiltrato nelle metropoli attraverso i movimenti migratori).
Come guadagnare un accesso diretto alla “voce” dei subalterni, in una situazione in cui le fonti che ci sono pervenute sono per lo più quelle della “contro-insurrezione”? Guha attinge agli sviluppi della linguistica strutturalista, che gli consentono di isolare nella prosa della contro-insurrezione la presenza altra rispetto a quella imperiale dell’Io narrante. Ma proprio su questo punto si innesta la critica di Spivak.
Spivak in Subaltern Studies
- Contesta il fatto che attraverso i documenti può essere direttamente ascoltata la voce dei subalterni.
- Introduce un’attenzione specifica per le problematiche del dominio di genere.
Introduzione (Edward W. Said)
La natura dei Subaltern Studies
In Subaltern Studies, Guha rivendica la constatazione del fatto che finora la storia indiana è stata scritta da un punto di vista elitario (anche rivoluzionario) e colonialista. Mentre è stato totalmente taciuto il punto di vista subalterno delle masse contadine e metropolitane: avanzando così una vera e propria prosecuzione della lotta tra le masse indiane e i colonizzatori. Tuttavia la traduzione in pratica del manifesto di Guha si sarebbe rivelata complessa e difficile, soprattutto per quanto riguarda la reperibilità delle nuove fonti e la giustificazione della loro importanza.
I Subaltern Studies per il lettore occidentale
I SS rivestono per il lettore occidentale un’importanza più generale.
- Il termine “Subalterno”: ha una connotazione sia politica, sia intellettuale; il suo opposto concettuale implicito è “dominante” o “elite”. Ed esso deriva dal Gramsci de Quaderni del carcere, nei quali l’intellettuale mostra come non ci sia storia senza classe.
Perchè i Subaltern Studies?
Gli intellettuali di SS:
- Non si limitano a una tranquilla e oggettiva narrazione degli eventi. Il loro lavoro è un lavoro oppositivo finalizzato a togliere il passato dalle mani degli scribi del presente, in quanto il passato, e quindi la colonizzazione, continuano ancora oggi: interessi materiali e satelliti occidentali, ideologie, metodi e partiti, regimi dittatoriali e nuove forme di colonialismo quindi.
- Conducono un lavoro autoriflessivo sulla natura della storiografia: per loro, propriamente scrittura e racconto e non realtà; perché fatta di troppe assenze e omissioni.
- Rifiutano le idee nazionaliste riassunte dallo slogan “L’india agli indiani”, nell’idea che l’esatto slogan dovrebbe essere “Quale India agli Indiani?”. Un’idea che trova nella lotta antimperialista indiana un contributo essenziale anche in personalità intellettuali non indiane che si muovono in un contesto di post-indipendenza a livello di società globale (secondo quello che è l’asse nord-sud del mondo).
A proposito di alcuni aspetti della storiografia dell’India coloniale (Guha)
La storiografia del nazionalismo indiano è stata dominata da un approccio elitario, secondo cui la creazione della nazione indiana è stata esclusiva conquista dell’elite:
- Colonialista: il nazionalismo indiano si sarebbe verificato grazie a un “processo di apprendimento”, possibile per lo stimolo esterno dei coloni, alimentato non dal bene per il proprio paese ma dall’aspettativa di una ricompensa da parte dei coloni, cioè la partecipazione alla loro ricchezza da parte del popolo indiano.
- Borghese-nazionalista: il nazionalismo sarebbe il risultato di un’impresa idealista attraverso...
-
Riassunto esame Estetica, prof. Sossi, libro consigliato Critica della ragione postcoloniale, Spivak: da pag27 a pa…
-
Riassunto esame Estetica, prof. Sossi, libro consigliato L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnic…
-
Riassunto esame Estetica, prof. Sossi, libro consigliato Sul concetto di storia, Benjamin
-
Riassunto esame Estetica, prof. Sossi, libro consigliato Critica della facoltà di Giudizio, Kant