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Analitica del sublime

Analogie e differenze tra bello e sublime

Analogie:

  • Piacciono per se stessi.
  • Presuppongono un giudizio di riflessione, non un giudizio dei sensi.
  • I giudizi sono singolari, pur proclamandosi validi universalmente per ogni soggetto.

Differenze:

Il bello della natura riguarda la forma dell’oggetto, che è una limitazione. Il sublime si trova anche in un oggetto privo di forma, purché in esso sia rappresentata l’illimitatezza (es. il cielo stellato).

Il bello è considerato come l’esibizione di un concetto indeterminato dell’intelletto. Il sublime è considerato come l’esibizione di un concetto indeterminato della ragione.

Il bello comporta un sentimento di agevolazione della vita, è quindi compatibile con attrattive e gioco (così l’animo ha voglia di soffermarsi presso quell’oggetto perché ne disseta la sete di godimento). Il sublime è un piacere che nasce indirettamente, perché è prodotto dal sentimento di un momentaneo impedimento delle forze vitali, perciò sembra essere qualcosa di serio e non un gioco: ammirazione, rispetto, un piacere negativo (così l’animo sarà alternativamente attratto e respinto dall’oggetto secondo l’idea di un piacere negativo).

Se prendiamo in considerazione solo il sublime negli oggetti della natura: il bello della natura comporta una conformità a scopi nella sua forma, in virtù della quale l’oggetto sembra predeterminato per la nostra facoltà di giudizio. Il sublime della natura può sembrare, sì, secondo la forma (illimitata), contrario a scopi per la nostra facoltà di giudizio, e tuttavia, proprio per questo, viene giudicato tanto più sublime.

Il sublime vero e proprio non può riferirsi ad alcuna forma sensibile, ma solo alle idee della ragione: sublime non è l’oggetto stesso della natura, ma il sentimento che il soggetto prova di fronte ad esso. La bellezza naturale ci svela un’opera della natura che segue un sistema di leggi a noi estraneo; nel sublime non c’è niente che si riferisce a principi oggettivi particolari.

Insomma, per il bello di natura dobbiamo cercare una ragione fuori di noi, per il sublime invece solo in noi stessi, ecco perché è errato definire sublime un oggetto naturale.

Divisione dei momenti del sublime

Per via della mancanza di forma che può spettare a ciò che chiamiamo sublime, cominceremo dalla quantità come primo momento del giudizio estetico sul sublime.

Sublime matematico

  • Il sublime matematico ha a che fare con l’estensione.
  • Il sublime dinamico ha a che fare con una forza potente della natura.

Attenzione: Quando parliamo di sublime matematico non stiamo determinando quanto un oggetto sia grande: non abbiamo a che fare con una grandezza e quindi con metri comparativi: il grande del sublime è un assolutamente grande, in confronto a lui tutto è piccolo.

Ciononostante, anche se il giudizio del sublime matematico è soggettivo, esso pretende un giudizio universale, un criterio che deve essere il medesimo per ciascuno. Perché? Perché questo sublime deve essere necessariamente comunicato universalmente: anche se non abbiamo nessun interesse per un dato oggetto, la sua grandezza ci può dare un piacere comunicato universalmente. E questo piacere non è comunicato dall’oggetto come nel caso del bello, ma è un piacere che consiste nell’immaginazione in sé.

Dell’assolutezza del sublime: data l’assolutezza del sublime, niente che può essere oggetto dei nostri sensi può essere chiamato sublime. Ma, dato che nella nostra immaginazione c’è una tensione che tende all’infinito (è una facoltà soprasensibile), ecco che una nostra idea può essere, questa sì, chiamata sublime.

Estensione dell’immaginazione

Nel sublime dobbiamo quindi distinguere:

  • La valutazione della materia (che è oggettiva)
  • La valutazione sensibile.

Al fine di questa distinzione dobbiamo distinguere due operazioni proprie della nostra immaginazione:

  • Apprensione: l’immaginazione può apprendere all’infinito.
  • Comprensione: l’immaginazione raggiunge un punto massimo in cui non riesce più a...
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/04 Estetica

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