La prospettiva di Spivak sulla storiografia indiana e il colonialismo
Spivak fa parte di un gruppo di filosofi e pensatori indiani che, a partire dalla nozione di subalterno elaborata da Gramsci, hanno sentito l'esigenza di raccontare una nuova storia del colonialismo inglese e dell'India. I testi storiografici sull'India e la sua colonizzazione erano disponibili in fonti redatte dai colonizzatori oppure da un'élite indigena complice dei britanni o comunque formatasi all'interno di quel contesto. Si tratta di una storiografia che tace e rende invisibile tutta un'altra storia.
Guha, Chakrabarty e la critica della Spivak
In particolare, Guha e Chakrabarty sono gli autori di riferimento della Spivak rispetto al discorso che farà nella sua Critica all'interno della parte storica. Spivak si chiede se, all'interno dei testi storiografici prodotti dal sistema coloniale, possiamo trovare la voce dei subalterni a partire dalla quale scrivere una nuova storia degli eventi. Mentre la risposta di Guha è in parte positiva, la Spivak è perentoria: quegli archivi non contengono le voci dei subalterni e ciò esclude la possibilità di parlare la loro storia. Essa deve dire la sua impossibilità, oppure deve farci riflettere su un'altra possibilità di fare storia.
Decostruzione filosofica nella Critica della Spivak
Nella Critica della Spivak c'è una parte dedicata alla filosofia, in cui l'autrice prende in considerazione le opere di Kant (Critica della facoltà di Giudizio), Hegel e Marx, operandone un lavoro di decostruzione. La Spivak è la traduttrice americana delle opere di Jacques Derrida, colui che ha introdotto in filosofia la nozione di decostruzione.
La Spivak riprende questo concetto per operare una nuova lettura dei testi filosofici della tradizione occidentale con l'obiettivo di cercare al loro interno un gesto di complicità con il potere coloniale. Si vuole quindi mostrare come nella tradizione ci sia un gesto di complicità e/o legittimazione dell'imperialismo coloniale europeo.
Secondo la Spivak, esistono testi che esprimono un pensiero di legittimità del colonialismo europeo. Senza un'attenzione all'eurocentrismo dei testi culturali, la produzione culturale necessaria alla sua legittimazione, l'impero coloniale europeo non si sarebbe mai costruito. Questa produzione rappresenta un braccio armato del colonialismo.
Interpretazione critica dei testi filosofici
Si noti però che il punto di vista della Spivak non emerge da elementi che si trovano esplicitamente nelle opere da lei analizzate. Kant è l'autore della Pace perpetua, Hegel è antischiavista. Per l'autrice è però possibile una lettura "tra le righe" di questi filosofi che giustifichi idealmente alcuni concetti, come lo schiavismo, senza che gli autori ne approvino consapevolmente gli esiti.
Concetti fondamentali della decostruzione spivakiana
Forclusione
Forclusione è un termine utilizzato da Lacan per fare riferimento a delle particolari nevrosi. La forclusione è essenzialmente il rigetto di un affetto, un atto di difesa del soggetto attuato dall'Io di fronte alla rappresentazione insopportabile di un affetto: il risultato è l'esclusione dall'ego della rappresentazione dell'affetto.
Se il soggetto psicanalitico di Freud è determinato dalle rappresentazioni date dalle due Topiche: tanto l'es quanto l'inconscio (zone fondamentali per la cura di alcune patologie). Il termine di forclusione, invece, identifica degli elementi che abbiamo vissuto ma che abbiamo espulso dalla nostra soggettività. Mentre nel caso dell'inconscio questo atto, anche se è incosciente, è interno al soggetto. Il rigetto forclusivo però poi va a costituire un elemento fondamentale della psicosi del soggetto, perché "il fuori" ritorna nel soggetto.
Informante nativo
Informante nativo è un termine che deriva dall'etnografia e dall'antropologia, discipline nate nel corso dell'Ottocento per studiare sul campo le culture altre. Discipline, quindi, che già di per sé presuppongono l'esistenza di una cultura principale rispetto a cui si situa una diversità.
Queste discipline si sono appunto servite dell'informante nativo, una figura che rappresenta qualcuno appartenente alla cultura altra che informa lo studioso della cultura che quest'ultimo vuole studiare. Si tratta di una sorta di interprete culturale, che trasmette all'antropologo le conoscenze necessarie a entrare nelle vite dei suoi oggetti di ricerca.
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