Estetica
Non esiste separazione tra poesia, filosofia e teologia. L'esperienza del divino passa per la manifestazione. È un qualcosa che va cantato, non solo da Omero ma anche, ancor prima dalle Muse, divinità squisitamente greche, chiamate a dar voce in un senso radicale a ciò che dice Zeus. È il suo completamento, impensabile senza le dee. L'ordine del mondo. Gli Dei sono manifestazione, rivelazione, in senso monoteistico. Vi è simmetria tra divinità e uomo che richiede rivelazione ed atto di fede da parte dell'uomo. Sono il canto e la parola ciò che porta alla forma, all'essere. Vollendung = piena maturazione, completamento (Voll: pieno, endung: fine).
Nietzsche
Egli si propone come il rovesciatore del platonismo. Henderling: pane e vino → riflessione sul divino greco e cristiano. L'uomo greco è colui che lotta per la manifestazione della verità contro la falsità.
Edipo re
UN-VERBORGENHETTA-LETHIA: a privativa, lethe: occultamento. Trarre fuori dall'oblio, dal nascondimento, secondo una costitutiva sinfonicità. Velatezza ed oblio sono un qualcosa di non eliminabile.
Tema dell'ispirazione e divino
I passaggio con Schopenhauer
II passaggio decisivo con Wagner
La I fase è segnata dalle figure di Wagner e Schopenhauer ed è intrisa di Romanticismo e Idealismo. Negli anni subisce una "conversione" e si deduce dalla pubblicazione del 1878 di “Umano Troppo Umano”, che si apre con la dedica a Voltaire, massimo esponente dell'Illuminismo, segno di una rottura.
Ecce Homo
Sguardo retrospettivo sulla sua bibliografia e libri, scritto dopo il 1850, quindi con gli ultimi atti di lucidità. Il capitolo dedicato a Umano Troppo Umano dice che si purifica, grazie a umano troppo umano, dal periodo precedente. Non perché disconosce la nascita ma perché ancora acerbi, come se non fosse un pensiero completamente suo, l'idealismo non gli appartiene più. Umano troppo umano: movimento di una crisi: sottoporre a critica (dal greco: controllare, giudicare).
In "Umano troppo umano"
Vi è un capitolo “dell'anima degli artisti e degli scrittori” in cui vi sono due aforismi che trattano dell'ispirazione: 155 e 156.
- 155: Da scrivere!!! → credenza nelle ispirazioni: è la fantasia del poeta sempre in movimento e produce sia belle cose che brutte e con il suo giudizio fine setaccia ciò che è degno e ciò che non lo è. Contrappone all'ispirazione...
- 156 → Interpretazione psicologica dell'ispirazione. Si tratta di questioni non nuove, di dimensione artigianale. Come ne parla Nietzsche?
Il discorso oraziano: a che servirebbe l'ingegno senza l'educazione? Richiede una mediazione, l'uno con l'altro. Nietzsche invece sottolinea la divalicazione, le contrappone. Deve liberarsi da ogni forma di idealismo. L'ispirazione è un dono del cielo e l'artista quindi si trova ad essere solo un tramite, ha a che fare con un ultramondo, non il mondo umano.
L'ispirazione artistica come qualcosa di trascendente. Nietzsche però lo definisce “umano, troppo umano”, ecco perché lui si trova a giocare con questo travaglio: intuizione, illuminazione. Nietzsche dice falso, perché è solo una proiezione dell'uomo stesso. Questo perché “bisogna rimanere ancorati alla terra” (dallo Zarathustra).
Così parlò Zarathustra
1883-85 → “Così parlò Zarathustra” in Ecce Homo parla di così parlò Z. paragrafo 3. “Si ode, non si cerca” si contrappongono due livelli di esperienze diverse “si prende, non si domanda chi ha dato”.
Ispirazione come lampo, luce. “Io non ho mai avuto scelta. (Io non cerco, ma trovo)” → non è razionale, di calcolo, ma è un qualcosa che accade, ci sopravviene. Un rapimento... di divinità. Entusiasmo → essere pervasi dal divino.
Ispirazione, arte, divino
Perché Nietzsche cambia idea? È la stessa o viene aggiunto qualcosa rispetto al 155 e 156. Divino non più come ultraterreno come sempre stato concepito prima. Ma allora si svuota di senso dell'esperienza del divino? No. Poiché l'esperienza del divino è un'esperienza che ha a che fare con un accadere che ci si scopre parte del tutto, ci si rivela e ci si manifesta qualcosa, non siamo noi a cercarlo.
Ed in questo momento, di estasi, di rapimento, di divino, non c'è più la possibilità, non c'è più la linea di separazione tra noi e le cose, tra le cose, si presenta l'esperienza del tutto senza distacco tra gli elementi interni. E c'è una sorta di armonia, o all'inverso si palesa una frattura, una sconnessione profonda. L'una cosa richiama o rimanda all'altra. Sono due esperienze in cui viene messa fuoricorso l'esperienza quotidiana (quella della separazione tra le cose).
Il momento più cupo è paradossalmente uno dei momenti in cui si sente la luce, poiché se ne sente l'assenza. Non c'è un tutto che è già fatto dalla partecipazione. Il fatto è il nesso tra la parte e il tutto, la partecipazione: reciprocità, in continua evoluzione. “Il tutto comprende in anticipo l'occhiata rivolta verso di lui”. Sguardo, parte e tutto sono strettamente collegati. L'esperienza del divino è indispensabile per questa interezza.
Borges: chiama in causa la dimensione dell'accedere: l'enigma delle poesie. Lui non mira né può dissipare né sciogliere questo enigma, della poesia, e non ha altro da offrire che dubbio. “La poesia ci può balzare addosso, ci capita”; il libro di per sé è un'opera morta, ma prende vita, acquisisce la bellezza quando incontra il lettore, ogni volta che lo si rilegge la bellezza permea.
Platone e le scritture
Platone: drammaturgo che ha inventato Socrate, i 4 evangelisti Gesù. Non è un libro morto, ma anzi, per trasformarlo in un qualcosa di vivo inventa i dialoghi, forma che riesce meglio ad imitare la parola viva, e che meglio la ricorda, come mimesi del dialogo.
“E dopo i Greci son state opera di Dio le scritture sacre, così come Omero alla Musa” i libri non sono più ausili imperfetti di Platone, l'essenziale è qualcosa che accade altrove, nella vivacità del dialetto. Nelle scritture sacre è il risultato di un'ispirazione divina, nel Corano così come nella Kora ebraica e l'anima sta proprio lì. Esperienza cristiano-greca hanno qualcosa in comune.
L'ispirazione: lo spirito, inconscio post freudiano, la Musa, ricettività.
Tre figure diverse: Tre forme di ricettività
- Musa: Illuminazione venne dalle Muse, nessun altro popolo ne è in contatto come i greci. La Musa è la verità più alta. Poeti e musicisti ne sono i figli, sono il tramite il poeta. Il poeta è solamente il controcanto, il “Oh Musa” non è una forma convenzionale, sono canto del canto della Musa, è lei che canta, sono strettamente connesse a Zeus, le Muse, sono coloro che comprendono, e portano a pieno compimento il mondo con la parola, danno forma e parola, il poeta è solo ed esclusivamente l'ascoltatore.
- Dio: Testo sacro: letteralmente ineguagliabile, è Dio che scrive i testi sacri attraverso i 4 apostoli.
- Inconscio: Vedi anche influenza freudiana. È necessario che l'inconscio debba risprendere piede. Boffet mentre quello di Cartesio è rigore matematico, il pensiero è un'esperienza interiore. Ma guarda all'essere nella sua vastità.
Metafisica d'artista
L'artista tragico, si condensano in lui le dinamiche cosmiche (greco e futuro). N. come riformatore della cultura che cerca di ricomporre questo modello di cultura. Autocritica: critica il suo testo del 71 non solo distruttiva, ma di chiarire in quel testo nuclei ancora in potenza, non espliciti né sviluppati. Morale e il dionisismo.
Interpretazione misterica
Spiega i misteri che ruotano attorno a Dioniso e Apollo, Dioniso condizione della nascita. Gioia e dolore sono inscindibili. Autolimitazione dell'uomo = Divino, poiché lo stacca da sé, lo considera come un qualcosa d'autonomo. “L'uomo è l'animale dalle guance rosse”: l'uomo è l'animale che si vergogna di essere animale. Il dualismo metafisico che si trova in qualsiasi ambito. L'ateismo metodologico: non ci si può appellare al dio come presupposto.
“Parlare di una filosofia cristiana è un ferrolineo(?)”: paradossale poiché il cristianesimo richiede atto di fede. Mentre partono da presupposto fondamentale: La fede. Mentre la filosofia e altre scienze non hanno alcun presupposto.
Wille zur Macht
= Concetto fondamentale nella filosofia nietzschiana. Volontà di potenza: n. sta parlando di qualcosa molto alto.
Filosofia-Religione: Atene-Gerusalemme
Tensioni che attraversano la nostra cultura tra filosofia e religione → vedi S. Agostino. Ma vi sono contrasti. San Paolo contrappone la sapienza umana e quella divina. Sapienza VS stoltezza: la sapienza umana viene completamente stravolta.
Strauss: l'uomo greco è magnanimità, poiché sapiente. Nella filosofia gusto per il piacere del sapere. L'uomo cristiano è vergogna, è un servo, decide di lasciar perdere il proprio sapere per Dio, sottomissione.
Nella coppia potenza atto ciò che è precedente logicamente, è ontologicamente successiva. È la potenza che va capita dall'atto. La manifestatività come essenza della manifestazione, erompere, sfolgorare. L'esperienza rapporto tra parola e silenzio, sottrazione e schiusura, saldati insieme. Nella dimensione musicale il poeta non è un soggetto rappresentante. Il soggetto pensante ha dei criteri di verità.
Il discorso sul metodo di Cartesio
Tenta di rendere la filosofia come una scienza nel vero senso della parola. Come? Con il gesto filosofico. La matematica è il linguaggio più puro di tutti, è perfettamente autotrasparente. Il linguaggio matematico → Cartesio e → Galileo: la natura come un libro scritto in caratteri matematici. Cartesio impone come criterio, come principio quella chiarezza lì. È del tutto iperbolico: a tutte le rappresentazioni a cui facciamo riferimento, a tutti gli strumenti che usiamo nel nostro mondo, son cose che non riusciamo ad esprimere nel profondo.
Calderon della Barca → la vita è un sogno. L'unica cosa indubitare nel dubitare è il dubbio medesimo. Cogito ergo sum. È un atlante che sorregge il mondo sulle sue spalle, questo è il soggetto cartesiano. L'idea che si accosta subito dopo è quella di Dio, indiscutibilmente vero. La discussione su Dio nel momento in cui la si concepisce, determina dal momento stesso in cui la si pensa, il presupposto della sua presenza. Si trova a partire dall'idea pensante, l'idea chiara e distinta di Dio. Non ci sarebbe oggetto senza soggetto.
Nell'esperienza musaica questo soggetto è escluso per e dal principio. Poiché l'uomo è solo un seguace, un ascoltatore, il suo canto è solo un controcanto. Mentre per Heidegger l'essere è DASEIN: esserci. L'essere nel mondo come DA SEIN non come pretesa di superbia, ma poiché ciò che lui nomina porta una differenza determinante nell'essere, uomo...
Vuole segnalare l'intervento di una differenza fondamentale. Pensare in senso extrasoggettivistico. Va a toccare dei nervi scoperti questa proposta, va a toccare delle consolidazioni più abituali, consolidate. Non c'è soggetto, ma c'è uno schiudersi dell'esperienza che avviene come Da Sein, è il sostenere l'apertura, non è un soggetto. Con Heidegger ci troviamo una situazione in cui il mondo si schiude e con esso l'uomo, tutto in un solo colpo. DA SEIN: concetto della dottrina della modalità, tutte le cose che sono, esistono. Etre le la = Da sein = essere il là. Perifrasi esplicativa.
Essere e tempo
Qual è questo essere esemplare? Ente è il Da Sein, ecco perché è l'essere esemplare per domandare dell'essere. È l'essere attivo, ciclico, che schiude e prova attivamente il proprio essere. Apertura del proprio essere al proprio essere. Quando ci si interroga lui è sempre presente.
Grande analogia in Cartesio. È un punto di partenza egologico. Mentre la differenza: io penso → armato del suo intuito Da sein → analizza la cosa come oggetto...
Queste cose sono tali da non potermi separare da loro. Non c'è schermo, le cose con noi accadono insieme. DA SEIN → è sia l'uomo che l'apertura che caratterizza l'uomo, è la sua essenza che costituisce l'uomo in quanto tale. È il qui delle cose, le porta ad essere. Heidegger si sente estremamente vicino al pensiero greco: Da sein → psyche.
Aristotele: la psyche è a suo modo tutti gli enti in quanto sono, è esser stesso delle cose. Immediata affinità con il pensiero greco. Non si pone il problema delle condizioni delle possibilità della conoscenza medesima. Il pensiero greco intuizione diretta della cosa, avevano pensato solo la sostanza ma non il soggetto. H fa emergere in confronto con i greci a partire dal loro sguardo è proprio quest'apertura originaria alle cose, che è tutto tranne che ingenuo.
Di pensare l'impensato del pensato greco, loro sono fenomenologi antelitteram, poiché hanno quest'esperienza originaria della manifestazione, che vibra nel loro pensato, ma la manifestità stessa della manifestazione manca. In modo tematicamente esplicito, cosa che i greci non hanno mai fatto. È un pensare l'impensato. Heidegger rinnova completamente l'accesso ai greci. Cogli alcuni aspetti della teofania.
Essere alto = proprietà, non varia. Essere attento = il verbo diviene quasi transitivo, viene alimentato costantemente, viene posto attivamente in essere, può cambiare. L'essere come da sein è un qualcosa manifestato e articolato e alimentato. Il da sein sostiene l'apertura dell'essere legata al sé, legata allo stesso tempo all'apertura verso l'ente intramondano, lo pone in essere, lo articola.
Nietzsche
Figlio di Karl Ludvig Nietzsche, pastore protestante che mandato a guidare Ruchen, città della Prussia, la madre Francisca anche lei profondamente credente. Questo tema della religiosità in Nietzsche ovviamente affonda le sue radici nella famiglia e da questa evidente è anche la profonda dimestichezza con i testi sacri.
Uni Bonn 1864 iscrivendosi a Teologia e frequentando solo 2 semestri. Zarathustra come V evangelo poiché tenta, riprendendo continuamente la bibbia in carattere parodistico, di attuare un rovesciamento che assume però la forma, appunto in chiave parodistica, delle sacre scritture. Ha struttura rivelativa poiché concepita come una sorta di patish, di pastore delle scritture. Come se fosse una tessitura con fili da passi biblici. La vita è segnata da lutti come la morte del padre a 4 anni e l'anno seguente il fratello minore e le figure presenti sono la sorella, Elisabeth e la madre, Francisca. Si trasferisce
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Appunti corso di Estetica (Nietzsche, Otto, Heidegger)
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L'educazione estetica di Schiller e la sua interpretazione da parte di Heidegger
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Filosofia di Nietzche
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