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un processo cognitivo profondo necessita di tempo e di conoscenze di base. non tutti i tipi di ragionamento si

prestano ad essere colti in tempi televisivi (brevissimi: minuti, secondi…), necessitano di tempo e pazienza.

-un notizia dirompente, nello spettacolare diffuso dura l’arco di qualche giorno (qualcuno ha lucrato sul

terremoto dell’aquila e sghignazza nel letto…). in un potere dittatoriale la notizia non verrebbe diffusa.

esiste, pero’ anche un altro mezzo: parlare d’altro e, se non ci sono altre notizie di uguale impatto,

parlare di sciocchezze= la manipolazione e’ piu’ pervasiva e subdola dove esiste un apparente stato di

liberta’. La nostra capacita’ di reperire informazioni e’ enorme: il problema e’ dare loro un valore. ogni

nuovo media (scrittura, stampa, radio, cinema, televisione, web…) arricchisce la possibilita’ di essere

informati di quanto accade nel resto del mondo. le nuove tecnologie ci danno una potenzialita’ comunicativa

pressoche’ illimitata. la nuova mistificazione e’ determinata dalla sovrabbondanza. La vecchia mistificazione

prevedeva il segreto e la distruzione della memoria di fatti e persone, adesso si puo’ sovrapporre ad una

notizia scomoda una congerie tale di informazioni, da togliere sensibilita’ agli spettatori.

-La censura dello spettacolare concentrato e’ superata perche’ inefficace: il potere puo’ essere solo

esaltato, chi non e’ d’accordo viene messo a tacere. si tratta di una censura puerile, improponibile nell’era

di internet il sistema nuovo e’ di mettere la notizia in secondo piano, nasconderla mettendo in maggiore

evidenza notizie secondarie o sommergerla in un marasma di altre notizie...oggi e’ piu’ facile ottenere

informazioni ed approfondirle, internet conserva moltissime informazioni. il problema e’ sceglierle ed

interpretarle. la sovrabbondanza di informazioni costituisce una censura!

-Un altro effetto della proliferazione di notizie e’ l’indigestione..questo momento di saturazione riguarda

ogni aspetto della vita umana. oltre un certo limite, perdiamo sensibilita, iil fatto di presentare di continuo

fatti criminali ci rende in qualche modo saturi ed insensibili. L’ingordigia di notizie finisce con il suscitare

nausea, un metodo di mistificazione della notizia e’ la sovraesposizione: una notizia, anche grave,

ripetuta in continuazione si svuota di senso, diventa banale, non crea piu’ ne’ attenzione, ne’ scandalo.

=> questo modo di trattare le notizie finisce per renderci impermeabili. si e’ creato un “freddo sentire”

(pensiamo alle campagne pubblicitarie sempre piu’ aggressive). questo stato d’animo e’ rappresentato nel

film di claude sautet un cuore d’inverno (francia 1992 - citato ne la pattumiera della storia pag.70). il

protagonista e’ incapace di accogliere in se’ sentimenti di amore e amicizia e gioca cinicamente con i

sentimenti altrui. verifica in modo distaccato le proprie capacita’ di seduzione e di reazione in circostanze

difficoltose. riesce ad uscire indenne dalle passioni che devastano gli altri personaggi e riesce a praticare

l’eutanasia al suo antico maestro senza risentirne. la sua vita, che procede con la dedizione e il successo nel

suo mestiere di liutaio, rappresenta l’implosione di senso della contemporaneita’. il soggetto e’ ridotto a

spettatore della sua stessa vita (interessante vederlo, soprattutto la conversazione davanti alla torta di

mele...). 14 novembre

-Come si sviluppa la genesi di un prodotto ideologico.?-->prendiamo il caso concreto delle idee che

hanno dato luogo all’olocausto.

((((((Partiamo da un excursus storico che ripercorre brevemente le vicende del popolo ebreo=nel i secolo

dopo cristo, la palestina si rivolta all’impero romano. i romani riconquistano gerusalemme e la palestina,

dopo la caduta dell’ultimo baluardo di resistenza, la fortezza di masada (73 d.c.). gli zeloti (coloro che

attendevano un messia armato che liberasse il suo popolo) sono dispersi. da questo momento incomincia la

diaspora: agli ebrei viene preclusa gerusalemme, insieme ad altri territori. la popolazione ebrea si sparge per

tutto il mondo. nel 313 costantino concede la liberta’ di culto ai cristiani (editto di milano). l’europa si

cristianizza. con l’editto di tessalonica (380), teodosio statuisce il cristianesimo unica religione, fondata

sul “credo” stabilito nel concilio di nicea (325). gli ebrei sono tollerati, ma non possono predicare in

pubblico. gli ebrei mantengono un loro status di sudditi, anche se vengono periodicamente repressi e

decimati. perche’ questo accade? hanno una funzione economica notevolissima: forniscono servizi

economici e commerciali, grazie al fatto di aver costituito comunita’ chiuse, diffuse in tutta europa. gli ebrei

vivono emarginati dalle comunita’ circostanti e la loro unica fonte di reddito sono il commercio e l’usura.

l’usura era pratica diffusa, anche se giudicata peccaminosa dalla cultura cattolica (il tempo e’ di dio,

guadagnare denaro prestandolo a tempo non e’ considerato legittimo). fino alla nascita delle banche, gli

ebrei conservano l’egemonia del prestito ad usura. da un lato si arricchiscono, dall’altro sono violentemente

odiati. prestano denaro anche ai sovrani, che a volte trovano piu’ comodo perseguitarli e cacciarli piuttosto

che pagarli. oltre a praticare l’usura, sono considerati deicidi, in quanto assassini di cristo (si dimentica che

anche la madonna, gesu’… sono ebrei). inoltre, vivono in comunita’ separate (ghetti), per obbligo e per

difesa. pagano con persecuzioni la loro diversita’ (pogrom in russia). gli ebrei finiscono per diventare capri

espiatori di epidemie, carestie e disgrazie naturali. da un lato sono perseguitati, dall’altro sono tollerati

perche’ dispongono di ingenti quantita’ di denaro che possono essere concesse in prestito.

Solo con la rivoluzione francese vengono meno le discriminazioni del popolo ebreo, che comincia ad

integrarsi nella vita politica e sociale dei paesi di appartenenza, anche se spesso malvisto. alcuni ebrei

cercano di convertirsi. alcuni personaggi sono emersi e controllano somme ingenti (rotchild). passiamo a

considerare il luogo dove l’antisemitismo diventa particolarmente virulento: la germania. perche’ qui e non

altrove? le comunita’ sono molto numerose. gli ebrei tedeschi arrivano numerosi da persecuzioni negli stati

limitrofi. le comunita’ sono divise tra ebrei “tedeschi” e “immigrati” (yiddish, mescolanza di lingue). le

abitudini quotidiane sono molto diverse dalla popolazione tedesca. le differenze emergono e stridono con

le tradizioni protestanti. in questo clima la germania entra nella prima guerra mondiale, che si conclude

con la dissoluzione dei cosiddetti imperi centrali. la germania, dopo l’armistizio dell’11 novembre 1918,

esce sconfitta, ma non ha perso nemmeno una battaglia. la guerra finisce perche la popolazione e l’esercito

al fronte non ne puo’ piu’ di combattere. mancano le derrate alimentari. mentre l’impero ottomano e austro-

ungarico si dissolvono, quello germanico continua ad esistere e gli vengono imposte delle sanzioni per le

spese di guerra, non potendo far fronte al pagamento, la francia occupa alcuni territori, tra cui i bacini della

rurh…nasce il mito della vittoria tradita, di un nemico invisibile che ha pugnalato alle spalle il popolo

tedesco. si insinua l’idea del complotto giudaico-comunista-massonico, che vede in una cospirazione tra

ebrei, comunisti e massoni l’origine di tutti i mali del mondo. aggiungiamo che molti ebrei si erano arricchiti

durante la guerra. abbiamo una situazione reale che genera un’ideologia: l’antisemitismo come falsa

coscienza. alcuni la useranno come coscienza falsa e costruiranno un castello di menzogne ben

preciso. ))))

---un libro, citato anche in mein kampf di adolf hitler e’ i protocolli dei savi di sion. e’ un evidente falso. e’ il

frutto collettivo dell’opera di piu’ autori. la sua stesura percorre piu’ di mezzo secolo. di che cosa si tratta?

prima dello scoppio della grande guerra, l’impero russo si estende fino alla cina, ma si tratta di un colosso

dai piedi d’argilla. si tratta di un paese arretrato nelle campagne e nei poli industriali, dove la popolazione

vive nella miseria. solo una ristretta aristocrazia gode dei frutti dell’economia. Nel 1905 scoppia una

rivoluzione a sanpietroburgo, che sara’ la prova generale della rivoluzione di ottobre di dodici anni dopo. la

repressione e’ durissima. a questo si aggiunge la sconfitta militare da parte del giappone di pochi anni prima.

la situazione interna e’ estremamente grave. i servizi segreti cercano un capro espiatorio e lo trovano

nella popolazione ebrea. come incolparli della situazione? si assoldano un gruppo di scrittori e li si incarica di

scrivere un libro diffamatorio. uno di loro trova un libello clandestino francese, scritto sotto napoleone iii,

alla fine dell’ottocento. si narra di un dialogo all’inferno tra macchiavelli e montesquieu, che si trovano a

parlare di napoleone iii in termini poco lusinghieri. vengono cambiati i personaggi e la locazione: troviamo i

rabbini, i banchieri e le personalita’ di spicco della comunita’ ebraica mondiale, riunite nel cimitero di praga

(titolo di un libro di u.eco) allo scopo di conquistare il mondo, grazie anche alla diffusione delle idee

comuniste, anarchiche e massoniche.Nel tempo, si aggiungono altri testi antisemiti, fino a creare un mostro

letterario. nel clima della russia zarista questo ammasso di sciocchezze diventa la “prova” della

colpevolezza degli ebrei in un non meglio definito complotto, teso a creare miseria nel mondo. si

scatenano una serie di pogrom, dal 1905 al 1908, che contano migliaia di morti. per ironia della sorte,

un gran numero di ebrei cerca scampo proprio in germania. i protocolli vengono tradotti e vanno per il mondo

a far danni. lo stesso henry ford produttore di auto e violento antisemita, lo fara’ diffondere in america a sue

spese e ne sosterra’ l’autenticita’. questo testo ideologico, che a noi pare assurdo, incredibilmente, ottenne

credito. se si crea un clima di ostilita’, e’ facile azzerare il senso critico e aderire alle tesi piu’ assurde. in

italia, julius evola, alla vigilia della proclamazione delle leggi razziali, sostiene nell’introduzione ai protocolli

che non e’ vero il contenuto dell’opera, ma che gli ebrei vogliono fare proprio cosi’. non e’ vero, ma e’

verisimile.

--Torniamo alla germania. dopo il putch di monaco e il suo fallimento (1923), adolf hitler, leader di un micro

partito socialista dei lavoratori di germania che vi aveva preso parte, finisce in carcere. nell’ anno di

detenzione scrive mein kampf (la mia battaglia). tra i vari argomenti, gli ebrei sono dipinti come il cancro

del mondo.

--un altro testo interessante e’ un’intervista ad adolf hitler raccolta da un suo compagno di carcere, il

giornalista dieter. si parla in particolare degli ebrei: uno dei compiti del terzo reich sarebbe stato eliminare

tutte le escrescenze e le contaminazioni che minano la purezza della razza ariana. il mito della razza

superiore e’ fondato su teorie evoluzioniste. il darwinismo e’ letto in chiave razzista: alcune razze sono

destinate a trionfare nella selezione naturale e ed altre a soccombere. il ceppo migliore, meno inquinato, e’

quello ariano, gli altri vanno eliminati. e’ una deformazione ideologica. l’ebreo geneticamente non esiste, in

israele vivono comunita’ che vengono da tutto il mondo. lo stesso discorso vale per ogni comunita’: abbiamo

un’unica grande razza umana, che comprende una serie di sfumature, etniche e culturali (rapporto kingsley

degli anni ’50: il 18% dei figli non e’ legittimo). dal punto di vista scientifico, geneticamente non esiste una

razza ebrea, o una razza ariana, ma un’unica razza umana.

quindi------->chi e’ l’ebreo, in questo senso? esistono pregiudizi ideologici che vanno dalla falsa

coscienza, che e’ parte di ogni ideologia, alla coscienza falsa. perche’ funzionano? perche’ vogliamo

credere, vogliamo essere ingannati (pensiamo al falso vermeer). a volte le conseguenze sono gravi, come

nel caso della shoa. si decide che l’ebraismo non e’ solo una cultura e una religione, ma una caratteristica

genetica e un cancro da estirpare. ritroviamo questa sfumatura: la falsa coscienza, ossia ogni

conoscenza e convinzione, che si presta ad essere falsificata in futuro e la coscienza falsa, ossia

falsificazione portata avanti consapevolmente. la falsa coscienza non implica necessariamente la

coscienza falsa. e’ certo che ci fossero pregiudizi antiebraici nella societa’ tedesca degli anni trenta, ma da

questo non consegue necessariamente mettere in pratica la macchina dello sterminio nazista. eichmann,

l’organizzatore del campo di sterminio di treblinka, viene catturato e processato a gerusalemme. dichiara di

avere obbedito agli ordini e di averli eseguiti con scrupolo, di essere solo un’esecutore. trapela soddisfazione

per il suo lavoro. dove sta allora la falsa coscienza, l’inganno deliberato? perche’, nonostante le

testimonianze delle vittime e le prove inconfutabili si insiste su posizioni revisioniste? la cultura

illuminista e religiosa tedesca non puo’ accettare l’orrore che ha compiuto. durante il regime nazista,

non esiste nemmeno un ordine preciso in cui si da’ disposizione di sterminare una popolazione inerme. il

nazismo e hitler lo dicono, ma nessuno osa dichiararlo apertamente. lo stesso goebbles, ministro della

propaganda, si lamenta che l’antisemitismo sia diffuso, ma che ognuno conosca un amico ebreo da

proteggere. molti scienziati nazisti sono recuperati dopo la guerra, per lo studio di tecniche militari,

missioni spaziali (von braun) o addirittura studi medici (mengele). questa e’ coscienza falsa: facciamo

finta che non sia successo nulla e utilizziamo le competenze sviluppate dai criminali nazisti, se possono

tornare utili.

domanda: viene spontaneo legare questo discorso al biopotere, al controllo sulla vita degli altri. possiamo

collegarlo al discorso sul potere di michael foucault. il potere e’ una pratica concreta in atto, che

riguarda il corpo degli altri. e’ la possibilita’ di imporre agli altri una regola e insieme di poter fare

un’eccezione: e’ il sovrano che puo’comminare la pena di morte e concedere la grazia. non sempre si tratta

di figure uniche: esistono apparati e procedure che vanno oltre il singolo individuo. nel caso della

macchina di sterminio nazista, non sono stati i gerarchi a compiere direttamente l’olocausto, ma un

insieme di cittadini tedeschi, ingegneri, operai, architetti, ferrovieri…e’ un’intera popolazione che porta la

responsabilita’ della procedura (confronta il romanzo “le benevole” di j. little – bompiani). la procedura e’

portata avanti da persone normali, non da pazzi sadici. la complicita’ e’ anche delle vittime, che sperano di

salvarsi. spesso comunita’ si amputano degli elementi piu’ deboli, o consegnano i ribelli

domanda: ahmadinejad, ex-capo di stato iraniano, nega l’olocausto a nome del suo popolo, il popolo di

israele tiene un comportamento con il popolo arabo nella striscia di gaza che ricorda in modo inquietante

la creazione di un lager. come si posizionano questi atteggiamenti rispetto alla falsa coscienza o alla

coscienza falsa?

consideriamo come nasce l’idea di rifondare lo stato ebraico in palestina, dopo il 1945. come interpretare la

gerusalemme su cui rifondare la nazione di sion? l’interpretazione letteralista ha creato molti

problemi. la gerusalemme celeste, simbolica, riguarda contenuti religiosi. da molti rabbini e’ considerato

blasfemo il fatto di ricostruire la nazione ebraica nel territorio di gerusalemme, in palestina. e’ un’idea dei

primi del novecento: subito dopo la prima guerra mondiale la palestina era un mandato, cioe’un territorio

amministrato dall’inghilterra. si comincia a pensare di invitare tutti gli ebrei del mondo a recarsi li’ (dottrina

dollfuss, approvata dalla camera dei comuni britannica). chiaramente non e’ un’idea praticabile. dopo la

seconda guerra mondiale, la falsa coscienza e’ ovviare ad un senso di colpa collettivo (alleati, croce

rossa internazionale, chiesa cattolica, che non hanno dato il giusto peso a quello che stava accadendo al

popolo ebreo o se ne sono disinteressati o non hanno avuto il coraggio di prendere posizione). la complicita’

sta anche nel decidere di mandare i superstiti in palestina: eliminare un problema creando uno stato

dove gli ebrei si possano rifugiare. le analogie tra la situazione dei palestinesi e gli ebrei dei campi di

concentramento e’ inquietante: i palestinesi non sono stati sterminati, ma nella striscia di gaza vivono un

milione di persone, senza possibilita’ di esistenza e rinchiuse da un muro. ci sono delle responsabilita’ e

analogie. i muri difendono gli israeliani, ma impediscono di affrontare i problemi. non e’ legittimo pensare che

sia conveniente mantenere uno stato di tensione permanente, perche’ si possa mantenere un stato di

eccezione che fa dimenticare i problemi contingenti?

la coscienza nazionale tedesca sull’olocausto prende posizione di recente (willie brandt si inginocchia

e chiede perdono alla polonia…). kappler viene fatto evadere dai servizi segreti e torna in germania a

continuare la sua vita. la guerra fredda porta in secondo piano il problema del nazismo e spesso i criminali di

guerra si reinseriscono nella societa’ senza eccessivi problemi. il confronto avviene tardivamente e crea

stereotipi che sono falsa coscienza. in germania e in austria esiste una legge che vieta di negare

l’olocausto. e’ assurdo condannare al carcere chi sostiene queste idee, con il rischio di farne un martire. allo

stesso modo, la grande alleanza incondizionata tra germania e israele dimostra che l’ultima cosa che

desidera un tedesco e’ essere accusato di antisemitismo.

controrisposta: la collega di varese si e’ formata l’idea che si tratti di coscienza falsa, sia i tedeschi, sia gli

israeliani sanno e sanno e negano di compiere atti illeciti.

risposta alla controrisposta: ci sono molti livelli di coscienza falsa, di inganno deliberato. molti stati arabi

legittimano la propria esistenza convogliando tensioni sociali sull’odio per israele, invece di affrontare i

problemi interni. la mistificazione non sta da una parte sola. la coscienza falsa diventa spesso falsa

coscienza: il terrorista di ieri puo’ diventare l’eroe di domani e viceversa. questa riflessione condensa il senso

dell’ideologia, il senso delle cose attraverso una lettura condizionata dagli eventi.

dalla prossima lezione parleremo del rovescio dell’ideologia, l’utopia. l

a ricerca di uno stato perfetto,

libero da contraddizioni e contrasti (l’isola di utopia di tommaso moro). e’ la speranza di un mondo migliore.

spesso il limite dell’utopia e’ l’impossibilita’ di essere realizzata, o nel tramutarsi, nella propria realizzazione,

in una distopia, in un universo di orrore. il romanzo di george orwell 1984 e’ una distopia dell’utopia

comunista, senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo. marx sogna un mondo dove si lavora due ore al

giorno. il resto e’ destinato alla creativita’. nell’unione sovietica e in altre societa’ che hanno voluto definirsi

socialiste le cose sono andate molto diversamente. marx parlava di preistoria dell’umanita’, in futuro l’uomo

sarebbe destinato ad una vita felice. riecheggia spinoza: nessuno sa cosa puo’ un corpo. l’uomo e’ coinvolto

nel logorio della vita, a pratiche di lavoro umilianti, che gli garantiscono la sussistenza minima. ognuno di noi

dispone di potenzialita’ infinite che ci permetterbbe di andare oltre ogni limite immaginabile in ogni ambito, se

avesse il tempo di esercitare la proria creativita’ . 28 novembre

Abbiamo parlato del contenuto falsificantedelle ideologie. se guardiamo al passato ci appare evidente

come il contenuto ideologico di ogni civilta’ vedesse il mondo in modo deformato, gli stessi nostri

atteggiamenti cambiano nel corso della vita. l’ideologia e’ per sua natura sempre falsa coscienza. ci sono

situazioni in cui la coscienza diventa falsa, menzogna consapevole di chi mente sapendo di mentire

(pubblicita’, politica, spettacolare…). la truffa, l’inganno non puo’ essere preso in termini manichei, perche’

non e’ semplicemente il contrario del vero.

-il falso e’ produttivo, produce effetti nel suo tempo che cambiano la realta’. non puo’ essere confutato

filosoficamente. domanda: gli effetti del falso sono sempre negativi? sono esistiti personaggi storici che

hanno compiuto azioni giuste, raccontando menzogne (schindler, perlasca). personaggi come van

meegheren hanno messo alla prova i parametri del mondo dell’arte. l’oggetto contraffatto crea nuove

possibilita’ di mercato. i falsi medicinali, contraffatti o in scadenza, sono diffusi nel terzo mondo. ma esistono

anche medicinali contraffatti, senza il brevetto delle case farmaceutiche, utilizzati senza autorizzazione, che

salvano la vita a persone che, diversamente,non potrebbero permettersi cure mediche. la coscienza falsa

modifica la realta’ quanto la falsa coscienza.

-le religioni incarnano l’ideologia nella sua pienezza. l’approccio religioso interpreta la realta’ alla ricerca

di una visione assoluta. i dogmi religiosi possono essere interpretati, non discussi. un approccio filosofico

puo’ cercare di capire ed interpretare il rito religioso, proporre una riflessione storicizzata del pensiero

religioso, ma non accetta rivelazioni assolute. un discorso simile puo’ valere per la sfera della scienza: le

sue verita’ sono relative, modelli di interpretazione. la scienza studia i fatti, non il loro perche’. i paradigmi

scientifici cambiano, come le posizioni filosofiche, i dogmi religiosi sono immutabili. si puo’ uscire

dall’ottusita’ delle religioni attraverso un approccio ermeneutico, che implica l’interpretazione delle verita’

religiose. giordano bruno e galileo galilei vengono perseguitati a causa di un’interpretazione “letterale” della

bibbia. galileo e’ torturato a causa dell’episodio di daniele che chiede al sole di fermarsi. nessun teologo oggi

potrebbe condividere questo tipo di interpretazione. le convinzioni di quel tempo sull’universo sono state

superate: oggi sappiamo che il sole sta fermo e la terra si muove. questo ci permette di superare

l’interpretazione secondo la lettera.

---occupiamoci adesso di un’ideologia particolare, che non si rivolge al presente o al passato (democrazia

cristiana, partito comunista italiano…, definizioni che si concretizzano nel presente, mentre si rifanno al

passato), ma prospettano un tempo e un luogo dove i mali del presente sono risolti= SONO LE UTOPIE.

Non hanno una loro dimensione attuale, sono sviluppate o in un lontano passato ( l’eta’ dell’oro, l’isola di

atlantide di platone, l’eden del genesi) nel futuro (il sogno della societa’di marx) o in un mondo parallelo (la

citta’ del sole di campanella o la stessa utopia). utopia (ottimo luogo e nessun luogo insieme) di tommaso

moro ( filosofo inglese 1480-1535) e’ un’isola dove esiste un governo perfetto. non esiste piu’ la miseria, la

diseguaglianza, in quanto sono state aboliti proprieta’ privata e denaro. c’e’ liberta’ di pensiero e di

religione… e’ un’idea dello scrittore, non e’ messa alla prova dalla realta’. mette in luce una critica

esplicita ad un’altra isola, l’inghilterra del xv secolo. la piaga della societa’ inglese e’ la violenta

rivoluzione agricola che sta avviando l’inghilterra a diventare un paese industriale: una societa’ fondata sulla

proprieta’ privata e sul denaro. i contadini, espulsi dalle loro terre da una nobilta’ parassita che preferisce la

pastorizia all’agricoltura, si riducono al vagabondaggio. i colpevoli di non aver piu’ nulla, sono condannati ai

lavori forzati e trattati nei modi piu’ brutali. i carcerati lavorano fino allo sfinimento. moro prevede al massimo

sei ore di lavoro al giorno e alterna i lavori piu’ pesanti tra i membri della famiglia, in modo da non dover

gravare eccessivamente su nessuno. incominciamo a considerare che nelle utopie si prospetta una

sostanziale diminuzione dell’orario di lavoro. il lavoro, nel mondo antico e’ una maledizione (ergastolo).

tommaso campanella, autore della citta’ del sole, nel suo regno di trobania, auspica quattro ore di lavoro,

marx ne sogna due ( per noi il lavoro finira’ con l’essere un’utopia…come cambia la percezione del

mondo…). l’utopia presenta sempre un doppio volto: da una parte e’ l’ideazione di qualcosa che non

esiste nella realta’, qualcosa che esiste a latere (isole in luoghi lontani, nel passato, nel futuro…), dall’altra

c’e’ sempre una critica della societa’ del tempo in cui gli autori si trovano a vivere, legata alla possibilita’

concreta di trasformarla. come funziona la costruzione di un’utopia? moro e campanella usano come

forma letteraria il dialogo. una persona arriva su un’isola e le viene spiegato come funziona una societa’

felice. il punto in comune tra le utopie e’ la realizzazione della felicita’. il confronto con la realta’ fa

emergere la disfunzione dello stato presente delle cose.

-il cristianesimo e’ la prima grande utopia dell’occidente. dobbiamo ricordare che il mondo antico ha una

concezione diversa dalla nostra di democrazia: ad atene riguardava solo i liberi cittadini. il valore di un

essere umano schiavo era molto scarso. il cristianesimo predica che tutti gli uomini sono uguali, in

quanto figli di dio. l’utopia e’ di tutti, post mortem, e’ il paradiso. la critica verso la societa’ esistente e’

molto dura (cammello e cruna dell’ago, abbandona i genitori e la tua famiglia e seguimi…). i contenuti dei

vangeli attaccano i costumi, possiedono un forte aspetto di critica sociale. solo quando il cristianesimo

si avvicina al governo, le posizioni rivoluzionarie si mitigano notevolmente. paolo realizza il compromesso

con lo stato romano: invita i servi all’obbedienza, rende il cristianesimo una religione accettabile per la

societa’ romana e le sue strutture di potere. il discorso sulla giustizia si sposta dopo la morte. l’accento

cade sull’aspetto morale (fare l’elemosina, trattare umanamente gli schiavi…), ma non va a minare le

fondamenta della societa’. prima di essere ideologia, il cristianesimo e’ stato utopia: gli uomini sono tutti

uguali, servi e padroni. tutte le altre utopie riprenderanno questa idea e la proietteranno nella realta’. una

delle piu’ importanti rivolte contadine in germania e’ nel 1519. il capo dei rivoltosi, thomas muntzer, e’ un

predicatore che riprende le teorie del cristianesimo primitivo e le proietta nel presente.

-->Vediamo un CONFRONTO TRA IDEOLOGIA ED UTOPIA. se l’ideologia e’ un pensiero che cerca di

consolidare aspetti, anche brutali, dell’esistente, che stridono con le nostre coscienze, l’utopia e’ un

progetto di idee, proiettato nel futuro, nel passato o in un mondo parallelo. le storture vengono

superate e si attua un regime che realizza la felicita’. prestiamo attenzione ad un aspetto importante: non

sempre le utopie, nel momento in cui si inverano, non sempre funzionano cosi’ bene. pensiamo alla

repubblica di platone. nel terzo libro, un mito fenicio spiega perche’ gli uomini sono divisi per attitudini. gli

uomini con attitudine a governare sono nati dalla terra infusi d’oro, gli ausiliari d’argento, i contadini e gli

artigiani di ferro e bronzo. dalla nascita, e’ importantissimo vigilare sui figli per scoprirne le attitudini. ma

sorgerebbe il problema di come riconoscere gli aspetti in modo imparziale… quando si concretizzano le

utopie, emergono sempre incongruenze e difficolta’.

nel libro utopie pirata di hakim bey (filosofo, anarchico, saggista 1945-?) sono studiate piccole repubbliche

pirata, sorte sulle coste del marocco intorno al cinquecento. il capitano viene eletto dai marinai, ma ha

autorita’ durante le missioni di guerra. la spartizione del bottino e’ egualitaria, i beni essenziali sono in

comune. la gestione della vita pubblica e’assembleare. donne e uomini hanno la stessa liberta’ di

movimento. perche’ falliscono? da una parte vengono represse perche’ infastidiscono i commerci, dall’altra

all’interno della loro societa’ convivono contraddizioni insanabili. tanto sono emancipati e tolleranti all’interno

della loro comunita’, tanto sono feroci e spietati all’esterno. i neri liberati dai pirati e inglobati nella loro

societa’ continuano a praticare la tratta degli schiavi. nella loro societa’ convivono forme contraddittorie:

per certi versi sembrano precorrere le democrazie moderne, per altri sono predoni spietati. un autore di

fiction, valerio evangelisti interpreta i pirati come antesignani dei protocapitalisti, fonte dell’accumulazione

originaria, dove il piu’ forte prevarica il piu’ debole. dall’egoismo viene il benessere di tutti.

possiamo considerare un’utopia anche il nazional-socialismo. adolf hitler vuole fondare il terzo reich. gli

esseri umani che lo abiteranno saranno gli ariani. chi non e’ puro va distillato come in un processo

alchemico, fino ad ottenere l’oro. l’utopia del nazional-socialismo era eliminare dal mondo tutte le

escrescenze: gli ebrei sarebbero stati solo i primi, non gli unici. nella visione di chi porta avanti ideologie

eugenetiche, gli ebrei sono una razza, non gli appartenenti ad una religione e, come tali, vanno epurati. la

specie ariana va anche liberata dalle malattie psichiatriche e genetiche e via via da tutte le altre razze che

non possiedono u sufficiente grado di purezza. il mito e’ la purezza della razza, un’utopia che si vuole

realizzare in modo violento. in questo senso utopia e ideologia non sono cosi’ chiaramente

distinguibili. vedo un mondo pieno di nefandezze, lo critico e voglio crearne uno migliore. ma migliore per

chi? l’ideologia cerca la felicita’ per chi e’ un mio pari e si inventa il tipo ariano, una societa’ perfetta, solo per

chi possiede determinate caratteristiche. perche’ questa ideologia viene accettata da milioni di tedeschi?

perche’ i volti commossi e radiosi filmati dalla riefensthal in contemplazione del furher alle olimpiadi di berlino

del ’39? sono individui immersi nell’utopia, nella dimensione dell’assoluto. nella realta’ l’utopia spesso si

capovolge: la definizione letteraria di utopia che si converte nel proprio contrario e’ distopia, come la

fattoria degli animali o 1984 di george orwell. tutti gli individui sono uguali, ma ugualmente miseri, tranne gli

animali che sono “piu’ uguali degli altri” e i pochi eletti che governano il mondo. nessuno si puo’ considerare

al sicuro, dal dirigente che cade in disgrazia (rommel viene invitato a suicidarsi), all’appartenente alla

presunta razza inferiore. i tedeschi credono in hitler per motivi storici, ma l’incanto collettivo si spiega

perche’ sono attaccate persone considerate “diverse”. chi accetta l’ideologia del regime e’ al sicuro.

viene in mente la poesia “vennero a prendere me” di bertold brecht. l’utopia nazista prevedeva la

distillazione dei componenti della societa’, fino alla creazione dell’ariano perfetto. queste idee erano coltivate

dalla componente esoterica del nazismo, all’interno del corpo scelto delle ss, piu’ che non dallo stesso hitler.

la soluzione finale non e’ contemplata in alcun documento. e’ uno dei punti di forza del revisionismo. ci sono

convegni di eugenetica, si contemplano soluzioni (deportazione in madagascar), ma non si parla

esplicitamente di eliminazione del contaminante. ma qual’e’ l’ebreo da eliminare? gli esperimenti medici

nei lager mettono in evidenza indirettamente che la fisiologia umana e’ la stessa anche per i “sub-umani”

(undermensch)…si ritorna sempre all’idea di un’unica razza umana e dell’assurdita’ di posizioni razziste.

3 Dicembre

l’utopia e’ un’ideologia proiettata nel futuro, nel passato o in un altrove, dove i limiti del presente sono

superati. le distopie sono utopie rovesciate, mondi dove predomina l’aspetto catastrofico che non sappiamo

controllare o risolvere nella nostra realta’.

-Lo scrittore james ballard ha ipotizzato varie distopie, e’ considerato autore di fantascienza, anche se parla

sostanzialmente di come si potrebbero evolvere i problemi della modernita’. il risultato e’ apocalittico. a volte

i mondi delle utopie e delle distopie si fondono: alcuni scrittori mostrano come le utopie di uguaglianza e

giustizia si possano convertire in distopie, per esempio nei regimi totalitari (orwell, huxley). come si

costruiscono questi paradigmi di interpretazione della realta’? se leggiamo utopie o distopie, possiamo

pensare che si tratti di qualcosa di distante da noi. in realta’, non si tratta semplicemente di finzioni letterarie,

gli autori si ispirano al presente e scrivono di una visione del mondo che, in modo distaccato, verifica che c’e’

qualcosa che costituisce un problema. in realta’ sappiamo gia’ di cosa si tratta, ne siamo piu’ o meno

informati, ma fatichiamo a trarne le conseguenze. sappiamo che la situazione del pianeta puo’ arrivare al

collasso, ma pensiamo che si tratti di qualcosa di distante. esistono situazioni di collasso anche molto

vicino a noi. pensiamo alla campania come discarica d’europa, gestita dalla camorra. per sfruttare un

territorio si distruggono le fonti stesse della sua esistenza e la qualita’ di vita della sua popolazione.

prendiamo ballard, fa letteratura o e’ un realista assoluto? lo scenario della distopia e’ dietro

l’angolo, non e’ solo una fantasia creativa, ci mostra qualcosa che e’ gia’ qui ed ora. l’intero pianeta e’

diventato una grande isola, dove non c’e’ piu’ spazio per spostarsi.

14 Gennaio 2014 lezione sul testo: ''LA SOCIETA' DEI SIMULACRI''

Testo breve a saggi tratta tematiche da un punto di vista filosofico.

SIMULACRO:termine preso da Ermete Trismegisto (Ermes) successivamente divinizzato ma nel mondo

antico rappresentava un grande sapiente. Dio Ermes con le ali ai piedi portava di corsa il verbo della

comunicazione. Nelle riflessioni ''simulacro'' è usato per quelle statue a cui si attribuiscono ''virtù varie''.

Ermete si chiede: come si anima una statua?Il demone nella statua è qualcosa che si muove, io riconosco

non è solo pietra ma rappresenta qualcuno perchè al suo interno c'è un ''Daimon'' (demone) che la anima.

Il simulacro si anima attraverso 3 soggetti: AUTORE, DENTRO LA STATUA, NELL'OCCHIO DI CHI

GUARDA. (anche noi guardiamo ai simulacri con i 3 soggetti citati che lo fanno funzionare mettendolo in

moto. Ed è sempre nell'occhio di chi guarda il valore dell'oggetto che viene caricato di significato come ad

esempio un regalo).---->Il simulacro può dirci qualcosa o nulla, dipende dalla cultura e dallì'occhio di chi

guarda (es.nudità è un simulacro per alcune popolazioni è normalità qua è scandalo)

La statua in sé costituisce una provocazione, e il soggetto viene attribuito dall'occhio di chi guarda (cita

magritte ''ceci n'est pas un pipe'' ed altri esempi fatti già nelle precedenti lezioni tipo templi antichi ecc)

SIMULACRO è la lettura poliedrica che è nell'oggetto, è un oggetto che eccede continuamente di

significato. Xk l'autore lo chiama così? Prima i simulacri non erano così onnicomprensivi, al di fuori c'erano

solo le cose in natura, oggi il simulacro è presente nella sua poliedricità. C'è una specie di seconda natura,


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rose.carava di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Estetica della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Della Vigna Pierre.

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