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Estetica dell'architettura - Appunti

Appunti di Estetica dell'architettura per l'esame della professoressa Borzì. Gli argomenti trattati sono i seguenti: Kant, Heidegger, Benjamin e il concetto di arte come opera riproducibile, Gio Ponti, Walter Gropius che indaga gli elementi e i processi che hanno portato ad una nuova architettura del 1900.

Esame di Estetica dell'architettura docente Prof. B. Borzì

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considerare mai il funzionalismo come fine ma come fatto implicito, in questo si differenzia dall’ingegnere.

Non esiste il bravo architetto o pessimo ingegnere, al massimo, esiste un buon progettista e un cattivo

progettista, perché non si deve fare di queste due discipline un fatto di laurea, ma una relazione costante di

ciò che uno può dare all’altro, esistono ottimi ingegneri con una sensibilità spiccata per l’architettura, ed

ottimi architetti in grado di eccellere nelle tecnica. Gio Ponti, impara dalla donne una visione diversa

dell’architettura, da un ungherese il fatto che le grida di bambini felici non devono essere isolati in una

stanza ma devono far eco nella casa, come casa felice, oppure un italiana che percepisce il fuoco nel

camino e non solo il volume, ed ancora una napoletana che aggiunge rilievo ai bordi del camino, per poter

riflettere il fuoco e moltiplicarsi, in sostanza giova dello sguardo femminile, anche se professionalmente non

ha alcuna stima. Sul tema della forma esso dirà che è un apporto al nostro ideale indipendente, che non

condiziona la funzione, in quanto esistono cattive sedie ma comunque fatte per sedersi, mentre la sfida è

produrre un ottima funzione in un ottima forma come fa Pinin Farina. Il concetto di progresso per Ponti ha

delle sfaccettature positive, partendo dalla critica di Benjamin sulla quale la riproduzione di un opera d’arte,

fa perdere la sua essenza/tradizione Hic et nunc, ponti parlerà invece di riproduzione come mezzo di

comunicazione, un arte accessibile a tutti, si andrà al museo per guardare “le matrici” che le hanno

permesse, ma tutti con la stampa ne potranno godere. L’originale verrà acquistato se non altro per una

devozione verso la vita dell’artista. Termina parlando del rapporto della religione e architettura, dove non è

essenziale la devozione dell’architetto alla religione (le Corbusier per Rochamp) ma quanto l’architetto

artista tenda a estrapolare dalla religione i principi fondamentali e tradurli in forme armoniose che

colpiscono lo spirito.

Gropius

Walter Gropius, indaga gli elementi e i processi che hanno portato ad una nuova architettura del ‘900,

attraverso tre punti importanti: Standardizzazione, Razionalizzazione e il Bauhaus. Il suo atteggiamento

risponde alle esigenze del tempo, di architetture facilmente assemblabili e dal minore prezzo. L’ornamento

come tale non è più contemplato facendo spazio alla semplicità, figlia di una standardizzazione che non è

nemica della civiltà, anzi la aiuta a delineare quello che saranno gli elementi di questa nuova architettura.

La tecnica e l’uso dei materiali, si accosta ad una nuova estetica che attraverso una concezione

strutturalmente “snella” della costruzione, risolve diversi problemi: il tetto piano al posto delle falde, facilita

non solo l’utilizzo dell’ultimo piano, ma esso può essere più facilmente illuminato da grandi finestre e non

da stretti lucernai, l’uso di materiali sintetici e molto più performanti sostituendo le travi in legno causa di

incendi, fondamenta più semplici al fine di elevazioni o estensioni future e insieme l’eliminazione di

grondaie esterne. Gropius sfata il falso mito della tirannia della produzione in serie, sottolineandone la

capacità di delineare modelli universalmente applicabili e indubbiamente economici. Fu la sua esperienza

da Peter Behrens, ad insegnargli un metodo logico e quindi razionale, basato si sulla tecnica, ma accostata

all’industria, che doveva essere influenzata dalle ricerche degli architetti al fine di un buon risultato, e di lì a

poco Il Fagus-Werk per il Deutscher Werkbund, e ancora dopo il Bauhaus. Il Bauhaus si configura come

paradigma dell’organizzazione della comunità sociale, dove la cooperazione dei diversi ambiti, aveva come

risultato un ottimo prodotto. Non si mirava a produrre, effimere novità, ma partendo dall’artigiano fino

all’industria, un processo che coniuga le diverse sfaccettature dell’alte riunite nella tecnica costruttiva.

L’arte non era un effimero lusso, ma un punto di partenza. Gropius strutturò una selezione naturale, ma non

infallibile, di figure che attraverso una scrematura di sei mesi attraverso laboratori (Itten) finalizzati allo

stimolo creativo, capire le attitudini di ognuno di essi per sfruttarli al meglio. Studio della natura, materiali,

geometria, costruzione dei volumi e infine della composizione, completavano il panorama formativo.

Diventa scontato quindi che “il bello” e “l’utile” la forma e la funzione sono contemplati in un unico pensiero

(Gio Ponti, Pinin Farina, castiglioni, Giovannoni ecc.…) di qui il design. Eppur vero, che la sola formazione

“creativa” non basta all’architetto della nuova architettura, infatti la scuola si propone si formare gli studenti

su due versanti diversi, ma assolutamente coincidenti: formazione teorica, e pratica verso l’industria. Lo

studente è mandato per un periodo a lavorare presso industrie affini al pensiero della scuola, aumentando

così il suo sensi manuale. È pur vero però, che si sarebbe ben preferito un periodo di studio presso un

artigiano, ma essi essendo pochi non basterebbero, l’industri supplisce in parte a questa mancanza. Gli

studenti più promettenti venivano invitati a seguire invece materie tecniche presso altri istituti, in quanto la

scuola non forniva risposte alle esigenze di statica o tecnica delle costruzione, in più, la percentuale di

successo degli allievi era alto, tale da diventare delle personalità importanti anche nell’ambito dell’industri,

non solo per la capacità pratica, ma per l’elasticità mentale a cui sono stati da sempre abituati. Dopo il


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dariomz

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in laurea in scienza dell'architettura e dell'ingegneria edile (SIRACUSA)
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dariomz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Estetica dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Borzì Bibiana.

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