Esteticapowerpoint
Argomenti principali
Tema dell'immagine
Quando comunichiamo usiamo:
- Le parole
- Le immagini
Civiltà delle immagini
Oggi ci troviamo in essa perché siamo continuamente bombardati dalle immagini, che sono sempre in sottofondo, come la musica. Questa ci rende anestetizzati, ovvero incapaci di sentire (il contrario di estetica), di distinguere le immagini fra loro.
Estetica
Da Aisthesis. Vuol dire sensazione, percezione, sentimento → Sentire
Anestesia
Alfa privativa: è il contrario di estetica, quindi indica l'incapacità di sentire.
Comunicare attraverso l'immagine
- Comunicare → cosa significa?
- Attraverso → implica l'utilizzo di un medium come il corpo (l'indice usato per indicare la strada è un medium, e se il corpo non basta si devono utilizzare delle protesi (occhiali, bastone) che vengono riconosciute dal corpo come parte di lui.
- Immagine → cos'è?
L'opera d'arte
Cosa serve? Come è possibile che un gabinetto diventi un'opera d'arte? Come mai, se non sono utili, l'uomo fin dalla preistoria realizza opere d'arte?
Cultura visuale
- Visuale → perché ha a che fare con le immagini
- Cultura → per indicare la molteplicità: gli uomini sono fisiologicamente tutti uguali, ma il modo di guardare il mondo è diverso da cultura a cultura (infatti il bianco in Italia è il colore della sposa e quindi della gioia, mentre in Giappone è il colore del lutto).
Cosa vuol dire percepire un'immagine?
Per farlo occorre una figura e uno sfondo (il quale è importante quanto la figura).
Empatia
L'arma che permette di metterci nei panni degli altri. Essa non vale solo per le persone ma anche per gli oggetti.
Rapporto immagini/realtà
Alcuni media si propongono come non-media. Questo capita spesso con la TV, tanto che a volte ci capita di reputare una cosa vera perché l'hanno fatta vedere alla TV. Questo significa che è la realtà a dipendere dalle immagini e non il contrario, come dovrebbe essere.
Come nasce l'estetica
L'estetica nasce nel V secolo a.C grazie ad Aristotele, che si era reso conto, con la fondazione del Liceo, che il sapere era troppo grande e quindi diede inizio al fenomeno della parcellizzazione del sapere, ovvero a dividere la filosofia in rami e settori. Prima c'erano stati Socrate e Platone, per i quali la filosofia era un “cum filosofare”, ovvero un dialogare. Dal 1600 la filosofia non ha più pensato alla quantità ma alla qualità: essa si propone di diventare una scienza oggettiva.
Estetica e il corpo
Che ha a che fare con il corpo e con il rapporto fra corpo e bellezza.
Gusto
Dal francese “gout”, che è legato all'assaggiare. Nel '700 al gusto viene collegato un problema di giudizio: il gusto diventa sinonimo di qualità.
Oggettivo
Che ha un valore che non dipende dal pronunciamento del singolo Assoluto (dal latino “ab solutus” → “sciolto”). Sciolto da ogni condizionamento.
Universale
Che ha valore a prescindere da condizionamenti storici, geografici e culturali.
Relativo
Il cui valore dipende da condizionamenti storici, geografici e culturali. Contrario di universale.
Conoscenza oggettiva assoluta della scienza vs conoscenza intuitiva (sensibile)
Movimento apparente del Sole
L'astronomo sa benissimo che è la Terra a muoversi e non il contrario, ma a noi sembra che sia il Sole a muoversi essendo anche fuorviati da espressioni linguistiche come “Il Sole è sorto/tramontato”.
Modi di dire
Tutte le volte che uno dice “è ovvio” da un punto di vista filosofico significa che sotto c'è un processo molto più complesso mascherato per banale e che per diventare tale ha necessitato secoli. Per la filosofia, bisogna riacquistare lo sguardo del bambino, quello che si stupisce di ogni cosa, meravigliandosi anche dell'ovvio.
Le freccette
Dal punto di vista geometrico, i segmenti sono delle stessa lunghezza, ma dal punto di vista percettivo sono diversi. Non possiamo quindi parlare di giusto o sbagliato rispondendo alla domanda “I segmenti sono uguali?”. Ci sono verità che non possiamo ignorare:
- Dal punto di vista astronomico: la Terra ruota intorno al Sole
- Dal punto di vista estetico: la Terra è ferma e il Sole ruota attorno ad essa
Lo stesso vale per i segmenti. La scienza dunque vive nel suo mondo di verità che però non hanno a che fare con il mondo intuitivo dell'esperienza estetica e sensibile, ovvero quella che passa attraverso i canali sensoriali. Ma questi due mondi sono incomunicabili? No: c'è una relazione stretta di filiazione. Il mondo preciso e uniforme, quello oggettivo e assoluto della scienza, è in realtà un mondo che in origine era profondamente soggettivo e corporeo. La scienza parte dalla conoscenza intuitiva che nasce con la storia dell'umanità (“conoscenza del pressapoco”) per poi arrivare al campo della precisione e della conoscenza oggettiva.
Possiamo fidarci dei sensi?
Davanti a questo contrasto, ci viene spontaneo chiedersi se ci si possa fidare dei sensi. I nostri sensi ci dicono:
- che la matita dentro il bicchiere è spezzata
- che i due segmenti sono di lunghezze diverse
- che in fondo al deserto c'è l'acqua
- che il colore dei due quadrati sono diversi
- che è il Sole si sta muovendo.
Le tre scimmiette
In riferimento all'atteggiamento della filosofia nei confronti della corporeità: una forma di negazione del corpo perché esso inganna. In larga parte la filosofia è stata ostile al corpo, cercando di essere puramente astratta.
Verità → estetica vs logica
Quali sono le fondamenta del pensiero matematico? Dimostrare un teorema significa ricondurlo agli assiomi, quelle poche verità di base che sono le fondamenta su cui si basa la matematica. Ma chi dimostra questi assiomi? Gli assiomi sono il punto cieco della matematica. Con gli assiomi bisogna pensare qualcosa che non si può intuire (come il punto che non ha dimensione; la retta come ente geometrico a una dimensione). Gli assiomi della geometria sono estremamente anti-intuitivi, chiedendoci una negazione del nostro corpo. Dove la filosofia ci spinge verso la matematica, allora il pensiero diventa più astratto.
Aristotele e i principi logici
I principi logici enunciati da Aristotele sono 3:
- Principio dell'identità (A=A) → ogni cosa è uguale a se stessa e non è un'altra cosa.
- Principio della non contraddizione (A=B ma anche A=C, dove B≠C) → è impossibile affermare che una cosa sia una cosa e anche il suo contrario.
- Principio del terzo escluso (o è A o è NON-A) → non c'è una terza possibilità (quando c'è un melange di colori bisogna ragionare su ogni singolo colore).
Aristotele era molto legato alla vita terrena, ma in direzione della diffidenza verso il corpo ci mette del suo: è padre della logica, del ragionamento mentale e di come lo esprimiamo. Egli pensava che il nostro modo di parlare potesse essere formalizzato attraverso i sillogismi, cioè concatenazioni di ragionamenti. Ma alcuni di questi hanno l'apparenza di ragionamento, ma se poi vengono analizzati non reggono. I sillogismi sono i principi su cui basiamo i ragionamenti quotidiani e non c'è bisogno di saperli fare (come con il linguaggio e il camminare), così come non c'è bisogno della filosofia per ragionare, ma se vogliamo sapere COME lo facciamo, allora ne abbiamo bisogno. Ma la nostra esperienza di vita rientra in questi principi logici?
Platone “Cratilo”
Platone si pone un problema: come fanno le parole a dire le cose? La familiarità che lega la parola alla cosa, che è ovvia nella quotidianità, è molto lontana dal poter dire l'oggetto. La parola assomiglia all'oggetto? Certe parole sì, come ad esempio i verbi onomatopeici, che hanno la proprietà di imitare nel suono il rumore che fa l'azione. Alcune parole assomigliano alla realtà, ma il linguaggio fondamentalmente è solo un medium della realtà. Platone è contro il corpo, tanto da considerarlo una prigione dell'anima. Per questo per Platone morire vuole dire liberarsi e iniziare a vivere veramente. L'anima è immortale e vive delle fasi di reincarnazione a seconda di come si è comportata in vita (metempsicosi).
I flagellanti – I vattienti
La cultura ebraico-cristiana insegna che, quando saremo al cospetto di Dio, lo saremo come anime e poi, nel momento del giudizio universale, l'anima sarà riunita al corpo. Nonostante questo, anche nella tradizione di queste due religioni il corpo non era visto di buon occhio e a testimoniarlo sono le flagellazioni, il cilicio, ecc... Ma ci sono delle alternative a questo corpo, che è considerato fonte di peccato, ingannevole (i sensi ci ingannano), che se dominato da passioni non funziona con la logica?
Protagora
All'epoca c'era una lotta all'ultimo sangue che vedeva Platone, Socrate e Aristotele contro i sofisti. Filosofi e sofisti hanno in comune la parola “sofia”, ovvero il sapere: mentre i filosofi vanno alla ricerca del sapere, i sofisti lo posseggono già e lo vendono. In realtà nel '900 si è scoperto che i sofisti non sono stati così briganti come si era pensato per tanto tempo. Siamo nel V secolo a.C: in Grecia la filosofia era molto giovane e non aveva ancora alcun dominio sulla cultura. Essa nasce dal terreno della poesia e della mitologia greca e quindi doveva combattere contro i poeti e contro un'altra branca di sapienti, i sofisti. Essi non si dichiaravano filosofi, ma sapienti, ovvero persone in possesso di qualità e capacità dialettiche. Disprezzamente, essi venivano chiamati Eristi, coloro che insegnavano a vincere nelle dispute indipendentemente dal fatto che si avesse ragione o meno. L'importante per loro era vincere a qualsiasi costo e questo faceva di loro i primi teorici della comunicazione. Gorgia chiama la parola “piccol corpo”. Per lui c'è un aspetto di corporeità della parola, che non pesa, è aria incorporea eppure ha un corporeità in quanto sonorità che nel suo essere realizzata serve ad esprimere un moto dell'animo. La parola è rivelatrice sia di contenuti, sia dello stato d'animo con cui affrontiamo il discorso. Essa ha un peso perché può ferire peggio di una spada o risanare meglio di una medicina. Il fatto che Gorgia riflettesse sul linguaggio dimostra quanto egli fosse lontano da filosofi come Talete, Anassimandro e Anassimene. Lo sguardo di questi tre è rivolto verso il cielo, mentre quello di Gorgia è rivolto alla dimensione umana → svolta antropologica: l'oggetto della filosofia diventa l'uomo. Protagora si interroga sull'essere umano da un punto di vista filosofico. L'uomo determina tutto e nel relazionarsi con le cose, ne determina il valore: una cosa quindi non sarà oggettivamente bella o brutta ma lo sarà a seconda dell'essere umano che vi si relaziona → relativismo che si collega al soggettivismo.
L'uomo è misura di tutte le cose
Tutto quello che divide gli individui si annulla nel momento in cui si paragonano i grandi gruppi: quindi non si parla più di un individuo (Tizio, Caio e Sempronio) ma di popolo, etnia, cultura (collettività). Questo fa dei sofisti i primi antropologi culturali. Protagora si riferisce a tutta l'umanità, che avrà delle differenze interne ma ha la stessa struttura fisiologica e capacità intellettiva che la differenzia da tutto il resto.
Macchie di Rorschach – (Uomo: Tizio, Caio...)
L'effetto di queste macchie è quello di scatenare la fantasia proiettiva. Queste macchie accennano a una figura non finita che poi la mente è portata a completare: in base al completamento, lo psicologo trarrà determinate conclusioni. In una stessa macchia, Tizio può vedere un animale, Caio un corpo di donna e Sempronio un oggetto. Ma la percezione non varia solo fra diversi soggetti ma anche dallo stesso soggetto, a seconda del momento in cui gli viene sottoposta l'immagine.
Uomo: greco, persiano...
Sono due scene di dolore e lutto, ma l'espressione cromatica delle culture sono addirittura opposte. Questo dimostra che il sistema di valori non è oggettivo, ma relativo al gruppo culturale di appartenenza.
Back to Black?
La canzone di Amy Winehouse è stata capita dai giapponesi oppure avrebbe dovuto esserci una versione apposta per loro per spiegare il significato della canzone? In realtà non c'è bisogno di spiegare il significato perché nessun giapponese è così isolato da non sapere che in Occidente il nero è simbolo di lutto.
Uomo = essere umano – Kant
Kant in “Del primo fondamento della distinzione delle regioni nello spazio” parla per la prima volta dell'uomo come “mensch” e “Anthropos”. Egli vede un problema dove tutti vedono un'ovvietà: il fatto di avere due mani → Problema della chiralità. Il fatto di avere due mani ci permette di costruire il primo fondamento delle regioni e dello spazio: prima ancora di ripartire il cosmo, l'uomo con le mani divide le cose in “di qua e di là” e proprio su questo semplice gesto egli costruisce la sua capacità di orientarsi, tanto che se di mani ne avessimo tre o una, avremmo una diversa geometria e geografia.
Che cosa significa orientarsi nel pensare – Kant
Tutto ci è permesso grazie alla specularità che caratterizza l'essere umano.
L'uomo vitruviano
È grazie al fatto che abbiamo un corpo fatto in questo modo che possiamo dire “alto/basso, sinistra/destra; avanti/dietro”. È tutto in relazione all'uomo come “misura di tutte le cose”.
La stella marina
La stella marina ad esempio, ha 5 dimensioni nello spazio: per lei dire destra/sinistra è insensato, eppure uomo e stella marina condividono il medesimo mare, ma ne fanno un'esperienza totalmente diversa. Il mondo quindi è lo stesso ma risulta un'esperienza diversa a seconda che gli esseri che lo abitano abbiano una simmetria bilaterale (come l'uomo) o radiale (come la stella marina).
Powerpoint 2
Alcuni punti su cui riflettere
- Che cosa fa di un oggetto/corpo un'opera d'arte → ad esempio la body art di Gina Pane.
- Come fa un'opera d'arte a tornare oggetto → il Partenone, che era stato usato come deposito per le bombe dai turchi.
- Perché poi alcuni oggetti che noi consideriamo opere d'arte non sono considerate tali dalla cultura → icone bizantine
L'immagine quindi è mera immagine o è qualcosa di più? Questa disputa fra arte che diventa oggetto e oggetto che diventa arte si collega alla risposta alla domanda.
Heidegger e “L'origine dell'opera d'arte”
Per Heidegger ci sono 2 modi per capire se un oggetto è un'opera d'arte:
- Attraverso la via induttiva → Da particolare a generale: si parte dal singolo oggetto e poi si arriva al concetto. Si raccolgono quindi tutte le opere e da queste si arriva al concetto di arte. Ma ciò non funziona perché non è possibile capire cosa è opera d'arte non basandomi sul proprio concetto di arte.
- Attraverso la via deduttiva → da generale a particolare: si parte da un concetto e si deduce il singolo. Si parte dal concetto di arte e poi si analizzano tutte le opere d'arte decidendo se l'oggetto si adatta alla nostra idea di arte oppure no. Ma anche questa via non va bene perché l'idea di arte diventa soggettiva.
L'estetica
- Si occupa di oggetti e in particolare di oggetti che sono le opere d'arte. La classe di oggetti che sono le opere d'arte è contenuta nella classe più grande degli oggetti.
- È percettologia → branca della filosofia che si occupa della percezione, il cui oggetto di studio sono tutti gli oggetti. Estetica come percezione del corpo.
- È teoria dell'arte → l'estetica è la branca della filosofia che studia e tematizza il concetto di immagine in tutte le sue espressioni.
Il termine “estetica” nasce nel 1735 con Baumgarten, che scrive un libro intitolato proprio in questo modo. Il termine estetica in greco vuol dire sensazione, e quindi l'estetica è la filosofia della sensazione.
Essere e apparire
Le illusioni ottiche → perché i segmenti ci appaiono diversi anche se sono uguali? Perché ci sembra che sia il Sole a muoversi? Perché esse sono illusioni e quindi i nostri sensi vengono ingannati: questo perché nella percezione l'uomo non è passivo, perciò i segmenti ci sembrano diversi.
Essere e apparire per Platone
Secondo Platone ci sono 2 mondi:
- Mondo delle idee (essere) → più vero e reale
- Mondo sensibile (doxa/apparire) → dove l'idea si sporca per diventare reale e meno vera.
E ci sono 3 livelli si realtà:
- Idee
- Il mondo
- Le opere d'arte → che sono la copia della copia: se io chiedo a qualcuno di dipingere su tela il mio letto, questo farà una copia della copia dell'idea di letto.
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