File 9
In questo file presento 2 esercizi sui circuiti dinamici, in modo da portati confidenza con il metodo, che descrivo qui sotto.
- si scrivono le equazioni caratteristiche dei componenti
- si applicano le leggi di kirchhoff
- vi si sostituiscono le relazioni costitutive
- uovi un'equazione differenziale del 1o ordine;
- 4.1) se il termine noto è 0, la soluzione è del tipo Aeλt con λ da ricav. dall'eq. caratteristica e A da ricavo dalle condizioni iniziali;
- 4.2) se il termine noto ≠ 0, sarà Aeλt + B, ove B lo si trova dall'eq differenziale e dalle condizioni iniziali.
File 3
In questo file presento 2 esercizi sui circuiti dinamici, in modo da prendere confidenza con il metodo, che descrivo qui sotto.
- Si scrivono le equazioni caratteristiche dei componenti
- Si applicano le leggi di Kirchhoff
- Vi si sostituiscono le relazioni costitutive
- Verrà un'equazione differenziale del 1° ordine;
- Se il termine noto è 0, la soluzione è del tipo Aeλt con λ da ricav. dall'eq. caratteristica e A da ricavare dalle condizioni iniziali;
- Se il termine noto è ≠0, sarà Aeλt+B, ove B lo si trova dall'eq. differenziale e A dalle condizioni iniziali.
Esercizio no5.1
Nel circuito in figura
L'interruttore rimane in posizione 1 per molto tempo, quindi passa nella posizione 2 in t=0. Ricavare la corrente i(t) per t > 0.
Con l'interruttore nella posizione 2 viene esclusa la serie del generatore di tensione e delresistore R1, sicché il circuito che dobbiamo studiare è il seguente:
- E = 20V
- R1 = 1kΩ
- R2 = 1kΩ
- L = 1H
In primo luogo scriviamo le relazioni di lato dei componenti del circuito:
v2(t) = R2i(t)
vL(t) = L di(t)⁄dt
Applichiamo la LKT all'unica maglia del circuito:
v2(t) + vL(t) = 0
e sostituiamo le relazioni di lato:
R2i(t) + L di(t)dt = 0
Otteniamo un’equazione differenziale del primo ordine a coefficienti costanti omogenea. L’integrale generale di questa equazione è del tipo:
i(t) = Aeλt
in cui λ è la soluzione dell’equazione caratteristica associata all’equazione e A è una costante legata alle condizioni iniziali del circuito (solo alle condizioni iniziali e non all’ingresso perché in questo caso non c’è azione forzante). Impostiamo l’equazione caratteristica:
R2 + Lλ = 0 → λ = -R2L
Per calcolare il valore della costante A dobbiamo determinare le condizioni iniziali del circuito, quindi il valore della corrente nell’induttore in t = 0+. Per determinare le condizioni iniziali possiamo riferirci al circuito a regime in t = 0-.
Infatti in un circuito asintoticamente stabile in cui le sorgenti sono di forma d’onda costante, il regime è costituito da tensioni e correnti di lato di forma d’onda anch’esse costanti. Si ha quindi:
vL(t) = L diL(t)dt = 0 → cortocircuito
iC(t) = C dvC(t)dt = 0 → circuito – aperto
Il circuito in 0- è allora il seguente:
R1 t = 0- R2
+ - + -
1 2
L
E = 20V
R1 = 1kΩ
R2 = 1kΩ
è evidente che:
\(i(0^-) = \frac{E}{R_1 + R_2} = i(0) = i(0^+)\) (continuità della corrente sull'induttore)
A questo punto possiamo scrivere:
\(i(t) = A e^{-\frac{R_2}{L}}\) → \(i(0^+)\) = A = \(\frac{E}{R_1 + R_2}\)
In definitiva per \(t \gt 0\) la corrente ha l'andamento descritto dalla seguente equazione:
\(i(t) = \frac{E}{R_1 + R_2} e^{-\frac{R_2}{L}}\).
Sostituendo i valori otteniamo:
\(i(t) = \frac{20}{2000} e^{-1000t} = 0.01 e^{-1000t}\) A
i(t)[A]
Esercizio n°5.2
Nel circuito in figura
L'interruttore è chiuso per t < 0 e si apre in t = 0. Calcolare vc(t) per t > 0.
Con l'interruttore aperto viene escluso il resistore R2 sicchè il circuito che dobbiamo studiare è il seguente:
E = 10VR1 = 4ΩR2 = 2ΩR3 = 6ΩR4 = 3ΩC = 10μF
Scriviamo le relazioni di lato:
- v1(t) = R1i1(t)
- v3(t) = R3i3(t)
- v4(t) = R4i4(t)
- iC(t) = C dvc(t)⁄dt
e le LK ai nodi e alle maglie:
{i1(t) = i3(t) + ic(t)i4(t) = ic(t)v1(t) + v3(t) = Ev3(t) = vc(t) + v4(t)}
{i1(t) = i3(t) + ic(t)i4(t) = ic(t)R1i1(t) + R3i3(t) = ER3i3(t) = vc(t) + R4i4(t)}
⇒ {i1(t) = i3(t) + ic(t)i4(t) = ic(t)R1i3(t) + R1ic(t) + R3i3(t) = ER3i3(t) = vc(t) + R4ic(t)}
i3(t) = E - R1ic(t)/R1 + R3
R3 E - R1ic(t)/R1 + R3 = vc(t) + R4ic(t)
R3E/R1 + R3 - R3R1ic(t)/R1 + R3 = vc(t) + R4ic(t)
R3E/R1 + R3 = vc(t) + R4ic(t) + R3R1ic(t)/R1 + R3
= vc(t) + (R4 + R3R1/R1 + R3)ic(t)
In definitiva la dinamica del circuito per t > 0 è governata dalla seguente equazione differenziale:
C(R4 + R3R1/R1 + R3)dvc(t)/dt + vc(t) = R3E/R1 + R3
la cui soluzione è del tipo:
vc(t) = Ae-1/st + vc(t)
in cui il primo termine a secondo membro rappresenta l'integrale generale (la soluzione dell'omogenea associata), il secondo è l'integrale particolare. Per ricavare λ consideriamo l'equazione caratteristica:
C(R4 + R3R1/R1 + R3)λ + 1 = 0 → λ = 1/τ
* λ = -1/τ ⟹ τ τ λλ
da cui:
τ = 54μs
L’integrale particolare rappresenta una delle soluzioni della equazione differenziale e che può essere cercata nella stessa famiglia di funzioni a cui appartiene l’azione forzante. Possiamo quindi scrivere:
vc(t) = Ae-t/τ + B
Per calcolare il valore di B, sostituiamo l’espressione di vc(t) nell’equazione differenziale:
C(R4 + R2R1/R1 + R3) dvc(t)/dt + vc(t) = R2E/R1 + R3 => B = R3E/R1 + R3 = 60/10 = 6V
A questo punto abbiamo:
vc(t) = Ae-t/τ + 6
Resta da calcolare la costante A e, a tale scopo esaminiamo la configurazione circuitale in t = 0−:
Scriviamo le LKT (maglia E-R1-R3 , maglia E-R2-R4 , maglia R3-R4 )
E = v1(0-) + v3(0-) = R1i1(0-) + R3i3(0-) = R1i1(0-) + R3i1(0-) => i1(0-) = E/R1 + R3 = 10/10 = 1
E = v2(0-) + v4(0-) = R2i2(0-) + R4i2(0-) = R2i2(0-) + R4i2(0-) => i2(0-) = E/R2 + R4 = 10/5 = 2
vc(0-) = R3i1(0-) − R4i2(0-) = 6*1 − 3*2 = 0V = vc(0+) (continuità della tensione sul condensatore).
Imponiamo allora che in 0+ la tensione sul condensatore valga 0V:
vc(t) = A e-t/τ + 6
⇓
vc(0+) = 0 = A + 6
⇓
A = -6
Si ha quindi:
vc(t) = -6e-t/τ + 6
con τ = 54μs.
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