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Un Parlamento per l’Europa

1. La rinascita della democrazia in Europa occidentale tra i Parlamenti nazionali e sovranazionali

Processo di ricostruzione politica dell’Europa uscita dalla 2WW timori perché un esasperato

nazionalismo aveva condotto l’Europa in due guerre atroci e questo era il clima con l’inizio della guerra

fredda e i tentativi di ridefinire l’agenda politica europea per la sua rinascita democratica

Esponenti federalisti superare il sistema degli stati nazionali e costruire gli Stati Uniti d’Europa perché

unica garanzia di pace e democrazia.

Altri ordinamenti nazionali democratici erano l’elemento di ricostruzione essenziale per la pace e alcuni

prefiguravano sulla base di questo un sistema di cooperazione internazionale tra stati sovrani, il processo di

concluse poi con la nascita dell’ONU

Tutti i progetti avevano in comune la riscoperta della democrazia. Cos’era la democrazia era un terreno di

confronto anche nella guerra fredda perché i governi occidentali denunciavano i sistemi dell’Europa centro-

orientale perché non democratici mentre il fronte comunista lo difendeva.

In Europa prevalse un’idea di democrazia rappresentativa, incentrata sui parlamenti nazionali che

nominavano e controllavano esecutivi, dibattevano la legislazione nazionale, rappresentavano e regolavano

la partecipazione politica dei cittadini. Il parlamentarismo in Europa divenne sempre più importante perché

stavano rinascendo i parlamenti e ciò contribuiva a rendere tutti i parlamenti legittimati

internazionalmente e riconosciuti come centrali nel proprio sistema politico. I parlamenti stabilivano

contatti tra loro e creavano istituzioni comuni e infatti in molte organizz internaz furono introdotte

assemblee sovranazionali. Il discorso democratico di quegli anni vedeva limitata però la partecipaz dei

cittadini al piano nazionale e vedeva nelle assemblee sovranaz un elemento che contribuiva alla stabilità dei

regimi.

L’impulso federalista ed europeista

Molti, dal Paneuropa di Kalergi (organizzazione politica di un parlamento con 300 deputati europei eletti) o

il Progetto di Unione Europea di Briand (unione federale di stati pienamente sovrani con programmi di

istituzioni comuni) o Rosselli con la proposta di convocazione della costituente europea come antidoto per i

fascismi, negli anni trenta vedevano l’unità europea come una risposta definitiva al nazionalismo, al

comunismo, alle potenze extraeu.

Anche in GB, Attlee (pres partito laburista) ricordò come dovesse esserci un riconoscimento di un’autorità

internazionale superiore agli stati e dotata di diritti da difendere e strumenti per farlo, in più operare nella

dimensione politica ed economica.

Manifesto di Ventotene Spinelli nel 1944 ha scritto questo manifesto che circolava già da prima e

riprendeva i federalisti paper americani e riflessione britannica mediandoli con una retorica marxista per

sostenere una realizzazione di una federazione europea che era una rivoluzione politica e richiedeva una

strategia definita e militanti federalisti. Secondo lui, ora c’era una linea di separazione tra l’antico

(conquista del pot nazionale) o compito centrale di creazione di solido stato internazionale per realizzare

l’unità internazionale. Lo stato nazionale aveva esaurito la sua funzione storica era in capace di mantenere

la pace. Kalergi che era scappato negli USA aveva lanciato una campagna pubblicitaria per sostenere la

creazione di federazione europea. Riuscì a conquistare i favori di molti intellettuali e politici tanto che si

iniziò a parlare di una costruzione di federazione europea o atlantica che unisse gli USA con le democrazie

europee. Aveva anche pubblicato una bozza per una Costituzione federale che prevedeva un Congresso

bicamerale) Camera (rappresentanza dei cittadini europei designata dai Parlamenti nazionali) e una per gli

stati (designare nel modo scelto da ogni stato membro) + un esecutivo federale composto da 7 membri

(responsabili davanti al congresso) Era un mix tra tradizione costituzione USA, esperienza del

parlamentarismo europeo e idealismo del conte.

Dal 1943 in poi iniziò anche una maggior mobilitazione europeista. Le principali forze federaliste in Europa

di unirono nell’Unione europea dei federalisti e se ne affiancarono anche una Lega indipendente per la

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cooperaz economica che promuoveva una maggior cooperaz tra tutti i paesi europei (est e ovest) a

cominciare dalla realizzazione di un’area di libero scambio. Nel 1944 rilasciarono da Ginevra alcuni

esponenti federalisti una Dichiarazione internaz federalista dei movimenti per la resistenza europea che

auspicava alla costruzione di un’unione federale e democratica con tre istituzioni principali. (governo

responsabile, eletto dai cittadini + forza armata che escluda ogni esercizio di tipo nazionale + tribunale

supremo che giudicherà le questioni relative all’interpretazione della costituzione federale e risolverà gli

eventuali conflitti)

1945 il comitato fazione francese per la federazione europea organizza una conferenza internaz che si

concluse con l’approvaz di una risoluz che promuoveva la realizzazione di una federaz eu incentrata su un

governo responsabile davanti ai cittadini ma furono i principali sconfitti nel processo di ricostruzione.

In Francia in pochi sentivano l’urgenza di avviare progetti di integrazione sovranaz e le crescenti differenze

tra eu dell’ovest e dell’est fanno ben poco sperare nelle iniziative. Anche in GB ci fu una marginalizzazione

del federalismo che aveva lanciato un ambizioso programma di nazionalizzazioni e di costruzione

dell’avanzato stato sociale come previsto dal manifesto elettorale di Attlee che era ora alla guida del

governo.

Limitare la sovranità attraverso le Costituzioni: ricostruzione degli ordinamenti nazionali

Nel dopoguerra l’EU doveva fare fronte ai problemi di ricostruzione materiale che avevano anche una

profonda valenza simbolica e politica perché la guerra aveva prodotto violenze di massa e atrocità. IN più le

masse dei cittadini d’Europa facevano richieste come pane, casa e lavoro e subito dopo la libertà,

l’eguaglianza e la democrazia. I problemi di ricostruzione politica quindi si aggiungevano. I problemi per

molti dovevano essere ricercati nei limiti dei regimi prebellici. (es: Francia che con de Gaulle aprì un

dibattito sull’opportunità di ritornare alle forme di parlamentarismo della 3rep o di definire nuovi strumenti

istituzionali. Egli voleva una cesura profonda con il parlamentarismo perché voleva un modello basato

sull’esecutivo. Nel 1946 approva una nuova costituzione, bocciata subito dopo e fu eletta una assemblea

costituente. Fu redatto un nuovo testo e approvato con un referendum confermava la centralità del

Parlamenti.) in Italia c’era una forte necessità di distanziarsi dal fascismo e dal sistema liberale di prima, il

problema da risolvere era la monarchia o la repubblica. L’idea delle nuove istituzioni democratiche dovesse

essere diversa da quelle prefasciste e quindi l’antifascismo era il valore fondativo della costituzione italiana.

I lavori dell’assemblea costituente si conclusero con la nascita della repubblica parlamentare. In Germania,

il compito di definire la dimensione istituzionale fu rimandato agli alleati. Con la conferenza di Postdam del

1945 fu raggiunto un accordo per la denazificazione, demilitarizzaz e democratizz della Germania. Viene

diviso in 4 zone e si stabilì un’unità economica che non avvenne. Nella parte sovietica, l’occupaz era più

brutale e violenta e cominciarono a divergere con la parte dell’ovest facendo precipitare quella che iniziava

ad essere la guerra fredda. Nel 1947, GB e USA uniscono le proprie zone d’azione in una entità

amministrativa che era diventata la Rep Feder Tedesca. Viene creata la Legge fondamentale tedesca che

aveva il bisogno di distanziarsi dal nazismo e dalla Rep di Weimar (perché troppo fragile e perché ha

moltiplicato le divisioni, ha concentrato troppo il potere nelle mani del presidente e non aveva previsto un

sistema di difesa contro l’ascesa di Hitler).

In Europa stavano nascendo democrazie rappresentative di stampo nuovo, era incentrata sui parlamenti

nazionali, limitati e regolamentati, distante dalle forme plebiscitarie. Il significato politico delle nuove

costituzioni europee è che rappresentavano una garanzia contro forme di maggioritarismo radicale,

stabilivano un perimetro e dei limiti chiari alla sovranità popolare e mostravano un diffuso desiderio di

ordine, stabilità e prevedibilità delle scelte politiche. Las abilità è il principale obbiettivo della Europa del

dopoguerra. I nuovi ordinamenti nazionali dovevano garantire la sovranità popolare e limitarla. Il suffragio

fu ampliato in tutta Europa, le donne potevano votare e si iniziarono a creare dei sistemi di partito

complessi ed articolati. L’estensione del suffragio è uno di una serie di nuovi diritti che vengono riconosciuti

e tutelati dalle costituzioni e per proteggere l’individuo dal potere dello stato. Erano principi supremi che

definivano l’esercizio dello Stato. L ostato non era solo garante delle libertà fondamentali ma anche si

impegnava a promuovere nuovi diritti sociali ed economici perché è compito del ostato rimuovere gli

ostacoli dell’ordine economico e sociale. Al centro di tutti gli ordinamenti c’era il parlamento, che è

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l’essenza della democrazia perché è l’unico organo che da voce ai cittadini e garantiva la partecipazione e

rappresentanza. Il nuovo consenso era basato sull’idea che la volontà dei cittadini debba essere incanalata

attraverso un certo numero di istituzioni intermedie per attenuare il volere della maggioranza. Le nuove

costituzioni prevedevano un ricorso limitato a referendum che richiamava i plebisciti. C’erano due limiti ai

parlamenti che sono la quasi sacralità delle carte costituzionali, perché era riconosciuto il carattere di

documenti sovraordinati rispetto alle leggi ordinarie e di difficile modifica. Il secondo era l’impossibilità di

abdicare al loro ruolo e di delegare i propri poteri. Tale limite aveva però il paradossale effetto di rafforzare

la centralità del parlamento come istituzione principale. Le nuove costituzioni introducono un limite nelle

relazioni internazionali prevedendo di cedere parte della propria sovranità ad un organismo internazionale

per la difesa della pace.

Tra guerra fredda e federalismo: Il congresso dell’Aja

La rinascita degli stati nazionali rappresentava la prima sconfitta dei federalisti europei. Il rapido

deterioramento delle relaz tra USA e URSS portò Churchill in un discorso a dare l’impulso per le prime

forme di cooperazione ed integrazione europea. Da parte usa, Churchill aveva confermato i sospetti di un

irrigidimento del controllo sovietico nell’EU est. N America c’era la paura che gli individui aderivano al

comunismo laddove erano soggetti a privazioni economiche, miseria e disoccupazione. Quindi gli usa

dovevano intervenire per spazzare via la povertà e si poteva ottenere solo reinserendo la economia tedesca

nel “blocco occidentale”, garantendo le risorse necessarie per la crescita economica e evitare un vuoto di

potere. L’integrazione e l’unificazione avrebbero garantito un aumento della produttività, dell’occupazione

e dei consumi. Nel 1947 fu presentato il Piano Marshall, programma di assistenza economica per la

ricostruzione europea. Gli europei dovevano definire le loro richieste in maniera collegiale e 16 Paesi

europei individuarono una richiesta di 20 miliardi di dollari per le loro esigenze e si impegnarono la

costruzione di una organizzazione internazionale per la gestione dei fondi derivanti da Marshall, ovvero la

OECE (organizza europea per la cooperaz economica). Il piano Marshall fu un perfetto successo per la

diplomazia americana, da un punto di vista economico e anche politico perché creò maggiori legami tra eu

occ e USA e gettò le basi per un primo processo di integrazione europea.

1948 trattato di Bruxelles (GB, It, LUX; Olanda e Francia), rispondevano alla minaccia sovietica e al

perdurare dei sospetti nella Germania. Si prevedeva la creazione di strumenti multilaterali per favorire una

assistenza militare in caso di aggress, ma anche magg. cooperaz economica, culturale e sociale. Veniva

creato un debole organismo internaz. Le aspettative erano a favore o di una struttura permanente con

ampi poteri o una struttura più leggera (GB). Ovviamente prevale la seconda perché Gb ha ricattato di non

farne parte altrimenti. Queste due cose segnano un punto di non ritorno nella Guerra fredda e anche nella

nascita delle prime forme di integraz. Lo scoppio della Guerra fredda ha modificato i termini del dibattito

delle organizzazioni federaliste ed europeiste, promuovendo una convergenza tra loro, che società nel Joint

International Committee, che raccoglierà anche socialisti e esponenti di ispirazione cattolica. Secondo

questo movimento bisognava a arrivare ad un consiglio d’urgenza in Europa per elaborare progetti comuni

di ricostruzione economica, difesa militare, salvaguardia delle libertà democratiche, in più c’era una

apertura minima al federalismo perché si prevedeva di creare un’assemblea parlamentare con compiti

limitati.

1948 Congresso dell’AJA: rappresentanti di 17 nazioni europee. I governi avevano prestato attenzioni

marginali ai lavori, nonostante fossero presenti personalità di primo piano politico, culturale ed economico.

I lavori vennero divisi in tre commissioni (politica, economica e sociale, culturale). C’erano degli osservatori

dell’EU est che facevano ricordare il clima da guerra fredda che si stava vivendo. C’era un genuino elemento

europeista comunque. Le conclusioni erano che i governi dovevano progressivamente restrizioni

commerciali, lavorare con la convertibilità delle valuti, definire progetti europei per investimenti industriali,

ammodernamento dell’agricoltura, liberalizzazione di merci capitali e persone.

Sul comitato politico che c’erano le più grandi aspettative e registrarono scottanti delusioni. Le tre principali

indicazioni da seguire erano redigere la carta dei diritti umani fondamentali, quella per costruire un’unione

economica e politica per garantire la sicurezza economica e sociale (ed integrasse la Germania) e convocare

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un’assemblea europea composta da delegati dei parlamenti nazionali. Si aprì un dibattito sui poteri e le

modalità di selezione di un’assemblea perché per i federalisti doveva essere eletta a suffragio universale

perché altrimenti sarebbe solo un club di membri di parlamenti nazionali senza permettere al popolo di

esprimersi, infatti promosse Reynaud un emendamento per creare immediatamente un parlamento

europeo elettivo, con una chiara funzione costituente. Si scontrò con molti dubbi dei partecipanti, come

quelli inglesi.

Alle origini del parlamentarismo sovranazionale: Il consiglio di Europa e la sua Assemblea consultiva

Il congresso dell’Aja non ebbe i risultati voluti dai federalisti. I contatti con i parlamentari e gli esponenti dei

governi del patto di Brux erano frequenti e numerosi si erano espressi a favore di un organizz internaz

chiamata “Consiglio d’Europa”, incentrato su due istituzioni: Consiglio dei ministri e Assemblea. Da GB;

alcune riserve relative ai poteri dell’assemblea, ai metodi di selezione perché non potevano accettare una

assemblea non responsabile davanti ai cittadini inglesi. Il compito del Consiglio dei Ministri era quello di

adottare raccomandazioni per gli stati membri e l’assemblea doveva svolgere funzioni solo consultive ed

erano selezionati dai governi. Kalergi fece circolare tra i membri dell’Unione parlamentare europea una

bozza di costituzione federale per gli USE (stati uniti europei). Questo documento prevedeva una doppia

legittimazione da parte dei cittadini e degli Stati. Il requisito essenziale per la partecipazione alla

federazione è il rispetto della democrazia parlamentare con almeno una camera eletta liberamente e a

suffr universale e con potere legislativo, di fare imposte e determinare l’utilizzo di risorse finanziarie e

proprietà. A livello federale, voleva un parlamento bicamerale con camera dei deputati eletta a suffr

universale e con una proporzione di deputati per ogni milione di abitanti, e una Camera degli Stati, dove

ogni stato appartenente poteva designare due rappresentanti. Il parlamento svolgeva la funzione

legislativa, e avrebbe fatto incontri almeno una volta l’anno su iniziativa del pres della camera dei deputati

e poteva unirsi a sedute straordinarie e avrebbe eletto i membri della Corte di Giustizia e del Consiglio

esecutivo. Il consiglio esecutivo era il governo della federazione, composto da 7 membri, ogni due nani,

competenza su aspetti economici, commerc, finanziari e valutari della federazione. Prime risposte dai

federalisti italiani e francesi buone, invitano i membri italiani all’assemblea a lavorare per la trasformazione

di quest’istituzione. Per i successivi 25 anni, i sostenitori delle elezioni dirette riterranno che il voto avrebbe

avuto un implicito potere costituente e avrebbe guidato gli stati membri ad una democrazia internazionale.

Si scontrava con l’immediato fallimento del consiglio d’Europa e dell’assemblea perché era “concessione

che i governi hanno voluto fare all’opinione pubblica” secondo Spinali. Secondo Reynaud, l’azione del

consiglio era minata dalla natura intergovernativa dell’azione dei governi nazionali perché è come se

remasse contro il consiglio stesso, è fatto dai ministri che dipendono dai governi. Però divennero un

importante forum per discutere su destino dell’EU.

La nascita della CECA e della sua Assemblea comune:

Le origini della CECA sono state molto discusse perché c’erano logi

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Scienze politiche e sociali SPS/06 Storia delle relazioni internazionali

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