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Esame obiettivo del torace, Assistenza infermieristica in medicina specialistica Appunti scolastici Premium

Appunti per l’esame Assistenza infermieristica in medicina specialistica della professoressa Perrone. Gli argomenti trattati sono i seguenti: l'esame obiettivo del torace, la gabbia toracica, il respiro, la dinamica del respiro, la bradipnea, la dispnea da alterazioni dell'aria atmosferica.

Esame di Assistenza infermieristica in medicina specialistica docente Prof. A. Perrone

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PERRONE

INTRODUZIONE

GABBIA TORACICA

Il tronco è formato dalla gabbia toracica anteriormente e dal rachide posteriormente. La

gabbia toracica è formata da 12 paia di archetti ossei denominati costole. Le costole

hanno origine dalle 12 vertebre dorsali che indirizzandosi verso l'avanti, creano l'involucro

osseo del torace che protegge organi importantissimi quali il cuore, i polmoni e l'esofago.

Le costole sono attaccate alle vertebre dorsali attraverso i punti di inserzione. Esse sono

talmente elastiche da consentire allargamenti, restringimenti e modificazioni varie alla

gabbia toracica (es. inspirazione ed espirazione). Le prime sette coppie di costole sono

unite con delle cartilagini (cartilagini costali) allo sterno (osso piatto collocato a metà del

petto); queste costole, vengono definite "costole vere"; le tre coppie di costole rimanenti,

attaccate indirettamente allo sterno attraverso la "cartilagine della coppia anteriore", sono

definite"costole false". La lunghezza delle costole è progressivamente crescente dalla

prima all'ottava, mentre diminuisce dall'ottava alla dodocesima. Le rimanenti due ultime

coppie di costole non attaccate allo sterno si chiamano "costole libere" o "fluttuanti".

RESPIRO ₂

La funzione respiratoria ha lo scopo di far giungere alle cellule l’O necessario e di

allontanare la CO .

Essa comprende:

Una fase polmonare: durante la quale l’aria atmosferica viene aspirata nell’albero

• ₂

respiratorio, raggiunge l’alveolo polmonare e l’O in essa contenuto viene trasferito ai

globuli rossi del sangue. ₂

• Una fase ematica: durante la quale l’O viene trasportato dai globuli rossi ai tessuti

Una fase tissutale: che inizia con gli scambi gassosi tra sangue e tessuti.

L’atto del respiro comprende due fasi:

L’inspirazione, sostenuta dalla contrazione dei muscoli intercostali e dal diaframma che

• provoca un aumento del volume toracico, creando una pressione negativa che tende a

richiamare aria dentro ai polmoni.

L’espirazione, causato dal rilasciamento dei muscoli inspiratori con conseguente

• diminuzione di ampiezza del volume del torace e della pressione negativa, che tende

quindi in modo passivo a rilasciarsi e quindi a far espellere l’aria verso l’esterno.

DINAMICA DEL RESPIRO

A riposo gli atti del respiro sono compresi tra 16 e 20 al minuto.

La bradipnea è la diminuzione della frequenza respiratoria sotto i 16 atti respiratori al

minuto. Si può verificare nei casi di meningiti, in alcune intossicazioni da barbiturici e da

shock.

La tachipnea invece, è l’aumento della frequenza respiratoria. Può essere correlata a

povertà di O nell’aria atmosferica, a fatica o a stati emozionali.

Il respiro di CHEYNE-STOKES è caratterizzato da un primo momento da un aumento di

ampiezza degli atti respiratori seguito successivamente da una progressiva diminuzione

degli atti respiratori, e poi da un intervallo di apnea. Dopo il periodo di apnea l’accumulo di

CO nel sangue riesce a stimolare nuovamente il centro respiratorio.

Il respiro di BIOT è caratterizzato dall’alternanza di periodi di respirazioni normale a

periodi di apnea. Si verifica spesso nelle patologie celebrali come meningiti, tumori

celebrali, edema celebrale).

Il respiro dissociato è caratterizzato dal mancato sincronismo fra la contrazione del

diaframma e dei muscoli della parete toracica.

Il respiro grosso di KUSSMAUL è caratterizzato da una profonda e rumorosa

inspirazione, da una pausa inspiratoria, da una espirazione breve e da una pausa post-

espiratoria assai prolungata.

DISPNEA

La dispnea è una spiacevole sensazione della necessità di un certo impegno muscolare

pur che la respirazione si compia.

La dispnea inspiratoria, che richiede l’entrata in azione dei muscoli ausiliari della

• respirazione, si osserva nella paralisi dei muscoli dilatatori della glottide, nell’edema

della glottide e quando un corpo estraneo ostruisce le vie aeree.

La dispnea espiratoria, che richiede l’entrata in azione dei muscoli intercostali interni

• può essere provocata da corpi estranei o tumori situati al di sotto delle corde vocali che

durante l’espirazione vanno ad ostruire e quindi a bloccare le corde vocali impedendo il

flusso d’aria.

La dispnea mista inspiratoria ed espiratoria è quella di più frequente osservazione e

• può essere dovuta a molteplici cause polmonari o cardiache.

DISPNEA DA ALTERAZIONI DELL’ARIA ATMOSFERICA

Una diminuzione della pressione parziale di O nell’aria offre una insufficiente quantità di

O per gli scambi gassosi.

La tachipnea è il primo meccanismo di emergenza, poi successivamente subentra la

dispnea. Si verifica in alta montagna, o nel volo ad alta quota.

DISPNEA DA ALTERAZIONI DEL CENTRO RESPIRATORIO

La dispnea da alterazione del centro respiratorio si può verificare per due cause

fondamentali:

Una anormale sollecitazione meccanica del centro respiratorio in seguito a traumi

• cranici e tumori celebrali.

Una anormale sollecitazione chimica del centro respiratorio causata da:

• ₂

- ipercapnia, ovvero un aumento di CO nel sangue, che stimola il centro del respiro

provocando prima tachipnea e poi dispnea nel tentativo di eliminare la CO in eccesso.

- Ipossia, ovvero da una diminuzione della concentrazione di CO nel sangue, che

stimola il centro respiratorio attraverso la sollecitazione dei recettori aortici e carotidei,

nel tentativo di aumentare la concentrazione di ossigeno nel sangue.

DISPNEA DI ORIGINE MUSCOLARE

Una dispnea può essere osservata come conseguenza di una compromissione dei

muscoli respiratori, come la paralisi del diaframma per lesione del nervo.

Le distensioni diaframmatiche che accompagnano ascite, tumori o cisti, possono

provocare dispnee miste, inspiratorie ed espiratorie.

DISPNEA DA ALTERAZIONI DELL’APPARATO RESPIRATORIO

Qualsiasi condizione che renda incompleta la ventilazione polmonare riduce la

concentrazione di O alveolare e determina dispnea.

Dispnea da ostacolo nelle vie aeree superiori, può essere causato da corpi estranei,

ostruzioni laringee o edema della glottide. Il paziente con un volto pallido ha una

sensazione di non poter introdurre aria nei polmoni contraendo violentemente tutti i

muscoli respiratori.

Dispnea da ostacolo bronchiale, è il quadro più caratteristico dato dall’attacco di asma

bronchiale che si caratterizza per la dispnea espiratoria.

La Dispnea di origine polmonare avviene quando la riduzione della superficie alveolare

compromette la funzione respiratoria, quindi quando non viene ben tollerata, interviene

l’insufficienza respiratoria e compare la dispnea.

Mal tollerata invece è quando si viene a creare improvvisamente la compromissione di

estese zone polmonari, come accade nel pneumotorace, nell’enfisema polmonare, nei

processi neoplastici e nelle atelettasie.

DISPNEA DA ALTERAZIONI DELL’APPARATO CARDIOVASCOLARE

L’insufficienza cardiaca si ripercuote sugli scambi respiratori polmonari se il cuore sinistro

non è in grado di far progredire adeguatamente il sangue che a lui giunge dalle vene

polmonari.

La dispnea da sforzo si manifesta all’esordio dell’insufficienza ventricolare sinistra e si

realizza per l’insufficiente apporto di O ai tessuti.

La dispnea a riposo che segue successivamente ben presto alla dispnea da sforzo.

Questi due tipi di dispnea non sono esclusivi dell’insufficienza cardiaca ma si possono

trovare anche nell’insufficienza respiratoria.

DISPNEA DA ALTERAZIONE DEL SANGUE ₂

Nelle anemie l’Hb può essere diminuita, e quindi la concentrazione di O nel sangue

arterioso non è più sufficiente per ossigenare i tessuti a tal punto da formare una anossia

anemica.

PATOLOGIE POLMONARI

PNEUMOTORACE

S’intende per pneumotorace l’accumulo d’aria nel cavo pleurico.

Uno pneumotorace si viene a verificare quando la pleura parietale o viscerale vengono

lesionate e lo spazio pleurico viene esposto alla pressione positiva atmosferica,

consentendo quindi, l’entrata d’aria nello spazio pleurico.

L’aria formata, non riesce più ad uscire, si accumula e schiaccia il polmone, determinando

il collasso di una parte o di tutto il polmone. Questa situazione clinica viene chiamata

pneumotorace iperteso.

In un soggetto sano, la pressione nel cavo pleurico è inferiore alla pressione atmosferica

per consentire la ventilazione polmonare. Invece si ha pneumotorace quando, a causa

dell'ingresso di aria, la pressione presente nello spazio pleurico è uguale o superiore alla

pressione atmosferica.

Il pneumotorace di differenza in vari tipi tra cui maggiormente in pneumotorace primitivo o

primario e pneumotorace secondario.

Si parla di pneumotorace primitivo quando si ha un'entrata di aria nello spazio pleurico per

variazione di pressione ambientale, come tuffi in acqua, voli ad alta quota, oppure si può

avere la rottura di piccole bolle in seguito a violenti colpi di tosse. Questo tipo di

pneumotorace colpisce principalmente soggetti sani.

Si parla invece di pneumotorace secondario quando esso si verifica in soggetti con

presenza di patologie polmonari diffuse sottostanti. Nella maggior parte dei casi il

pneumotorace secondario si viene a formare a causa delle rottura di una o più bolle in

soggetti affetti da enfisema polmonare generalizzato, l'asma, l'ascesso polmonare, la

fibrosi cistica, tumore al polmone ecc.

ENFISEMA POLMONARE

L’enfisema polmonare è una malattie delle vie aeree che colpisce gli alveoli polmonari,

danneggiando la parete alveolari, compromettendo i scambi gassosi di ossigeno e

anidride carbonica, tra l’alveolo e i capillari polmonari. Con la distruzione delle pareti

alveolari, l’aerea della superficie alveolo-capillare diminuisce continuamente,

determinando un aumento dello spazio morto, cioè l’aerea dove non si verificano gli

scambi gassosi, e la compromissione della diffusione dell’ossigeno, che provoca

ipossiemia. Oltre l’ossigeno, l’enfisema polmonare compromette anche l’eliminazione

dell’anidride carbonica, causando un aumento dell’anidride carbonica nel sangue arterioso

(ipercapnia), e l’acidosi respiratoria.

BRONCHIECTASIE

La bronchiectasia è una dilatazione cronica dei bronchi e dei bronchioli, che può essere

causata da varie patologie, tra cui:

infezioni polmonare con successiva ostruzione del bronco

• l’aspirazione di corpi estranei, vomito, nelle vie respiratorie

• la pressione esercitata da tumori, vasi sanguigni dilatati e linfonodi ingrossati

le bronchiectasia di solito sono localizzate in un lobo o in un segmento dei polmoni,

spesso colpiscono i lobi inferiori.

L’infiammazione causata dall’infezione polmonare, danneggia la parete bronchiale

producendo un espettorato denso che ostruisce i bronchi. Le pareti bronchiali vengono

dilatali in modo permanente da una tosse severa. La dilatazione dei bronchi permette

all’essudato di drenare liberamente attraverso i bronchi provocando l’ostruzione. La

ritenzione di secrezione e la conseguente ostruzione, provocano il collasso del polmone

(atelettasia). Con il tempo il paziente, sviluppa un’insufficienza respiratoria, una

diminuzione della ventilazione polmonare e ipossiemia.

I sintomi tipici della bronchiectasia comprendono la tosse cronica, e la produzione di

espettorato in quantità abbondanti ed emottisi.

FIBROSI POLMONARE

La fibrosi polmonare, comprende una serie di disturbi che alterano le pareti degli alveoli,

determinando una modificazione del tessuto che normalmente forma queste pareti con

una grande quantità di fibre di collagene. Questa modificazione riduce la capacità di

distensione del polmone, limita la capacità respiratoria e provoca insufficienza respiratoria.

La fibrosi polmonare si può presentare come complicazione di una malattia polmonare

precedente. Attualmente si conoscono oltre centocinquanta cause di fibrosi, ma nella

maggior parte dei casi il disturbo è di origine conosciuta.

Si distinguono due tipi fondamentali di fibrosi polmonare, quella secondaria, quando la

causa è conosciuta, e quella primitiva, se l'origine è sconosciuta. La fibrosi polmonare

secondaria, può essere dovuta a diverse cause note, tra le quali le più comuni sono le

pneumoconiosi, cioè le malattie dovute all'inalazione di polveri inorganiche, come la

silicosi . Si possono presentare anche in seguito dall'inalazione di polveri organiche,

oppure l'inalazione di diverse sostanze tossiche quali l'acido cloridrico, l'acido solforico.

I sintomi più comuni, però, sono sempre dati da dispnea cioè sensazione di difficoltà

respiratoria, causata dalla diminuzione della capacità respiratoria, e da tosse secca.

MALATTIE DELLE PLEURA (PLEURITE, VERSAMENTO PLEURICO)

Le patologie pleuriche sono malattie che coinvolgono le membrane che rivestono i

polmoni: la pleura parietale e la pleura viscerale o lo spazio pleurico.

PLEURITE

La pleurite è un infiammazione di entrambi i foglietti pleurici parietali e viscerali. La pleurite

può essere causata da un'infezione batterica o virale, oppure si può sviluppare in seguito

a malattie secondarie come la polmonite, infezione delle vie aeree, tubercolosi o per

embolia polmonare.

Quando i foglietti pleurici infiammati scivolano l’uno contro l’altro durante la respirazione

produce un dolore intenso al paziente.

la pleurite può determinare l'accumulo anomalo di liquido all’interno dello spazio pleurico

(versamento pleurico).

VERSAMENTO PLEURICO

Il versamento pleurico è la raccolta di liquido nello spazio pleurico, di solito conseguente

ad altre malattie.

Normalmente lo spazio pleurico contiene 10-20 ml di liquido pleurico che agisce da

lubrificante tra la pleura parietale e quella viscerale per diminuire l’attrito durante le fasi di

inspirazione ed espirazione.

Questo liquido che si viene a formare può essere trasudato o essudato.

L'essudato è un liquido infiammatorio extravascolare formata da un elevata

concentrazione proteica e di globuli bianchi, che si viene a formare tramite un processo

d'infiammazione.

Il trasudato è una sostanza liquida limpida derivata dal plasma formata da un basso

contenuto di proteine, cellule e detriti cellulari, che si viene a formare in seguito a una

variazione delle pressione idrostatica del sangue, attraversando l'endotelio capillare di

vasi normali o una membrana semi-permeabile.

La presenza di trasudato clinicamente si presenta asintomatica oppure può manifestarsi

con dispnea e senso di peso toracico più o meno intenso oppure con febbre, tosse secca

e respiro superficiale. La pleurite viene trattata con la somministrazione di antibiotici e per

sopprimere il dolore, l’uso di analgesici. Può essere utile la compressione toracica con

fascia elastica ed in caso di liquido pleurico esteso si ricorre al drenaggio.

ATELETTASIA

L’atelettasia è l’occlusione o il collasso degli alveoli polmonari, diagnosticata in seguito ad

una radiografia del torace o manifestata da sintomi clinici. L’atelettasia può essere cronica

o acuta, ed inoltre può essere microatelettasia cioè quando non è rilevabile dalla

radiografia del torace, oppure può essere macrotelettasia, quando si verifica una perdità di

volume polmonare segmentale, lombare o di tutto il polmone.

L’atelettasia più diffusa è quella acuta, che si verifica spesso nelle persone sottoposte a

intervento chirurgico, oppure si verifica per l’eccesso di secrezione di muco che può

provocare l’ostruzione del flusso d’aria e di conseguenza causare l’atelettasia di un area

polmonare.

POLMONITI

La polmonite è una malattia dei polmoni e del sistema respiratorio in cui gli alveoli

polmonari si infiammano e si riempiono di liquido, che ostacola la funzione

respiratoria. L'unica terapia efficace sono gli antibiotici.

La presenza dell’infiammazione e l’accumularsi di prodotti infiammatori (muco, essudato,

pus) negli alveoli e nelle vie aeree ostacola la funzione respiratoria e determina i principali

segni (febbre, cianosi, tosse con espettorazione più o meno abbondante di materiale, le

cui caratteristiche variano in relazione alla natura dell’agente causale) e sintomi clinici

(astenia, debolezza, riduzione dell’appetito, fame d’aria o dispnea nelle forme più gravi)

indicativi di un processo patologico da non sottovalutare.

Le forme più conosciute sono principalmente due:

1) polmonite batterica

2) polmonite virale

POLMONITI BATTERICHE

La forma più nota di polmonite batterica è quella che deriva dal Pneumococco, in grado di

provocare infezioni gravi e spesso anche invasive. Il batterio, attraverso l’apparato

respiratorio, va a posizionarsi nei bronchi, raggiungendo i bronchioli e qui si diffonde

dando vita al processo infiammatorio.

POLMONITI VIRALI

Le polmoniti virali, come dice la parola stessa, sono dovute a virus contenuti Rna (virus

parainfluenzale, il virus dell'influenza A e B) che vanno ad infettare il tratto inferiore

dell’apparato respiratorio. Quando l’infezione colpisce le basse vie respiratorie, i sintomi

sono principalmente i seguenti: febbre, mal di testa, astenia e tosse con notevole quantità

di muco. ESAME OBIETTIVO DEL TORACE


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica (MARINO, ROMA, SORA, TIVOLI)
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AleVigliotti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Assistenza infermieristica in medicina specialistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Perrone Antonella.

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