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Saper decodificare il linguaggio: le tecniche
Un tratto importante della competenza musicale è la capacità di riconoscere tecniche, ossia procedimenti compositivi e forme codificate, che necessariamente sono legate alla contemporanea evoluzione del linguaggio musicale. Più si ha familiarità con diversi generi e repertori, più si riconoscono, all'ascolto, tecniche musicali, procedimenti compositivi e forme codificate (tutte e tre legate all'evoluzione del linguaggio musicale). Ci riferiremo ad alcune tecniche che hanno caratterizzato il linguaggio musicale della tradizione colta occidentale. Voci che si imitano. Le tecniche imitative sono state ampiamente utilizzate già dagli albori della nostra musica. Nel CANONE tutte le voci intonano una stessa melodia, iniziandola però in momenti diversi e imitandosi a vicenda. Questa tecnica corale chiama in causa un ascolto di tipo orizzontale, focalizzato sulla percezione.dell'intreccio delle linee: implica sia la capacità di identificare testure lineari, sia di cogliere le reciproche relazioni di fusione. A differenza della visione, nella quale identifichiamo una figura o uno sfondo, nella percezione polifonica cogliamo sia il tutto che le parti (le linee del canone contribuiscono a creare un contesto di insieme costituito dalla tonalità nella quale si collocano le diverse voci). Le complesse leggi che regolano le modalità di costruzione e sovrapposizione delle voci sono definite dal contrappunto, che nei secoli è stato applicato a diverse forme codificate dalla tradizione, tra cui la FUGA; in essa un motivo (soggetto) ben caratterizzato sia a livello ritmico che melodico, viene riproposto da diverse voci (in genere 4) dando luogo a una serie di imitazioni reciproche più o meno ravvicinate. Ascolta alcuni brani e prova a riconoscere l'imitazione tra le linee melodiche: - Fra Martino - El Ciodo delferro vecio (canto infantile veneto tipico del repertorio scout e sfruttatissimo da cori amatoriali) - Sumer is icumen in (performers: the Hilliard ensemble; language: middle english/wessex dialect; 1260).
L'orecchio ascolta due cose contemporaneamente: coglie la linea melodica ma anche l'intreccio con le altre voci (che riportano sempre la stessa linea melodica), dunque sia la figura che lo sfondo.
Trinidad - Geographical Fugue di Ernst Toch. La seriosità della forma viene contraddetta dal contenuto testuale, costituito dall'elencazione di località geografiche scandite dalla voce parlata, che gioca con ritmo e sfumature timbriche; nella seconda versione ascoltata le parole vengono sottolineate con il corpo.
Imitazioni in musica.
- J.S.Bach, Ricercar a 6 dall'Offerta musicale, esecuzione al clavicembalo con notazione grafica e convenzionale: prova a seguire le successive entrate cantando la melodia e seguendo la notazione.
- Anton Webern,
Trascrizione per orchestra da Camera. La linea melodica qui viene completata con strumenti traloro diversi; le trasformazioni timbriche non impediscono di continuare a cogliere la linearità melodica, in accordo con la legge di buona continuazione della teoria della Gestalt. Questo particolare stile di orchestrazione (caratteristico di Webern e della cosiddetta "seconda Scuola di Vienna" di inizio Novecento), nel quale il colore dellamelodia viene continuamente e impercettibilmente variato, viene definito Klangfarbenmelodie (divisione di una linea musicale o di una melodia tra più strumenti: tecnica paragonata al "puntinismo" tipico dei neoimpressionisti).
TESI, ANTITESI, SINTESI (Adorno, 1971)
La forma sonata nasce nella 2° metà del 18° sec. e si sviluppa nel corso dell'800. Viene adottata nel primo tempo di:
- sonate (es. per uno strumento o per più strumenti);
- concerti (opere musicali per uno strumento solista come viola, arpa,
Ripresa (A'), dove vengono riproposti nella tonalità di impianto ma assumono nuove caratteristiche ed equilibri ('sintesi'), che in genere si ripercuotono sul secondo tema, ricondotto nella tonalità (principale) del primo. Tutto ciò avviene grazie al gioco di tensioni create a livello armonico mediante l'attraversamento di tonalità via via più lontane, gradualmente ricomposte nel ritorno alla tonalità di partenza.
Assomiglia molto all'elaborazione di un testo narrativo dove abbiamo un inizio, una parte centrale detto sviluppo e una parte finale detta conclusione.
Lo schema strutturale della forma sonata è stato declinato in innumerevoli varianti da vari autori e in stili ed epoche diverse. Nella forma sonata tutto è centrato sulla capacità di:
- cogliere i contrasti tra i due temi;
- riconoscere le ripetizioni (per es. l'esposizione ha un ritornello per cui il nostro orecchio ha la
interagiscono fra loro come fossero 2 personaggi e vengono trasformati, rielaborati.
TEMA A: nella tonalità principale, uguale o con qualche leggera variazione
RIPRESA TEMA B: nella tonalità principale, uguale o con qualche leggera variazione
CODA: carattere conclusivo
Riconoscere la forma sonata. Mozart "Sinfonia n. 40 K550" primo tempo, Allegro.
- Chiamata anche "La grande", in sol minore (perché abbiamo due bemolle in chiave);
- risale all'estate del 1788 quando Mozart aveva 32 anni; in quell'estate ne scrisse 3 (la 39 e la 41: la Jupiter);
- organico: archi, flauto, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni;
- è in 4 movimenti/tempi: I Allegro, II Andante, III Minuetto (Allegretto), IV Finale (Allegro).
Descrivi il 1° tema (da 00:00) e 2° tema (da 00:49) utilizzando tali indicatori:
- prevalentemente ritmico o melodico? Il 1° più ritmico, il 2° più melodico;
- sinuoso (=cromatico) o lineare (=diatonico)?
partire da un ascolto globale;
applicare strategie di ascolto attivo (coinvolgendo corpo,
strumenti);
vedere e ascoltare, permette di analizzare la testura e capire le strategie di articolazione del discorso musicale.
Il concetto di testura richiama la metafora tattile visiva della trama di un tessuto (metafora tattile-visiva + suono).
Citando Odone (2010), le possibilità di organizzazione testuale sono cinque:
- Monodia: testura realizzata da una linea melodica, quindi eseguita da un solo strumento (o più strumenti all'unisono); es. Debussy "Syrinx" (per solo flauto)
- Monodia accompagnata: le linee melodiche sono due e c'è una chiara relazione di figura/sfondo, per cui una voce/linea fa da sfondo e accompagna, l'altra ha il canto principale; es. Saint Saens da Il Carnevale degli animali, "Il cigno" (arrangiamento per chitarra di James Bishop-Edwards): le linee ritmico-melodiche sono due.
- Polifonia: le linee melodiche sono più di una e si rileva una reciproca autonomia tra le voci, che
Agevola l'attivazione di processi di canalizzazione; essa è contraddistinta da una valorizzazione della dimensione orizzontale della successione, caratterizzata da quei procedimenti imitativi che tendono a dare un'impressione di incalzante fluidità; es. Bach Contrappunto VII dall'Offerta Musicale (fuga a 4 voci sul tema principale variato).
Tutti: dà un'impressione di compattezza, suggerita da testure che sono contraddistinte dalla predominanza verticale della simultaneità, con più parti (tutti orchestrale); se queste parti procedono allo stesso ritmo, parleremo di tutti omoritmia; es. Rossini, fine della Ouverture del Guglielmo Tell (ultima opera dell'autore in 4 atti, in francese; debutto all'opera di Parigi nel 1829).
Riconoscere testure. SOLO/TUTTI: MONODIA/OMORITMIA Antonio Vivaldi, Inverno, Allegro non molto, da Le quattro stagioni (fino 2:00). Individua le alternanze tra omoritmia (tutti: orchestra
d'archi) e monodia (solo: violino solista) e i punti in cui la monodia diventa accompagnata (solo del violino sorretto dal basso continuo