IGIENE
Il termine igiene deriva dal greco Igea, figura mitologica ellenica poi adottata anche dalla cultura romana, figlia di
Asclepio (nume della medicina) e di Epione, affiancata in un primo momento alla salute fisica e spirituale e poi
venerata come dea alla quale gli antichi si rivolgevano per chiedere protezione dalle malattie, perché associata alla
prevenzione delle malattie e al mantenimento dello stato di salute.
Definizione e significato del termine igiene: branca della medicina che studia le modalità più opportune per
conservare la salute e prevenire malattie.
Obiettivo: mantenimento, potenziamento, promozione della salute del singolo individuo e della collettività.
Per conservare la salute (che si acquisisce alla nascita) e prevenire le malattie abbiamo bisogno di strumenti:
mantenimento, potenziamento dei fattori positivi che portano al benessere e diminuzione dei fattori negativi che
portano ad uno stato di malattia; promozione della salute del singolo e della collettività.
Gli obiettivi e gli strumenti metodologici possono essere collocati nell’ambito di azione delle “Public Health Sciences”
(Scienze della Salute Pubblica).
La scuola è un luogo fondamentale per impartire l’importanza della salute pubblica, l’insegnamento di un corretto
stile di vita: gli insegnanti sono promotori della salute, lavorano nei primi anni di vita del bambino, paraeducano il
bambino sotto diversi punti di vista ruolo dell’insegnante deve essere affiancato a quello dei genitori:
collaborazione.
SALUTE
Stato di perfetto equilibrio dell’organismo in piena efficienza funzionale, fisica e psichica e
integrato nel suo ambiente sociale. Il triangolo della salute (Modolo, 2005) ci mostra come
anche l’ambiente ha un ruolo fondamentale per l’insorgere di malattie, in quanto è una
possibile fonte di stress.
La salute è un diritto sancito dalla costituzione italiana nell’articolo 32: “La Repubblica tutela la salute come
fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”; questo significa che è un diritto di tutti i cittadini,
indipendentemente dalla loro età, razza, convinzioni religiose e politiche, livello sociale ed economico. Non viene più
quindi considerata “in negativo” come assenza di malattia ma ha una valenza positiva.
Nel preambolo dell’OMS si legge: “È un diritto fondamentale di ogni essere umano il possesso del miglior stato di
salute che ciascuno è capace di raggiungere, intendendosi per salute non solo l’assenza di malattia o infermità, ma
uno stato di benessere fisico, psichico, sociale.”
Non è quindi un solo evento “medico” ma anche “politico-sociale”.
Stadi evolutivi del concetto di salute
Il concetto di salute ha subito modifiche nel corso degli anni. La definizione ultima è stata data nel 1948 dall’OMS.
1. Assenza di malattia prima del 1900 non vi erano strumentazioni adatte a fare diagnosi precoci, per cui la
malattia clinicamente rilevabile era la demarcazione fra malati e non malati.
2. Benessere fisico e psichico c’è la possibilità di fare diagnosi precoci di malattia nella fase preclinica (es.
tramite l’utilizzo dello screening, strumento che serve per capire il rischio che il soggetto ha di sviluppare una
determinata patologia) e c’è la valutazione di situazioni o condizioni di rischio per la salute sulla base di
parametri soggettivi (es. valutazione di condizioni microclimatiche).
3. Stato di completo benessere fisico, mentale, psichico ed economico nel modello eziologico di molte
malattie hanno un ruolo anche fattori di tipo sociale (condizioni socio-economiche, livello culturale ecc.).
Igiene è la disciplina medica che ha come obiettivo la tutela, la promozione e la conservazione della salute umana.
L’obiettivo primario è mantenere inalterato lo stato di salute (che si acquisisce alla nascita) in tutte le fasi della vita;
per far questo ci sono ambiti di intervento per le diverse fasi della vita.
FASE DELLA VITA AMBITO DI INTERVENTO
PRE NATALE Genetica, attraverso test genetici come test di screening
NEONATALE Igiene materna.
Indicazioni date negli ultimi anni dalla ricerca sul cancro, per prevenire tumori, allergie, e per
una corretta dieta: allattare i bambini al seno per almeno 6 mesi.
INFANTILE E PEDIATRICA Crescita e sviluppo
Mortalità perinatale e infantile (nei paesi dove la percentuale è molto alta significa che le
condizioni sanitarie non sono ideali)
Mortalità da 1 a 4 anni di vita (nei paesi sottosviluppati a causa di malattie che nei paesi
industriali non esistono più grazie ai vaccini)
Organizzazione dei servizi di igiene infantile
ADOLESCENZIALE E Igiene scolastica
GIOVANILE Igiene dello sport
Misure di sicurezza, sorveglianza e pronto soccorso
Igiene delle scuole speciali e differenziali
ADULTA Igiene del lavoro (industriale, agricolo, ecc.)
Legislazione sulla tutela e sicurezza sui luoghi del lavoro
ETÀ AVANZATA Biologia dell’invecchiamento
Problemi sanitari e socio-economici
Misure di prevenzione
I campi d’interesse dell’igiene sono epidemiologia, demografia e statistica sanitaria, prevenzione, organizzazione
sanitaria, epidemiologia e prevenzione delle malattie infettive e cronico-degenerative, igiene dell’ambiente fisico
(acqua, aria, suolo, microclima ecc.), igiene dell’alimentazione, educazione sanitaria.
Struttura della disciplina igienistica
- Indicatori (strumenti): per valutare le condizioni sanitarie di una
società, per capire se la popolazione vive in uno stato di
benessere o di malattia;
- Statistica (modello concettuale): importante per far sì che i
risultati dello studio epidemiologico siano significativi e
applicabili all’intera popolazione;
- Epidemiologia (metodologia): frequenza, cause della malattia;
- Igiene (filosofia): il confine tra filosofia e scienza è molto labile;
- Sanità pubblica (modello operativo): si occupa di migliorare le qualità della vita degli individui;
- Prevenzione (obiettivo): evitare che si verifichino malattie cronico generative e infettive nella popolazione.
- Salute (fine)
L’igiene è una disciplina caratterizzata da tre peculiarità:
- l’oggetto del proprio interesse non è l’uomo malato bensì quello “sano” ma al rischio di poter contrarre una
malattia;
- l’ambito di intervento non è limitato solo al singolo individuo ma esteso all’intera collettività;
- la tipologia degli interventi non sono limitati all’uomo bensì estesi all’ambiente fisico, biologico e sociale nel quale
esso si trova inserito; questi ambienti rappresentano fattori di malattia, possono concorrere al determinismo di una
malattia.
Operare in questi ambiti è molto difficile. Ci sono degli strumenti come LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), che
rappresentano la soglia minima delle prestazioni sanitarie a carico del sistema sanitario nazionale che devono essere
garantite a tutti i cittadini; nel 2017 è stata emanata una legge 169/17, che ha imposto l’obbligo di 10 vaccini nell’età
pediatrica, e che fa parte dei LEA perché forniti gratuitamente alle corti prestabilite (es. nati nel 1997) a tutta la
popolazione indipendentemente da ceto sociale, economico e reddito.
Differenza tra igienista e medico
L’igienista si occupa dello stato di salute della collettività, il medico si occupa del singolo individuo; l’obiettivo
dell’igienista è quello di prendere in considerazione una popolazione, tramite ad esempio studi epidemiologici; i
risultati devono essere tali da poter essere applicati non al singolo ma all’intera popolazione.
IGIENE CLINICA
INTERESSE Studia le cause del fenomeno salute/malattia: fattori Cura gli effetti degli eventi morbosi:
eziologici sintomatologia
OGGETTO DI STUDIO Salute Malattia
CAMPO DI ATTIVITÀ Popolazione Individuo
METODO DI Epidemiologia descrittiva (descrizione del fenomeno Semeiotica (descrizione dei segni e sintomi
OSSERVAZIONE salute/malattia) degli eventi morbosi)
METODO DI ANALISI Epidemiologia costruttiva (inferenza delle cause del Diagnosi
fenomeno)
STRUMENTI DI INDAGINE Statistici Tecnologici
STILE FORMATIVO Multidisciplinare (Iper)specialistico
STILE OPERATIVO Interdisciplinare Settoriale
MODELLO DI INTERVENTO Sanità pubblica Farmacologia, chirurgia
FINALITÀ DI INTERVENTO Prevenzione Terapia
L’igiene è una disciplina articolata in tre settori fondamentali:
1. Epidemiologia
2. Prevenzione (Medicina preventiva e Igiene ambientale)
3. Medicina di comunità (o Sanità Pubblica: promozione della salute)
E ricorre alla statistica che usa gli indicatori come strumenti di valutazione: i dati devono essere significativi così da
poter essere applicati all’intera popolazione e non al singolo.
L’ambito a cui ci interessiamo maggiormente è quello della promozione della salute: processo che permette alla
popolazione di aumentare il controllo dei fattori che determinano la salute al fine di promuoverla e sostenerla (OMS
1986, Carta di Ottawa).
La promozione della salute non è una responsabilità esclusiva del settore sanitario ma va al di là degli stili di vita e
punta al benessere; richiede quindi l’intervento sinergico della classe politica (importante perché emana delle leggi,
prende in esame le situazioni e cerca di risolverle: ad esempio con la legge 169/17), della popolazione e dei
professionisti della sanità per creare le condizioni di vita e ambientali ideali alla sua realizzazione.
La salute non è semplicemente uno stato di assenza di malattie, ma è una condizione dinamica di benessere fisico,
mentale e sociale. La condizione di benessere dipende in larga misura da fattori obiettivi individuali e collettivi, che
possono essere rilevati ed espressi in termini numerici come ad esempio:
- efficienza fisica (statura: ad esempio nell’ultimo periodo la statura media della popolazione si è alzata perché ci
sono delle condizioni climatiche, ambientali che lo permettono, peso corporeo, pressione arteriosa, volumi
polmonari statici e dinamici, parametri ematologici ed ematochimici, ecc.);
- reddito: chi ha un reddito economico più alto può permettersi maggiormente di comprare cibi di buona qualità e
salutari, rispetto a chi lo ha più basso;
- livello di istruzione;
- indice di affollamento (numero di abitanti in rapporto al numero di vani disponibili);
- numero e qualità dei servizi sanitari e sociali.
Il modello di promozione alla salute è costituito da tre anelli concentrici e prende in esame
diversi ambiti che utilizzano strategie differenti ma per raggiungere lo stesso obiettivo: mantenere
inalterato lo stato di salute.
- Educazione sanitaria, serve ad incrementare la salute, eliminare i fattori di rischio, prevenire le malattie; questo è
l’ambito più importante.
- Prevenzione: distinta in tre livelli in primaria (eziologico-ambientale), secondaria (patogenetico-clinica), terziaria
(riabilitativo-sociale); ciascuna di queste fasi dispone di propri strumenti per tutelare la salute, ma l’attività motoria
svolge un ruolo in tutti e tre i tempi della prevenzione; questa ha un’azione di contrasto alla sedentarietà (fattore di
rischio), una valenza di ‘fattore protettivo’ nei confronti di diverse patologie, migliora la fisicità di un uomo (equilibrio, postura,
forza, coordinazione ecc.) apportando anche vantaggi a livello cardiovascolare, respiratorio e muscoloscheletrico, apporta
benefici alla salute mentale.
- Protezione della salute: Sanità Pubblica, controlli legali e amministrativi (Legislazione).
L’educazione alla salute è un elemento strategico della promozione alla salute, per assicurare a ciascuno di
esercitare il proprio diritto alla salute ma anche per portarlo ad utilizzare in modo corretto i servizi sanitari.
Scopo: aiutare la popolazione ad acquisire benessere mediante i propri comportamenti e sforzi (OMS)
Processo educativo alla salute: attività di informazione e promozione intorno ai determinanti della salute (fattori che
predispongo alla salute e in alcuni casi anche alla malattia che sono alcuni non modificabili es. età, sesso, genetica e
alcuni modificabili, nei quali possiamo agire) volta alla modifica di quei fattori individuali, di stile di vita, sociali e
ambientali che espongono al rischio di contrarre una malattia.
Strategie per cambiamento comportamentale: acquisizione di conoscenze, modificazione degli atteggiamenti e
adozioni degli atteggiamenti; per questo ci sono norme di legge, campagne pubblicitarie (che devono essere veritiere
e non ingannevoli), educazione sanitaria, pressione sociale.
È necessario quindi predisporre un percorso educativo che, attraverso la conoscenza (sapere) induca comportamenti
(saper fare) coerenti con un modello di vita improntato al benessere globale della persona (saper essere). La scuola è
un luogo fondamentale per trasmettere informazioni simili; la trasmissione delle informazioni serve infatti per far
raggiungere nei ragazzi la consapevolezza che cambiare le abitudini alimentari e di vita incongrui è importante sia per
aiutare sé stessi sia per creare delle condizioni di buona salute per tutti.
Occorre tuttavia attuare un intervento precoce, a partire già dai primi anni di vita, perché rappresenta lo strumento
più idoneo a sviluppare nelle nuove generazioni l’attenzione verso i fattori dai quali dipendono il benessere
individuale e della collettività.
La famiglia in prima istanza e la scuola secondariamente, ma solo da un punto di vista temporale, non possono
trascurare tra i loro compiti educativi questo ambito della formazione dei giovani.
Da anni l’azienda sanitaria, opera nelle scuole dei diversi ordini e grado con interventi di promozione alla salute
rivolti in primo luogo agli studenti, ma anche ai loro genitori e agli insegnanti (progetti come mercoledì della frutta,
piedi bus ecc.).
Il vero obiettivo è cambiare il comportamento; non è importante lavorare solo a livello cognitivo, occorre
promuovere comportamenti positivi. L’informazione da sola non genera cambiamento. In questo senso ci deve
essere anche e soprattutto il supporto della famiglia, per promuovere prima e aumentare poi i comportamenti
positivi. È importante distinguere:
- informazione: intervento che prevede un passaggio di informazioni da un soggetto “esperto” ad uno “non esperto”;
- educazione: processo che prevede un confronto tra culture (conoscenze, atteggiamenti, convinzioni…) e
necessariamente anche un ruolo attivo da parte dell’utenza.
Tuttavia l’informazione può essere un intervento all’interno di un processo educativo.
L’educazione alla salute promuove la diffusione di fattori di protezione, riduce l’attecchimento dei fattori di rischio,
produce conoscenze, competenze, norme e attitudini, riduce falsi miti e false credenze (es. a proposito
dell’argomento delle vaccinazioni) e riduce l’incidenza di un problema di salute.
Interventi educativi
Dove
Intervento generalizzato o di massa
- in età evolutiva: nella scuola di ogni ordine e grado
- in età adulta: in strutture organizzate operando in gruppi omogenei per comunanza di rischio (fabbriche
per far capire i rischi a cui un individuo è esposto, consultori, comitati di quartiere ecc.)
Intervento individuale o selettivo
nelle strutture sanitarie deputate ad erogare l’assistenza di base e specialistica (distretti, poliambulatori,
ospedali)
Chi
nella scuola tramite il personale docente;
nelle altre strutture tramite il personale nei ruoli sanitario e sociale in misura differenziata per livelli di
qualificazione e in funzione della specificità degli interventi.
Esempio: importanza della prevenzione - vaccini
Gli attuali neogenitori non hanno esperienza diretta delle malattie verso cui sono indirizzare le vaccinazioni e non sempre
colgono l’importanza delle vaccinazioni per la salute dei loro figli; i medici di famiglia manifestano il timore di essere ritenuti
responsabili di eventuali eventi avversi correlati alle vaccinazioni; le associazioni anti-vaccinazione sono molto attive nel
segnalare la pericolosità dei vaccini al di là dell’evidenza scientifica; i “media” enfatizzano le notizie sui rari casi di reazione
indesiderate mentre mettono assai poco in luce gli effetti positivi complessivamente determinati dalle vaccinazioni.
Le indicazioni date dagli esperti che redigono i piani sanitari nazionali dicono che, per evitare che ci siano malattie nella
popolazione, è necessario che la copertura vaccinale sia del 90/95% a seconda della tipologia del vaccino. Per questo un
abbassamento della copertura vaccinale al 70/80% rappresenta un problema, soprattutto per quei bambini che per cause
differenti non possono servirsi dei vaccini.
L’attività di promozione della salute è parte della missione delle Aziende Sanitarie ed è rivolta direttamente a tutta la
popolazione di riferimento. L’azienda sanitaria si fa quindi promotrice anche presso le scuole di stili di vita sani e
comportamenti salutari, attraverso il personale stesso e professionisti esterni. I progetti riguardano alimentazione,
attività fisica (negli ultimi anni è stata aggiunta alla base della piramide alimentare, perché è uno di quei fattori che
migliorano il nostro stato di salute), fumo (principale fattore di rischio per le otto condizioni patologiche più gravi),
alcool (nella piramide alimentare è stato aggiunto al vertice un bicchiere di vino rosso in quanto dagli ultimi studi
scientifici si è dimostrato che ha sostanze antiossidanti, molecole di polifenoli, che producono benessere),
educazione socio-affettiva e sessuale, igiene orale, primo soccorso, contrasto all’uso di sostanze stupefacenti,
sicurezza stradale.
Metodologia: per affrontare l’ampio tema delle educazioni &eg
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