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Esame emocromocitometrico

Appunti di Patologia clinica sull'esame emocromocitometrico basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Trerè dell’università degli Studi di Bologna - Unibo, della facoltà di Medicina e Chirurgia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Patologia clinica docente Prof. D. Trerè

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ESAME EMOCROMOCITOMETRICO

Il termine patologia clinica possiamo produrre come “Medicina di laboratorio”. Pertanto il

patologo clinico analizza i liquidi biologici. Il liquido biologico più analizzato è il sangue. Il

sangue sistema bifasico costituito dalla componente corpuscolare e da una liquida, il

plasma.

Se posizioniamo una provetta di sangue in posizione verticale possiamo osservare dopo

un po’ di tempo che la componente corpuscolata si è depositata al fondo della provetta,

mentre la componente liquida rimane sospesa.

1.Componente liquidaPlasma: È costituita dal 91% di acqua, dal 7% di proteine

(albumina, Globuline, Fibrinogeno ed altri fattori della coagulazione), 2% di

sostanze nutrienti ( glucosio, aminoacidi, lipidi), da metaboliti ( bilirubina, urea,

creatinina, acido urico), da elettroliti ( sodio, potassio, calcio, etc), da gas disciolti

( anidride carbonica, ossigeno, azoto). Appare di un colore giallo. Rappresenta il

50% del volume ematico totale.

2.Componente corpuscolata: comprende cellule nucleate (leucociti e globuli

bianchi), nucleate (eritrociti o globuli rossi) e frammenti citoplasmatici (trombociti o

piastrine). La componente corpuscolata rappresenta il 45% del volume lattico totale

ed è costituita da:

- buffy coat: che è costituito da leucociti e piastrine

- eritrociti

Quindi se osserviamo una provetta in cui la componente corpuscolata si è depositata

possiamo osservare: sul fondo della provetta gli eritrociti (che sono rossi), subito sopra il

buffy coat (che è un anello bianco) e infine il plasma appare giallo.

Il siero è quello che rimane dopo il sangue è coagulato e sono stati sottratti i componente

corpuscolare e il coagulo quindi stiamo parlando del plasma privo dei fattori di

coagulazione.

In laboratorio si tende ad utilizzare il siero perché i fattori della coagulazione possono

interferire con il processo di quantificazione automatica che viene eseguito dai macchinari.

Esame emocromocitometrico con formula leucocitaria

Questo termine è stato contratto con quello di emocromo. Quest’esame studia le singole

componenti corpuscolari del sangue: studia le alterazioni qualitative e quantitative delle

diverse popolazioni di elementi corpuscolati che sono presenti nel sangue. L’emocromo

viene fatto dal prelievo di sangue venoso che viene messo in una provetta con

anticoagulante. Questo esame non è importante solo per l’ematologo, ma è fondamentale

perché fornisce delle informazioni fondamentali per svariate patologie. Infatti lo spettro

diagnostico è molto più ampio di quello delle sole malattie ematologiche (ad esempio nel

sangue ci sono componenti del sistema immunitario).

L’emocromo aiuta nel profilo di ingresso. Il profilo d’ingresso è quella serie di esami che

vengono prescritti di default cioè ogni volta che un paziente entra in contatto con il

Sistema sanitario nazionale. L’emocromo si porta indietro un’ampia potenzialità

diagnostica. Gli esami del profilo d’ingresso vengono prescritti indipendentemente dalla

patologia e dall’anamnesi. L’emocromo è un ottimo punto di partenza per le valutazioni

cliniche diagnostiche.

Componenti che vengono valutate nell’emocromo:

• Eritrociti (o globuli rossi): sono tutti uguali tra di loro. Hanno una morfologia a disco

biconcavo. La loro funzione è quella di trasportare l’ossigeno ai tessuti e l’anidride

carbonica ai polmoni dove verrà scambiata con l’ambiente esterno. Tutto questo

avviene grazie all’emoglobina. Il loro diametro intorno agli 8 μm. La vita media è di

120 giorni.

• Piastrine: sono tutte uguali tra di loro. Sono frammenti citoplasmatici. Hanno un

diametro di 2-3 μm. La vita media di 10 giorni. La loro funzione È quella di formare

il tappo emostatico primario e quindi di interrompere l’emorragia.

• Componente bianca: È differenziata sia in termini morfologici che funzionali.

• Che si dividono in base alla morfologia del nucleo

- non polimorfonucleati hanno il nucleo tondo

- polimorfonucleatihanno il nucleo irregolare.

I polimorfonucleati sono caratterizzati anche dalla presenza di granuli citoplasmatici

sulla base di differenze territoriali di questi granuli citoplasmatici sono classificati in:

- neutrofili: quando i granuli non si colorano. I granuli sono Rosa, quindi popolo

colorati. Le dimensioni sono quelle di un globulo rosso. Sono fondamentali nelle

risposte immunitarie dovute a infezioni batteriche. Anna di vita molto breve: 12

giorni nei tessuti per svolgere la loro funzione battericida.

- Eosinofili: quando i granuli si colorano di rosso. Il termine eosinofilo deriva

dalla sostanza che si usa per colorarli ( che si chiama eosina). Sono importanti

nelle difese da parassiti ma soprattutto nelle risposte allergiche.

- Basofili: quando granuli si colorano di blu. Vengono utilizzati decoloranti basicii

sono importanti nella risposta infiammatoria aumentano le reazioni di

ipersensibilità.

E non polimorfonucleati sono:

-Linfociti: sono cellule piccolissime (le più piccole esclusi i frammenti citoplasmatici).

Morfologicamente prevale molto il nucleo che è perfettamente tondo. Intervengono

nella risposta di un’infezione virale.

-Monociti: hanno più citoplasma E hanno un nucleo non perfettamente tondo. Infatti

il nucleo presenta un’incisura. Migrano ai tessuti dove svolgono la loro funzione di

fagocitosi.

Dal punto di vista quantitativo:

- I globuli rossi sono la componente prevalente: 4,8- 5,4 milioni per micrometro

- I globuli bianchi sono i meno numerosi: 5000- 10.000 per micrometro

(prevalgono i neutrofili 60- 70%, poi i linfociti 20-25%, i monociti 3-8%, gli

eosinofili e i basofili che sono presenti in percentuali molto basse).

- le piastrine: 150.000-400.000 per micrometro


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica (BOLOGNA, RAVENNA e RIMINI)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LauraMara di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Patologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Trerè Davide.

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