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Periodo barocco

Nascita della prima forma per orchestra

Il concerto si forma nel 1600 e non prima perché iniziano a formarsi le prime monarchie, si crea unione e la musica è uno dei grandi mezzi per comunicare il potere e sonorizzare la figura del re; l’orchestra serve per il suo essere corposa e potente, parlava alle masse della politica. Inoltre, con la riforma cattolica che mette in campo l’arte, la musica è impiegata nelle processioni per le strade (soprattutto a Napoli dove nascono i conservatori modernamente intesi).

Strumenti moderni

Nascono anche gli strumenti moderni: periodo del violino che sconfigge tutti gli altri strumenti ad arco, affermandosi come l’elemento più importante nella cultura orchestrale.

Concerto

Con certare cum serere significa "combattere con" o "mettere insieme"; entrambi validi a seconda della tipologia di concerto. Si diffonde a partire dal 1519 con una mescolanza di voci e strumenti. Dai primi del 1600, la parola si tecnicizza – acquista un significato preciso per la lingua dei musicisti – inteso come concerto strumentale; gli strumenti hanno regole date pian piano dagli strumentisti.

L’orchestra è caratterizzata dal raddoppio delle parti, non basta che ci siano un insieme di strumenti come in un qualsiasi gruppo musicale, e non serve una quantità minima di strumenti, ma almeno due persone per strumento (la fila). Questo varrà per l’età barocca, con l’andare del tempo il numero esatto di musicisti cambierà.

Raccolta di frottole

Ottaviano Petrucci, 1501 – prima edizione musicale stampata. Composizione dell’orchestra barocca: archi con strumenti di accompagnamento (violoncello, fagotto, liuto, clavicembalo e organo).

Caratteristiche principali

La caratteristica principale della musica del periodo è che sembra un moto sonata a perpetuo, come se non dovesse finire mai. NB: quando si parla di tre/quattro/ecc. si aggiunge sempre uno e di conseguenza i musicisti sono quattro/cinque/ecc.

Componenti fondamentali del concerto

  • Discorso musicale: composto di frasi scomponibili ed analizzabili.
  • Esibizione: passi di bravura.
  • Dialogo: colloquio immaginario tra solista e orchestra.

Rapporto solista/orchestra

Il rapporto solista/orchestra può essere:

  • Verticale: suonano contemporaneamente.
  • Orizzontale: si succedono alternandosi.

Si può avere inoltre:

  • Polarità: distanza, tra di loro non c’è dialogo.
  • Reciprocità: arte del dialogo, molto con Mozart. Questo può essere di cooperazione (si spartiscono una frase – orizzontale; suonano contemporaneamente – verticale), di replica (si rispondono sullo stesso tema) o di controreplica (si rispondono su materiali diversi).
  • Diffusività: negano il dualismo e si fondono.

Arcangelo Corelli

1653-1713, è il caposcuola della produzione strumentale del 1700 e dell’evoluzione degli archi e del violino. È considerato uno dei più grandi compositori di questo periodo, fu infatti fondamentale il suo contributo allo sviluppo della forma musicale della sonata e del concerto grosso – che portò ad un altissimo livello di equilibrio e perfezione formale. Lo stile da lui introdotto e dai suoi allievi portato avanti fu vitale per lo sviluppo del violino (influenzò soprattutto Vivaldi).

Legato alla figura di Torelli: con lui l’alternanza tra concertino e ripieno dà un effetto chiaroscuro, ma poco contrasto tematico, con Torelli c’è una forte separazione tra solo e tutti per dare spicco agli episodi solistici.

Concerti musicali a quattro op.6

In questo periodo infatti nasce ufficialmente il concerto solistico: appaiono per la prima volta le indicazioni sullo spartito.

Concerto grosso per la notte di Natale in sol minore, op.6, n.8

Questo è un esempio di gerarchia di concerto grosso, da cui si giunge con facilità a quello solistico.

  • Violino solista: a cui sono affidati i passaggi brillanti
  • Concertino: due violini e un violoncello
  • Ripieno: due violini, una viola e un violoncello

Suddivisione e contrasto tra concertino e ripieno. Gli interventi del sono impiegati per sottolineare le cadenze (chiaroscuro), per semplice rinforzo o come risposta al concertino. Non è un radicale innovatore, ma offre la sintesi delle esperienze del 1600 dopo averle ordinate, stilizzate e decantate – delinea una nuova dimensione stilistica.

I movimenti

  • Vivace – Adagio
  • Allegro
  • Adagio – Allegro – Adagio
  • Vivace
  • Allegro
  • Pastorale – largo

Lo stile richiama i concerti da chiesa in sei movimenti – l’ultimo è il tipico pastorale ad libitum.

Antonio Lucio Vivaldi

1678-1741, compositore e violinista italiano proveniente dalla Repubblica di Venezia, esponente del tardo barocco italiano. È chiamato prete rosso per via del colore dei suoi capelli. È la figura rappresentativa per lo sviluppo del concerto solistico – sviluppando il lavoro di Torelli – di cui i tratti principali sono: sbalzi tra piano e forte, struttura di tre movimenti (allegro, adagio, allegro) e forma ritornello (che hanno la funzione di colonne in cui si riprende parte del materiale e delle tonalità).

Inizia a studiare violino con il padre e si avvia alla carriera ecclesiastica, la abbandona per diventare maestro di concerti a Venezia e termina la sua vita a Vienna in povertà.

I suoi lavori

NB: Il pubblico era abituato a sentire sempre nuova musica, era indispensabile per un musicista la velocità di scrittura. I suoi lavori sono noti grazie a Pisendel – musicista di Dresda – che ritrova i suoi componimenti durante un viaggio in Italia e li diffonde in tutta la Germania al suo ritorno.

Le quattro stagioni

Il cimitero dell’armonia e dell’invenzione: I primi quattro concerti solistici per violino dell’opera. È un esempio altissimo di musica descrittiva (tipo di musica che ha il fine di narrare eventi di varia natura, la fonte di ispirazione è extramusicale – es. un testo letterario). Mette in mostra l’evidente ruolo del solista. Non è il primo ad introdurre le stagioni nella musica, Simpson lo fece prima di lui, ma non godette dello stesso successo europeo.

Tratti stilistici

Tratti stilistici: mira all’immediatezza dell’intreccio sonoro, desira trattare le idee tematiche intensamente (e non esaustivamente) e tratta il materiale fino al limite delle sue potenzialità. Le formule ritmiche sono associate a significati extra-musicali: suoni della natura, situazioni psicologiche.

La Primavera in mi Mag.

Tre movimenti = momenti della stagione:

  • Canto degli uccelli – allegro
  • Riposo del pastore con il suo cane – adagio
  • La danza finale – allegro

Questo è il concerto con maggior fortuna, ne furono fatti diversi adattamenti, di cui uno dal filosofo Rousseau.

L'Estate in sol Min.

Ha toni violenti che riflettono perfettamente la carica esplosiva della stagione. La tempesta viene descritta nella sua manifestazione al pastore:

  • Avvicinamento nel calore estivo – allegro
  • Temporale improvviso – adagio
  • Aggressività del temporale – allegro

Nel primo movimento il violino solista imita i versi di alcuni uccelli.

L'Autunno in Fa Mag.

È qui descritta la figura del Dio romano Bacco (temi di caccia e vino):

  • Visione della vendemmia – allegro
  • Ebrezza provocata dal vino in un’atmosfera trasognata e serena – adagio
  • Ritmo martellante della caccia – allegro

L'Inverno in Fa Mag.

Il migliore concerto del ciclo:

  • Azione spietata del vento gelido – allegro
  • Pioggia che cade lenta sul terreno ghiacciato – adagio
  • Serena accettazione del clima invernale – allegro

Il solista racconta la piacevolezza dello stare al caldo in casa, mentre l’orchestra intorno a lui lo accompagna rappresentando l’esterno con il rumore della pioggia. Nell’apertura risuona la triade di sopratonica con una settima senza terza per far sentire auditivamente l’effetto freddo. Con questo stesso sistema descrive venti impetuosi, il battere dei denti e gli scrosci di pioggia.

Johann Sebastian Bach

Caratteristica dell’autore: scrittura polifonica, la sua musica serve a glorificare Dio. 1685-1750, Germania, universalmente considerato uno dei più grandi geni della storia della musica. È caratterizzato dalla sintesi perfetta tra la scuola compositiva tedesca e quella italiana (soprattutto da Vivaldi), di cui trascrisse numerosi brani e assimilò lo stile concertante. Le sue opere non furono molto diffuse a causa delle difficoltà tecniche dei componimenti che le rendevano appannaggio dei più istruiti. La sua rappresentazione della Passione secondo Matteo a Berlino favorì la sua riscoperta. Senso architettonico e plasticità formale derivate soprattutto dalla musica del 1600 e totalmente sconosciute al pubblico della sua epoca.

Concerto Brandeburghesi n.3 in sol Mag. (1718)

Esempio principale di devozione a Vivaldi: forte energia, ma anche profonda interiorità – l’animo che non riesce a contenere i pensieri riguardo Dio e il mondo. Il ritmo è trascinante e la forma è completamente originale, qui nessuno strumento ha ruolo principale se non in modo provvisorio.

  • Allegro
  • Adagio con cadenza frigia – deriva da una scala, ma se ne cambia la nota iniziale; episodio ad libitum.
  • Allegro

Il concertino è sostituito da alternanze di gruppi di tre strumenti.

Concerto Brandeburghesi n.4 in sol Mag. (1720)

Struttura a piramide: violino solista, concertino e ripieno.

  • Allegro – È un movimento ampio che si sviluppa come un concerto grosso con gli strumenti che dialogano con l’orchestra e tra loro e tocca diverse tonalità anche lontane da quella di partenza, tra cui il do min. Privilegia le tonalità più acute.
  • Andante – Alternanza piano forte.
  • Presto – Fuga vigorosa con soli di violino vigorosi.

La scena tedesca tendeva molto all’intreccio di più voci. Progressione: il ripetersi di un disegno melodico in senso ascendente o discendente. Ripresa: ripetizione di una parte della composizione; in questo caso indica il ripetersi dell’introduzione che porta alla conclusione.

Concerto per tastiera

Tra i concerti Brandeburghesi il più importante è il 5° perché segna la nascita del concerto per tastiera (in cui il pianoforte è lo strumento principale); qui inoltre c’è il cembalo concertato – svolge la funzione di ripieno e di solista. Riprende anche spesso i motivi del ritornello mediando tra reciprocità e polarità.

Nota bene

Reciprocità,- Bach: sviluppa il concerto per tastiera – che indica generalmente il clavicembalo. Il solista si esibisce, mentre gli altri strumenti discorrono – i piani del discorso si intersecano. La reciprocità sta nel fatto che il cembalo riprende i movimenti del ritornello.

Polarità,- Vivaldi: l’orchestra tematizza e al solista spettano i passaggi virtuosi; è funzionale: gli episodi solistici portano novità e inquietudine, i ritornelli controbilanciano con la familiarità. Il ritornello serve a dare l’immagine generale del pezzo, gli assoli evocano le immagini del testo.

Periodo classico

1750-1820, stile galante...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/07 Musicologia e storia della musica

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