Lezione del 5/10/16
Una dottrina non si può cambiare
Gli Imperi
- I° Impero romano pagano
- II° Impero romano cristiano (fino al 1453) guidati dagli imperatori
- III^ fase Impero romano con religione ufficiale l’Islam guidato dai sultani
II° fondatore stato turco nome: Ottaviano-Romei (nome della popolazione)
Costantino spostò la sede dell’Impero romano a Bisanzio e creò la città di Costantinopoli. Bisanzio era un piccolo villaggio di pescatori.
Andrea (fratello di San Pietro) andò a Bisanzio per battezzare a Kiev e poi nel Caucaso (Georgia). Patriarca di Costantinopoli. San Pietro andò a Roma.
- Siria (Soria)
- Fenicia
- Giudea Ἀχαΐα
- Acaia (in greco antico: Achaia) = attuale Grecia
Africa proconsolare: comprendeva Libia, Marocco e l’Algeria. Numidia: attuale Tunisia.
Lezione del 6/10/16
27 a.C. - Battaglia di Azio
In questo periodo venne instaurato l’Impero. Con la battaglia di Azio, combattuta nel 27 a.C tra Ottaviano e Antonio, il quale avendo scelto Cleopatra e l’Oriente, si era posto come antagonista dello Stato romano e della sua tradizione. Si chiude con questa battaglia un periodo di guerre civili, mentre Ottaviano, il vincitore, getta le basi di una società profondamente diversa da quella tradizionale. Inoltre, Ottaviano conferisce prestigio e rende omaggio alle antiche istituzioni rispettate di nome e mutate di fatto. “Durante il mio VI° e VII° consolato- scrive Ottaviano- dopo aver spento le fiamme delle guerre civili, venuto in possesso del potere supremo con il consenso di tutti, trasferì il governo dello Stato dalle mie mani alla libera scelta del Senato e del popolo romano, a partire da quel momento fui superiore a tutti per autorità, ma non ebbi maggiore potere rispetto a quanti altri furono miei colleghi nelle precedenti magistrature”.
Ottaviano, restaurando la legalità repubblicana, accettò di farsi chiamare principe dal Senato, primo fra pari, la massima autorità del Senato svincolata dai limiti temporali e istituzionali delle magistrature elettive. Si identificava, in tal modo, con la massima autorità dello Stato, nasceva dunque l’Impero.
Nella seduta del 27 a.C., il senato, rendendo grazie ad Ottaviano per la vittoria ottenuta, gli decretò una serie di onori di carattere simbolico. In quella occasione, gli fu conferito l’appellativo di Augustus (dal latino AUCTUS= accrescimento), un epiteto di derivazione religiosa che attribuiva un’aura di venerazione a un nuovo capo riconosciuto da uno stato romano.
La deposizione dal consolato
La deposizione dal consolato costituisce una nuova tappa, nella quale ad Ottaviano Augusto si conferiscono due strumenti particolari per il controllo del potere:
- La tribunicia potestas (la potestà tribunizia): attribuiva l’inviolabilità sacrale della sua persona, la possibilità di convocare in senato, il diritto di far votare i plebisciti e di porre il veto alle leggi.
- L’imperium pro-consulare: dava ad Augusto il diritto di esercitare su tutte le province dell’impero il supremo comando militare, pur senza rivestire la specifica carica di pro-console. Il suo imperium si qualificava infatti come maius, maggiore di quello esercitato da quello nella provincia da lui assegnata, infinito, senza limiti di spazio e di tempo.
Dopo la battaglia di Azio, le forme istituzionali del nuovo stato si delineavano secondo un equilibrio che contemperava il rispetto della tradizione con le esigenze del nuovo corso politico. Ad Ottaviano Augusto restava solo da assumere anche la massima carica religiosa dello stato, quella di Pontifex Maximo. Tutti i successori di Ottaviano, fino a Costantino il Grande, portavano questo titolo (tale titolo portato fino ad oggi dal vescovo di Roma).
Le diverse componenti della società romana si riconoscevano nell'opera di Ottaviano Augusto che garantiva i loro diritti e i loro privilegi dopo i traumi delle guerre civili. L'esercito dell'imperatore Augusto era dunque radicalmente diverso dal passato, in effetti esso divenne permanente nel tempo e stabile negli stanziamenti. La gerarchia militare rispettava la rigida distinzione di status civile ed economico che caratterizzava la società romana, attraverso le promozioni di grado e il riconoscimento dei diritti civili e politici ai veterani, l'esercito si trasformava perciò in veicolo di lenta, ma diffusa mobilità sociale in tutto l'ambito dell'impero (applicato dai sultani).
Nonostante il fatto di non essersi trovato mai in pericolo d'attentati, Augusto formò un corpus speciale di gruppi scelti e stanziati a Roma (i pretoriani).
Il senato era, non solo la più alta autorità politica del passato regime repubblicano, ma anche il rappresentante della ristretta élite che deteneva il massimo del potere economico e sociale. Per questo motivo, la politica di Ottaviano inizialmente consisteva nel dimostrare al senato il rispetto verso la tradizione avviando al tempo stesso i passi necessari per una drastica riduzione dei suoi poteri.
Lo stato romano aveva bisogno di una aristocrazia che fosse depositaria dell'esperienza necessaria allo svolgimento delle massime funzioni politiche e militari, occorreva però rifondare le basi di questa aristocrazia perché divenisse uno dei pilastri del ristabilimento dell'ordine sociale, perciò Augusto avviò un difficile processo di epurazione per riportare all'antico numero di 600 i membri del senato. Ai senatori, Ottaviano garantì il mantenimento delle più alte magistrature tradizionali dello stato e i gradi più elevati nell'esercito. Se il significato di quelle magistrature era diminuito, esse restavano fonte di prestigio sociale e tappa necessaria per l'ottenimento assai ambito del governo delle province.
I cavalieri
Ottaviano Augusto, consapevole dell'importanza sociale ed economica del ceto dei cavalieri come corpo militare e sviluppatosi come aristocrazia finanziaria, ne volle diminuire l'influenza politica, sottraendo loro gli appalti per la riscossione delle imposte e riducendone il potere in campo giudiziario.
Giannizzero = soldato scelto delle antiche fanterie turche, in origine forzatamente reclutato tra i giovani di famiglie cristiane, che, istruito nell'Islam, ne diveniva fanatico e accanito difensore, tanto da far parte in seguito della guardia del corpo del sultano; donde, sostenitore accanito e fanatico, esecutore spietato degli ordini di un'autorità violenta.
Le decisioni politiche più delicate venivano prese in un vertice ristretto formatosi attorno ad Augusto al di fuori delle istituzioni tradizionali:
- Il Consilium Principis (divan) ===> Lo stato augusteo fu basato sull'aristocrazia e sulla ricchezza. Gli umili erano esclusi dalla gestione della cosa pubblica e dei privilegi che ne derivavano, ad eccezione della plebe di Roma, quest'ultima per qualche tempo venne chiamata ad esercitare i propri diritti politici, ma le assemblee nelle quali il popolo votava le leggi o eleggeva i più alti magistrati dello stato erano ridotti ormai al periodo di Augusto a pure formalità prive di contenuto politico.
Le entrate dello stato erano fondamentalmente costituite dalle imposte applicate alle persone ai beni fondiari nelle province. L'Italia odierna e le colonie di cittadini romani erano esenti da tali pagamenti. La distinzione di carattere fiscale rifletteva anche una complessa divisione politica amministrativa voluta da Augusto sin dai primi anni del suo potere. La sopracitata riunione del senato del 27 a.C. aveva portato a definire due gruppi di province:
- Senatorie: erano affidate, secondo la tradizione, a pro-consoli o pro-pretori, massimi esponenti dell'ordine senatorio. Si trattava di territori importanti e ricchi sostanzialmente pacificati che non richiedevano una presenza massiccia di truppe. Tali province erano per esempio: la Sicilia, la Sardegna, la Corsica, la Gallia, l'Africa, l'Acaia (Grecia) e l'Asia.
- Imperiali: erano affidate ad Augusto che le governava attraverso rappresentanti scelti fra i senatori (legati augusti) o i cavalieri (procuratores). Si trattava di province di recente annessione non completamente sottomesse che richiedevano un controllo militare diretto anche per la loro posizione geografica di confine. Tali erano ad esempio le Gallie, la Germania, Tarraconense (Spagna) e la Lusitania (Portogallo), la Rezia (Svizzera), il Norico (Austria), la Dalmazia, la Pannonia (Ungheria e Serbia) e la Siria (avamposto romano verso i Parti). Su tutte queste esercitava il potere di controllo, faceva eccezione l'Egitto governato da un prefetto alle dirette dipendenze di Augusto che prese possesso di quella regione non in qualità di massimo rappresentante del senato e del popolo di Roma, ma quale successore legittimo delle dinastie dei faraoni.
La Dalmazia usava il neolatino, nella cui lingua San Girolamo aveva tradotto la Bibbia (ultima testimonianza di lingua neolatina fino alla fine del XIX° secolo), rimasto nell'impero romano cristiano. Nel 996 d.C. questa provincia venne aggredita dalle popolazioni slava e autoctona di lingua neolatina, chiamò in aiuto la repubblica Veneta e da quel momento fino al 1797 la Dalmazia divenne parte integrante della repubblica Veneta.
- I° Impero romano pagano ---> Province
- II° Impero romano cristiano ---> Tema
- III° Impero romano musulmano ---> Beglerbegati di Rumelia e di Anatolia
Lezione del 12/10/16
Gaius Iulius Caesar (100-44 a.C)
Fu proprio per controllare sul posto in Egitto e per sistemare in via diplomatica, la contesa che opponeva Roma al Regno dei Parti, che Ottaviano Augusto, per diversi anni, soggiornò in Oriente, per poi durante tre anni (dal 16 al 13 a.C.) risiedette a Lione.
Le frontiere
Le frontiere dell'Impero di Ottaviano Augusto si estendevano dai fiumi Danubio e Reno in Germania fino abbracciare più tardi la Britannia, con esclusione della Scozia, fino al fiume Eufrate (odierna Turchia), dove confinava con il Regno dei Parti. Tale regno era situato nel nord-est della Persia (Iran) e comprendeva però anche la Mesopotamia (odierno Iraq). Il regno dei Parti fu fondato nel 247 a.C. e cadde nel 224 d.C. Il confine orientale dell'impero di Ottaviano Augusto fu garantito dalla provincia romana di Siria. L'Armenia divenne lo stato cuscinetto e il suo governo fu affidato ad un re voluto dai Parti, ma anche accettabile per Roma.
La società
Deciso di ottenere dalle classi più elevate comportamenti pubblici e privati più consoni alla tradizione, Ottaviano Augusto cercò in primo luogo di regolamentare i matrimoni tra membri di classi diverse (per esempio proibì ai senatori di sposare le liberte, che erano state liberate dalla servitù legale). Un liberto nell'antica Roma era uno schiavo reso libero che generalmente continuava a vivere nella casa del Patronus e aveva nei suoi confronti doveri di rispetto e obblighi di natura economica. Inoltre, Ottaviano Augusto pose ostacoli al divorzio, punì duramente l'adulterio, combatté la tendenza alla limitazione delle nascite, offrì vantaggi alle famiglie numerose e limitò il diritto di percepire eredità da parte di chi non era sposato o non aveva figli.
Censimento
Ottaviano Augusto censì i cittadini del suo impero nell'8 a.C., secondo il quale il numero dei censiti era 4.233.000. Il secondo censimento coincide con la nascita di Gesù Cristo come scrive San Luca l'evangelista: "In quel tempo uscì un decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l'Impero". Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Ognuno andava a farsi registrare nella sua città. Dalla Galilea, dalla città di Nazaret, anche Giuseppe salì in Galilea e andò nella città di Davide, Betlemme per farsi registrare accompagnato dalla sua sposa Maria che era in quel periodo incinta.
Le strutture
Nell'anno 286 inizia della diarchia.
Diarchia
Diocleziano (244-313, abdica nel
- Massimiano (250-310); 305); co-imperatore Augusto co-imperatore Augusto
Gaius Iulius Caesar (il cui nome significa colui che è stato chiamato da Zeus) ---> Diocleziano (Διοκλῆς).
Tetrarchia
- Diocleziano (nato a Salona) ---> Augusto
- Massimiano ---> Augusto (nato a Sirmio nel 250 e morto nel 310 a Marsilia) era il padre di Massenzio, colui contro il quale Costantino combatté la battaglia sul ponte Milvio.
- Galerio ---> Cesare (nato a Felix Romuliana- Bulgaria-nel 250 e morto Serbia del sud nel 250 e morto nel 306). Fu un Cesare dal 293 al 306 e dal 306 fu un Augusto.
- Costanzo Cloro ---> Cesare (nato nella Serdica-Sofia- nel 311) era sposato con la figlia di Diocleziano, Valeria e governò l'Illirico; Fu un Cesare dal 293 al 305, poi quando Diocleziano abdicò nel 305 divenne un Augusto.
Lezione del 13/10/16
Publius Sulpicius Quirinium ---> Quirinio
Diocleziano volle riportare in vita l'immagine e il prestigio tradizionale dell'Impero, perseguendo l'obiettivo dell'unificazione culturale, egli impose l'uso del latino a tutte le province, anche a quelle di lingua greca e cambiò il nome dalla lingua greca in latino. Al tempo stesso Diocleziano tolse per la prima volta a Roma l'onore della sede imperiale, fissando la propria dimora ufficiale a Nicomedia, situata nel nord dell'Asia Minore, chiamata Anatolia. Il decentramento della capitale acquista dunque un significato politico. La nuova sede dell'Impero consentiva il controllo dei confini danubiani. La scelta dell'oriente come sede dell'imperatore permetteva di forzare i tempi di un programma politico di una monarchia autocratica più consona alle tradizioni culturali di quelle regioni che restavano per sempre le più solide dell'impero dal punto di vista economico. Lo sbilanciamento del centro dell'Impero ad Oriente fu accompagnato dall'affidamento dell'intero settore occidentale ad un fedele compagno d'armi di Diocleziano, Massimiano, che fu associato all'impero con il titolo di Cesare e poi di Augusto, nasceva così una formula di governo a 2 che verrà confermata e definita a Milano in un solenne incontro tra i 2 Augusti (Diocleziano e Massimiano).
Diocleziano si impegnò sul fronte orientale, dove ristabilì il controllo romano sull'Armenia, mentre Massimiano respingeva in Gallia le incursioni delle tribù germaniche (Alemanni e Franchi). Nel 293 la Diarchia fu tramutata in Tetrarchia, mediante l'associazione all'impero di 2 Cesari: Galerio, al quale fu affidato l'Illirico e che pose la sua residenza a Sirmium e Costanzo Cloro che ebbe la Britannia e la Gallia e pose la sua residenza a Treviri (Germania), nasceva in tal modo un assetto istituzionale completamente nuovo. L'accordo tra Augusti (Diocleziano e Massimiano) e Cesari (Galerio e Costanzo Cloro) prevedeva tra l'altro che dopo 20 anni del regno, Diocleziano e Massimiano si sarebbero ritirati dal governo in favore dei due Cesari. Risorgeva il principio della scelta del migliore, intrepretato però in termini dinastici, mediante una serie di legami di parentela che vincolavano l'un l'altro i 4 tetrarchi, il cui potere rimaneva ormai libero dal condizionamento dell'esercito e del Senato.
Diocleziano rafforzò l'immagine divina dell'imperatore, fondando un potere assolutistico di carattere teocratico basato su una accurata gestione pubblica della figura del sovrano. Definendosi signore e Dio, l'imperatore accentrò nelle sue mani il potere politico e religioso, una tale identificazione dell'imperatore con la divinità si fece palese anche nell'immagine esteriore del sovrano, per esempio nella sua corona. Il mondo romano conosceva l'uso della corona fin dai tempi più antichi, infatti a conclusione di una guerra vittoriosa, il generale trionfatore aveva il diritto di porsi in capo una corona di foglie d'alloro, albero sacro per i romani. Tale corona era conferita dal Senato che concedeva anche il privilegio di indossarla in occasione delle cerimonie. Sul finire della Repubblica, fu permesso prima a Pompeo, poi a Giulio Cesare e infine ad Ottaviano Augusto di portare la corona d'oro dei trionfatori anche a teatro o in occasione dei giochi e in seguito sempre senza distinzione di luogo e di tempo. Un rigido cerimoniale di corte imperiale, fu stabilito con lo scopo di creare intorno all'imperatore un'aura di sacralità, accentuata dalla rarità delle sue apparizioni circondate dal fasto e dal silenzio religioso. Il rispetto sacrale dell'imperatore fu sottolineato dall'adozione della prosternazione (adorazione) al suo cospetto e attribuzione degli appellativi di Iovis. Tutto concorreva a rinsaldare il concetto della maestà divina del principe, l'origine del cui potere doveva apparire svincolata dal potere degli uomini.
Reno e Danubio confini tra l'impero romano e i Balcani.
Imperatori cristiani
Unzione imperiale
Prefetture
- Occidente: Gallie, Britannia e Spagna.
- Centro: Italia, Africa e l'Illirico.
- Oriente: est.
La riforma dell'esercito di Diocleziano
Le truppe raggiusero circa il mezzo milione di effettivi, in particolare si istituzionalizzarono quei corpi scelti destinati ad accompagnare gli imperatori. Erano milizie di particolare qualità facili da spostare e stanziate di solito nei pressi delle sedi imperiali.
La riforma amministrativa
L'apparato amministrativo fu riformato in modo tale da rinsaldare la gerarchia dei funzionari imperiali destinati a divenire a una vera e propria casta nell'ordinamento sociale. Diocleziano avviò una ristrutturazione globale delle province che furono aumentate di numero e quindi ridotte per estensione, ma accorpate in diocesi a loro volta riunite in pre.
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