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Urbanistica

Disciplina che regolamenta lo sviluppo degli insediamenti e ne studia il fenomeno. L’urbanistica nasce con lo sviluppo dell’insediamento urbano, quando il fenomeno ha iniziato a richiedere una organizzazione.

Approccio scientifico e pratico

Approccio scientifico: definisce un assetto razionale dell’insediamento, formando norme giuridiche.

Approccio pratico: migliore realizzazione di un centro abitato.

Articolo 5 della Costituzione

Riconosce una certa autonomia delle località rispetto allo stato:

  • Podestà legislativa esclusiva dello Stato
  • Podestà legislativa concorrente Stato-Regione
  • Podestà legislativa esclusiva delle Regioni

Legislazione urbanistica ed edilizia

L’urbanistica si sviluppa durante la rivoluzione industriale ed evolve tra il 1870 e il 1914. La prima legge urbanistica: n. 2359 del 25/06/1865 [assimilabile a un P.R.G. per Comuni > 10.000 abitanti].

Esempi di utilizzo

  • Spostamento Capitale
  • Napoli 1894
  • Bologna 1919
  • Catania 1923
  • Palermo 1925
  • Ancona 1929
  • Roma 1931

Il fascismo, con l’applicazione del razionalismo, applicato anche a borghi e piccoli centri, crea nuove città definendo 3 zone distinte: lavoro, abitare, svago. L’eccesso di razionalismo ha creato degli squilibri (periferie); la sociologa J. Jacobs aveva previsto questa deriva, proponendo come alternativa uno sviluppo simile a quello delle città antiche, a misura d’uomo.

Attualmente in urbanistica si fa riferimento alla L. 1150/42 definita dalla commissione del prof. Testa. Successivamente nacque e crebbe un forte interesse per il paesaggio - Convenzione Europea del Paesaggio (comitato dei ministri del consiglio d’Europa 19/07/2000).

Argomenti specifici urbanistici

D.M. 1444/68 definizione zone omogenee: porzione di territorio comunale che ha una precisa destinazione d’uso.

  • Zona A: centro storico
  • Zona B: territorio totalmente o parzialmente edificato
    • b1: zone del P.R.G. non modificabili
    • b2: zone del P.R.G. da riqualificare
    • b3: zone del P.R.G. con programmi coordinati
  • Zona C: sviluppo residenziale
  • Zona D: sviluppo industriale
  • Zona E: zone rurali agricole
  • Zone F: attrezzature pubbliche

Standard urbanistici residenziali (L. 765/67)

Rapporto massimo tra spazio abitato e servizi pubblici dedicati (scuola, parcheggi, verde e attività collettive). D.M. 1444/68: ad ogni abitante, o futuro abitante, spettano 18 mq di servizi pubblici:

  • 9 mq verde pubblico
  • 4,5 mq istruzione
  • 2,5 mq parcheggi
  • 2 mq attività collettive

Vicino a corsi o specchi d’acqua i mq si riducono a 15 per ogni abitante. Per Comuni < 10.000 abitanti i mq si riducono a 12,5 (verde 3,5 mq). Ogni abitante ha 25 mq di superficie lorda abitabile (80 mc).

Opere di urbanizzazione (L. 847/64)

Primarie

  • Rete stradale
  • Rete fognaria
  • Illuminazione stradale
  • Parcheggi di sosta
  • Verde lungo la strada

Secondarie

  • Scuole
  • Mercati
  • Quartieri
  • Chiese
  • Centri sociali e civici
  • Parchi

Tipi di edilizia

  • Edilizia agevolata: mutui agevolati e finanziati dalla regione (tipo nonna Liria)
  • Edilizia convenzionata: iniziativa dei comuni, 5 anni di vincoli sull’abitazione
  • Edilizia sovvenzionata: tipo ERP, totale finanziamento pubblico

Piani urbanistici

Il termine territorio definisce un insieme di eventi naturali e artificiali, unità geografiche amministrativamente delimitate. La legge urbanistica fondamentale 1150/42 disciplina a livello nazionale le azioni pianificatorie.

Livelli operativi della legge urbanistica

  1. Piani di quadro - Territoriale (sovracomunale): Definisce idee e obiettivi in ambiti di mobilità, vincoli edificatori e localizzazioni impianti di urbanizzazione
    • 1.1 Piano di coordinamento regionale
    • 1.2 Piano di coordinamento provinciale
    • 1.3 Piano paesistico (provinciale)
    • 1.4 Piano di sviluppo industriale (ente pubblico)
    • 1.5 Piano di bacino (aree metropolitane)
    • 1.6 Piano di settore
    • 1.7 Piano di area metropolitana
    • 1.8 Piano di comunità montate
  2. Piani generali (comunale-intercomunale): Fissa i vincoli sull’uso delle singole zone di territorio
    • 2.1 P.R.G. (comunale)
    • 2.2 Piano regolatore intercomunale
    • 2.3 Piano di fabbrica
  3. Piani esecutivi (attuativo/infracomunale): Attua il piano regolatore generale, definisce obblighi funzionali e norme per l’uso delle zone
    • 3.1 Piano particolareggiato (comune)
    • 3.2 Piano degli impianti produttivi (comune)
    • 3.3 Piano di zona (comune)
    • 3.4 Piano di recupero (privato)
    • 3.5 Piano di lottizzazione (privato)
    • 3.6 Piano per l’edilizia economica popolare
    • 3.7 Piano regolatore cimiteriale

Piani di quadro

1.1) Piano territoriale di coordinamento regionale

Ha un aspetto conoscitivo ed orientativo (definisce e indirizza la pianificazione sottostante). Legge Galasso: attribuisce all’urbanistica una valenza paesaggistica composta da:

  • Relazione (obiettivi, criticità, impatto ambientale)
  • Elaborati grafici
  • Norme di attuazione

Iter attuativo

  • Adozione da una delibera regionale
  • Trasmissione alla commissione di governo
  • Pubblicazione
  • Osservazione da parte degli enti
  • Approvazione dopo la revisione
  • Pubblicazione sul BUR (Bollettino Ufficiale Regionale)

1.2) Piano territoriale di coordinamento provinciale

  • Individua le zone da tutelare
  • Recepisce i vincoli e le direttive regionali
  • Individua i criteri ed indirizzi per definire bisogni e zone residenziali
  • Definisce i servizi e le opere pubbliche (parchi)

Contenuti

  • Relazione (obiettivi, criteri, priorità spazi pubblici)
  • Cartografie (> 1:25.000 stato di fatto, uso del suolo, dissesto idrogeologico, tutela ambientale, parchi pubblici, zone ERP, zone industriali, zone edifici pubblici, infrastrutture)
  • Documento per sistemazione idrogeologia
  • Norme di attuazione

1.3) Piano paesistico – Art. 5 1497/39

Stabilisce i vincoli per la tutela ambientale del territorio. Legge Galasso (431/85): attivazione piano paesistico nei:

  • Territori costieri e lacustri (300 mt)
  • Fiumi e torrenti (150 mt)
  • Montagne (>1.600 mt alpi/ >1200 mt appennini)
  • Ghiacciai
  • Parchi e riserve naturali
  • Foreste e boschi
  • Zone umide
  • Vulcani
  • Zone archeologiche

Questi vincoli non valgono in zona A e B. D.lgs 42/2004 (creazione piano paesaggistico): assorbe tutte le leggi di tutela ambientale a livello regionale.

1.4) Piano di area di sviluppo industriale - L. 634/57

D.P.R.: 616/77: ne affida l’ambito regionale. D.P.R. 218/78: Disciplina le aree destinate a sviluppo industriale.

1.7) Piano territoriale area metropolitana - L. 142/90

Viene introdotto il concetto di metropoli come area sovracomunale simile a una provincia.

1.8) Piano delle comunità montane – L. 1102/71

Definito per zone > 800 mt s.l.m. con potere sovracomunale e con l’intento di fermare lo spopolamento montano. L. 142/90: abroga la L. 1102/71 e rende questo piano solo propositivo.

Piani regolatori generali

Contengono le analisi urbanistiche con lo scopo conoscitivo ed operativo:

  • Urbanistiche/edilizie: descrizione morfologica e suolo urbano
  • Qualità urbana: individua gli elementi più importanti (cultura e storia)
  • Ambientale/ecologica: informazioni sullo stato delle risorse ambientali
  • Mobilità: strategie per la viabilità
  • Valutazione progetto di piano: valuta fattibilità, sostenibilità, impatto ambientale del piano
  • Statistiche: conoscenza
  • Sintesi

2.1) P.R.G.

Strumento obbligatorio per tutti i territori Comunali (ne regola le parti), disciplinato dalla L. 1150/42. Indica:

  • Principali reti stradali
  • Reti ferroviarie
  • Reti navigabili
  • Divisione zone omogenee e i vincoli all’interno
  • Norme di attuazione

Il PRG (valenza senza termini) viene attuato con i piani attuativi. Redatto da tecnici comunali o professionisti esterni e contiene:

  • Elaborati preliminari di inquadramento
  • Elaborati progettuali grafici
  • Elaborati progettuali normativi
  • Relazione tecnica e generale

Procedure di attuazione

  1. Delibera del consiglio comunale
  2. 30 giorni di avviso di pubblicazione e deposito
  3. 30 giorni di attesa per le osservazioni
  4. Sottoposto a consiglio comunale
  5. Inoltrato per esamina alla regione
  6. La regione approva o respinge con modifiche
  7. Pubblicazione in gazzetta con entrata in vigore

Norme tecniche di attuazione

Contiene le norme tecniche di attuazione che definiscono come usare il territorio (vincoli – distacchi – lotti minimi). L. 1150/42 integrata con legge tampone L.1187/68.

NTA

  • Disposizioni generali: parametri urbanistici-edilizi (altezze, distacchi, regolano l’attuazione del PRG con i piani attuativi)
  • Prescrizione di attuazione: interventi particolari, norme per tutela ambientale, standard urbanistici
  • Previsione e prescrizione circa l’azzonamento del territorio

Programma pluriennale di attuazione (P.P.A.)

Validità da 3 a 5 anni, indica il perimetro delle zone omogenee, perimetro e destinazione aree per spazi pubblici, aree destinate a edilizia economica e popolare, aree di ambito dei programmi urbanistici attuativi, periodo di validità del programma e i termini entro cui approvare gli strumenti urbanistici, preventivo di spesa, espropri, quadro generale delle risorse.

Variante al PRG

  • Totali: differiscono totalmente dal PRG
  • Parziali: variazioni per carenza, nuove esigenze L. 3/01/79

Non viene usata per edifici limitrofi ad aree vincolate né per le aree a parco. L. 241/90 introduce la variante urbanistica semplificata con:

  • Conferenza dei servizi
  • Accordi di programma

2.2) Piano regolatore generale intercomunale

Simile al PRG ma si sviluppa su un territorio comprendente più comuni per garantire continuità.

2.3) Piano di fabbrica

Strumento urbanistico definito da L. 1150/41 per piccoli Comuni dove viene definito l’azzonamento e le tipologie edilizie.

Piani esecutivi

In accordo con il PRG ne precisa gli interventi e ne organizza l’attuazione.

3.1) Piano particolareggiato

Descrizione: Maggiore e più importante piano attuativo.

Soggetti: Iniziativa pubblica, attuazione privata.

Approvazione

  1. Delibera comunale
  2. Deposito segreteria comunale
  3. 30 giorni di deposito e 30 di osservazione
  4. Esamina delle osservazioni
  5. Se in linea con il PRG viene approvato
  6. Inoltrato alla regione
  7. Validità di 10 anni

3.2) Piano per gli insediamenti produttivi L. 865/71

Descrizione: Obiettivo di insediamento di impianti industriali/commerciali/turistici mediante la cessione in proprietà o concessione di aree espropriate.

Validità: 10 anni.

Soggetti: Iniziativa pubblica.

Approvazione

  1. Autorizzazione del comune
  2. Adozione del comune
  3. 10 giorni di pubblicazione
  4. 20 giorni di osservazioni
  5. Approvazione comunale

Attuazione

  • Esproprio
  • Opere di urbanizzazione comunale
  • Suddivisione in singoli lotti
  • Cessione o cessione

3.3) Piano di recupero L. 457/78

Descrizione: Realizza un'analisi di un edificio e dell’area con distinzioni tra le parti recuperabili e non. Ricerca le mancanze e quali integrazioni apportare per ottemperare agli standard urbanistici. Tutela storica ambientale. È sottoposto a parere della soprintendenza.

Ambiti: Degrado edilizio, urbanistico, socio-economico.

Validità: 10 anni.

Soggetti: Iniziativa pubblica o privata.

Entrata in vigore

Per il pubblico:

  1. Adozione del P.d.R.
  2. 30 giorni di pubblicazione
  3. 30 giorni di osservazione
  4. Approvazione da parte del Consiglio Comunale

Per il privato:

  1. Richiesta autorizzazione al comune
  2. Adozione del P.d.R.
  3. 30 giorni di pubblicazione
  4. 30 giorni di osservazioni
  5. Approvazione da parte del Consiglio Comunale

3.5) Piano di lottizzazione

Descrizione: Regola l’attività edilizia dei privati, esecuzione dell’urbanizzazione primaria in anticipo rispetto agli interventi da attuare.

Validità: 10 anni.

Soggetti: Iniziativa privata.

Approvazione

Inoltrato al comune con convenzione (L. 765/67 contratto tra privato ed ente pubblico dove ciascuna parte si impegna all’utilizzo di una zona o edificio).

3.6) Piano per l’edilizia economica e popolare L. 167/62

Descrizione: Finalizzato all’acquisizione di aree per l’edilizia economica popolare.

Finalità:

  • Attuare le previsioni del PRG
  • Regolamentare nel dettaglio l’attività edificatoria dell’area interessata
  • Consentire l’esproprio delle aree interessate

Soggetti che hanno questo piano: Comuni > 50.000 abitanti, capoluoghi di provincia, comuni con elevato affollamento o aree malfamate.

Validità: 18 anni L. 456/78, con possibilità di proroga di 2 anni.

Contenuti: Uguali al piano particolareggiato e al piano di lottizzazione.

Approvazione

Come il P.P. ma ha 10 giorni di deposito e 20 di osservazione.

Attuazione

  • Esproprio
  • Realizzazione di opere di urbanizzazione
  • Lottizzazione (cedere porzioni di terreno a terzi)
  • Cessione (20/40% del volume venduto dal Comune, il resto ceduto con diritti con 60-99 anni)

3.7) Piano regolatore cimiteriale L. 204/51, D.p. 285/90

Regola la gestione dei cimiteri.

Programmi complessi

Dopo il grande sviluppo degli anni 60/70, negli anni 80 molte zone industriali rimasero vuote e inutilizzate, e i piani di recupero non erano economicamente sostenibili, né lo era il cambio di destinazione. Il PRG non è riuscito a prevedere lo sviluppo del territorio né ha saputo gestire gli sviluppi economici. Non ha risposto ai suoi intenti. Anni 80/90 l’Italia è ancora legata alle regole del divieto, e questo non aiuta il risanamento delle città.

I programmi complessi nascono dal dialogo tra pubblico e privato, e si pongono a metà tra l’urbanistica tradizionale e i piani edilizi. Rottura con il passato per superare la crisi.

Novità

  • Breve durata
  • Previsioni fattibili (finanziamento pubblico e privato)
  • Superamento della monofunzionalità delle zone

Elenco dei programmi complessi

  • 1.1) Programmi integrati di intervento (PII)
  • 1.2) Programma di recupero urbano (PRU)
  • 1.3) Programma di riqualificazione urbana (PRiU)
  • 1.4) Contratti di quartiere (CDQ)
  • 1.5) Società di trasformazione urbana (STU)
  • 1.6) Programma di riqualificazione e di sviluppo sostenibile del territorio (PRUSST)
  • 1.7) Piano di città

1.1) Programmi integrati di intervento (PII)

Descrizione: Edilizia residenziale pubblica per la riqualificazione delle zone totalmente o parzialmente edificate.

Soggetti: Nasce da una cooperazione tra pubblico e privati.

Ambiti: Urbana, edilizia ed ambientale.

1.2) Programma di recupero urbano (PRU) L.493/93

Motivi:

  • Riconoscimento della scarsa qualità dei servizi e dell’ERP
  • Necessità di collegare questi insediamenti con l’aggregato urbano
  • Impossibilità di realizzare interventi senza il privato

Finalità:

  • Ammodernamento di opere di urbanizzazione primaria e secondaria
  • Edilizia di completamento ed integrazione
  • Manutenzione e risanamento dei fabbricati esistenti
  • Arredo urbano

Ambiti: Quartieri popolari ed aree urbane adiacenti.

Soggetti interessati: Pubblici e privati.

Rapporti con PRG: È una variante, unisce la fase generale con quella attuativa.

1.3) Programmi di riqualificazione urbana (PRiU) L. 179/92

Ambiti:

  • Periferie
  • Aree dismesse (vecchie industrie)
  • Insediamenti ERP

Soggetti:

  • Comuni > 300.000 abitanti e confinanti
  • Capoluoghi di provincia
  • Comuni con ampie aree industriali

Rapporti con il PRG: È una deroga con accordo di programma.

1.4) Contratti di quartiere (CdQ) D.M. 2/08/97

Obiettivi:

  • Combattere la scarsa qualità abitativa degli insediamenti
  • Combattere il disagio sociale
  • Combattere gli interventi esclusivamente pubblici

Finalità:

  • Recupero edilizio di quartieri degradati
  • Maggiore standard di vivibilità dei quartieri

Requisiti per finanziamento pubblico:

  • Piano di recupero dell’area
  • Proposta di contratto di quartiere (descrizione area, descrizione intervento, elenco soggetti interessati, piano finanziario)

Rapporti con il PRG: Poiché tra i suoi documenti contiene il PRG non ha facoltà di variarlo.

1.5) Programma di riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile del territorio (PRUSST)

Nasce nel 98, è lo strumento complesso più importante, opera in ambiti vasti.

Finalità:

  • Realizzazione di attrezzature collettive puntuali o a rete a sostegno dello sviluppo sostenibile del territorio
  • Riqualificazione di aree centrali e periferiche interessate da fenomeni di degrado

Caratteristiche:

  • Riqualificazione degli ambienti degradati
  • Integrazione fra interventi di recupero e di nuova realizzazione
  • Integrazione fra intervento pubblico e privato
  • Infrastrutture del territorio finalizzato allo sviluppo economico e sociale
  • Tutela della salvaguardia ambientale
  • Attenzione socio economica

Soggetti:

  • Comuni o enti pubblici
  • Privati

Rapporto con il PRG: Può operare in deroga rispetto al PRG con accordi di programma.

1.6) Società di trasformazione urbana (STU) L. 127/97

Descrizione: Società miste pubblico – private per la trasformazione urbana per attuare le previsioni urbanistiche. Realizzato su iniziativa dei Comuni con partecipazione di Provincia e Regione.

Obiettivi:

  • Riqualificazione delle zone degradate
  • Riduzione costo degli interventi pubblici
  • Ridurre la difficoltà nell’esproprio

Rapporto con il PRG: Non va in deroga al PRG.

1.7) Piano città – Art. 12 L. 134/2012 ministero delle infrastrutture

Descrizione: Non consuma suolo ma lo recupera.

Ambiti:

  • Social housing
  • Edilizia scolastica
  • Sedi amministrative pubbliche
  • Finanziamento di 224 milioni in 6 anni

Soggetti: Pubblico e privato.

Conferenza dei Servizi L. 241/

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher xj6-600 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Esame di stato per l'abilitazione alla professione di architetto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Lucchesi Fabio.
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