ORGANIZZAZIONE AZIENDALE
PARLA DEL CASO XEROX CORPORATION, EVIDENZIANDO EVENTUALI ERRORI MANAGERIALI.
La Xerox corporation è un'azienda famosa per aver prodotto la prima fotocopiatrice
xerografica, dalla quale ricavò enormi guadagni. Presto la Xerox diventò l'azienda leader nel
campo dell'innovazione tecnologica. Tuttavia, i suoi manager non riuscirono a mantenere il
vantaggio del first mover, poiché non riuscirono ad arginare l'entrata sul mercato di nuovi
competitor, come la Canon, i quali potevano vantare prezzi notevolmente più convenienti. Per
cercare di rimediare alle grandi perdite il nuovo manager puntò sulla diversificazione nel campo
dei servizi assicurativi i finanziari. Questa strategia però si rivelò fallimentare sul lungo periodo
e la nuova gestione tornò a puntare sui prodotti digitali, stavolta puntando sui prezzi più
contenuti. Tuttavia, un'altra scelta infelice fu sottovalutare il mercato delle stampanti da tavolo
e la portata di internet.
La vera svolta avvenne nel 2001 quando la nuova direzione elaborò uno straordinario piano di
rilancio aziendale basato su un forte taglio dei costi, rinegoziazione con i creditori e separazione
della parte produttiva da quella di innovazione e servizi.
QUAL È LA DIFFERENZA TRA EFFICACIA E EFFICIENZA?
Il termine “efficacia” indica la capacità di raggiungere uno scopo prefissato, mentre il termine
efficienza indica la capacità di raggiungere uno scopo prefissato usando meno risorse possibili.
In altre parole, uno strumento/strategia efficiente è anche efficace, ma non è detto che uno
strumento/strategia efficace sia anche efficiente. È bene precisare che in azienda per "risorse
utilizzate" non si intendono solo quelle meramente monetarie (prezzo), ma è importante
valutare anche altri fattori come ad esempio il tempo impiegato, i costi in termine di personale
e struttura, gli obiettivi sul breve, medio e lungo periodo ecc...
COME NASCE LA TEORIA DELL'ORGANIZZAZIONE AZIENDALE?
La teoria dell'organizzazione aziendale nasce con la rivoluzione industriale per ottimizzare gli
investimenti economici degli imprenditori. Inizialmente i problemi su cui ci si concentra sono
quelli di coordinamento e controllo, divisione dei compiti e divisione gerarchica del lavoro e del
potere.
Elena Cianti Organizzazione Aziendale 2019/2020
COME SI PUÒ RIASSUMERE IL PENSIERO DI ADAM SMITH?
Il contributo più rilevante che il pensiero di Smith ha dato alla teoria dell'organizzazione
aziendale è stato riconoscere l'importanza della suddivisione del lavoro e della specializzazione
del lavoratore. Celebre è l'esempio della fabbrica di spilli, nel quale Smith sottolinea come,
anche per produrre qualcosa di molto semplice, si possano individuare ben 18 step e
ottimizzare al massimo la produzione.
Per Smith incrementare la produzione voleva dire incrementare la ricchezza non solo
dell'imprenditore, ma dell'intera nazione: da questo punto di vista egli era in disaccordo con il
pensiero secondo cui la ricchezza di una nazione coincide con le sue scorte di oro e argento,
inoltre egli si distanziava nettamente dai fisiocratici e dai mercantilisti.
Secondo Smith il mercato era il luogo di convergenza degli interessi individuali e doveva essere
quanto più possibile libero e competitivo. Non c'era la necessita di porre limiti al mercato in
quanto questo si autoregolava come grazie a una "mano invisibile" che distribuiva la ricchezza.
Il libero mercato avrebbe preservato la propria armonia grazie alla natura umana stessa: l'uomo
è caratterizzato dall'egoismo ma nutre anche simpatia verso gli altri ed il fondamentale
desiderio di "essere approvato". Quindi nel mercato libero l'economia è guidata dall'interesse
personale, ma questa forza tenderà inevitabilmente al bene comune.
COME SI PUÒ RIASSUMERE IL PENSIERO DI CHARLES BABBAGE?
Charles Babbage condivide il pensiero di Smith che attribuisce una fondamentale importanza
alla divisione del lavoro. Egli inoltre elabora ulteriormente questa teoria evidenziando come
questo metodo possa portare notevoli benefici quali: riduzione dei tempi di apprendimento e
minore spreco di materiali; maggiore abilità acquisita dal lavoratore che poteva migliorare la
produzione in qualità e quantità, maggiore attenzione all'utilizzo degli strumenti di lavoro.
Portando all'estremo l divisione del lavoro, i compiti dei lavoratori diventano sempre più
semplici e meccanici, favorendo un graduale passaggio all'uso delle macchine per massimizzare
la produzione.
Lo schema di Babbage portava con sé anche degli svantaggi: un aumento esponenziale dei
profitti non era accompagnato da un aumento di retribuzione per gli operai. Per questo motivo
gli operai, sentendosi sfruttati, spesso non accoglievano di buon grado l'adozione di nuovi
macchinari e non dirigevano attivamente i propri sforzi verso una maggiore efficienza
produttiva.
Elena Cianti Organizzazione Aziendale 2019/2020
COME SI PUÒ RIASSUMERE IL PENSIERO DI ANDREW URE?
Il professor Andre Ure fu incaricato dall'associazione degli industriali inglesi di scrivere un
documento che smentisse le idee di coloro che criticavano il sistema industriale denunciando le
condizioni di lavoro disumane a cui erano sottoposti anche i bambini. A tal proposito Ure
affermava che i bambini che lavoravano in fabbrica fossero più sani e più felici e che gli operai
non fossero sfruttati, in quanto l'utilizzo delle macchine permetteva loro di riposare. Inoltre, il
vero compito degli operari, secondo Ure, era quello di controllare e correggere i piccoli e rari
errori della macchina, quindi per un compito così semplice non potevano certo aspettarsi una
retribuzione alta.
Ure quindi è un sostenitore dell'utilizzo intensivo delle macchine, tanto da arrivare a dire che
l'uomo vada "addestrato" a lavorare in perfetta armonia con il macchinario: questo andrebbe a
vantaggio sia dell'operaio, per la minore fatica, sia dell'industriale, che vede perfezionarsi il
meccanismo della produzione.
COME SI PUÒ RIASSUMERE IL PENSIERO DI KARL MARX?
Karl Marx pone una feroce critica al sistema di produzione della sua epoca e più in generale alla
società capitalistica. Egli mette in evidenza la condizione disumana degli operai che svolgono un
lavoro alienante per molteplici aspetti:
rispetto al prodotto: il frutto della sua produzione non gli appartiene ma appartiene al
capitalista
rispetto alla sua attività: è costretto a un lavoro forzato e perde la sua umanità
rispetto alla propria essenza: l'attività lavorativa non è creativa ma è un lavoro forzato e
ripetitivo
rispetto al prossimo: ha un rapporto conflittuale sia con i suoi pari che con i suoi
superiori
La prova dello sfruttamento dell'operaio è rappresentata dal cosiddetto "plusvalore": infatti la
forza lavoro dell'operaio è un tipo di merce particolare in grado di produrre valore, e il surplus
deriva proprio dal fatto che la forza valoro dell'operaio non sia adeguatamente retribuita.
L'unico modo per porre rimedio a questa situazione è eliminare tutte le diseguaglianze reali tra
gli uomini, in particolare eliminare la vera fonte di questa diseguaglianza, ossia la proprietà
privata dei mezzi di produzione.
Nella sua opera "Il Capitale", Marx afferma che le merci hanno un valore d'uso (servono a
soddisfare dei bisogni) e un valore di scambio che corrisponde alla quantità di lavoro
socialmente necessaria per produrre tale merce. Quest'ultimo valore però non corrisponde
necessariamente al prezzo di una merce perché questo cambia anche in base ad altri fattori
contingenti come la scarsità o l'abbondanza di un certo bene.
Elena Cianti Organizzazione Aziendale 2019/2020
Una peculiarità della società capitalista è quella di basarsi sullo schema denaro-merce-più
denaro e non sullo schema merce-denaro-merce. Di conseguenza lo scopo ultimo è solo
l'accumulazione di denaro.
Da questo schema derivano tutte le contraddizioni della società capitalista che, secondo Marx,
avrebbero inevitabilmente portato al collasso della stessa:
crisi cicliche di sovrapproduzione: i tipi di società precedenti entravano in crisi per
scarsità di prodotti, la società capitalista invece entra in crisi per troppa abbondanza
caduta tendenziale del tasso di profitto: data dagli investimenti per il continuo
rinnovamento tecnologico
scissione della società in due classi antagoniste: "una maggioranza di oppressi e una
minoranza di oppressori"
concorrenza spietata: data dall'anarchia della produzione
COME SI PUÒ RIASSUMERE IL PENSIERO DI FREDERICK TAYLOR?
Taylor è il padre della teoria sull'organizzazione scientifica del lavoro, nata per rispondere alla
crescita esponenziale della produzione di massa del XX secolo.
L'obiettivo principale di Taylor era aumentare l'efficienza e la produttività del sistema
apportando alcuni cambiamenti e migliorando alcuni aspetti, ad esempio:
divisione del lavoro ancora più capillare: l'operaio doveva essere in grado di svolgere
una sola operazione in modo perfetto e velocissimo
separazione della direzione dalla produzione: i lavoratori dovevano solo eseguire i
compiti dati loro dalla direzione: in questo modo si perdeva meno tempo e il lavoro
poteva essere coordinato in modo più efficiente. Inoltre, questo ha permesso la
creazione di una classe manageriale specializzata, superando il dilettantismo dei
manager dell'epoca
misurazione dei tempi di produzione e definizione di standard di rendimento
introduzione del sistema del cottimo: l'incentivo economico migliorava la produttività
più delle minacce e delle punizioni
Per ottenere una divisione del lavoro efficiente va studiato attentamente il processo
produttivo: ciò contribuisce anche a trovare la cosiddetta "one best way", ossia la miglior
organizzazione del processo produttivo (per Taylor questa esiste per ogni tipo di produzione ed
è unica).
Il Taylorismo è stato sicuramente fondamentale per l'evoluzione del sistema di produzione,
principalmente contribuendo a far uscire le aziende dallo spontaneismo organizzativo. Tuttavia,
il sistema di Taylor comportava anche degli svantaggi, ad esempio:
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ritmi di lavoro spesso massacranti
lavoro ripetitivo e altamente alienante
scarse tutele per gli operai per la natura stessa del loro lavoro: essendo un lavoro
tecnicamente molto semplice c'era un turnover molto alto. Considerando anche il tasso
di disoccupazione dell'epoca, nessun operaio poteva permettersi di scendere sotto gli
standard di produzione, poiché sarebbe stato velocemente sostituito.
scarse tutele per gli operai per l'assenza di sindacati: non c'era spazio per questi enti nel
modello di Taylor. Egli invitava ad una collaborazione tra lavoratori e dirigenti senza
mediazioni, in quanto i sindacati sembr
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