Principio di D’Alembert
Il principio di D’Alembert consente di riscrivere un problema di dinamica in uno di statica equivalente grazie all’introduzione di una forza fittizia, detta forza di inerzia.
Dal secondo principio della dinamica (Newton) si può legare l’accelerazione di un corpo F = ma alla sua massa ed alla forza che vi si applica Fa = −m.
Segue la scrittura della forza di inerzia come ¿
L’equilibrio corrispondente di forze statiche di un problema di dinamica vale ΣF + ΣFi = 0 ¿
D’Alembert applicato ad un corpo rigido
Presa come esempio l’asta vincolata a terra che ruota attorno ad un suo estremo e ξ definendo la coordinata parallela all’asta possiamo scrivere:
ät = ξ Θ̈ an = ξ Θ̇2
Segue che la forze di inerzia corrispondenti valgono:
dFt = −m dat = −m ξ Θ̈ / L
dFn = −m dan = −m ξ Θ̇2 / L
Integrando sulla lunghezza dell’asta si ottiene:
∫0LdFt = −∫0L(m/L) Θ̈ ξ dξ = −mL Θ̈ / 2
∫0LdFn = −∫0L(m/L) Θ̇2 ξ dξ = −mL Θ̇2 / 2
In conclusione la forza di inerzia si può scrivere come l’accelerazione del baricentro cambiata di segno per la massa del corpo rigido.
Stesso discorso si può fare per la coppia di inerzia:
CP−G = −∫0Lξ dF = −∫0L(m/L) Θ̈ ξ2dξ = −mL2 Θ̈ / 3 ¿
Trattandosi di un’asta (momento di inerzia baricentrico pari a mL2/12) si deduce che la coppia di inerzia si può riscrivere come −JG Θ̈ ¿
Riassumendo le equazioni cardinali della dinamica (principio di D’Alembert), le condizioni necessarie affinché il corpo rigido (o sistema di corpi rigidi) sia in equilibrio sono:
ΣF + ΣFi = 0 ΣCP−O + ΣΛF + ΣCi = 0 ¿
Principio dei lavori virtuali
Il principio dei lavori virtuali (PLV) è un’alternativa alla scrittura dei bilanci delle forze statiche per studiare l’equilibrio di un corpo rigido.
Si scrivono n equazioni indipendenti a sistema dove n è il numero dei GdL del sistema e tale scrittura viene annullata affinché sia verificato che il corpo sia in equilibrio.
La definizione di lavoro virtuale è la seguente: δl = F × δP, con δP spostamento infinitesimo del punto al quale è applicata la forza.
In generale si può scrivere:
δl = Σi=1n Σj=1ncFij × δPij
Sia la forza che lo spostamento possono essere scomposti lungo x, y; ne deriva che Fij = FiX + FjY e Pij = PiX + PjY.
δl = Σi=1n Σj=1ncFijX × δPijX + FijY × δPijY
Siano q1, q2, …, qn i gradi di libertà del sistema ed essendo gli spostamenti dei punti Pij funzioni dei gradi di libertà (q1, q2, …, qn), per differenziazione è possibile riscrivere gli spostamenti come:
δPijX = (δPijX/δq1) × δq1 + (δPijX/δq2) × δq2 + … + (δPijX/δqn) × δqn
E riscrivendo il lavoro ottengono:
Σi=1n Σj=1ncFijX(δPijX/δqk)δqk + FijY(δPijY/δqk)δqk = Σk=1nQkδqk
Dove Qk è la lagrangiana secondo la coordinata libera k-esima.
N.B. Ricorda sempre che il lavoro virtuale per le reazioni vincoli è nullo in quanto i vincoli sono fissi e gli spostamenti infinitesimi sono paralleli alle forze (di reazione).
N.B. Importantissimo: la lagrangiana è sempre la forza moltiplicata per lo spostamento infinitesimo derivato per la coordinata libera k-esima.
PLV in dinamica e bilancio di potenze
Il principio dei lavori virtuali in problemi di dinamica si scrive passando per l’equazione di D’Alembert, quindi facendo figurare le forze di inerzia tra quelle statiche.
δl = Σi=1n Σj=1ncFij × δPij − Σi=1ncmiagi × δGi − JGiω̇i × δθi
Come nel caso dell’equazione per la statica possiamo differenziare gli spostamenti e scriverli in direzione x, y sino ad ottenere un’equazione del tipo:
Σk=1nQkδqk + Σk=1nQKδqK ¿
Un ulteriore strumento per lo studio della dinamica è il bilancio di potenze che ha il grande limite di offrire una soluzione solo in caso di sistemi ad un grado di libertà in quanto consiste nello scrivere un’equazione scalare in funzione della coordinata libera.
Il bilancio di potenze sostiene che in ogni istante la sommatoria delle potenze attive e reattive deve annullarsi.
L’equazione discende dal metodo del PLV per la dinamica, basta semplicemente dividere per un infinitesimo δt lo spostamento virtuale sino ad ottenere una velocità, δx/δt = δv, ricordando che si può scrivere la potenza come P = Fv; si giunge all’equazione:
δl/δt = Σk=1nQkδqk/δt + Σk=1nQKδqK/δt = 0 ¿
In dettaglio osserviamo la componente della potenza legata alle inerzie:
Σk=1nQKδqk/δt = −Σi=1nmiagi × δGi/δt − JGiω̇i × δθi/δt → Wi = −m aGvG − JGω̇GωG ¿
W + Wi = 0 ¿
Ricorda che il discorso vale sia per forze che per coppie agenti, di inerzia e non.
Energia cinetica di un corpo
L’energia cinetica di un corpo si scrive sfruttando la scrittura di Rivals rispetto il baricentro:
EK = 1/2 ∫VVP × VPρδV
VP = VG + ω × (P−G)
Riscrivendo rispetto il baricentro si ha che:
EK = 1/2 ∫V[VG + ω × (P−G)][VG + ω × (P−G)]ρδV =
1/2 ∫VVG × VGρδV + ∫VVG × [ω × (P−G)]ρδV + ∫V[ω × (P−G)] × VGρδV + 1/2 ∫V[ω × (P−G)] × [ω × (P−G)]ρδV
Il secondo ed il terzo termine sono nulli in quanto l’integrale corrisponde al momento statico di inerzia rispetto il baricentro (nulli per definizione).
Inoltre si può notare che l’ultimo integrale corrisponde al momento di inerzia baricentrico.
Riscriviamo l’energia cinetica come segue:
EK = 1/2 mVG2 + 1/2 JGωG2
Teorema dell’energia cinetica
Il teorema dell’energia cinetica discende dal bilancio di potenze in quanto si può esprimere la potenza legata alle forze di inerzia come derivata dell’energia cinetica nel tempo.
EK = 1/2 mVG2 + 1/2 JGωG2 = 1/2 mVG × VG + 1/2 JGωG × ωG
Derivando rispetto al tempo si ha:
δEK/δt = m aGVG + JGω̇GωG = −Wi
Si conclude che è possibile riscrivere il bilancio di potenze come:
W − δEK/δt = 0
Il bilancio scritto in questo modo fa notare come istante per istante la somma delle potenze agenti sia uguale alla derivata dell’energia cinetica, se fosse positiva anche la variazione di energia cinetica lo sarebbe. Le inerzie si “caricano” quando sul sistema agisce una potenza positiva e si “scaricano” quando sul sistema agisce una potenza negativa (l’energia che liberano scaricandosi la cedono al sistema, ecco che nasce il volano dell’automobile).
Equazioni di Lagrange
L’equazione di Lagrange permette di riscrivere il principio dei lavori virtuali in funzioni delle grandezze energetiche: energia cinetica, potenziale, funzione dissipativa.
Ricordiamo che per quelle forze definite conservative vale la scrittura del lavoro come differenza di potenziale o per meglio dire il lavoro compiuto da una forza conservativa da A → B equivale alla differenza di potenziale tra i due estremi.
Ipotizzando che FI sia conservativa vale la scrittura:
δl = F × δP = δU = (δU/δx)δx + (δU/δy)δy
I potenziali che ci interessano sono quelli gravitazionale ed elastico, il primo si può esprimere come integrale del lavoro della forza peso:
Lg = ∫−mgδx = −mgh
N.B. Il segno meno c’è perché la forza peso si oppone all’incremento di quota.
Possiamo scrivere quindi δU = −mgh.
Il lavoro della forza elastica si ottiene dalla definizione di forza elastica:
LK = ∫−kxδx = −1/2 kL2, il motivo del segno meno è lo stesso del potenziale gravitazionale.
Possiamo scrivere quindi δU = −1/2 kL2.
F = −rẋ
La funzione dissipativa è legata agli smorzatori per i quali vale la relazione ed andando a scriverne la funzione si ottiene:
D = 1/2 rẋ2
N.B. Sostituiamo il potenziale con l’energia potenziale ricordando la relazione V = −U.
Quindi se prima F = δU/δx ora si ha che F = −δV/δx.
Sia che si tratti di potenziale elastico o gravitazionale potremo scrivere la lagrangiana rispetto il generico grado di libertà come:
QPOT = (δV/δx)(δx/δqk) + (δV/δy)(δy/δqk) = −FX(δx/δqk) − FY(δy/δqk)
Tirando le somme è possibile scrivere:
QK = δEK/δq̇ − δEK/δq + δV/δq + δD/δq̇
La lagrangiana che rimane a destra dell’uguale è legata alle forze tempo varianti in quanto a sinistra dell’uguale sono state inserite le lagrangiane di: energia potenziale, funzione dissipativa, energia cinetica.
Modelli di attrito
L’attrito è una forza di contatto dissipativa che si oppone all’insorgere del moto relativo tra due corpi.
Qualora la velocità relativa tra due corpi a contatto fosse nulla il modello di attrito di interesse è quello statico; il modello Coulombiano lo descrive con una disuguaglianza:
Fa ≤ μsN
Non è un’equazione, il che suggerisce che per il calcolo della forza di attrito sarà necessario scrivere un bilancio all’equilibrio, infatti il verso della forza di attrito statico si definisce dall’equilibrio.
Il valore massimo coincide con fsN.
Superato il valore di attrito statico è necessario definire un nuovo modello, detto di attrito dinamico o Coulombiano di attrito dinamico. In questo caso esiste un moto relativo tra i due corpi a contatto e per l’appunto l’espressione della forza di attrito è figlia della velocità relativa.
F = μdN (V2−1/|V2−1|)
Si nota innanzitutto che la forza è descritta da un’equazione inoltre che il verso e la direzione della forza di attrito dipendono dalla velocità relativa V2−1.
Tale velocità si può definire come V2 − V1 ossia come la vel
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