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Esame di Letteratura Inglese III, monografico su Conrad, prof. Bendelli, libro consigliato 'il riflesso del mare' Appunti scolastici Premium

Monografia su Conrad (in particolare The Nigger of the Narcissus) basata su appunti presi in classe e libro consigliato:
- Joseph Conrad e il riflesso del mare – G. Bendelli
Università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura inglese docente Prof. G. Bendelli

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ESTRATTO DOCUMENTO

16/04/2015

Yates (1865­1939)

Autore irlandese, Heaney fa riferimento a lui per l’uso della lingua gaelica. Yates

nasce nella seconda parte del 1800, a cavallo di due secoli, da una famiglia

angloirlandese (irlandesi di origine inglese stanziati in territorio irlandese; l’origine

inglese forse è risalente alla colonizzazione elisabettiana del 1600, anche se la

colonizzazione era iniziata nel 1200 con Enrico II).

Yates nasce a Dublino, si allinea al modernismo, ma avendo vissuto anche prima ha

avuto diverse fasi di influenza: 4 fasi di ispirazione. Trascorrerà tanto tempo anche a

Londra. Pound arriverà nel 1909 dagli USA e diventerà il suo segretario. Yates

incontrerà sia Pound che Joyce fuori dall’Irlanda.

A Yates va attribuito il merito di aver tolto l’Irlanda dalla matrice regionale irlandese.

Celtic Revival,

Yates diventa il promotore del che consiste nel recupero di tutto il

materiale folkloristico dal medioevo (IX secolo). Questo lo influenzerà molto nella

sua prima fase. Con Lady Gregory scriverà The Irish Mithology (Yates è anche

drammaturgo di mitologia) e con lei fa una ricerca su tutto il materiale disponibile,

spesso tramandato oralmente. Creerà un teatro nazionale a Dublino: Abbey Theatre,

che secondo lui doveva interrompere la tradizione secondo cui i drammi irlandesi non

venivano rappresentati, inoltre Yates si opponeva alle compagnie teatrali inglesi, che

erano le uniche ad esibirsi. Dalla costituzione del teatro inizia una messa in scena di

opere irlandesi da compagnie irlandesi.

4 phases:

First phase (1889­1900): mainly wrote mannered verse (manierato),

1. influenced by the preraphaelites and their dreamy idealism – sentimental

vision of the world, tampered by the influence of Blake’s mysticism and

simplicity.

Second phase (1900­1914): his language becomes more realistic, less

2. sentimental, poetic technique developed in the direction of a dryer and bitter

consideration of reality. He produces plays. Playwriting was helpful to him to

acquire more precision and avoid repetition.

Third phase (1914­1929): Yates was absorbed by philosophy and speculations

3. on the occult. He worked out his own philosophical system according to his

vision of life and history. He produced many metaphysical poems. The best

period of his production. In this phase he wrote The Second Coming (1920).

Fourth phase (1929­1939) returns to simplicity, gets rid of symbolism,

4. mantains a sense of sadness and he speaks of the desolation of life. But the

way he looks at the world is more serene/acceptance of that reality.

He contributed to the definition of Celtic Revival. The Celtic Revival movement

started before Yates, but with Yates reached self­awareness. A theatrical renaissance

that derived from Ireland’s long history and dependence from England. When Yates

wrote, Ireland had failed to gain its independence (Home Rule, independent

government) until 1890, the year of the last failure, by Parnell, who fought for the

independence from the English government. Yates felt the need to build a national

conscience. He started by the recovery of the so­called lost tradition: the Celtic

tradition in Ireland.

Their literature dates back to the IX century and consisted on epic, sagas, holy and

profane poetry and legends. From the IX to the XII centuries, literature was fertile

and along with prose was characterised by a huge poetic production made up of 3

groups:

1) work of professional poets around the court of the Irish King

2) lines written by monks

3) love poems (more private and personal), contemplation of nature. The poet

expresses

his feelings in situations of ruin or loss.

The third group was the one which influenced Yates the most, his attention to the

reading of these poems made him acquire a higher expressive force.

Philosophical phase

The Great Wheel of the Lunar Phases is contained in his most important prose: A

Vision: five sections containing theories that where revealed to him by supernatural

beings.

Faceva sedute spiritiche e diceva che la moglie aveva capacità sovrannaturali, parla di

Spiritual Instructors che usavano la moglie come mezzo per comunicare. La tecnica

usata è dell’Automatic Writing: trascrivere tutto ciò che veniva dettato dagli spiriti.

Non si tratta di Stream of Consciousness, perché sono pensieri di qualcun altro:

messaggi spirituali, revelations, che rispondono ai suoi bisogni di conoscenza.

After 7 years of work, it is published in 1925, then revised by Yates and the final

version appears in 1937.

The philosophy described in the book is more an astrological theory. It contains a

theory about the variation of human personality and the vicissitude of history; the

transformation of human spirits on earth and on the other world. According to this

theory every man is governed by four faculties:

­ WILL (power of determination)

­ MASK (image of who you want to be)

­ CREATIVE MIND (intellect)

­ BODY OF FAITH (destino, the physical and mental environment)

The prevalence of the one or the other determines a different character. Ci possono

essere tratti prevalenti nella natura, ma ci sono anche fasi nella storia di un individuo

in cui una o l’altra parte prevale. Questi cerchi corrispondono al ciclo della luna i cui

poli sono the dark moon (sun prevails, meaning complete objectivity) e full moon

(moon prevails, complete subjectivity). Yeats prefers the subjective phase in which

the Unity of Being can be reached.

Easter 1916

Nel 1916 avviene l’insurrezione del lunedì di Pasqua (24 aprile), in cui un gruppo di

nazionalisti irlandesi si ribellarono contro il governo britannico e hanno proclamato il

governo irlandese. Tutto era confluito nel General Post Office in cui si erano barricati

15 rivoluzionari (alcuni di essi erano conoscenti di Yates) che alla fine vennero uccisi.

Questo episodio rimane molto impresso a Yates, che quando avvenne questo episodio

era in Inghilterra.

Yates rievoca le figure dei ribelli, loda il loro coraggio e il loro sacrificio, ma c’è

anche un senso di perplessità, perché le azioni portano sempre a uno spargimento di

sangue. C’è un atteggiamento ambivalente nei confronti del carattere irlandese con

una tendenza a ribellarsi (indole bellicosa): pensa che il solo ribellarsi sia una risposta

ottusa perché gli irlandesi non sono abbastanza forti.

4 strofe: 16­24­16­24

La prima e l’ultima strofa proclamano una trasformazione, la nascita di una terrible

beauty. Non si può più scherzare, non si può più indossare l’abito da giullare della

vita quotidiana.

Nella seconda strofa vengono presentate figure di ribelli che non avevano grande

valore in vita ma che lasciano la loro parte della commedia quotidiana e decidono di

compiere un sacrificio.

Nella terza strofa c’è una polarità fra la vita mutevole e la pietra, che vuol dire

metaforicamente l’immobilità: un’opinione incapace di cambiare negli anni. La pietra

che impedisce il cambiamento mentale.

Nella quarta strofa torna alla lode dopo aver messo in dubbio la sensatezza.

The Second Coming (scritta nel 1919, pubblicata nel 1920­21)

Poesia della fase mistica/occultistica.

Figura l’immagine simbolica di the guire, 2 coni sovrapposti sullo stesso asse, la

rappresentazione grafica della storia umana e spirituale. In un mondo di desolazione

si invoca un secondo avvento per consolare. È scritta con il procedimento

dell’Automatic Writing, una poesia che rappresenta la risposta alle questioni di Yates,

con una forte dimensione visionaria­profetica.

Nella seconda strofa c’è la visione, che non è improvvisa: si sono levate immagini che

non potevo controllare: un deserto, un titano nero che si sollevava da un cumulo di

rovine. Si augura un ritorno del Messia dopo un sonno di pietra.

Introduzione del 1937

Nel 1923 Yates vince il premio Nobel. Per il Nobel fa una lezione una lezione sul

movimento teatrale irlandese, The Irish Dramatic Movement.

Fa una riflessione su cosa intende per letteratura e poesia con accento sul fatto che

non si può prescindere dalla propria vita personale per scrivere, ma non bisogna

fermarsi all’autobiografismo diretto, impersonale. La letteratura è una Fantasmagoria

Artistica, una rielaborazione tramite personaggi. Il proprio pensiero non è mai

espresso direttamente, ma sempre con una rielaborazione personale e tramite i propri

personaggi. Sono i personaggi a lanciare il messaggio. Il messaggio non esce

dall’autore ma dai suoi personaggi. Ed egli è parte della sua stessa fantasmagoria.

L’artista per parlare di qualcosa, comunicare un senso, non può parlare di sé in modo

trascurato, ma deve dare il compito di parlare ai personaggi.

Modalità Esame

S :

CRITTO

­ 30 domande sul programma,

­ viene assegnato un voto in trentesimi e per passare all’orale bisogna totalizzare

almeno 18.

­ si svolge in ogni data di appello dalle 12:00 alle 13:00, per la durata di 55 minuti

circa

­ l’esame si può sostenere interamente nella stessa data

­ alle 15:00 circa finisce la correzione degli scritti e si può prenderne visione

­ lo scritto ha la validità di un anno accademico (entro tre sessioni scade)

­ il voto rimane valido anche se dovesse andare male l’orale

­ il voto può essere rifiutato

­ verte sulla parte istituzionale e va studiata l’introduzione di tutti gli autori trattati.

O :

RALE

a) parte in italiano sul percorso scelto

b) parte in inglese sul monografico e sulla bibliografia critica obbligatoria

c) parte finale in inglese sul romanzo a scelta e sul capitolo dell’Ulisse di Joyce

22/04/2015

Yeats

1) The First Principle

Importanza dell’autobiografia: l’autobiografismo è alla base dell’ispirazione, ma non

va manifestata in modo diretto/semplificato: l’autore deve rielaborare il contenuto in

modo fantasmagorico (non è come parlare dei fatti propri a colazione). Si utilizzano

personaggi per parlare di sé: Shakespeare usa i personaggi della storia inglese.

2) Subject Matter

Sarà presto noto che la teoria meccanica non coincide con la realtà: naturale e

sovrannaturale sono legati insieme e presto si necessiterà di una nuova scienza. Yates

cita il druidismo (irlandese), ossia dei mistici che incarnavano una conoscenza

spirituale ‘magica’ che secondo Yates va rivalutata.

Viene citato anche San Patrizio, patrono d’Irlanda.

L’Unity of Being di Yates è paragonabile ad un corpo perfettamente formato. Nella

definizione di questo si rifà a Blake, all’unità dell’essere di Dante e ad alcuni testi in

sanscrito.

Tutto ciò porta anche alla Visione (che è anche il titolo della sua opera).

Gli irlandesi hanno preservato il proprio patrimonio, passando attraverso guerre di

sterminio: sono un popolo che ha vissuto molte persecuzione e le vive anche ora.

Nessun popolo odia quanto gli irlandesi, i popoli con un passato vivo.

Yates ha tuttavia un nome inglese e ama la letteratura inglese: c’è un rapporto

conflittuale con l’Inghilterra. È in conflitto perché ama la lingua inglese ma l’inglese

gli è stato imposto. In lui convivono due nature: conquistatore aggressivo ma anche

colui che ha subito. Nella sua riflessione sulla lingua si chiede perché egli non parli in

gaelico.

Viene fatta una critica contro gli inglesi, che si credono superiori, ‘migliori’ degli

altri colonizzatori, si credono protettori della libertà, ma in realtà non sono meno

schiavisti degli altri, e Yates vuole smascherare il loro falso buonismo.

23/04/2015

Yeats

4) Wither

Commento sulla realtà della poesia dell’epoca, radicato in contesto irlandese ma

anche internazionale. Siamo nel 1937, il modernismo ha già avuto i suoi frutti, ci sono

poeti di guerra. I poeti di guerra sono poeti impegnati, che hanno finalità

materialistica, volta all’aspetto più concreto e materialistico.

Yates aveva coniugato anche un aspetto più romantico e sentimentale.

Ora l’attenzione è solo per il concreto. Ora la figura di riferimento non sono più i

druidi (spirituali), ma figure di scienziati più concreti.

Descrive poi nuove figure di poeti che sono attenti alla modernità, alla fabbrica e poi

descrive due particolari personaggi.

Poi fa un riferimento ad un modernista: Pound, venuto apposta dall’America per

conoscere Yeats. Riconosce l’influsso positivo di Pound sulla sua opera, ma c’è un

aspetto che Yates non rinnega, cioè il tenere conto dell’emozione e dell’impressione

che secondo lui è parte dell’ispirazione poetica. Nonostante la loro “materialità” a

questi poeti modernisti rimane comunque il verso, continuano a scrivere poesia.

Dereck Walcott (pag 2800)

In lui emerge lo stesso senso che c’è in Seamus Heaney dell’importanza della lingua

madre.

Nasce su un’isola caribica, S. Lucia, colonia delle Indie Occidentali. È un autore post­

coloniale come Heaney (cattolico tra protestanti). Nel 1992 vince il Nobel per la

letteratura.

È un poeta nero perché ha origine mista, ha antenati africani: le sue nonne hanno

origini africane, i nonni sono bianchi. Ha nelle vene la tendenza e la storia di un

popolo coloniccato. Ha un backgroung culturalmente misto che lo porta a definirsi

schizofrenico.

È un autore che è stato formato in ingliese ma nel quotidiano parla in creolo francese.

C’è un’ambivalenza in lui odvuta a questa doppia origine. Si è formato sui classici,

quindi è un autore molto raffinato.

Il Nobel lo vince per “Homeros”, un’Odissea ambientata nelle Isole Caraibiche scritta

con la terza rima dantesca. Riporta l’epica a vicende quotidiane, racconta episodi

quotidiani. I nomi dei personaggi sono come quelli omerici ma non per far eco a

Omero, ma perché quelli sono nomi diffusi nella sua isola.

È un pittore molto bravo e anche in poesia riesce a restituire immagini molto vivide

A Far Cry From Africa

si sente il suo sdoppiamento fra due culture. Ritorna l’idea della lingua che si è

imposta ma che è nativa. L’inglese è lingua nativa ma è anche lingua degli inglesi

colonizzatori. L’Africa è un lontano grido che però si rivolge al poeta.

Walcott riconosce come suoi autori di riferimento Yeats, Pound, Elliot…

Ezra Pound

Vorticismo = termine coniato da Pound. Il Vorticismo nasce a Londra sull’impresa

del futurismo. L’Italiano Marinetti legge il proprio manifesto a Londra. Il Vorticismo

viene fondato nel 1910 da Lewis, nel 1914 con il nome di Pound.

Anche l’Imagismo è un termine coniato da Pound, con attenzione dull’immagine, la

poesia. L’immagine deve essere ‘dura e secca’ (Hardy). Pound inizia come imagsta.

In a Station of the Metro (p.2096)

Spesso riportata perché rende l’idea della poetica imagista. Scritta a Parigi, mentre

stava uscendo dalla metro è colpito da una successione di facce che gli si presentano.

Ha passato tutto il giorno provando a scrivere una poesia che rendesse la sua

impressione ma non era soddisfatto delle parole. Alla sera ci riesce capendo che non

cercava le parole adatte ma l’equazione verbale giusta. In due fasi ridusse i versi sino

ad arrivare a due che lo convinsero, perché restituisce un’immagine che colpisce.

Nell’articolo “Una nuova tradizione di Cantos (di Guadalupi (?)), cantos richiama i

canti danteschi perché Pound era molto attratto dalla musica e la tradizione musicale

è storicamente italiana. Per questo sceglie un nome italiano.

Pound è catalizzatore di tutti gli artisti modernisti, nel 1924 si trasferisce a Rapallo. A

Rapallo visse in modo partecipato: curò un giornale, si inserì come letterato nella vita

cittadina. Arrivò in Italia sposato ma lì conobbe una concertista statunitense con cui

ha una relazione e da cui ha una figlia che viene affidata ad un pastore del sudtirolo a

cui facevano regolarmente visita Pound e la mamma. A 12 anni la bambina viene

riconosciuta ed iniziata allo studio. È sua la traduzione tutt’ora accreditata dei Cantos.

Pound appoggiò il fascismo, gli americani lo incarcerarono per questo e a questa

esperienza sono dedicati i “Canti Pisani”, poi venne liberato su base di una perizia

psichiatrica e lo ricoverarono al St. Elizabeth. Poi autori anche italiani scrissero

perché venisse liberato.

Canto XV

Linguaggio scurrile e ambientazione da inferno dantesco. Si denunciano i ruoli dei

moderni e la desolazione.

I Cantos sono costruiti con una tecnica simile al flusso di coscienza, con anche molti

riferimenti alla storia rinascimentale italiana, perché auspicava un nuovo rinascimento

nella modernità, che fosse simile al rinascimento italiano. 29/05/2015

A Portrait of the Artist as a Young Man

Romanzo autobiografico, romanzo che fa ancora parte della prima parte della

produzione di Joyce, quella ‘tradizionale’, romanzi scritti nella fase giovanile

dell’autore. È un romanzo considerato di formazione (Bildungromances).

Il saggio sul romanzo mette in evidenza la forte presenza delle immagini nel

romanzo, alta densità di immagini che si trova anche nel Nigger of the Narcissus. Ci

sono ampi spazi descritti con forte presenza di immagini, le immagini sono molto

importanti per i modernisti (Imagisti).

Configurazioni descrittive: figure (in senso lato) che si configurano, si legano una

all’altra, in descrizioni che non sono funzionali ma in cui viene veicolato il senso del

testo.

Il romanzo è diviso in 5 capitoli. Il protagonista è Stephen Dedalus con un’attitudine

allo studio e alla cultura eccezionali, anche in ambito religioso, tanto che sembra

destinato alla carriera religiosa. Viene raccontata l’esperienza del ragazzo in un

college.

1° capitolo: si parte con una filastrocca e con uno stile fiabesco, c’è l’uso di un

linguaggio mimetico, come se a parlare fosse un bambino, la prospettiva è quella di

un bambino che inizia a percepire il mondo con i sensi: la percezione sensoriale è

molto evidenziata nel testo.

Il nome Dedalo viene scelto perché per lui indica l’artista da giovane. Va paragonato

a Dedalo perché l’artista non avrà possibilità in patria (Irlanda) di esprimersi. È

imprigionato come Dedalo nel labirinto.

Vengono rappresentati episodi di vita quotidiana, il rapporto con un compagno in

particolare (Lynch, che gli parla dell’esperienza dell’epifania).

Questo romanzo deriva da un saggio di Joyce: “A Portrait of the Artist”, in seguito

diventato un romanzo “Stephen Hero”, molto lungo, poi bruciato da Joyce. Sono

rimasti solo frammenti salvati dal fratello di Joyce.

L’amico di Lynch è spesso ascoltatore muto e perplesso di discorsi di Stephen.

L’epifania centrale del romanzo di trova nel capitolo 4, quando viene descritta una

ragazza sulla spiaggia a Sandy Mount, un’immagine che lo colpisce così tanto che si

mette a correre, Stephen poi capirà chiaramente che sarà un artista. L’idea di Epifania

è tratta dalla teoria estetica di Tommaso d’Aquino, sui tre stadi della percezione della

realtà, il terzo stadio è chiamato claritas, per Joyce epifania, improvvisa

manifestazione di un senso luminoso.

Le configurazioni discorsive si trovano in parti descrittive e sono state teorizzate da

Greimas, che ad un certo punto ritieene che la prospettiva strutturalista non è più

adeguata. Greimas aveva ridotto le funzioni attanziali individuali da quelle di Propp a

6, ma giudica che l’analisi si limita ad individuare funzioni e personaggi, che è

limitata e che quindi bisogna rivolgere l’attenzione anche alla descrizione. Le

configurazioni discorsive vanno viste come racconti secondi che però hanno la

capacità di integrarsi in un testo più ampio. Tutte le configurazioni si riferiscono ad

uno stesso concetto = isotopia semantica. Le diverse configurazioni costituiscono una

rete di legami che le unisce ma che comunque si riferiscono ad un tema principale.

Queste configurazioni diventano ancora più rilevanti quando si legano ad uno degli

attanti. La mente di Dedalus (Joyce) è una mente che produce molte immagini.

Nel Capitolo 5 vengono fatte riflessioni sulla lingua, come in altri autori irlandesi,

sulla colonizzazione del gaelico da parte dell’inglese.

In tutto il testo si fa riferimento alle dicotomie (elementi opposti come caldo­freddo)

ma nei momenti di epifania si ha una risoluzione degli opposto: quando c’è

l’illuminazione del senso gli opposti non esistono più in quanto tali ma si fondono.

Questo è un romanzo stilisticamente non ancora modernista, ma in cui sono già

presenti elementi che lo caratterizzano. L’epifania viene preannunciata da un infittirsi

delle immagini.

Questo fenomeno si verifica anche nel Negro del Narciso, dove delle immagini

ricorrenti si legano a due personaggi (Dunkin, e il Negro a cui sono legate immagini

di morte, infatti poi lui morirà).

30/05/2015

Joyce

Joyce e la tradizione del romanzo

Elliott scrive un testo sull’Ulisse di Joyce, dicendo che Joyce introduce una cosa

nuova: il metodo mitico. Elliott dice che Joyce usa il mito per parlare della

quotidianità, usa una tecnica che verrà usata dopo di lui, e che anche lui userà in The

Waste Land.

Melchiori successivamente contesta Elliott dicendo che non è una rivoluzione,

qualcosa a sé. Melchiori dimostra che l’Ulisse di Joyce è il risultato di tutta la

tradizione precedente. Non è solo una rottura ma usa una serie di tecniche narrative

che derivano da autori precedenti, irlandesi ma soprattutto i padri della novel del

1700.

La novel nasce in contrapposizione al romance (più epico), mentre nella novel c’è

esigenza di realismo. Defoe, Fielding, Richardson… hanno un nuovo strumento di

descrizione (quello della novel) e quindi amano sperimentare, come farà Joyce.

Le influenze di Joyce secondo Melchiori sono: Fielding (modello di un’epica

eroicomica, influenzata dal genere picaresco, mentre l’eroe di Fielding traccia un suo

percorso in Inghilterra, l’eroe di Joyce vaga per Dublino, ricordando Ulisse nel suo

viaggiare), Smollett (autore del 1700, crea molti puns, e questo lo fa anche Joyce

nell’Ulisse, ma poi soprattutto in Finnegan’s Way, lo stravolgimento della parola era

già presente in Smollett), Swift (per la satira), Sterne (presentato anche dai suoi

contemporanei come precursore del flusso di coscienza, per esempio nelle sue opere

ci sono pagine bianche e disegni).

The Dubliners

C’è una denuncia alla paralisi della società irlandese di Dublino. Joyce scrive dei

racconti che parlano di questo immobilismo.

Tuttavia, durante un suo viaggio a Roma Joyce si trova male e pensa che sia una città

fredda, quindi rimpiange l’Irlanda e Dublino per la bellezza ed il senso di ospitalità.

Con questo sentimento concepisce The Dead, il cui protagonista servirà poi nella

costruzione di Leopold Bloom.

È arrivato il momento di andare a ovest (di rivalutare l’Irlanda).

Anche il motivo della gelosia lo spinge da The Dead alla creazione dell’Ulisse.

La struttura dell’Ulisse

Di fatto i capitoli dell’Ulisse non sono nominati, sono solo numerati. I nomi dei

capitoli vengono dallo schema di Lainati. Con questo schema risulta chiaro che la

trama dell’Ulisse che sembra caotica in realtà è fortemente schematica nella

programmazione.

Configurazione discorsiva

Discoursive Configurations (Greimas e Courtes): all’interno di un testo narrativo,

oltre allo schema narrativo principale (main plot) si può creare un motivo secondario

che si sviluppa parallelamente attraverso una concatenazione di immagini riferite allo

stesso tema.

Nell’esempio del Negro del Narciso: il soggetto è il Narciso, l’oggetto è il viaggio, il

destinatario è Londra.

All’interno del romanzo è possibile individuare due configurazioni discorsive –

microracconti che si sono configurati attorno ad un tema. I microracconti hanno

un’esistenza autonoma, ma possono integrarsi in unità discorsive più ampie.

Nel Narcissus abbiamo una serie di immagini che si concatenano legate alla morte (il

Negro, l’ostacolo) o altre legate alla sporcizia (Dunkin).

La morte ha l’aspetto di una nebbia scura, black mist, usata per il personaggio di

James Wade, il Nigger, una morte sempre presente. La nebbia da l’idea di

incombente, insidioso. L’immagine iniziale è quella di nebbia (morte) che poi si

dipana in altre immagini.

Dunkin rappresenta la sporcizia fisica, ma anche morale, presente di solito

nell’immagine dell’alone di fumo del tabacco.

Le immagini di questo tipo si concentrano nel primo e nell’ultimo capitolo, con la

descrizione dei porti e del degrado, perché se il mare è sano, tutto ciò che ha a che

fare con la terra è sporco.

Anche nel portrait ci sono molte immagini in presenza dell’epifania e attraversano

tutto il resto dell’opera cone leitmotif.

Singleton incarna tutti gli ideali nei quali Conrad credeva e potrebbe essere un

narratore in prima persona, ma dal punto di vista psicologico non ha maturità

sufficiente.

Joseph Conrad: il riflesso del mare

un libro è in particolare rappresenta la testimonianza più esplicita di quanto il

mare abbia contribuito a forgiare la personalità di scrittore oltre che di uomo

di Conrad. Un'autobiografia in chiave saggistica pubblicata nel 1906 con il

titolo di The Mirror of the Sea. Le note dell’autore, Author’s Note vennero

pubblicate in volume in un’edizione del 1921. L'intento di questa nota è quella

di spiegare al lettore la genesi e la composizione dei racconti, non sono intesi

come scritti singoli ma come parte di una unica indagine sull'uomo moderno.

In realtà nelle note riflette sulla necessità di una prefazione e dichiara di

essere stato indotto a scriverla in seguito a una promessa e non a una reale

esigenza (bound to proceed by a sense of duty).

Continua il preface parlando di quanto il libro sia una intimate revelation of his

relation with the sea, which begun mysteriously.

Ci sono due passi (in The Mirror of the Sea e A Personal Record), in cui

l'autore medita sul rapporto tra presente e futuro e grandi riguardano l'esordio

della sua duplice carriera, una legata al mare e l'altra l'ha scritto pura.

The Mirror of the Sea descrive un salvataggio nella silenziosa immensità del

mare. In un passaggio descrive la sua scelta di diventare un uomo di mare, di

arrendersi ad un mondo che lo aveva sempre affascinato. In un passo

successivo ci spiega come era poi in grado di guardare con occhi diversi il

mare un mare che non è bene amare, che fa affondare le barche, fedele a

nessuno.

Nonostante queste rivelazioni, Conrad, aveva definito fantasie i bozzetti che

costituivano quest'opera.

In A Personal Record, l'autore osserva che egli può “render in words

assembled with coscentious care the memory of things far distant and of men

who had lived”.

Cui si trova la perfetta saldatura tra il marinaio lo scrittore, siccome la sua

arte di scrivere viene dal mare.

La riscrittura di Conrad coincide con l'arte di navigare, il libro è ricco di

descrizioni tecniche legate sia alla navigazione che all'uso della lingua

(l’intero capitolo su lanciare (cast) l’ancora, diversamente dal più proprio let

go). Ad esempio pagine dedicate a quanto per Conrad la terminologia nautica

a una bellezza direttamente proporzionale alla sua precisione. Egli impara

scrivere dalle navi. Conrad spesso si indigna dell'uso improprio che la gente

di terra (landlubbers) è solita fare del linguaggio marinaresco applicando la

lingua comune alla descrizione dell'attività di mare. Conrad riserva meticolosa

attenzione all'uso appropriato del linguaggio del mare, a un rispetto in parte

dettato dalla sua ansia di arrivare a padroneggiare la lingua inglese con la

stessa sicurezza di un attivo, sia nei confronti della terminologia nautica che

in quelle dell'espressione comune.

Il NOTN è un romanzo breve, anche se Conrad non distingueva fra short

fiction e novel, che chiamava entrambi stories.

Questo romanzo ci aiuta a meglio definire la sua tecnica impressionistica,

non a caso essa è teorizzata dal Preface dell'autore. Soprattutto è l'unica

opera narrativa che Conrad indica come principalmente dedicata al mare, e

che l'equipaggio del narciso rappresenta l'unica e ultima occasione per una

convivenza totale con umanità è la natura, prima che la modernità ne

impedisse per sempre la realizzazione. Questo messaggio viene ribadito con

vigore nei due articoli del 1912 in occasione dell'affondamento del Titanic.

Per Conrad è molto triste doverci rassegnare a essere per sempre privati

della gratificazione dell'esplorazione, in un mondo ormai del tutto mappato.

Conrad aveva una grande passione per la geografia oltre che per il mare.

Restava infatti grande attenzione al dettaglio geografico preciso.

Il mare accoglie nei suoi equipaggi un'umanità multiforme. Ma nello stesso

tempo il mare è un luogo metafisico: spazio isolato, astorico, di pienezza e

solitudine in cui i conflitti spirituali raggiungono le posizioni estreme radicali.

La grandezza di Conrad consiste proprio nel saper dare ai potenti fantasmi

dello spirito le afferrabili fattezze del realismo e nel saper sollevare il re di alle

rarefatte profondità della metafisica.

TNOTN esprime la sua intenzione di rendere omaggio al mare e ai marinari

con un sentimento che ancora di entusiasmo.

La Critica Conradiana

Il revival degli studi su Conrad ha coinciso con il centenario della sua nascita

(1857).

Anche se dall'inizio della prima guerra mondiale all'anno della morte, Conrad

fu generalmente considerato un maestro dei moderni, in certi articoli sulla

stampa popolare si continuò a giudicarlo riduttivamente come uno scrittore di

avventure di mare.

Questi saggi ripropongono le motivazioni addotte da alcune delle voci critiche

più autorevoli per dimostrare la natura modernista della scrittura di Conrad.

1) Henry James: soprattutto concentrandosi su romanzo Chance.. C'è una

complessa tecnica narrativa che risponda la preoccupazione dell'autore di

comunicarci reale nella sua molteplicità, cioè nel suo variare a seconda della

percezione che di esso a ogni singola distinta coscienza. Alla molteplicità del

reale corrisponderà molteplicità dei punti di vista all'interno della narrazione,

aspetto che segnala la rottura con il codice dell'onniscienza.

2) Guetti: confronta Conrad con la letteratura del romanzo d'avventura

italiano, concludendo che le sue opere contengono molto più di una vicenda.

In Conrad prevale la preoccupazione del significato, espresso con l'uso della

figura retorica, un linguaggio simbolico, non sarà mai semplicemente una

storia. All’inizio di TNOTN viene fatta una contrapposizione di tipo morale tra

il codice del mare e la vita sulla terraferma. Il senso di precarietà ci permette

di vedere in Conrad un esponente della ricerca letteraria del novecento,

siccome i suoi valori, che attribuisce al codice morale del mare, non sono più

certi ma vacillanti.

3) Batchelor si concentra sul modo in cui viene trattato il motivo della

solitudine, attraverso le figure maschili costrette a mettersi alla prova e

confrontarsi con i propri limiti alla ricerca di un adeguato modello di

mascolinità. La formula primitiva dell'uomo che mette alla prova la propria

forza (anche in Cuore di Tenebra).

4) Miller vede in Conrad il precursore della poesia della realtà del novecento,

una poesia che descrive la realtà intesa non solo il suo aspetto esteriore ma

come l'intera vita dell'uomo così come essa viene vissuta. Nella prefazione

Conrad dichiara espressamente che il compito dell'artista è quello di far

vedere la verità nascosta sotto il velo dell'illusione, essere oggettivi e cercare

di raggiungere la verità che si nasconde dietro i fatti.

Conrad è un esponente dell'impressionismo letterario, pratica secondo la

quale lo scrittore cerca di tradurre la realtà attraverso immagini che

rappresentano già in se stesse. Questo crea una relazione con la poesia

imagista (Pound), sulla base della definizione di immagine come “that which

represents an intellectual and emotional complex in an istant of time”.

5) Sertoli, analizza l'atteggiamento contraddittorio di Conrad nei confronti sia

delle istanze sociali che di quelle estetiche della cultura in cui opera. Conrad

incarna gli aspetti risolutamente repressione della civiltà in due personaggi

negativi, Donkin e Jimmy.

6) Rawson, egli individua nel concetto di finzionalità l'atteggiamento di

distacco ironico che Conrad assume nei confronti di quelle verità celate a cui

preferisce non guardare. Ciò che più interessa Conrad è non tanto definire

l'ideologia, quanto strisciare l'essenza recondita, compresse perversa

dell'animo del personaggio nel quale si può riconoscere quello di ogni essere

umano e quindi anche dell'autore. La natura di Kurtz che è capace di atti

umanitari anche di omicidi.

7) Berthound, affronta l'analisi di Under Western Eyes dal punto di vista della

rappresentazione dell'angoscia intesa non solo come sensazione

sperimentata personalmente dall'autore nella sua vita ma nel suo significato

esistenziale. Questo testimonia quanto Conrad fosse consapevole dello

sviluppo del pensiero filosofico del tempo (Kierkegaard nel 1844 pubblica Il

concetto dell’angoscia, come paura di qualcosa che si desidera) e Conrad le

attribuisce un senso culturale. Il personaggio di Razumov dimostra come il

suo sforzo immane di avere fiducia in se stesso sia continuamente sull'orlo

della disintegrazione. Solo l'angoscia può spiegare il vuoto al centro dell’io e

al tempo stesso il bisogno di avere sostanza nell’io.

Le operazioni letterarie di Conrad non hanno ancora il carattere sperimentale

che assumeranno con Joyce e la Woolf, tuttavia in lui si ravvisano i primi

segnali di una sperimentazione che è ricerca e non sofisticato gioco letterario.

Sarà il mare l'elemento che Conrad eleggerà a strumento di questa ricerca, la

profonda metafora. TNOTN in particolare è il manifesto più emblematico

dell'impressionismo letterario.

The Nigger of the Narcissus: il racconto del mare

Conrad ha trascorso molti anni come marinaio e poi come capitano nella

marina mercantile inglese (merchant navy). Nel 1895 dopo aver scritto il suo

secondo romanzo An Outcast of the Island, gli si presenta l’opportunità di

tornare in mare a comando di un veliero. Tuttavia le condizioni sono troppo

sfavorevoli: non si imbarca e non andrà per mare mai più.

TNOTN viene pubblicato a puntate su New Review nel 1897 e in volume nel

1898, è il primo racconto o romanzo breve in cui l’autore rivive la sua

esperienza di marinaio creando una storia dove la narrazione della tempesta

si sviluppa parallelamente all’analisi psicologica dei personaggi. Il racconto

procede attraverso testimonianze, confessioni e flashback che conferiscono

alla narrazione un notevole potere suggestivo. L’attenzione è per i casi di

coscienza complessi e per i fatti misteriosi, tutti i suoi protagonisti sono anime

desolate e misteriose, avventurieri o reietti. Il paesaggio esotico esteriore

riflette la solitudine interiore, è simbolo del paesaggio interiore.

TNOTN è un romanzo di avventura: racconta un’avventura per mare che

coinvolge l’intero equipaggio del veliero Narcissus, costretto ad affrontare

varie avversità. La nave parte da Bombay ed è diretta a Londra. Le

sequenze: la partenza da Bombay con la descrizione dettagliata

dell’equipaggio, il negro James Wait e Donkin, la prima fase tranquilla, la

tempesta, la minaccia di ammutinamento, la bonaccia, la morte di Wait,

l’arrivo nel porto di Londra.

I protagonisti sono uomini semplici e ignoranti, tuttavia capaci di una propria

grandezza, quella che deriva dal coraggio, dalla lealtà e dalla fedeltàai propri

compiti, dall’accettazione della propria condizione di sofferenza: gli uomini

che secondo Conrad meglio rappresentavano i valori in cui aveva dichiarato

di credere. Li ritrae ognuno con i propri particolari, ma li rende uguali dal mare

che li rende una comunità di fratelli.

L’armonia di questa comunità è insidiata da Wait e Donkin. Donkin è il

marinaio ribelle, non ha vocazione ed è opportunista, disprezzato da Conrad.

Wait insidia nell’equipaggio il dubbio: era ammalato o solo un simulatore che

esercitava il ricatto morale per sottrarsi al lavoro? Wait ha una psicologia

complessa e ambigua e diffonde ambiguità anche nel comportamento di chi

gli sta attorno. Da un lato sembra cerchi di convincere i compagni della

propria malattia per sottrarsi al lavoro, dall’altro si illude di potervisi sottrarre

recitandola, rendendola una finzione.

Il testo è anche ricco di scene drammatiche e di passi descrittivi con una

notevole intensità poetica.

Interessante è analizzare gli elementi autobiografici. Conrad inizia a scrivere

questo racconto nell’estate 1896 e lo completerà nei primi mesi del 1897.

Narcissus era il nome vero di un veliero sul quale Conrad si era imbarcato

come secondo ufficiale nel 1884 in un viaggio da Bombay a Dunkirk. Nel

1899 l’unità passò all’armamento camogliese.

Il Narcissus era stato costruito nel 1876 a Glasgow e subito usato per il

traffico mercantile sulle rotte coloniali. Si tratta di un veliero (sailing ship)

interamente rinforzato in ferro (full-rigged iron sailing ship). La portata è di

gran lunga superiore a quella delle navi a vapore dell’epoca di Conrad.

Conrad si imbarca il 5 giugno 1884, per intraprendere il viaggio di ritorno del

veliero verso Dunkirk. Al comando, Archibald Duncan, e l’intera ciurma era

alla prima esperienza. Durante il viaggio di andata numerosi membri

dell’equipaggio si erano ammutinati costringendo il capitano a scacciarli una

volta arrivati a Bombay. Qui Duncan dovette ricostruire un nuovo equipaggio

ingaggiando marinai di diverse nazionalità, tra questi Joseph Barron, un

marinaio nero della Georgia che dichiarava 35 anni. Barron si era imbarcato

malato e dopo lunghe sofferenze morì e fu sepolto in mare. Questo evento

aveva particolarmente colpito Conrad.

Il viaggio del 1884 costituisce quindi la fonte primaria da cui Conrad attinge

per la costruzione dei ritratti, le definizioni temporali e le condizioni climatiche,

le informazioni ambientali e le descrizioni del veliero.

La prima deviazione consiste nello spostamento della destinazione, da

Dunkirk a Londra, scelta fatta per soddisfare il patriottismo del suo pubblico.

Probabilmente per questa stessa ragione viene cambiata la composizione

nazionale dell’equipaggio, la sostituzione del capitano scozzese con uno

britannico e sostituendo il luogo di costruzione del Narcissus con ‘le sponde

del Clay’

La vicenda di Wait viene distorta in modo da darle una forte valenza

simbolica.

La voce del narra(u)tore

Conrad è stato criticato da questo punto di vista per motivi di coerenza, vista

la presenza di due voci narranti. Tuttavia questa tecnica non è casuale in

Conrad. Genette definisce che nel romanzo c’è una focalizzazione variabile.

Si ritiene qui che venga rispettata la condizione della coerenza globale, che

fa uso di narratore onnisciente.

La sotituzione del they con il we non è così radicale e la sua funzione è quella

di ridurre il campo al punto di vista del marinaio-narratore, colui che dice ‘we’,

ottenendo una maggior concentrazione sul modo di vivere gli eventi. Ci viene

quindi fornita una testimonianza più diretta e attendibile rispetto al narratore

fuori campo. L’evoluzione da una visione oggettiva esterna a una soggettiva

interna troverà la sua massima realizzazione alla fine, quando il ‘we’ diventa

‘I’. I narratori sono quindi due: il narratore onnisciente e il marinaio-narratore

parte della ciurma.

Il romanzo si apre con il discorso indiretto oggettivo, la terza persona plurale

formale e distaccata, e la narrazione è onnisciente fino all'inizio del secondo

capitolo dove l'uso dell'aggettivo possessivo our segnala l'emergere del

marinaio narratore. Da questo punto in poi ci sono nel romanzo continui

slittamenti dei due narratori eccettuate le ultimissime pagine, dove si usa la

prima persona singolare I.

La voce del narratore onnisciente racconta la storia dall'esterno come

richiede la convinzione, mentre il narratore marinaio riferisce dall'interno

quanto avviene sulla nave. Egli racconta perlopiù gli eventi ai quali partecipa

effettivamente. Quando invece riferisce di fatti di cui non è stato testimone si

preoccupa di indicarne la fonte. Questo narratore inoltre è portavoce della

ciurma intera e riflette nei suoi commenti il turbamento psicologico di tutti i

suoi compagni e la loro incertezza nei confronti della malattia di Wait.

Si sa che questo duplice punto di vista era presente fin dalla prima stesura,

con lo scopo di fornire al lettore una prospettiva duplice: questo gli avrebbe

permesso di creare una distanza tra le nozioni della ciurma di cui il marinaio

si fa portavoce e il più ampio raggio di comprensione su Wait, che appartiene

al narratore onnisciente.

La seconda voce alla funzione di restringere la visione al punto di vista del

marinaio narratore autorizzando l'accesso alla sua coscienza. Un

personaggio come Singleton incarna un eroismo muto, portavoce di una

generazione di uomini voiceless, inarticulate, strong e mute. Quello che serve

invece è il valore opposto, una coscienza.

Brano con il cambiamento di persona: nella prima parte c’è attenzione al

dettaglio e alla descrizione, a volte con similitudini per suggerire stati o

atteggiamenti psicologici, mentre le emozioni sono espresso solo a partire

della comparsa del we.

c’è una rottura dagli scemi tradizionali di onniscienza, in quanto in questa

prima parte ci si limita alla descrizione sensibile e non alle emozioni.

Con l’introduzione del we avviene una distensione: la prosa non è più tanto

controllata e ci sono anche discorsi colloquiali. Ora la soggettività è

direttamente accessibile, senza bisogno di similitudini. Il narratore-marinaio

funziona come un personaggio e può liberamente dare espressione alle sue

idee e alle sue percezioni. Quindi non avviene in Conrad uno sconfinamento

dell’elaborazione dello spazio fisico esterno e dello spazio filosofico interno

(diversamente dal classico narratore onnisciente).

La narrativa novecentesca ha rifiutato l’onniscienza, dando così libertà di

giudizio al lettore. In Conrad il fatto di separare descrizione sensoriale e

interiore opera un evidente distacco dalla tradizione precedente.

l’I sopraggiunge quando alla fine del viaggio ogni marinaio va per la propria

strada, garantendo così emozione e coerenza. Questa conquista finale della

coscienza di sé ci aiuta a definire la voce che narra la vicenda. La voce va da

they, a we, a I alla fine. Questo significa che prima i marinai sono oggettivati e

presentati dall’esterno, mentre alla fine essi sono visti dalla prospettiva di un

soggetto che li descrive, con il passo intermedio del we.

Analisi dell’istanza narrativa (Genette): categorie che rendono conto delle

relazioni tra il narratore e la storia da lui raccontata.

1) tempo della narrazione: posizione temporale rispetto alla storia narrata. In

questo caso l’uso del tempo passato, lasciando indeterminato il tempo che

intercorre fra l’avvenimento e il racconto. Tuttavia negli ultimissimi paragrafi fa

la sua comparsa il tempo presente quando dice ‘I never saw them again’.

Creando un ponte fra la storia ed il tempo presente. Questa frase termina con

un futuro: ’the graveyards of the earth will account for the rest’. Che stabilisce

di riflesso il tempo presente e annulla la distanza fra azione e atto narrativo.

2) livello narrativo: l’istanza narrativa ha un solo livello, quello extradiegetico.

Non ci sono cioè inserimenti di racconti di secondo grado o metadiegetici: la

vicenda narrata è unica.

3) categoria della persona: ci sono due possibilità da parte del romanziere

che può scegliere di far raccontare la storia da uno dei personaggi o da un

narratore esterno. Se il narratore è assente dalla storia narrata si definisce

eterodiegetico, se è presente nella storia si definisce omodiegetico. In

TNOTN abbiamo con they un racconto eterodiegetico e con il we

omodiegetico, anche se si tratta di una varietà collettiva.

Il campo d’azione del narratore onnisciente viene limitato in quanto questo

non entra mai nella psicologia dei personaggi, ma si limita a suggerirle

tramite similitudini. La funzione psicologica è di competenza del narratore-

marinaio.

Lo scenario esotico in Conrad è interiorizzato dai personaggi: la quiete del

cielo stellato suscita nei marinai un desiderio di pace e serenità, mentre il

comparire del sole spesso suscita turbamento. Spesso il mondo esterno e

quello interno sono ‘confusi’ nel senso che sono descritti negli stessi termini e

gli elementi del mondo naturale sono antropomorfizzati. Si attribuisce al mare

il sentimento della compassione, la natura qui ha l’aspetto di una presenza

che vigila sull’uomo non per proteggerlo ma per minacciarlo. Quindi non c’è

una visione panteistica: i marinai non si sentono parte della natura, ne

rispecchiano solo l’umore nell’attesa dei pericoli che la natura può gettare su

di loro.

La funzione registica non ha spazio in un romanzo dove tutto avviene

all’interno dello stesso setting.

La funzione metanarrativa è registrabile nel cambio di prospettiva da they a

we, questo cambiamento indicherebbe infatti l’operazione del narrare nel suo

farsi, rispecchiando il processo narrativo in atto.

La funzione drammatica e quella ideologica sono presenti nel testo con un

rapporto di proporzionalità inversa. Il narratore è presente nella storia con

interventi. Conrad non fa parlare Singleton, ma non fa nemmeno sì che sia il

narratore onniscente a svelarne i pensieri, lasciando al lettore la possibilità di

interpretare il suo mutismo, nessuno del resto avrebbe potuto interpretare il

suo misterioso mutismo.

Il narratore non stabilisce con il lettore un dialogo diretto: non ci sono appelli

espliciti. Le funzioni fatica e conativa sono presenti solo nella misura in cui un

racconto necessita per forza di cose di un destinatario, che viene interrogato

perlopiù tramite domande che lo fanno riflettere.

funzione trasfigurativa, che trasferisce la materialità del narrato su livelli di

significazione generalizzata. Sertoli riesce dimostrare che nel romanzo c'è

un'allegoria politica. L'intenzione dell'autore sarebbe quella di presentarci il

mondo della barca come una comunità ideale basata sui valori della

solidarietà e della fratellanza, specie di quella società preindustriale che sta

per essere distrutta da quella industriale, simboleggiata nel testo dalla

metropoli di Londra. L'opposizione di questi: crea l'interno del racconto una

serie di economica di immagini simboliche con valenze opposte. La prima

antitesi che compare è quella tra il veliero Narciso dei piroscafi, legata

all'opposizione tra il mare e la terra. Il Narciso è ancora un rappresentante

della vecchia società opposto alla metropoli, quale luogo dell'isolamento del

lavoro alienato, della crisi di ogni rapporto umano della perdita di ogni etica.

Abbiamo anche cona contrapposizione fra free trade e capitalismo. Il Narciso

è arrivato in porto senza aver superato la crisi che lo ha intaccato durante il

viaggio, per cui la conclusione del viaggio ha coinciso con la morte dei valori

etici che doveva incarnare. Muore la società in cui Conrad credeva e che

raffigurava con l'immagine del veliero. Ora il futuro è il mondo di Londra e

dell'industrializzazione. Il noi corrisponde alla coscienza collettiva della nave,

è perciò contrario al they della terra. La crisi che intacca la nave è una crisi

del noi e consiste nell'istituzione di soggetti individuali, tanti io che si

disperdono all’arrivo a Londra.

Inoltre l’io e anche la storia di Conrad, il viaggio compiuto nel testo è lo stesso

viaggio che ha compiuto Conrad dall'oriente all'Occidente. Nel nuovo mondo

l'artista ha uno spazio, ma è lo spazio dell'irrealtà, quello della letteratura

ossia la possibilità di far rivivere ciò che non esiste più. L’io finale dell'artista

ha acquistato l'autocoscienza dell'arte che nasce nel momento in cui muore

l'oggettività della comunità organica.

TNOTN è anche il testo nella cui Prefazione Conrad inserisce il manifesto

poetico della sua arte. The Preface compare nel 1897 sulla rivista letteraria

The New Review. I due sottotitoli che sono stati dati: A Tale of the Forecastle

e A Tale of the Sea sono emblematici e complementari perché portano

attenzione al duplice valore che il mare rappresenta: quello di una comunità

che si aggrega sul castello della nave e quello del mare in sé stesso.

Conrad aveva ricevuto brutte recensioni per i suoi due lavori precedenti e

aveva riposto tutte le sue speranze in questo lavoro, che ebbe grande

successo soprattutto in USA.

L’impressionismo letterario

Preface: the aim of the writer is to present the obscure lives of few individuals

FAI STASERA

L’impianto narrative è ricco di scene drammatiche e di passi descrittivi di

notevole intensità poetic ache riguardano la nave e il mare. c’è una

meticolosa attenzione al dettaglio fisico, al movimento. La parte narrativa in

terza persona è caratterizzata da una notevole attenzione all’ambiente

esterno con valore evocativo della descrizione usata per suggerire gli

atteggiamenti psicologici.

Nel suo Preface, Conrad sottolinea l’importanza della descrizione del visible

universe, to make you see. Ma quel vedere è un vedere dentro e oltre le

apparenze, l’essenza nascosta. Quindi significava proiettare la verità interiore

dell’artista nel paesaggio raffigurato.

Le immagini in Conrad formano il tessuto stesso del testo. L'impressionismo

di Conrad consiste in massima parte nell'impiego evocativo della metafora

della similitudine, sempre coinvolgenti una modificazione dell'oggetto

presentato secondo una visione soggettiva. L'impressionismo letterario aveva

in comune con quello pittorico una rappresentazione del vero secondo

l'impressione personale dell'artista, in modo rapido e sintetico. Conrad

condivideva queste idee con Ford Madox Ford. Lo scrittore impressionista

non aspira più a descrivere in modo ordinato preciso la realtà, quanto

piuttosto a suggerire, cogliere e ricreare per i lettori l'impressione del

momento, l'effetto di sensazioni multiple che sono contemporanei nella

coscienza dell'individuo. Tutto questo suggerisce una relazione con le

dottrine estetiche di Hume e l’Imagismo di Pound (che afferma “an image is

that which represents an intellectual and emotional complex in an instant of

time”). L'arte di Conrad non è basata sulle forme esteriori, non è solo una

semplice registrazione delle sensazioni epidermiche ma una meditazione dei

segreti della natura per attingere la verità.

Le metafore e le similitudini sono gli strumenti indispensabili per la

produzione di immagini così concepite. Yelton nota come la facoltà metaforica

di Conrad venga stimolata nei momenti di crisi emotive e morali e nelle scene

di azione concentrata e accelerata e distingue la produzione di immagini in

due tendenze: inwardness e outwardness. Le ultime sono quelle finalizzate a

rendere la massima giustizia all'universo visibile, mentre le prime sono volta

la rappresentazione dei contenuti soggettivi e saranno esplicitate dalla figura

di Marlow, che ha la funzione di riflessione e commento. In TNOTN

l'immagine del tipo esteriore è nettamente predominante ma dopo questo

romanzo la proporzione si capovolge bruscamente a favore dell'immagine

interiore (Heart of Darkness). Quindi in TNOT le immagini esteriori sono la

maggioranza e l'impressionismo di Conrad è ancora sensoriale. Accade però

spesso che la metafora puramente sensoriale e impressionistica affondi la

sua identità con quella degli Stati interiori. Abbiamo già parlato della

proiezione della natura e del tempo atmosferico nei personaggi.

La descrizione è sensoriale, anche perché Conrad stesso afferma nel

Preface che l’arte può essere percepita solo attraverso i sensi. È importante il

parallelismo con la poetica imagista perché ne evidenzia il valore realistico

delle immagini di Conrad. Il principio primo dell’imagismo era il “direct

treatment of the thing, whether subjective or objective”, una rappresentazione

fedele e rigorosa delle impressioni dell'artista, della sua percezione

immediata. Possiamo definire le metafore in congiunzione con il concetto di

mimesi. La nozione di simbolo che ha più interessato all'età moderna e quella

che gli conferisce un valore più ampio e generico rispetto a quello

strettamente tecnico usato per indicare figure retoriche. Con simbolo ci si

riferisce a una dimensione non solo linguistica ma anche conoscitiva.

Nozione di simbolo (Ceserani-De Federicis):

1) il simbolo viene sempre più identificata con la concretezza: c'è simbolo là

dove l'idea si identifica con una forma sensibile; nel simbolo la percezione

sensoriale è prioritaria.

2) il simbolo è anche espressione del sentimento del soggetto, che proietta

nel mondo il suo stato d'animo: in esso mente natura tendono a unificarsi

3) nel simbolo quindi la funzione espressiva del linguaggio e quella semantica

sembrano coincidere: il soggetto nel momento stesso in cui rappresenta la

natura ne interpreta il significato e si esprime emotivamente

4) l'attitudine simbolica è antropomorfizzante: il soggetto percepisce se

stesso e gli oggetti esterni come partecipi di una totalità, coglie negli oggetti il

proprio stesso stato d'animo.

5) il simbolo ci rimanda a qualcosa che sta oltre i fenomeni, e che è spesso

identificato con una fonte trascendente, non materiale

6) il concetto di simbolo viene a coincidere con quello stesso di arte

Le metafore di Conrad sono il frutto della percezione soggettiva del reale e

soprattutto hanno quel valore di indefinitezza che lascia trasparire i suoi

significati molteplici della possibilità di grandi interpretazioni quanti sono gli

eventuali lettori. L'aspetto misterioso del paesaggio naturale è il simbolo di un

misterioso paesaggio interiore (si rimanda a qualcosa che va oltre, senza

definirlo).

Le configurazioni discorsive

nell'ambito delle immagini definite inferiori è possibile individuarne una serie

impiegata tematicamente, in maniera allusiva. Si tratta di una ricorrenza, di

una moltiplicazione di metafore con una referenza identica.

Per esempio la serie di immagini legata al tema della mortalità, ossia una

famiglia di immagini che si dirige verso la crisi centrale del romanzo (siccome

Jimmy è il centro psicologico dell'azione sulla nave). Jimmy Wait è un

personaggio in carne ed ossa sia una figura simbolica che costituisce il

pretesto delle angosce dell'intero equipaggio. Questo personaggio diffonde

intorno a sé un'ombra lugubre e inquietante, tanto che il suo primo attacco di

tosse risuona like two explosions in a vault. Sono morti anche i riferimenti alla

tomba e con l'avvicinarsi della sua agonia le immagini di morte diventano

sempre più esplicite. Le prime immagini di morte sono già presenti nel primo

capitolo: le cuccette sono paragonate a coffins, il castello a un sepulchre.

Anche gli oggetti inanimati vengono contagiati da questa a una lugubre

dando origine ai margini violente e macabre (vestiti come fantasmi).

Nel dizionario di Greimas-Courtes Le configurazioni discorsive appaiono

come dei micro racconti che possiedono un'organizzazione autonoma

acquisendo dei significati funzionali corrispondenti al dispositivo d'insieme.

Jimmy svolge un ruolo attanziale: secondo la lettura più superficiale egli

svolge la funzione di ostacolo all'interno di uno schema a parziale, che ha

come attante soggetto l'intero equipaggio del narciso e come attante oggetto

di ritorno nel porto di Londra, cioè la vita dopo averla rischiata. Tuttavia c'è un

piano profondo dell'inconscio, che narra la storia, che negativizza Jimmy

(infatti dalla prima volta che viene presentato è una figura enigmatica,

equivoca). Jimmy è equivoco: da una parte incarna un'apparenza di ordine e

civiltà: è corretto nei modi e nel linguaggio, dall'altra si scorgono in lui

elementi della natura, del suo essere selvaggio, una brutalità. La sua

ambivalenza è quella tra civiltà e natura, che rappresenta la crisi e regresso

al quale avrebbe condotto la nuova società industriale. Jimmy desidera la

vita: egli recita la parte della propria morte, per vivere. La sua malattia infatti è

reale e lui la recita come se si trattasse di una mistificazione, per esorcizzare

la propria morte. Perché l’esorcismo abbia successo, la voce deve

diffondersi, e proprio così si diffonde l’aura lugubre, insieme al sospetto che

egli stia mentendo per evitare il lavoro. Questo ha la capacità di rompere i

legami e rapporti, la fusione che l'equipaggio aveva trovato sul mare. Egli

disunisce ciò che prima era unito, un demonio sul Narciso.

La malattia è il simbolo della crisi dei valori etici della società del Narciso. La

crisi che assale la nave è proprio la crisi che asseriva la civiltà di Conrad nel

momento in cui egli scriveva, una decadenza.

Conrad afferma che l'effetto dell'arte è di evocare un'emozione e sollecitare

un atteggiamento attraverso l'azione delle impressioni sensibili, agendo sui

sentimenti sulla parte irrazionale del lettore. Strumento per raggiungere

questo effetto sono le parole, un uso del linguaggio che punti sulle capacità

educatrici e suggestive.

Anche Jimmy si serve del linguaggio per far presa sulla pietà dei marinari, per

sopravvivere.

Altra configurazione: il personaggio di Dunkin è legato a immagini di

sporcizia, che in maniera analoga parte da un personaggio per estendersi poi

sugli altri sull'ambiente circostante: fumo di tabacco, terra, macchie. La

sequenza di immagini è sensibilmente maggiore nel primo il quinto capitolo:

nel primo attorno alla figura di Dunkin, nel quinto attorno a Londra, città

industriale e simbolo della terra intera.

Dunkin si connota come il personaggio della sordida terra in contrapposizione

al limpido mare. Questa posizione mare è la costituisce un topos nella

narrativa di Conrad, anche esprimibile come l'opposizione tra la civiltà

preindustriale e la civiltà industriale. Il male è il vago della vecchia società che

ha i suoi rappresentanti in Singleton, marinaio incorruttibile puro, è in grado di

valori ideali che dovrebbero essere rispettati dalla comunità del Narciso. Esso

rappresenta la civiltà preindustriale essendo un veliero e non un piroscafo a

vapore, imbarcazione legata alla terra. I principi del mare sono ferrei e non

possono essere compresi dalla gente di terra (landlubbers).

La terra è il simbolo della civiltà industriale, luogo dell'infanzia e della sozzura

rappresentata da Dunkin, che afferma i propri diritti senza adempiere ai propri

doveri. Dunkin sulla nave si presenta come colui che vuole svegliare marinari

perché prendano coscienza della loro situazione di sfruttati e incitare la

ribellione, perciò rivela un atteggiamento critico nei confronti del sistema di

valori su cui si regge la vita sulla nave, ma in realtà vuole essere lui ad

opprimere e sfruttare. Egli però non ha appeal sull’equipaggio e viene

ascoltato solo in momenti di ozio. Dunkin ha bisogno di Jimmy: si serve della

sua azione disgregatrice, che inizia a funzionare dopo la tempesta.

Due figure lessematiche che si pongono come quelle centrali delle due

configurazioni:

1) black mist, figura principale della configurazione della morte di Jimmy.

Convoglia anche un'immagine fisica: una sensazione di freddo: cold and

gloomy, è simbolo di uno stato d’animo cupo e tetro.

2) haze of tobacco smoke: una nebbia, una foschia che si diffonde nella

nave, che inquina tutto ciò che la circonda, simbolo di una sporcizia morale

ed etica. Contrapposizione fra la sporcizia della terra e il mare incorruttibile.

L’opposizione terra-mare è testimoniata dal primo capitolo: Singleton è il

vecchio marinaio incorruttibile, la nuova gente che deve salire sulla barca è

condotta tramite shoreboats, imbarcazioni legate alla costa, e sono un

elemento di disturbo dell’equipaggio.

Il capitano è separato dagli altri, comunica con il suo equipaggio solo

attraverso gli ufficiali.

Un lettore non comune

The Common Reader, V.Woolf, 1932, la seconda serie. La Woolf coglie il

tratto distintivo della scrittura conradiana, ponendolo fra i moderni. Egli infatti

appartiene più propriamente a due mondi e a due stili letterari, quello del

romanzo di avventura e quello della modernità. La narrazione di Conrad ha

una doppia valenza: da una parte quella biografica, dall’altra quella affidata al

narratore, Marlow, in grado di commentare, osservare, far esperienza di

epifanie.

I moment of vision di Conrad non sono come i moments of being della Woolf,

ma lo annovera comunque fra i premodernisti.

Conrad, che ha sempre avuto come cruccio il problema dell’inglese che per

lui non era la prima lingua, viene così riconosciuto come scrittore inglese

ispirazione per il futuro.

Titani in tempesta

Gli articoli di Conrad sul Titanic mostrano il lato marinaresco di Conrad in

dettaglio. Sono riflessioni a caldo sull’evento del Titanic che aveva sconvolto

l’opinione pubblica. La disgrazia è la testimonianza di quanto sia

fondamentale il rispetto del “codice del mare” di Conrad e l’evento funziona

come un’epifania. Il progresso secondo Conrad maschera un intento

utilitaristico e lo sfruttamento commerciale (vite sprecate per nulla, per una


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Corso di laurea: Corso di laurea in scienze linguistiche (BRESCIA - MILANO)
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ChiaraHelder di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Bendelli Giuliana.

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