Il gotico
La traduzione della bibbia
Nel gruppo germanico orientale l'unica popolazione di cui ci è documentata la lingua è quella dei Goti. Sono giunti fino a noi solo alcuni frammenti della traduzione della bibbia effettuata nel 4 secolo dal vescovo visigoto Wulfila e comprendono: tre quarti del nuovo testamento e tre capitoli del libro di Neemia. Per quanto riguarda la traduzione, i documenti sono scritti in una lingua estremamente dotta, influenzata dal modello greco e finalizzata a precise necessità liturgiche. Inoltre, la traduzione di Wulfila documenta il primo contatto diretto dei germani con il mondo mediterraneo colto e letterario.
La storia dei Goti
I Goti cominciarono ad entrare in contatto con l’Impero Romano già dal 3 secolo d.C. dopo che ebbero lasciato le antiche sedi sulla bassa Vistola, dove sono segnalati da Tacito. Vi è anche una leggenda di un’origine dei Goti dalla Scandinavia che non è confermata con sicurezza dai dati archeologici e linguistici.
Nelle sedi meridionali i Goti fondano un dominio relativamente stabile suddiviso tra le due grandi tribù degli Ostrogoti ad est e Visigoti ad ovest. Nell’ultimo quarto del 4 secolo, gran parte dei Goti abbandona l’Europa orientale per dirigersi verso le regioni dell’impero occidentale. I Visigoti varcano più volte il Danubio fino a giungere in Italia, dove saccheggiano Roma nel 410.
Nel 418 fondano, a sud ovest della Gallia, il regno di Tolosa estendendo il loro dominio fino a gran parte della penisola iberica, dove, sconfitti dai franchi nel 507, si ritirano consolidando il loro regno fino alla conquista araba nel 711. Nel 375 il regno ostrogoto viene travolto dall’invasione degli Unni, e mentre alcuni Ostrogoti si rifugiarono nella penisola di Crimea, la maggior parte di essi, soggiogati da Attila, segue le sorti degli Unni, con i quali vivranno per un certo periodo in stretto contatto. Dopo la morte di Attila, gli Ostrogoti riacquistano l’indipendenza e si stabiliscono nella Pannonia e nel Norico come federati dell’Impero Romano. Alla fine del 5 secolo invadono l’Italia sotto la guida di Teodorico.
Wulfila
I due momenti più importanti per l’evoluzione culturale sono:
- Impatto con il mondo greco-bizantino
- Conversione al cristianesimo tramite i Visigoti
La figura del vescovo Wulfila e il prestigio della sua traduzione furono determinanti per l’acquisizione e diffusione del cristianesimo da parte dei Goti. Lo stesso Wulfila sembra essere un tipico rappresentante della minoranza dei Visigoti che cominciano ad operare una revisione della tradizione germanica alla luce dell’acquisita cultura greca. Fu elevato al vescovato nel 341 a Costantinopoli e si fece promotore della diffusione del cristianesimo ariano tra i Visigoti.
La lingua della bibbia gotica
Tra le varie opere di Wulfila, solo la traduzione della bibbia è giunta in parte fino a noi. Il testo gotico rivela una sensibilità linguistica raffinata da parte del traduttore in rapporto alla difficoltà dell’impresa. Da un lato, infatti, la lingua gotica possedeva una tradizione letteraria limitata alla poesia orale di genere epico o encomiastico. Dall’altro lato, la lingua della bibbia presentava straordinaria ricchezza e varietà di generi e stili. Wulfila riesce a piegare la lingua gotica al testo biblico sfruttandone le possibilità espressive, ampliando il significato della parola gotica, creando nuovi vocaboli e attingendo al lessico greco e latino.
L’equilibrio tra innovazione e rispetto della tradizione linguistica indigena, crea un’opera di novità e raffinatezza in un dialetto germanico del 4 secolo. L’impianto grammaticale germanico non sembra quasi mai compromesso dall’influenza del greco poiché il criterio è di rispetto della lettera del testo sacro che invita a non modificarne in maniera sensibile la struttura della frase e del periodo. Per quanto riguarda il testo gotico, esso non corrisponde perfettamente ad alcuna delle versioni greche rinvenuteci. Anche se non è escluso che Wulfila possa aver utilizzato anche delle versioni latine, l’ipotesi più accreditata è che il testo wulfiano abbia subito una revisione più tarda, posteriore all’inserimento dei Goti nel mondo occidentale e ai contatti con la tradizione latina.
Documenti della lingua gotica
I biografi di Wulfila confermano che per la stesura della sua traduzione egli inventò un alfabeto che utilizza l’onciale greco del 4 secolo integrato con segni tratti dall’onciale latino e dall’alfabeto runico. Sembra accertato che anche i Goti abbiano conosciuto ed usato la scrittura runica. Alcune delle iscrizioni runiche più antiche possono essere attribuite ai germani dell’est e si possono considerare scritte in gotico o in qualche altro dialetto germanico.
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