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La madre, abbandonata dopo soli 3 anni di matrimonio dal marito, muore ben presto; il giovane Hoffmann

cresce così praticamente nella famiglia dello zio materno Otto Döerferr. Sull'educazione del futuro scrittore

influirà però molto di più il prozio Vöthory, un vecchio magistrato che indirizza il giovane alla carriera

giuridica. Ma già il liuto della giovane zia Füsschen aveva destato in Hoffmann la sua acutissima sensibilità

per la Musica. La lettura poi delle opere di Jean Jacques Rousseau, William Shakespeare e Laurence

Sterne - nonché di testi mistici, cabalistici e filosofici - aveva acceso in lui la passione per la Letteratura.

Finiti gli studi di Diritto, si reca a Glogav, in Slesia, in qualità di giovane assistente presso uno studio

notarile. Qui conosce l'enigmatico pittore italiano Molinari, che diverrà il modello di molti suoi personaggi.

In seguito viene nominato assessore di tribunale a Berlino, Poznan, Plock e Varsavia... ma, ormai sedotto

dall'Arte, abbandona poco dopo tali mansioni per tentare i primi passi come compositore e pittore. I clienti

tuttavia rifuggono dal realismo caricaturale dei suoi quadri, né le sue sinfonie, arie, sonate, messe ed opere

teatrali - oggi in gran parte perdute, a parte Aurora, Prinzessin Blandine, Undine e il balletto Harlekine -

avranno miglior fortuna.

Nel 1808 trova un posto a Bamberg come direttore d'orchestra. Vi trascorre alcuni anni di tranquillità

economica... ma già dal 1812 è costretto a spostarsi da una città all'altra, obbligato com'è a seguire gli

spostamenti della compagnia teatrale. E' tuttavia in questo periodo turbinoso, incoraggiato dall'amico ed

editore Kunz, che Hoffmann si volge risolutamente all'attività letteraria, che ne avrebbe fatto in breve uno

degli scrittori più popolari in Germania. Iniziata nel 1808 con il racconto Ritter Gluck, tale attività condensa

nel giro di 14 anni una produzione vastissima, apprezzata ancora oggi.

Nel 1810 inizia, per la rivista musicale di Lipsia, le sue famose recensioni critiche musicali e di regia teatrale.

Nel 1814, ispirandosi al The Monk di Matthew Gregory Lewis, scrive, sulla scia del gothic novel di quegli

anni, il romanzo Die Elexiere des Teufels. All'epoca però la fama di Hoffmann-scrittore non era ancora

consolidata: rifiutato da molti editori, il libro viene così pubblicato solo nel 1816... riscuotendo un successo

trionfale soprattutto in Inghilterra, Francia e Russia!

Ma Hoffmann va soprattutto ricordato per i suoi racconti - in verità inizialmente incompresi e rifiutati poiché

ritenuti «troppo stravaganti e morbosi» - la cui originalità sta nell'aver introdotto, con assoluta naturalezza,

l'elemento fantastico della Magia e del soprannaturale, e il gusto del mistero e dell'incubo, nella mediocre

vita quotidiana: nelle sue storie si alternano infatti ragione e follia, ironia e commozione, assurdità

buffonesca e coerenza psicologica, presenze demoniache e rievocazione scrupolosa di epoche storiche.

Ricorrono in esse i motivi della telepatia, della suggestione, dell'ipnotismo, dello sdoppiamento della

personalità, della regressione infantile, dello smarrimento, della perversione. Nel 1919 Sigmund Freud dirà

di esse essere straordinarie precorritrici dell'analisi dei processi dell'inconscio.

Tra i componimenti hoffmanniani brevi più celebrati - apparsi nelle raccolte Phantasiestücke in Callots

Manier (1815), Nachtstüke (1817) e Die Serapionsbrüder (1821) - non possiamo non citare: Don Juan (1813)

in cui rivive l'infelice passione amorosa dell'autore per Julia Mark, Nachricht der Neuesten Schicksalen des

Hundes Berganza (1815) ironica ripresa di un personaggio di Miguel de Cervantes, il sofferente Rat Krespel

(1816), Der Sandmann (1816) - suo capolavoro - sull'impossibile amore di un giovane per la bambola

meccanica Olimpia, Die Bergwerke zu Falun (1819) ispirato ad un reale fatto di cronaca del primo

Settecento, Das Fräulein von Scudery (1819) un racconto giallo ante litteram ambientato nella Francia del

Seicento, Des Vetters Eckfenster (1822) esempio modernissimo di racconto senza trama, e il classico sui

vampiri Vampirismus (1828). A questi racconti si affiancano poi le wirklichkeitsmärchen - le fiabe realistiche

o della Realtà - geniali creazioni hoffmanniane in cui la magia e gli incanti del "regno del meraviglioso" si

mescolano con la malinconia e i sogni della Realtà: il romantico Der Goldene Topf (1814) fiaba surreale e

insieme deliziosa stampa della provincia tedesca dell'epoca, la favola per bambini Nussknacker und

Mausekönig (1816), Klein Zaches, Genannt Zinnober (1819) gustosa ed amara fiaba che satireggia

l'assolutismo restaurazionale e l'illuminismo razionalista, il balletto narrativo Prinzessin Brambilla (1820)

felice sintesi di mito e cronaca, fiaba e realtà, sullo sfondo di un immaginario carnevale romano che, con le

sue riflessioni sull'Uomo e la condizione Umana, è uno straordinario racconto d'iniziazione alla conoscenza

del proprio Io e del mondo, e Meister Floh (1822). Due tipi di storie aventi dunque esiti opposti... nei

racconti la ricerca della perfezione da parte dell'Uomo conduce infatti soltanto alla morte o alla follia - vista

l'impossibilità di superare l'unica realtà che a lui è concessa, mentre nelle fiabe tale ricerca porta invece

l'Uomo a riconciliarsi con la Natura e col mondo, lasciando affiorare - nell'immancabile happy end - un

«universo felice».

In campo letterario Hoffmann si crea anche un doppio, al quale fa vivere la vita che avrebbe voluto condurre

lui stesso: il maestro di cappella Johannes Kreisler, musicista di genio impazzito per amore e caricatura ed

esaltazione di Hoffmann stesso. Kreisler è il prototipo dell'artista romantico e moderno: un artista che non

riesce a comporre per l'eccesso di sensibilità che gli impedisce ogni distacco creativo; per comporre ha

pertanto bisogno dell'alcool o di altri eccitanti che lo liberino dall'intelletto e gli offrano una realtà artificiale.

Già apparso nei racconti Kreisleriana (1813) e Johannes Kreisler, des Kapellmeisters Musikalische Leiden


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Corso di laurea: Corso di laurea in lettere (BRESCIA - MILANO)
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