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portava a provare momenti di pronfonda sofferenza e angoscia (soprattutto negli attimi prima

dell'attacco), ma anche momenti profondamente felici ed emozionanti. Egli era in grado di trasformare

gli istanti di crisi epilettica nel punto supremo delle proprie opere, ma soprattutto non solo come

momenti tristi, ma come momenti di rivelazione, estasti, felicità ("felicità crudele") che addirittura lo

portarono ad affermare

"credetemi, non lo scmabierei con tutte le gioie del mondo"

Tutti i cambiamenti emozionali e interiori che questa patologia portava con se sono finemente descritti

in numerosi dei suoi romanzi e da numerosi dei suoi personaggi, che ovviamente hanno una

connotazione fortemente autobiografica (tra cui PRINCIPE MISKYN, opera L'Idiota).

I suoi testi, secondo Borgna, sono la testimonianza dell'importanza della comunicazione e del dialogo

per comprendere l'interiorità e l'esperienza della malattia. La malattia stessa fu fondamentale secondo

Borgna per D, poichè fu proprio quella a dargli quella sensibilità e quella genialità rintracciabile nei suoi

testi (altro elemento fondamentale della patologia secondo Borgna: patologia non solo come elemento

negativo, ma anche come elemento positivo, fonte di genialità, sensibilità e profondità).

Ciò che vuole concludere Borgna da questo esempio di personalità, è riportato nell'opera de L'Idiota,

scritto da D stesso:

che importa che questa tensione sia ANORMALE, se il suo risultato, la sensazione di un minuto o

secondo, ricordata poi e analizzata nello stato SANO, si rivela formata in sommo grado di armonia e

bellezza, e dà un senso inaudito di pienezza, equilibrio, pace e di trepidante, estatica fusione con la

sintesi suprema della vita?

Borgna vuole trovare un nuovo senso alla sofferenza e alla malattia, che non sia un senso solo

negativo, che non veda la malattia solo come ANORMALITA'. L'importanza di D. è rilevante secondo

Borgna per due motivi:

‐ per la descirizione profonda dell'epilessia, non solo nei suoi sintomi e nella sua manifestazione, ma

anche nella sua profondità esistenziale

‐ per l'importanza che questa esperienza di malattia riveste per il soggetto, anche nell'affrontare la vita o

nello stabilire relazioni, il tutto sempre descritto nelle sue opere

Il romanzo di D insegna che è fondamentale guardare a chiunque abbia in sè dolore e angoscia, malattie

e disperazione, con grande UMANA DISPONIBILITA', poichè l'indifferenza e l'insensibilità farebbero

perdere il vero senso dietro alle loro soggettività.

3. MORIRE DELL'INDICIBILE FIORE DEL SENSO

ANTONIA POZZI: una malinconia lacerante la portò al suicidio all'età di soli 26 anni. Già a 14 anni mostrò

grandi capacità introspettive, scrivendo sullo scorrere del tempo percepito dall'alto della sua malinconia

esistenziale: un tempo lacerato, sfuggente, angosciante. Scrisse numerosi diari, nella quali riportava ogni

suo stato d'animo. Si paragonava a Tonio Kroger, protagonista di Thomas Mann, a causa del desiderio di

vita sopraffatto dalla nostalgia, in un esistenza piena di sofferenza.

Qui, o si muore o si comincia una nuova

Il tema del SUICIDIO è ricorrente, esplicito nei diari del 1935 ("

vita" ), anche se in questi anni sembra che un barlume di speranza sia ancora presente. La nostalgia di

morte diventa sempre più forte tra il 1936 e il 1937: qui troviamo descrizioni di smarrimento,

isolamento, invidia nei confronti dei morti per il loro esser appunto deceduti, stanchezza vitale (tutti

sentimenti molto forti, evidenti sintomi della sua malinconia). Spesso nei suoi diari viene rievocato

l'amore perduto e infranto per Antonio Cervi, suo professore di latino con cui ebbe una relazione, unico

amore che finchè resistette sembrò esser appiglio alla vita. Nel 1937 iniziano le esperienze allucinatorie,

ad esempio Borgna rievoca un pezzo di diario nel quale Antonia parla di un angelo che la prende per

mano e la fa inginocchiare, obbligandola a baciare la terra. Altre tematiche individuabili negli ultimi anni

di vita all'interno dei suoi diari:

‐ l'amore perduto, unico motivo di speranza

‐ sentimenti di estraneità e isolamento: si paragona ad acqua ferma sull'orlo di un precipizio

‐ la morte diventa un concetto positivo, come sollievo all'insensatezza dei giorni.

Oltre ai diari, scrisse numerose poesie, anch'esse specchio della sua anima. Qui la malinconia prende

forma in figure differenti: ad esempio, una poesia fa riferiemento alla solitudine, in cui lei si trova a

girovagare per delle strade buie, sentendosi una piccola ombra.

L'elemento che Borgna vuole porre all'attenzione del lettore è il seguente: tutta questa sua malinconia

interiore passò del tutto inosservata alla famiglia, sottolineando la DIVARICAZIONE E LA DISSONANZA

TRA L'ESTERIORITA' O I MODI DI VIVERE E APPARIRE E L'INTERIORITA'/PROFONDITA' DELL'ANIMA. La

sua sofferenza fa parte di quelli che l'autore descrive come misteri e segreti dell'anima, non decifrati e

colti dagli Altri; sono maschere non svelate. Solo il confronto dialogico può cogliere questi aspetti che

altrimenti, come nel caso di Antonia, non vengono colti!

Anche in questo caso la psicopatologia è fonte di ispirazione e creatività per l'autrice:tutte le poesie di

Antonia partono infatti dalla sua lacerazione inteirore; le sue opere si presentano come le custodi della

sua anima.

4. COSì SILVIA BRUCIA DALIE GIALLE

Sylvia Plath scrisse sia diari (in cui si individuano le incrinature psicotiche comparsee già a 20 anni) che

poesie. In entrambi i casi emerge il conflitto tra la malattia e l'ispirazione creativa.

Nei diari emerge una vita fatta di alti e bassi, lacerata da angoscia e dolore, risucchiata dal fascino della

morte volontaria: dopo il primo tentativo fallito di suicidio nel 1953 all'età di 21 anni, morì esattamente

10 anni dopo, nel 1963, sempre con suicidio. Tra le tematiche di questo primo periodo possiamo

individuare:

‐ un mondo che crolla, insensato, indesiderato

‐ forte angoscia e paura, senso di solitudine: nessuno la può ascoltare e capire (cerca infatti di parlare

con la luna)

‐ desiderio di morte come unica salvezza e sicurezza, per sfuggire ad ogni responsabilità

‐ prime esperienze allucinatorie, come nella lettera ad un demone

Nel 1958 il tema del panico e della depressione diventa sempre più insistente, con temi allucinatori

sempre più preponderanti.

Scrisse anche un unico romanzo (1961) a sfondo autobiografico, in cui narra il primo tentativo di morte

volontaria (ingoiò molte pastiglie di sonnifero, ma spontaneamente lo stomaco le rifiutò e e procurò

forte vvomito che la salvò) e la "cura" che le venne somministrata per la sua depressione e per il tentato

suicidio: l'elettroshock senza anestesia.

Le poesie dilagano invece in una risignificazione psicotica, in cui le associazioni tematiche si fanno

insostenibili e instabili. Ci sono sia poesie normali che lacerate dal tema psicotico:

‐ nasce la metamorfosi del mondo

‐ le associazioni tematiche e di immagini diventano instabili, in cui le esperienze emozionalivengono

divorate dalla frantumazione di ogni senso

3. METAMORFOSI

1. DALLA MALINCONIA ALLA DEPRESSIONE

La psichiatria rigorosa necessita di comprendere i modi di essere della malattia: necessita di ampliare la

conoscenza del paziente dal punto di vissta della depressine dell'angoscia, della sofferenza, della

concitazione emozionale.

Se la depressione si riferisce come concetto ai semplici aspetti somatologici, il termine malinconia

sottolinea anche gli aspetti esistenziali. Potremmo riassumere così:

‐ CLINICA: la clinica si occupa dei sintomi nella loro fondazione biologica; ha interesse diagnostico, in cui

la relazione con il paziente è descritta come oggettivazione e distanza emozionale.

‐ FENOMENOLOGIA: la fenomenologia recupera i modi di essere psiclogici e antropologici, come il

paziente vive la situazione. Le parole chiave sono quinidi: interiorità e sguardo immedesimativo.

Non c'è un metodo migliore del'altro: è necessario secondo Borgna trovare un UNIONE TRA LE DUE

PROSPETTIVE.

Le componenti fenomenologiche della depressione sono:

1) TRISTEZZA come nocciolo di ogni depressione

‐ tristeza psichica: sofferenza

‐ tristezza intenzionale: che porta a tristezza vitale ad una chiusura nei confini del proprio corpo. La

tristezza non ha più aloni psichici, ma il cuore viene sentito in una stretta dolorosa, che porta a modalità

distorte di vivere il proprio corpo

2) TEMPO, non c'è più futuro, non c'è presente, ma solo presente inconsistente ed effimero che

precipita nel passato

3) ESTRANEITA', annebbiarsi e allontanarsi delle percezioni del proprio corpo, degli altri, della realtà,

delle emozioni

4) METAMORFOSI della vita interiore, nei concetti di copa, spazio, corpo, solitudine

La sintomatologia depressiva:

1) COLPA: spesso nasce da sentimenti di incapacità o tristezza vitale, dall'incapacità di reagire

provocando così sofferenza anche ai famigliari. Comporta perdita di iniziativa e di espressività

emozionale. La colpa distrugge ogni speranza nel futuro: estraneità, mdificazioni soggettive di

tempo/spazio, modifiche interiori

2) NON LIBERTA': sentirsi prigionieri del proprio corpo e della propria condizione. La cura, secondo

Borgna, consiste nel:

‐ aiutarli e convincerli di non avere alcuna colpa per il loro stato: loro persisteranno a sentirsi colpevoli,

ma il sentirsi dire di non esserlo li farà sentire meglio

‐ convincerli di esser persone adatte alla vita: la capacità di cogliere nell'amore e nel dialogo è l'unica

scintilla di redenzione

Per riassumere:

La fenomenologia permete di riconoscere la profondità e complessità della condizione depressiva;

sottoline l'esigenza del dialogo e della partecipazione emotiva con l'altro; consente di decifrare il

SENSO della sofferenza del paziente, invisibile agli occhi della razionalità. La psichiatria deve quindi

diventare unione di SCIENZE NATURALE e SCIENZA UMANA.

2. IDENTITA' IN CRISI

Karl Jasper introduce per primo il discorso e il problema dell'identità personale nella psichiatria. Con

identità personale egli intendeva la COSCIENZA DELL'IO E DEL CORPO, a fondamento di ogni esperienza

psichica. è la premessa della vita nel tempo, e ci accorgiamo di ciò solo quando essa entra in crisi e si

frantuma (metamorfosi)


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DETTAGLI
Esame: Ermeneutica
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze psicologiche
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher desidesi92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ermeneutica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Giannetto Enrico.

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