ERMENEUTICA
- Corrente filosofica che nasce nel Novecento, e i suoi maggiori esponenti sono H.G. Gadamer e P. Ricœur.
- L'ermeneutica nasce come interpretazione di testi (scritti o orali) il cui senso non era subito evidente per ragioni di lontananza linguistica, per distanza storica, culturale o psicologica.
- Noi parliamo però dell'ermeneutica contemporanea e riferita all'EDUCAZIONE, perché non si interpreta più un testo, ma l'ESPERIENZA VISSUTA dai soggetti coinvolti nell'educazione. Questa esperienza vissuta si chiama QUASI-TESTO.
- L'interpretazione del quasi-testo non può avvenire fuori dal periodo storico preso in esame (tenendo conto delle emergenze educative), in quanto ciascuna epoca storica costituisce un orizzonte, dal quale bisogna partire per educare. (ORIZZONTE DI SENSO).
← La PRATICA EDUCATIVA PENSATA DEV'ESSERE CONTESTUALIZZATA, altrimenti il rischio è quello di fare della pura filosofia astratta, e non AZIONE EDUCATIVA.
ERMENEUTICA
- Corrente filosofica che nasce nel Novecento, e i suoi maggiori esponenti sono: H.G. Gadamer e P. Ricoeur.
- L'ermeneutica nasce come interpretazione di testi (scritti o orali) il cui senso non era subito evidente per ragioni di lontananza linguistica, per distanza storica, culturale o psicologica.
- Noi parliamo però dell'ermeneutica contemporanea e riferita all'EDUCAZIONE, perché non si interpreta più un testo, ma l'ESPERIENZA VISSUTA dei soggetti coinvolti nell'educazione. Questa esperienza vissuta si chiamano QUASI-TESTO.
- L’interpretazione del quasi-testo non può avvenire fuori dal periodo storico preso in esame (tenendo conto delle emergenze educative), in quanto ciascuna epoca storica costituisce un orizzonte, dal quale bisogna partire per educare. (ORIZZONTE DI SENSO).
- La PRATICA EDUCATIVA PENSATA DEV’ESSERE CONTESTUALIZZATA altrimenti il rischio è quello di fare della pura filosofia astratta, e non AZIONE EDUCATIVA.
- M. Heidegger usa l'espressione "ESSERE GETTATI" nel senso che noi non scegliamo dove e come nasciamo.
- Esser-ci è comprensione (essere presenti a se' stessi e quindi, solo così si possono attribuire significati).
- Egli diceva che ciascuno di noi è abitante del mondo: comprendiamo qualcosa del senso dell'essere a partire dalla nostra situazione originaria (cioè del tempo e del contesto in cui nasciamo).
- "cio' che dobbiamo (vogliamo) comprendere è sempre in parte già compreso (precomprensione), nel senso che quando nasciamo troviamo già un mondo pieno di significati che ci giungono dai contesti di scuola, famiglia, da essa società.
- Questo rende la nostra comprensione del mondo più difficile in quanto non possiamo partire da una COMPRENSIONE NEUTRA.
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Di conseguenza, biogna REINTERPRETARE I SIGNIFICATI (circolo ermeneutico).
- Questo pero' non significa che dobbiamo del tutto eliminare le precomprensioni, ma momentaneamente mettere da parte, tra parentesi, per guardare il mondo con nuovi occhi neutri, per APRIRCI A NUOVI SIGNIFICATI, ma con un' INTERPRETAZIONE DEL TUTTO PERSONALE.
#RICORDA# ↓
I pregiudizi sono costitutivi della REALTÀ STORICA DELLA PERSONA (valore della tradizione e dell'educazione).
> Tornando all'ermeneutica, comprendere un testo significa:
REALIZZARE UN INCONTRO TRA IL MONDO DELL'AUTORE E IL MONDO DEL LETTORE,
- e, per quanto riguarda l'educazione, comprendere il quasi testo è
REALIZZARE UN INCONTRO TRA IL MONDO DELL'EDUCATORE E IL MONDO DELL'EDUCANDO.
> È ovvio e assai fondamentale tenere conto dell'aspetto soggettivo, perché ciascuno, anche in base alla propria situazione originaria, ha una propria interpretazione del mondo.
PERSONALIZZAZIONE DELL'ESISTENZA!
> Un lavoro di comprensione non può dirsi mai finito, perché l'educando, con il tempo, diventerà educatore e comincerà a comprendere il mondo del suo educando.
- P. Ricoeur dice che un modo radicale di mettere in questione il primato della soggettività è quello di assumere come asse ermeneutico la teoria del testo.
- Il problema principale non è quello di ritrovare, dentro al testo, il significato perduto, bensì quello di dispiegare, davanti al testo, il "mondo" che il testo apre e scopre (si dispiega il mondo dell'educando e del suo desiderio d'essere → presa di consapevolezza).
? Qual è dunque il problema essenziale?
- È sapersi leggere davanti ai testi, interpretando ed esplicitando i segni, il soggetto fa l'esegesi della sua esistenza.
- L'interpretazione dell'esistenza in modo autonomo dall'educando (che dovrebbe coincidere con l'età adulta).
- La situazione originaria per un soggetto viene definita da Ricoeur "appartenenza", concetto secondo cui la coscienza è preceduta da relazioni (che noi non scegliamo, come per esempio la relazione genitori-figli).
- Questa appartenenza però, non basta per educare in quanto, perché la persona diventi indipendente, bisogna che questa inizialmente prenda le distanze dall'appartenenza (di solito questo fase coincide con l'adolescenza): questa è la fase della distanziazione.
- La seconda fase («educare una persona») è quella dell'appropriazione, ossì quando la persona, dopo avere preso le distanze dalla propria appartenenza, la si reinterpreta.
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